A tutta B: la caduta del San Nicola, ossigeno per Novellino, Clemenza per l’ascoli, il ritorno dell’uomo del fiume e B ready per la 19^

gilardino

CADE IL SAN NICOLA, SCIVOLA IL BARI – Resta ancora la squadra con il miglior rendimento casalingo, visto che i 24 punti raccolti nelle 10 gare interne li pongono davanti a tutti, ma il secondo scivolone interno costa ben caro al Bari che, non solo perde la possibilità di balzare davanti a tutti e mantenere la testa della classifica solitaria, ma, addirittura, scivola al quinto posto. Certo, si sapeva bene che gli avversari di giornata erano ostici, visto l’ottimo rendimento lontano da casa, dove erano ancora imbattuti e avevano conquistato più punti di tutti, ma ipotizzare un tale risultato netto a favore del Palermo prima dell’incontro sarebbe stato un azzardo. E invece i siciliani hanno portato via set e partita, visto che con i 3 punti conquistati in Puglia ora sono loro i primi in classifica solitari. Questo anche “grazie” al Parma, che, nell’anticipo pomeridiano di venerdì non va oltre l’1-1 nella trasferta di Terni, pur essendosi portata in vantaggio. Chi ne approfitta, così, è anche il Frosinone, che con la netta affermazione casalinga contro il Brescia, in cui Longo incontrava proprio il suo predecessore sulla panchina dei ciociari, aggancia proprio i ducali al secondo posto, a 2 punti dalla vetta. Bene anche l’Empoli, che segue a ruota i laziali grazie all’affermazione di misura sul Carpi con il rigore realizzato da Donnarumma che consente anche ai toscani di riportarsi in alto agganciando proprio il Bari. Fa qualche pensierino in vetta anche il Cittadella che si illude per due volte di battere l’Avellino (risultato che per 24 ore l’avrebbe proiettata al primo posto), ma che per altrettante volte, l’ultima in pieno recupero, viene recuperata. Pareggi anche per il Venezia, che non va oltre l’1-1 in casa con la Pro Vercelli, nonostante il vantaggio, e la Cremonese, che esce con medesimo risultato e medesima dinamica (anche se in questo caso è un suo stesso giocatore a insaccare il pareggio a pochi istanti dalla fine) dal match di Novara all’ora di pranzo di venerdì. Primo gol su azione per Gilardino in B, che fa suonare il suo violino sotto la Ferrovia celebrando il gol vittoria della partita degli aquilotti col Foggia, che rilancia i padroni di casa e inguaia gli ospiti. Esordio dolceamaro, invece, per Cosmi, che torna in B alla guida dell’Ascoli e, per lunghi tratti di gara, pensa di portare a casa subito i 3 punti, salvo vedersi raggiungere dall’Entella con una punizione al 90′. Identico risultato anche nel match di Salerno tra i padroni di casa e il Perugia, mentre importantissima vittoria in chiave salvezza per il Cesena, che rimonta per due volte e sorpassa il Pescara di uno Zeman che, ora, diventa un osservato speciale dalla propria dirigenza.

OSSIGENO PER NOVELLINO – Fine settimana che, a parte qualche rarissima eccezione, non ha arriso ai bomber principi della graduatoria, così che i cambi nella parte alta della classifica cannonieri sono stati quasi nulli. Capocannoniere è sempre Caputo, nonostante sia rimasto a secco in questo weekend, con i suoi 14 gol, ma ora è tallonato più strettamente da Pettinari, che, con il gol del momentaneo 2-1 del Pescara a Cesena, si è portato a quota 12, lasciando Galano da solo sul terzo gradino a 11. Vetrina di questa giornata è, però, giusto dedicarla all’unico marcatore multiplo, che con i suoi gol ha permesso alla sua squadra di non perdere e di prendere una boccata d’ossigeno dopo un periodo buio, ovvero Laverone dell’Avellino. Lorenzo Laverone è un centrocampista classe ’89, nato a Bagno di Ripoli in provincia di Firenze, ma cresciuto calcisticamente nella Colligiana, società dilettantistica della provincia di Siena, di cui diviene titolare in D tra il 2007 e il 2009. Tra i professionisti ci esordisce l’anno successivo, quando lo ingaggia l’Arezzo in C1, dove mette insieme 7 presenze. Ma dalla stagione successiva è già in B, dove gioca stabilmente, quindi dal 2010, prima con Reggina (1 stagione), poi con Sassuolo (6 mesi), Nocerina (altri 6, ma segna i suoi primi 2 gol tra i professionisti), ancora Sassuolo (14 presenze nella stagione della storica promozione in A), Varese (1 stagione), Vicenza (2 stagioni e torna a segnare 1 gol nella prima) e Salernitana. Nella squadra campana, però, trova pochissimo spazio (8 presenze), per cui a gennaio 2017 va in prestito con obbligo di riscatto all’Avellino. Qui trova l’ambiente adatto e diventa uno dei fidati di Novellino che lo schiera praticamente come titolare fisso, cui lui risponde segnando 1 gol, per di più decisivo, nel match col Pisa. Fiducia immutata anche in questo campionato e lui ha ringraziato ancora a suon di gol, visto che ha già battuto il suo record stagionale di reti, 3, grazie anche alla prima doppietta segnata in carriera giusto sabato: al 38′ della partita di Cittadella, con il risultato già sull’1-0, si inventa un tiro di controbalzo, di destro, sulla respinta della difesa ad una punzione dalla fascia destra, quasi dal limite, che, passando sotto tutte le gambe dei difensori si insacca per l’1-1; al terzo minuto di recupero, quando i 3 punti sembravano già avviati verso il Veneto, pesca il 2-2 definitivo con un tiro teso, al volo, dal limite su assist di testa di Castaldo che si insacca imparabilmente, per un pareggio importantissimo in un momento delicato per gli irpini anche dal punto di vista societario.

