A tutta B: il rosa al comando, la doppia freccia dell’arciere, la prima del violinista e B Ready per la 15^

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ROSA AL COMANDO – Manco fossimo al giro d’Italia, nel saliscendi che rappresenta la testa della classifica attuale, alla fine c’è un rosa che la spunta e, in questo caso, è quello abbinato al nero dei colori sociali del Palermo. Il nuovo balzo in avanti dei siciliani avviene grazie alla non così scontata affermazione in trasferta a Cremona (che blocca la serie positiva dei grigioverdi a 8), che permette agli uomini di Tedino di scavalcare il Frosinone. A far da mattatore ancora una volta lo Spezia, che, dopo aver fermato l’Empoli la scorsa settimana, con medesimo risultato, al Picco, impone il pareggio agli uomini di Longo, in una partita finalmente convincente per i liguri, dove a farla da protagonista è stato Gilardino, autore del gol del pareggio su rigore. E a proposito di Empoli, nuova frenata, o, meglio, stavolta una vera e propria inchiodata, dei toscani, che, in anticipo, vanno a perdere a Vercelli, con la squadra di Grassadonia che, così, aggiunge alla vittoria nel derby, un’altra tacca illustre nella propria classifica che, ora, si fa decisamente migliore, dopo che, appena due settimane fa, i bianchi erano ultimi da soli. Il balzo in avanti, così, stavolta tocca al Venezia, che dà un nuovo dispiacere al Perugia, dopo che i due pareggi consecutivi sembravano aver cominciato a rimuovere la classifica degli umbri, ora in piena zona play out, e aggancia il Frosinone al secondo posto; al Bari, che nel posticipo serale infligge un nuovo stop a Zeman, confermando l’inviolabilità del San Nicola e al Parma, che ottiene una significativa vittoria nello scontro diretto con il Cittadella. Prosegue la striscia positiva della Salernitana, arrivata a 11, ma stavolta per raggiungere il pareggio è costretta a rincorrere, prima sullo 0-2 e poi sull’1-3. Pareggi anche per l’Avellino, che impatta a reti bianche con l’Entella, il Carpi, che deve rispondere all’ennesimo gol di Caracciolo per portare a casa un punto dalla sfida col Brescia, e il Novara, che fa 1-1 a Terni. In chiave salvezza, importantissima affermazione del Foggia ad Ascoli, con i pugliesi che lasciano la zona calda, dopo l’ultima sconfitta che tanti scombussolamenti a livello societario aveva determinato la scorsa settimana, e i bianconeri che ora sono da soli in fondo alla classifica.

LA DOPPIA FRECCIA DELL’ARCIERE – Diversi gol segnati in giornata, ma classifica marcatori praticamente immobile, soprattutto nelle primissime posizioni. Si muove solo il capocannoniere Caputo che sale a 11 grazie al gol dell’effimero vantaggio a Vercelli. Poi dietro di lui il nulla: Galano e Nestorovski a 9, Pettinari e Mazzeo a 8, tutti con le polveri bagnate. Così il primo vero significativo movimento si ha a quota 7, dove Improta, un altro fermo in questo week end calcistico, si vede raggiungere dall’inossidabile Caracciolo che con il gol del vantaggio contro il Carpi, quarta gara consecutiva in cui l’Airone è andato a segno, mostra che per certi bomber l’età è solo un numero sul documento d’identità. Fatta la debita menzione per Kone del Cesena (foto di copertina), che realizza uno dei gol più belli della giornata, una bomba di prima intenzione dai 40 metri che si insacca diretta per il momentaneo 2-0 con la Salernitana, la vetrina di questa settimana tocca ad un bomber d’esperienza, unico marcatore multiplo della giornata, che con la sua doppietta ha permesso alla sua squadra di vincere l’incontro e continuare a veleggiare alto in classifica, ovvero Calaiò del Parma. Emanuele Calaiò è una faccia nota del mondo del calcio e, soprattutto, delle classifiche marcatori: attaccante palermitano classe ’82, l’arciere, per il classico modo che ha di esultare, è un professionista dal 