A tutta B (prima parte): il Bari che resiste, Ciano il colore del gol e il giorno dei 3 derby

galano

BARI REGGE – Stavolta solo una mezza rivoluzione in testa alla classifica, quella strana porzione della graduatoria che si sta dimostrando estremamente dinamica in questa prima parte del torneo, come esistesse un morbo che abbatte le capoliste appena arrivano a toccare l’apice. Si diceva mezza rivoluzione perché in realtà il Bari regge l’urto, e trova l’occasione migliore per far valere i propri anticorpi, visto che mantiene la vetta grazie alla vittoria nel redivivo Derby di Puglia con il Foggia, azzannato nel pranzo domenicale da un gol del solito Galano (foto di copertina) in pieno recupero. I galletti non arrivano lì per caso, visto che sono la squadra che ha vinto di più in campionato (9 vittorie), ma neanche in modo così scontato, viste tutte le difficoltà soprattutto nella prima parte del torneo (in cui Grosso non ha vissuto bei momenti…) e, soprattutto, nelle partite in trasferta, da dove sono arrivate 4 delle 5 sconfitte dei biancorossi, altro dato significativo se si conta che delle squadre di testa, Frosinone e Palermo (2) oltre al Venezia (3) hanno perso molte meno partite. L’altra metà della mela, ovvero la capolista insieme ai pugliesi della scorsa settimana, il Parma, invece lascia le penne a Carpi, nell’altro derby di giornata, con gli uomini di Calabro che trovano il modo migliore per dimenticare la pesante batosta della scorsa settimana. La risposta agli uomini di Grosso arriva solo dal Palermo che si riprende dalla sconfitta casalinga della scorsa settimana andando ad espugnare il Partenio in modo netto, mentre dal big match d’alta classifica, tra Empoli e Frosinone, in anticipo, esce solo un pareggio, seppur nel modo più pirotecnico ed emozionante, con ben 6 gol segnati e i padroni di casa toscani che si sono trovati a dover recuperare dallo 0-3, arrivando al 90′ col risultato ancora sull’1-3, quando poi è salito in cattedra Caputo con una doppietta nel recupero. E di certo non fa meglio il Venezia, che esce con una pesante sconfitta dal match interno con il Novara. Pareggio anche per la Cremonese, che non va oltre lo 0-0 ad Ascoli, così ad approfittarne è il Cittadella che, con la seconda vittoria consecutiva, nel non semplice match con la Salernitana, cui interrompe anche la serie positiva a 12 partite, sorpassa proprio gli avversari di giornata e i grigiorossi. Turno molto positivo anche per lo Spezia che, sotto il diluvio, quello vero, sommerge con una pioggia di gol (e il che è tutto dire, viste le difficoltà offensive fin qui mostrate dallo Spezia) il malcapitato Pescara di Zeman e fa un buon passo avanti in classifica agganciando proprio gli abruzzesi e scavalcando, invece, il Perugia, che non va oltre l‘1-1 nel terzo derby di giornata, quello umbro della domenica pomeriggio, e il Brescia, che va a perdere il match del Manuzzi nel posticipo del lunedì. Nell’ultima partita in programma, infine, pareggio per 1-1 tra Pro Vercelli ed Entella.

