Le altre grandi escluse dai Mondiali di calcio: mal comune…zero gaudio

Poca Italia ai mondiali di Brasile 2014
Poca Italia ai mondiali di Brasile 2014

Le lacrime per il Mondiale mancato non sono ancora asciugate e probabilmente neanche finite, visto lo stato di “calamità naturale” in cui versa il nostro calcio (anzi è una calamità tutta umana, a partire dalla sua dirigenza…ma non è questo l’argomento dell’articolo). Proviamo comunque a vedere chi condivide con noi il triste destino di vedere i mondiali da casa. Chi sta peggio di noi? La risposta è “francamente nessuno”; l’Italia è in effetti la più grande esclusa. Ci sono comunque altre nazionali più o meno blasonate che hanno perso l’ultimo treno per la Russia; proviamo a vederne insieme qualcuna, proponendo come buon auspicio dei video che ricordino i loro “momenti di gloria”.

L’OLANDA – Tre volte finalista, per due volte con lo squadrone guidato dal mitico Cruyff e poi nel 2010, a cui aggiungere il terzo posto negli ultimi campionati in Brasile. Il tutto impreziosito da un Europeo nel 1988 e da uno sfiorato nel 2000 (quello della semifinale persa ai rigori contro di noi; ricordate il cucchiaio di Totti?). Una eliminazione clamorosa quella dei tulipani, forse segno di una crisi che trova segnali anche negli scarsi risultati delle loro squadre di club negli ultimi anni. Gli orange, peraltro, non sono arrivati neanche agli spareggi: per raggiungerli avrebbero dovuto battere la Svezia addirittura 7-0 nell’ultimo match. L’impresa era quasi impossibile e infatti non si è realizzata: solo 2-0 (ma loro, almeno, la Svezia l’hanno battuta…).

IL CILE – L’esclusione da Russia 2018 sembra il chiaro segnale della fine di un ciclo per Vidal e compagni. Sono stati senza dubbio il Cile più forte di sempre e lo dimostrano i risultati: loro le ultime due Coppa America, loro i quarti di finale negli ultimi mondiali, piegati solo ai rigori dal Brasile padrone di casa. Già, il Brasile, fatale allora come oggi: molti si aspettavano dei carioca “accondiscendenti” nell’ultimo match del girone sudamericano, magari per fare uno sgambetto ai rivali di sempre dell’Argentina. Invece Neymar e compagni se la sono giocata davvero e hanno rifilato tre pere agli andini. Quello di grande che hanno fatto non si cancella, ripetiamo, ma in Russia ci andrà il Perù ed il Cile si troverà a guardarli ed a pensare ed un nuovo ciclo ancora da iniziare.

GLI STATI UNITI – Gli americani non saranno proprio una delle grandi del calcio, ma dal 1990 in poi hanno sempre onorato i mondiali con la loro presenza e spesso con dei buoni risultati (vedi i quarti di finale nel 2002 nonché gli ottavi nel 2010 e nel 2014). Erano favoriti anche stavolta, magari per il terzo posto disponibile dopo Messico e Costa Rica. Sembrava proprio che andasse così poi il patatrac: perdono 2-1 con Trinidad Tobago mentre Panama vince e stacca il primo biglietto mondiale della sua storia, in un sorpasso al fotofinish che suona di rivalsa per la questione dell’istmo (sono passati tanti anni ma qualcuno giustamente non dimentica).

IL CAMERUN – Chi ha abbastanza anni (come il sottoscritto), ricorderà le imprese dei “leoni” guidati dal mitico Roger Milla, che da 38enne trascinò i suoi ai quarti di finale a Italia 90. Da allora il Camerun non ha più raggiunto quei livelli ma è stato spesso e volentieri alla fase finale a parte il 2006. Nel frattempo ha vinto anche un Olimpiade vinta (scusate se è poco). Ad impreziosire il loro palmares c’è infine la quinta Coppa d’Africa appena conquistata. Nel 2010 e nel 2014 erano stati eliminati nella prima fase; in Russia non ci saranno nemmeno perché hanno dovuto soccombere davanti a un’altra grande del calcio africano, la Nigeria.

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