Inter, proviamo a far finta di nulla

spalletti 02

Ammettiamolo è impossibile questa settimana rimanere lucidi e non pensare a cosa è successo martedì sera a San Siro. Il passaggio del turno in Coppa Italia (Tim Cup) è stato molto più difficile di quello che poteva, o meglio doveva, essere. Con tutto il rispetto per il Pordenone che ha fatto sicuramente la gara della vita, spinto da motivazioni che vanno oltre ogni ragionevole pensiero, l’Inter doveva chiudere la pratica con poco dispendio energetico ed invece sono serviti i calci di rigore dopo 120 minuti giocati. Minuti che per i titolari non sono certo un carico da niente in vista degli ultimi impegni di campionato prima del giro di boa.

LE COPPE – Inutile dire che l’ironia si è scagliata sui nerazzurri, e tra le tante “simpatiche” accuse del post Inter-Pordenone c’è un rimando a quello “sport differente” che giocherebbero le squadre che hanno le coppe rispetto a chi si può concentrare solo sul campionato, come sottolineò Sarri. In realtà qui la questione è leggermente diversa. Spalletti, volontariamente e giustamente, ha dato spazio a chi di solito non gioca. Un modo per testarli in campo, per vedere a che punto sono con la preparazione e gli schemi (il mister disse di Dalbert e Cancelo che avrebbero dovuto capire alcune “cosine” ma erano quasi pronti). Una scelta che spesso viene fatta in Coppa Italia ma che questa volta ha messo in difficoltà i nerazzurri. Non si può dire che al colpa sia solo delle riserve ma sicuramente di un affiatamento che non c’è, di meccanismi che ai titolari vengono ormai quasi naturali e che invece sono apparsi molto più che arrugginiti. Troppi errori, poca convinzione, poco gioco. Un mix che stava per essere letale. E siamo tutti d’accordo nel dire che per quanto visto in campo, considerata la diversità delle forze a disposizione, il Pordenone avrebbe meritato il passaggio del turno. All’Inter resta solo il risultato, ma è ovvio che tutto il resto è da cancellare, subito, perché non infici nel proseguo del Campionato e neanche nel prossimo turno di Tim Cup che la vedrà opposto al Milan tra Natale e Capodanno, proprio prima dell’ultima giornata del girone di andata.

4 GARE FONDAMENTALI – Archiviata la bruttissima figura fatta con il Pordenone, come dicevamo, i nerazzurri ora dovranno ritrovare la concentrazione giusta per affrontare questo rush finale prima del 2018. Tre gare di Serie A Tim, Udinese e Lazio in casa e Sassuolo in trasferta, e i quarti di finale di Tim Cup contro i “cugini” rossoneri. Quattro impegni che potranno dire ancora molto su questa squadra, su quali possano essere davvero gli obiettivi finali, dove finiscono i sogni e inizia la realtà. Le inseguitrici in Campionato sono ad un passo, è vero probabilmente nessuno avrebbe immaginato un simile scenario, ma sta di fatto che l’Inter è in vetta ma sono molte le squadre racchiuse in pochissimi punti, quindi ogni passo falso può essere fatale, già a questo punto. Per quanto riguarda la Tim Cup la voglia di riscatto supponiamo tutti che sarà molta, e sicuramente le scelte del mister non saranno le stesse dell’ultimo impegno visti i risultati e soprattutto visto l’avversario. Il derby, in qualunque competizione sia in programma, non è mai una partita normale, e questo lo sanno tutti. Il Milan vorrà vendicarsi della sconfitta in Campionato ed il suo andamento in questa stagione ha necessità di una soddisfazione sulla quale basare tutta la rinascita. Tutto questo renderà i giochi ancora più difficili alla compagine di Spalletti.

TAPPA N° 1 UDINESE – Un passo alla volta: sabato alle 15 a San Siro c’è l’Udinese. I friulani non stanno affrontando nel migliore dei modi questa stagione, ma per i nerazzurri sono sempre stati avversari molto ostici. Non saranno in campo molti dei giocatori visti con il Pordenone, se non vuole che la sua compagine commetta passi falsi Spalletti dovrà riproporre l’11 titolare, insomma “squadra che vince non si cambia”. Ci sono poi da valutare le condizioni di alcuni calciatori: Joao Mario non ci sarà ed Eder è in forte dubbio. Ma quello che non potrà mancare sarà la concentrazione e la voglia di tornare a far bene, davanti al solito grande pubblico.

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