CLEMENZA PER L’ASCOLI – Nessuna richiesta di favoritismi, ma solo il resoconto dell’ennesimo exploit giovane stagionale, per proseguire una tradizione che quest’anno sta trovando in Jallow, già a 8 reti stagionali, uno dei suoi principali rappresentanti. L’Ascoli non sta passando un buon periodo, testimoniato dall’ultimo posto in classifica e dai movimenti delle scorse settimane che hanno portato, come si dirà anche tra poco, all’avvento in panchina di Cosmi. Nonostante questo resta sempre un’importante fucina di giovani e sabato ne è arrivata l’ennesima conferma, con il gol di un 20enne che stava per regalare al nuovo tecnico i suoi primi 3 punti, ovvero Luca Clemenza. Clemenza è un trequartista (all’occorrenza mediano o seconda punta) nato a Cittiglio, in provincia di Varese il 9 luglio 1997 e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Crespadoro, Arzignano, Montecchio Maggiore e Vicenza. Nel 2011 attira le attenzioni della Juve, che lo preleva per il suo settore giovanile, dove milita, vincendo anche un Viareggio e un titolo di capocannoniere nella stessa stagione (15/16), fino all’inizio di questa stagione, quando, viene mandato in prestito ad un altro bianconero, quello dell’Ascoli, appunto. Ha trovato buono spazio fin qui, anche sotto la gestione Maresca, essendo già sceso in campo in 13 occasioni, ma ha aspettato il nuovo tecnico per regalargli il primo gol tra i professionisti: schierato titolare nel match interno con l’Entella, ci impiega solo 3′ per segnare un gol, anche di bella fattura: sugli sviluppi di un cross rasoterra dalla destra, si avventa su Ceccarelli che sbaglia lo stop allungandosi troppo la palla, gliela sottrae, si accentra ulteriormente mandando fuori giri un altro difensore, quindi scaglia un rasoterra di sinistro, ad incrociare, che si insacca all’angolino basso alla sinistra di Iacobucci per l’illusorio 1-0.

