Spalletti sembra aver trovato la quadratura del cerchio, ma durerà?

Spalletti

Tutto quadra, o così sembra. In casa Inter l’arrivo di Spalletti pare aver avuto un effetto più che positivo. E non si parla solo di risultati, ma anche di giocatori persi e ritrovati, di una serenità mentale che dai campi di allenamento si riversa negli stadi. Una quadratura del cerchio che fa al momento sognare i tifosi, ma durerà?

EFFETTI POSITIVI – Negli ultimi mesi, ovvero dall’inizio del Campionato, gli effetti positivi della cura Spalletti erano sotto gli occhi di tutti, ma tutti si chiedevano quanto sarebbero durati. In moltissimi casi l’arrivo di un nuovo allenatore porta entusiasmo e tutto appare facile, ma poi l’entusiasmo finisce e le lacune tornano prepotenti. E così in effetti è stato: i pareggi con Bologna e Torino, la partite vinte per un soffio con prestazioni piuttosto deludenti, hanno caratterizzato gli impegni interni ed esterni dell’Inter nelle settimane precedenti alla sosta. Ne abbiamo parlato a lungo all’epoca perché sembrava che il giocattolino perfetto di Spalletti si fosse rotto. Ma avevamo anche detto che forse in questo caso la sosta sarebbe stata rigeneratrice. E in parte lo è stata.
Anche se non proprio tutto è tornato al suo posto, è da dire che i nerazzurri hanno sicuramente rialzato il livello delle prestazioni. Lo hanno alzato soprattutto alcuni giocatori dati ormai per persi, come Santon e Ranocchia, messi in campo più per scelta obbligata che per altro ma risultati poi all’altezza. E lo hanno alzato giocatori che nonostante beneficiassero della stima del mister non brillavano più come un tempo, come Gagliardini e Brozovic. Poi ci sono quelli che hanno sempre alternato prestazioni buone con altre da dimenticare e che quest’anno appaiono sicuramente più continui, come D’Ambrosio.

Ma quello che più “stupisce” è la serenità e la voglia di arrivare a grandi traguardi che traspare dal gruppo, non solo in occasione delle partite ufficiali. Provate a dare uno sguardo ai profili social dei singoli calciatori, non ce ne è uno che non posti foto piene di sorrisi durante gli allenamenti, che non scriva attestati di stima verso i compagni e il mister. Un’armonia, almeno apparente, che non si vedeva in casa Inter ormai da troppo tempo, e che potrebbe essere uno degli elementi portanti di questo momento di grazia. E’ questa unità di intenti che ha fatto superare i momenti più difficili avuti fino ad ora. Quante volte avete già sentito dire che i nerazzurri hanno mostrato quella cattiveria giusta per risolvere le partite che avevo preso una brutta piega? Già perché i punti a volte non si fanno con il bel calcio ma con la grinta e la solidità del gruppo. Appunto di un gruppo, termine che sembrava dimenticato in quel di Appiano Gentile.

BANCO DI PROVA – Avevamo analizzato quali potessero essere i possibili scenari della scorsa giornata e tutto è andato nel migliore dei modi: l’Inter con una vittoria, pronosticata ma mai scontata, contro il Chievo, ha saputo approfittare della sconfitta casalinga del Napoli contro la Juventus e si è portata in vetta. (Approfittare di un passo falso degli avversari… anche questo l’Inter degli ultimi anni non era più stata in grado di farlo)
Ma ora sulla strada dei nerazzurri c’è proprio la Juventus, i bianconeri vengono da due ottimi risultati in campionato e in coppa, il morale è altissimo e in casa loro non è mai facile fare la partita. I nerazzurri partono sicuramente sfavoriti e potrebbero in un colpo solo ritrovarsi al terzo posto scavalcati dai padroni di casa e dal Napoli che con una vittoria tornerebbe in vetta. Insomma la soddisfazione di stare davanti a tutti potrebbe durare davvero poco.
Un banco di prova che servirà a muovere la classifica, in un modo o nell’altro, ma che darà comunque altri segnali sulla vera condizione mentale e fisica di questa Inter.

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