Inter… quando i nodi vengono al pettine

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Non pariamoci dietro un dito, non servirebbe a nulla, nelle ultime gare l’Inter ha messo in mostra più magagne di quelle che ci dovrebbero essere. O meglio, più magagne di quelle che sembravano esserci.
I cali di attenzione e tensione nel derby, la sofferenza nel finale di partita contro la Sampdoria e le difficoltà di riuscire a chiudere la gara contro l’Hellas Verona (sempre rispettando e mai sottovalutando tutti gli avversari), non possono essere cancellati dalla prestazione di Napoli, dove comunque qualche problemino è stato evidenziato.

POCA O TROPPA FIDUCIA? – Che qualcosa sia cambiato in casa Inter, sia sotto l’aspetto del gioco, che sotto quello mentale sembrava chiaro a tutti. Merito o meno di Spalletti, le brutte stagioni degli ultimi anni parevano un lontano ricordo. Ma più il campionato va avanti e più certe lacune sembrano ripresentarsi. E parliamo soprattutto dell’aspetto mentale. Paura di vincere? Paura della parte alta della classifica? O pura sufficienza? Si sa che tornare a vincere dopo tante sofferenze, dopo annate buttate via, quando i sogni svanivano già prima della sosta natalizia, sono un bagaglio emotivo che non è facile da portarsi dietro. Ma l’impressione che si ha in queste ultime settimane è che la squadra non riesca ad essere vincente come nelle prime uscite.
Ma quello che ci si deve chiedere, come detto poco fa, è se sia un problema di mancanza di fiducia nei propri mezzi, come se questi successi non fossero “meritati”, o se invece si tratta di “troppa” fiducia in se stessi, come se tutto fosse divenuto di colpo facile, quando facile non è.
Sottovalutare un avversario, qualunque avversario, può essere letale quanto averne timore. Può portare ad una mancanza di lucidità che agevola le sconfitte. E soprattutto crea confusione in campo. Il “bel gioco” (non estendiamo troppo la parola “bel”) mostrato nelle prime partite ha lasciato spazio, almeno a sprazzi, a momenti di totale smarrimento. Un atteggiamento che deve necessariamente far pensare.

LA SOLUZIONE – Spalletti non può far altro che correre ai ripari. Cercare di capire se ci sono, e in caso quali siano le sue mancanze in questo momento per raddrizzare il tiro. E soprattutto riuscire a capire cosa è successo ai suoi giocatori se il problema è fisico e/o mentale. Altri blackout come quelli visti ultimamente potrebbero diventare un vero e proprio handicap per continuare a inseguire gli obiettivi fissati a inizio stagione.

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