1999, quando, dopo le giovanili in Panormus, scuola calcio palermitana, e Torino, esordisce in prima squadra con i granata, nel campionato di massima serie 99/00, in cui mette insieme 7 presenze e già 1 gol. Con i piemontesi resta per due stagioni e mezzo (20 presenze, 3 gol) prima di andare in prestito per mezza stagione alla Ternana, per mezza al Messina, entrambe in B, e poi al Pescara, dove chiude la prima stagione contribuendo alla promozione dalla C1, resta una seconda, in B, prolificissima, in cui realizza addirittura 21 gol, e si ferma un’altra mezza, da 6 reti. Qui la sua carriera compie un salto, visto che arriva la chiamata del Napoli, che, a gennaio 2005, milita ancora in C1. Con i partenopei resta 3 stagioni e mezzo, compiendo tutta la cavalcata che li riporta in A, da protagonista, realizzando 40 gol. Quindi, nel 2008 si trasferisce al Siena, un’altra parte importante della sua carriera, visto che qui si ferma per 4 stagioni e mezzo, tra A e B, realizzando 46 gol. Dopo un fugace ritorno di 6 mesi a Napoli a gennaio 2013, poco memorabile, comincia il peregrinare di questi ultimi anni: una stagione poco fortunata al Genoa, con un brutto infortunio che gli condiziona la stagione, chiusa con 3 gol, una positiva (per lui non per la squadra che rischierà la retrocessione in stagione e poi la otterrà, d’ufficio, per lo scandalo calcioscommesse) al Catania, da 18 gol, una buona allo Spezia da 9 gol, fino alla passata stagione, quando accetta di scendere in Lega Pro col Parma. Il suo contributo alla promozione è determinante, con 15 gol in stagione regolare e 2 nei play off. La conferma per il ritorno in serie cadetta è d’obbligo, così da questa stagione Calaiò è tornato a calcare i campi della B. Inizio un po’ in sordina, anche in corrispondenza del periodo di adattamento alla serie del Parma, che, soprattutto all’inizio, non sembra trovare una quadratura, con un apporto di 3 gol in 13 partite, poi domenica l’exploit, con il ritorno alla duplice marcatura: al 41′ della partita di Cittadella, col risultato ancora sullo 0-0, riceve un passaggio rasoterra sul secondo palo, proveniente da una discesa sulla destra di Insigne, che spinge in rete con un piatto sinistro per l’1-0; all’84’, con il Cittadella che è giunto al pareggio col rigore di Iori, regala i 3 punti alla sua squadra con un tocco di prima intenzione di sinistro su un cross rasoterra da Di Gaudio, giunto sul fondo dopo un’azione sul versante destro dell’area.

LA PRIMA DEL VIOLINISTA – Una delle perle che impreziosiscono il campionato cadetto di quest’anno è, senza dubbio, la presenza, a sgambare in mezzo a giovani di belle speranze ed esperti colleghi nella seconda parte della propria carriera, di un giocatore con un curriculum di livello assoluto, uno che può vantare 514 presenze in massima serie e 57 con la maglia azzurra e un palmares che comprende una Champions, una Supercoppa Europea, un Mondiale per Club, un Europeo U21, addirittura uno scudetto cinese, ma, soprattutto, un qualcosa come un titolo Mondiale. Ovviamente si parla di Alberto Gilardino, in forza allo Spezia. Un Gilardino che, però, in questi giorni sta vivendo delle prime volte assolute per la sua carriera. Intanto, a cominciare dalla militanza nel campionato cadetto, visto che l’attaccante biellese classe ’82 ha dipanato tutta la sua carriera, fin qui, militando solo con formazioni di A, a cominciare dal Piacenza, per proseguire con Verona, Parma, Milan, Fiorentina, Genoa, Bologna, Palermo, Empoli e Pescara, senza contare una parentesi nel campionato di prima divisione cinese con lo Guangzhou. E non avrebbe dovuto militarci neppure quest’anno, perché, dopo la pessima esperienza della scorsa stagione, divisa tra Empoli e Pescara, quest’estate si era allenato a lungo da solo in attesa di una chiamata, convincente, dalla Serie A. Arrivato ad