Milan – Esame Chiave Per La Svolta Contro Il Napoli Del Prof. Sarri

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Quando ero ragazzino anch’io sognavo di poter diventare calciatore e, come ogni buon “wannabe” calciatore degli anni Novanta, accompagnavo il mio sogno con capello lungo e “ingellato”. Un classico, quando finiva l’allenamento, era farsi la doccia di corsa ed inforcare al volo il motorino per raggiungere gli amici in birreria. Tutto rigorosamente ignorando il sacrosanto consiglio di mamma: “Asciugati i capelli che fa freddo”. Figurati! E così, nonostante il fisico ancora giovane provasse a resistere strenuamente ai miei maltrattamenti, la combinazione fatale capello bagnato-gelo invernale bastava a trasformare sistematicamente il più banale raffreddore in un febbrone da cavallo. E, a quel punto, tachipirina e antibiotico diventavano per giorni i miei migliori amici.

NAPOLI-MILAN: SARÀ CALCIO SPETTACOLO AL SAN PAOLO? – Ecco, l’eliminazione della Nazionale dal Mondiale ha prodotto sui tifosi rossoneri, vittime da anni di un raffreddore cronico alimentato  dal virus della mediocrità,  lo stesso effetto dell’accoppiata ricciolo bagnato-gelo padano sul mio fisico da adolescente sprovveduto: un febbrone da cavallo, con la testa che gira al punto da non saper dove sbatterla per farla fermare. Forse l’unica speranza di poter vivere emozioni forti in questa stagione si è sgretolata nella tragica serata di lunedì ed ora sembra decisamente un’utopia pensare che Napoli-Milan possa essere la medicina sufficiente per riprendersi dalla batosta. Tuttavia, quantomeno, i tifosi rossoneri avranno la possibilità di rivedere finalmente in campo una squadra, il Napoli, che gioca a calcio, quello vero. Se poi il Milan dovesse decidere di re-indossare per l’occasione il vecchio abito di gala delle grandi notti del passato, potrebbe venirne fuori uno spettacolo che certo non cancellerà il disastro sportivo di questa settimana, ma potrà almeno riconciliare un po’ gli amanti di uno sport che, anche in Italia, è molto più di quel vuoto di idee espresso dalla Nazionale di Ventura.

MILAN AL BIVIO – La vittoria di Sassuolo due domeniche fa ha sicuramente avuto un effetto positivo sul morale dell’ambiente milanista, che sembra aver riacquisito un po’ di fiducia. Montella in questi giorni ha potuto lavorare in modo più sereno, rielaborando note positive e negative della prima parte della stagione nel tentativo di arrivare finalmente alla svolta che società e tifosi gli chiedono da tempo. Il match con il Napoli è senza dubbio il banco di prova più difficile su cui misurare le ambizioni rossonere. Il divario tecnico e, soprattutto, tattico in questo momento è enorme. Da una parte c’è la squadra che, parole dello stesso Montella, “gioca il calcio migliore d’Europa”, un’orchestra in cui tutti i musicisti seguono il direttore Sarri nell’esecuzione di in una sinfonia quasi perfetta. Dall’altra parte, un cantiere a cielo aperto, guidato da un direttore lavori che ancora non sembra avere trovato la formula giusta per miscelare materiali grezzi ed idee progettuali in un’opera compiuta. Vista così, sulla carta non c’è partita. E, in effetti, nessuno si sorprenderebbe se il Napoli rifilasse al Milan una sonora lezione di calcio. Però…c’è un “però”. Lo stesso “però” che ha portato ai Mondiali una Svezia di cui l’Italia, anche quest’Italia venturiana senza idee, avrebbe potuto far un  sol boccone. Lo stesso “però” che rende il calcio uno sport tanto affascinante nella sua capacità di sovvertire ogni pronostico.

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E così, se Montella riuscirà ad interferire con i dinamismi al fulmicotone della macchina sarriana, rompendo il ritmo asfissiante della manovra, ostacolando la costruzione del gioco con pressing alto e con spazi accorciati al massimo, il Milan potrebbe riuscire a mandare in tilt il software napoletano e compiere un’impresa che senza dubbio segnerebbe un netto cambio di rotta nell’autostima rossonera.

Anche nei momenti più difficili Montella ha sempre ribadito di non aver incontrato nessuna squadra in grado di mettere davvero sotto il suo Milan. Affermazione a cui forse nemmeno lo stesso Montella crede fino in fondo, ma che sicuramente serve ad aumentare la convinzione di un gruppo che ancora deve trovare la sua vera identità. Certo è difficile credere che il Milan stasera possa superare il Napoli nel gioco, ma, in questo momento, un risultato positivo al San Paolo varrebbe molto più di qualsiasi epifania tecnico-tattica del gioco rossonero.

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TORNA BONAVENTURA, MA NON BASTA – Per riuscirci il Milan si affiderà al rientro di Bonaventura nel tridente offensivo.  Un’ottima notizia per i rossoneri, che ritrovano uno dei giocatori di maggior qualità e intelligenza tattica A patto che Jack non sia il fantasma di se stesso visto nelle prime partite, intrappolato all’interno di compiti tattici piuttosto cervellotici, e torni invece ad essere quello della vecchia stagione, capace di saltare l’uomo, inventare situazioni pericolose, iniettare sprazzi di fantasia in una trama di gioco fino ad oggi asfittica. Ma neanche il miglior Bonaventura potrà bastare contro l’armata partenopea: servirà una prestazione migliore di quelle viste finora da parte si tutti i rossoneri in campo, sia come singoli che come squadra: a partire da Bonucci, acciaccato nel fisico e nell’animo dopo la debacle azzurra, passando per Kalinic, che deve sgombrare i dubbi sul suo essere attaccante di livello adatto ad una grande squadra, fino al redivivo Montolivo, che ha un’occasione unica per dimostrare, in primis a Montella, di poter essere ancora importante al centro del progetto rossonero. Insomma, la partita di stasera ha tutte le premesse per essere lo spartiacque decisivo per capire se possa bastare un’aspirina per curare il raffreddore milanista o se ci sia bisogno di una drastica cura antibiotica

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