CIANO IL COLORE DEL GOL – Numerosi gol anche in questa giornata con importanti ripercussioni sulla parte alta della classifica cannonieri. A cominciare da Caputo che è sempre più capocannoniere, visto che, grazie alla doppietta nei minuti di recupero della partita col Frosinone, che ha regalato il pareggio all’Empoli, sale a quota 14. Dietro di lui Pettinari, a secco questa giornata, viene raggiunto a quota 10 da Galano, che decide, anche lui nel recupero, il derby di Puglia, e da Nestorovski, che porta il Palermo sul parziale di 3-0 sul campo dell’Avellino. A quota 9, invece, arriva Di Carmine, grazie al rigore con cui porta al pareggio il Perugia nel derby umbro. Vetrina di questa settimana, però, tocca di diritto all’altro marcatore multiplo di giornata, che con un uno-due perentorio pensava di aver indirizzato nel migliore dei modi per la sua squadra lo scontro diretto d’alta classifica, prima che l’exploit dell’altro doppiettista, il suddetto Caputo, gli rompesse le uova nel paniere, ovvero Ciano del Frosinone. Camillo Ciano è un attaccante classe ’90, nato a Marcianise, in provincia di Caserta e cresciuto nei settori giovanili di Vernall Marcianise prima e, soprattutto, Napoli, poi. Non vestirà mai la maglia azzurra in partite professionistiche, visto che i partenopei, a partire dal 2009, lo mandano in prestito, prima in Lega Pro, al Lecco (una stagione 8 gol) e alla Cavese (una stagione 9 gol), poi stabilmente in B, per due stagioni a Crotone (10 gol) e una smezzata tra Padova (2) e Avellino (3). Nel 2014 il Napoli lo cede al Parma, che subito lo gira in prestito nuovamente al Crotone, dove si mette in mostra, rivelandosi, a suon di gol, 17, come uno dei migliori prospetti della categoria che attira le attenzioni di diverse società. A settembre 2015 il Parma fallisce e il giocatore diventa ufficialmente del Crotone, che subito lo cede all’ambizioso Cesena, chiamato dal suo ex tecnico Drago. Qui è rimasto nelle ultime due stagioni, contribuendo con 11 gol all’aggancio ai play off nella prima, segnandone un altro nel preliminare perso contro lo Spezia, e con 15 alla salvezza nella seconda, la scorsa. Da quest’estate è al Frosinone dove sta mostrando un notevole stato di forma e sta contribuendo all’ottimo avvio dei ciociari anche con i suoi gol, 6 fin qui, di cui 2 segnati nell’anticipo di venerdì: al 15′ apre le marcature con un sinistro da fuori area; al 33′ raddoppia con un colpo da vero uomo d’area, dopo aver difeso la palla spalle alla porta, essersi girato ed aver scagliato un diagonale insaccatosi all’angolino basso. Peccato per lui che poi, agli antipodi della partita Caputo abbia risposto con la stessa moneta, così che il Frosinone sia uscito da Empoli con un solo punto.