ottobre con proposte poco accattivanti (alcune persino dal Canada e dalla Premier League), ha deciso di cedere al corteggiamento di chi lo aspettava fin da giugno, come ha confermato in una recente intervista lo stesso giocatore, ovvero lo Spezia, il quale, peraltro, gli aveva messo a disposizione i propri campi per continuare ad allenarsi nell’attesa. Così Gilardino, a 35 anni, ha fatto la sua prima discesa in B. Ovvio dedurre che i 189 gol segnati nel campionato italiano fossero tutti in massima serie per cui, sabato sera, ha fatto un’altra prima assoluta. Al 78′ del match interno col Frosinone, sua seconda partita da titolare, al culmine di una prestazione ottima, in cui ha messo in evidenza, a chi ancora ne avesse dei dubbi, cosa possa ancora dare ad un campionato come questo, con gli ospiti già in vantaggio per il gol di Ciofani, si è preso la responsabilità di calciare il rigore fischiato per un fallo di mano in area. Con un tiro angolato, solo toccato da Bardi, ha, così, realizzato il suo primo gol con la nuova maglia e, soprattutto, in serie B, per una rete che non gonfiava dal 15 maggio 2015, Palermo-Verona, regalando un meritatissimo pareggio agli aquilotti, utile per il morale e la classifica in una stagione non facile. Bella l’esultanza dopo il gol, con la sua corsa ad abbracciare allenatore e panchina, a dimostrare un grande attaccamento alla causa bianconera. “La B è un campionato difficile, fisico. Il valore delle squadre è molto livellato, sono tutte organizzate e forti rispetto al passato, non c’è una squadra materasso. Spezia? Mi trovo bene, qui c’è un bel gruppo con un giusto mix di giovani ed esperti. Dobbiamo lavorare per crescere e migliorarci sempre più.” L’era del violinista in B è appena cominciata.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 15^ GIORNATA – Ritorna la Serie A e la B riacquista il classico format: un anticipo venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15 e due posticipi, uno domenica alle 17.30 e uno lunedì alle 20.30. Sfida per la testa che si spalma per quasi tutta l’interezza del programma: apre, infatti, il Frosinone, in anticipo del venerdì, in casa, contro un Avellino un po’ sottotono da qualche settimana; il Palermo, invece, chiude col posticipo del lunedì, anche lui in casa, contro un Cittadella in caduta libera, alla caccia del colpo per cambiare il trend del suo cammino; il Venezia, infine, va a Chiavari per la trasferta contro l’Entella sabato pomeriggio. In campo entrambe sabato, invece, le dirette inseguitrici, pronte ad approfittare di passi falsi eventuali, con il Bari che va a far visita al Novara e il Parma che attende al Tardini l’ultima in classifica Ascoli. Prova a riprendersi dall’uno-due deficitario l’Empoli, sabato pomeriggio in casa contro un Cesena, che, da quando c’è Castori sulla panchina, ha dato più di un grattacapo ai suoi avversari, mentre nel posticipo di domenica, interessantissimo scontro diretto tra la Salernitana, che vuol dare continuità alla propria striscia positiva, e la Cremonese, che vuol dimenticare la sconfitta interna che ha interrotto la sua serie, per ricominciare a volare. Il Carpi, intanto, prova a testare la realtà attuale del Perugia, che, con Breda in panchina non ha conosciuto ancora la vittoria, 2 pareggi e una sconfitta, e vorrebbe, magari, cominciare da sabato con la partita del Curi. Scontro quasi diretto, all’Adriatico, tra la discendente Pescara e la risalente Pro Vercelli, anche in questo caso per tastare il polso reale attuale delle due squadre. E, praticamente con lo stesso distacco di punti, comincerà la sfida del Rigamonti tra il Brescia e lo Spezia, tra due squadre che sembrano in salute. Infine, in chiave salvezza, la Ternana sabato pomeriggio va a far visita ad un Foggia decisamente di buon umore.

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