L’UOMO DEL FIUME E’ TORNATO – L’ultima volta che un campo di Serie B lo aveva visto protagonista, il suo umore non era per nulla alto. Anzi definirlo deluso e sconfitto è forse il modo migliore per inquadrare la situazione. Sì, perché Serse Cosmi ai campi della B è ben avvezzo e quella di Ascoli è soltanto l’ennesima avventura sui campi della serie cadetta. Una carriera lunghissima quella dell’Uomo del fiume come viene soprannominato, anche in onore alla sua autobiografia, partita nelle serie dilettantistiche col Pontevecchio nel 1990, e poi dipanatasi, presto, nelle serie superiori. A presentarlo al grande pubblico prima l’esperienza ad Arezzo, che porta dalla Serie D alla C1, e, poi, soprattutto, quella al Perugia, in Serie A, che lo consacra definitivamente, sia come tecnico, grazie al gioco espresso e ai risultati raccolti dalla sua squadra, sia come personaggio, grazie anche ad una riuscitissima imitazione di Crozza ai tempi di Mai Dire Gol. In massima serie lo vedremo ancora sulle panchine di Udinese, Livorno, Palermo (fugace e non certo memorabile) e Lecce. Ma anche la B, come detto, sarà parte importante del suo curriculum, soprattutto quello degli ultimi anni. Tutto comincia con un’esperienza “sfortunata”, quella del 2004/05 in cui vince il campionato con il Genoa, ma la promozione viene cancellata d’ufficio per i problemi giudiziari che coinvolgono Preziosi e il Grifone, con la nota valigetta di Venezia. Poi Brescia (una stagione ottima, con la conquista dei play off e una da dimenticare con l’esonero già a settembre), Pescara e, soprattutto Trapani. In Sicilia arriva quasi per caso, a marzo 2015, per sostituire Boscaglia, e comincia subito bene, salvando con ampio margine la squadra. Confermato anche nel successivo, compie un autentico capolavoro: dopo un girone d’andata tranquillo, i suoi uomini si scatenano letteralmente nel girone di ritorno e, a suon di vittorie, scalano la classifica, fino a conquistare la semifinale play off diretta, saltando il preliminare. Quella dei granata e del suo condottiero diventa una piccola favola che esalta tutta l’Italia e che si infrange solo in finale, dove ad avere la meglio è il Pescara. Sfumata la storica promozione, all’inizio della scorsa stagione i siciliani partono col favore del pronostico. Ma qualcosa s’è rotto. Inspiegabilmente. I risultati non arrivano, la squadra non gira, la classifica latita e addirittura si assiste ad episodi di teppismo nei confronti dell’allenatore. Cosmi, che ha creato un forte legame con la città, resiste a tutto e cerca di trovare il bandolo, ma questo bandolo non lo troverà mai e, così, con l’approdo all’ultimo posto, ad ottobre arriva il sofferto esonero, con tanto di lettera ai tifosi per ringraziarli dell’affetto. La storia del campionato, poi, dimostrerà che del tutto colpa sua non la era, visto che, nonostante i cambi d’allenatore, il Trapani retrocederà direttamente, senza neppure disputare i play out. Adesso la chiamata per questa nuova, difficile, avventura, per cercare di risollevare l’Ascoli dall’ultimo posto e trovare una salvezza non impossibile, vista la bassa velocità di crocera di questo campionato. Arriva al posto del duo Fiorin-Maresca, che, un pezzo alla volta, hanno abbandonato la nave che affondava, Maresca dimissionario il 21 novembre, dopo 4 sconfitte consecutive, Fiorin forzatamente, esonerato il 6 dicembre dopo la sconfitta di Perugia. Partenza dolceamara per il tecnico perugino, con una vittoria che sembrava essere sul punto di arrivare fino alla fine della partita e oltre, visto che il pareggio su punizione dell’Entella è arrivato a smorzare gli entusiasmi in pieno recupero. Un punto, che, comunque, muove la classifica e deve essere visto come un punto di partenza. Cosmi, e la sua grinta, sono pronti ad un nuovo miracolo.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 19^ GIORNATA – Sempre più vicini al giro di boa: in questo weekend andrà in scena la terzultima giornata del girone d’andata, con un format molto simile a quelli classici, seppur condizionato dal fato che le prossime due giornate, per la corrispondenza delle festività, avranno cadenza infrasettimanale. Così si avrà un anticipo venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15 e ben due posticipi domenicali (quindi senza quello del lunedì), uno alle 15 e uno alle 17.30. Lotta al vertice che si dipanerà tutta al sabato pomeriggio: il Palermo proverà a mantenere la testa della classifica nel match casalingo contro la Ternana; incrocio alta/bassa classifica anche per il Parma che, anche lui tra le mura amiche, attenderà un Cesena di ottimo umore dopo la vittoria di venerdì; tutte in trasferta, invece, le altre, con il Frosinone che va a far visita al Carpi, l’Empoli che ha uno scontro d’alta classifica con la Cremonese e il Bari che prova a dimenticare il ko casalingo nella impegnativa trasferta in casa di un Perugia che, con Breda, sembra aver trovato un nuovo equilibrio. Pronte ad approfittare di ogni passo falso Cittadella e Venezia, impegnate entrambe in trasferta, rispettivamente a Brescia, domenica alle 15, e a Foggia nell’anticipo di venerdì, con Stroppa alla disperata ricerca di punti per conservare la panchina. Panchina da rinsaldare anche per Zeman, il cui Pescara chiuderà il programma domenica alle 17.30 in casa con il Novara, squadra che ha un rendimento esterno di altissimo livello, decisamente migliore di quello casalingo (15-8 il confronto dei punti). Nelle restanti partite del turno, Cosmi affronta la prima trasferta del suo Ascoli in quel di Avellino, in casa di un’altra squadra che ha bisogno di punti per dare una svolta alla stagione; lo Spezia va a far visita alla Pro Vercelli in un Piola sempre piuttosto avaro di soddisfazioni per lui; l’Entella attende la Salernitana.

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