IL GIORNO DEI 3 DERBY – Giornata intensa dal punto di vista del campanilismo, vista la disputa di ben 3 derby regionali, di cui 2 molto sentiti sotto tutti i punti di vista. Il primo della lista è sicuramente, dal punto di vista delle ripercussioni che ha avuto, quello pugliese tra Bari e Foggia, disputato al San Nicola domenica all’ora di pranzo. Derby molto sentito quello cosiddetto “d’Apulia” ovvero della Puglia continentale, come la definivano le popolazioni preromane, che tornava a disputarsi in B dopo 20 anni. Serie B che è stata, comunque, il terreno su cui maggiormente si sono incontrate le due squadre divise da una profonda rivalità, fin dal 1927, anno della prima sfida, dei 47 incontri disputati tra le due fazioni tra le prime 4 principali serie e la Coppa Italia. Sono 6 le sfide in massima serie, intesa come Campionato di Prima Divisione, le suddette sfide del 1927, chiuse con una vittoria per parte con il medesimo risultato di 2-1, e Serie A, dove i 4 match vedono una leggera prevalenza dei rossoneri, con 2 vittorie a 1. In B, come detto, la gran parte delle sfide, 24 fino a domenica, anche in questo caso con una leggera prevalenza dei diavoletti, 7-6, e ben 11 pareggi. Alla gara di domenica le due squadre giungevano con diverso cammino e diverse prospettive: il Bari che, dopo le zoppicature iniziali, sembrava aver trovato una quadratura al cerchio, inanellando una serie di risultati che le avevano consentito di raggiungere la testa della classifica, il Foggia, che dopo tante difficoltà nella prima parte della stagione, che avevano portato anche a scombussolamenti dirigenziali, con le ultime partite si era rialzata dalla parte bassa della classifica. Pronostico rispettato a fine partita, ma non in modo così semplice come si potrebbe pensare, visto che i galletti hanno dovuto attendere un gol di Galano in pieno recupero per portare a casa il bottino pieno. Grazie alla vittoria il Bari ha conservato la testa solitaria della classifica, mentre il Foggia s’è visto scavalcare da diverse compagini, tornando ad un passo dalla zona calda. I galletti hanno riportato la parità nel computo delle vittorie in B, mentre hanno allungato leggermente nel computo totale, dove le 47 sfide vedono i biancorossi avanti 18-16 con 13 pareggi. Il secondo Derby di rilievo era sicuramente quello umbro, il Derby dell’Umbria, appunto, in quella che è la più sentita rivalità tra compagini della regione, tra Ternana e Perugia, disputato nel pomeriggio di domenica. Una rivalità che va avanti dal 1926, anno della prima sfida tra le due, in Seconda Divisione, girone Umbria, chiuso sul 3-1 per i perugini, che poi vinsero 1-0 anche a Terni. Derby disputato un po’ ovunque, dalla seconda serie in giù, fino ad arrivare ai campionati dilettantistici e alla Coppa Italia, sia quella principale che quella di Lega Pro, per un totale di 45 incontri, fino a domenica, con una netta prevalenza per i grifoni, 22-8, e 15 pareggi. Quella di domenica era l’11^ gara disputata in B, dove i biancorossi spadroneggiavano ancora con un netto 6-1 e, anche in questo caso, le storie con cui arrivavano alla partita erano ben diverse: il Perugia era stato assoluto dominatore delle primissime giornate, a suon di gol e spettacolo, fino ad un improvviso black out durato un’infinità di partite che aveva portato alla discesa in classifica e all’esonero di Giunti a favore di Breda per un lento recupero, culminato, nell’exploit di sabato con i 5 gol rifilati al Carpi; la Ternana, invece, nonostante le velleità offensive del suo istrionico allenatore Pochesci, aveva fin qui disputato un campionato ondivago, caratterizzato, però, dalla permanenza nelle zone di bassa classifica. Derby di rigore quello disputato al Liberati, chiuso sull’1-1 con un penalty, appunto, per parte (vantaggio di Montalto al 36′, pareggio di Di Carmine in pieno recupero del secondo tempo) per un computo che porta il numero dei pareggi in B a 4 e 16 quelli totali. Ultimo derby in programma, quello sicuramente meno sentito dei tre, quello emiliano tra Carpi e Parma, partita che, comunque, si disputava per la prima volta in un campionato professionistico, visto che dei 27 precedenti, a partire dal 1920, 24 si sono svolti tra i campi dei campionati dilettantistici e 3 in Coppa Italia. Delle sfide al Cabassi questa era la 15^ e le due squadre arrivavano con umori ben differenti: il Carpi dopo l’exploit di inizio campionato aveva attestato la propria posizione nella lotta per i play off, ma era reduce da una pesante scoppola rifilatale al Curi dal Perugia; il Parma, dopo le difficoltà iniziali, aveva sviluppato una confidenza tale col campionato cadetto da raggiungere la testa della classifica alla fine del match della scorsa settimana, in coppia col Bari. La partita è sembrata rispecchiare l’andamento delle due squadre, visto che il Carpi è partito forte, con due gol nei primi 10′, ad opera di Pasciuti e Verna, che hanno indirizzato l’incontro, al punto che la reazione dei ducali ha partorito solo il gol di Insigne, decretando la discesa dal trono dei gialloblu e la risalita in classifica degli uomini di Calabro, che, ora, in casa, nei confronti dei parmigiani, possono vantare un vantaggio di 9-4 nel computo delle vittorie, a fronte di 2 soli pareggi.

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