A tutta B: la Sicilia che si allontana, Mister 11 gol, un bomber per tre nazioni, i punti della Ternana e B Ready per la 20^

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LA SICILIA SI ALLONTANA – Turno favorevolissimo ai rosanero il terzultimo del girone d’andata. Infatti non solo il Palermo riesce a far suo il match interno con la Ternana, gara che ha vissuto più di un attimo di apprensione per lo scontro fortuito nei primi minuti tra Gasparetto e Signorini, che ha costretto Pochesci ad un doppio cambio ad inizio partita, ma a spianargli la strada arriva il morbo della pareggite che colpisce quasi la totalità delle altre squadre coinvolte nella lotta d’alta classifica: il Parma non va oltre lo 0-0 nella sfida emiliano/romagnola con il Cesena; il Frosinone si fa raggiungere a Carpi; Cremonese ed Empoli escono col medesimo risultato dallo scontro diretto dello Zini, con Brighenti che si inventa un eurogol per rispondere a Donnarumma; il Cittadella fa segnare l’ennesimo 1-1 di giornata nel posticipo domenicale delle 15 a Brescia; il Venezia porta a casa un pirotecnico 2-2 (chiedere ai due presidenti...) dal campo del Foggia, raggiunto al 95′ dopo essere stato in vantaggio di 2-0 a fine primo tempo. Così, l’unico che ne approfitta davvero è il Bari, che, grazie al solito Galano e al ritorno al gol del redivivo Nene, fa suo il match di Perugia e balza al secondo posto solitario a 3 lunghezze dai siciliani in testa, un punto sopra alla coppia gialloblu, Parma e Frosinone. Esordio col botto per Colantuono sulla panchina della Salernitana, con un 2-0 secco a Chiavari che riporta i campani a ridosso della zona play off. A seguirlo uno Spezia corsaro, che vince la prima partita in trasferta, a Vercelli, campo tradizionalmente ostico, affiancando proprio i granata ad appena 2 punti dalla zona calda della classifica e inguaiando Grassadonia sulla panchina piemontese. La scossa serve a Zeman, che, sotto osservazione nel match casalingo contro il Novara, dopo i recenti risultati, porta a casa una incoraggiante vittoria per 1-0 contro una delle squadre più forti in trasferta. Si chiude, infine, con l’ennesimo 1-1 di giornata, la partita del Partenio tra Avellino e Ascoli.

MISTER 11 GOL – Non moltissime le reti segnate in questa giornata: in una partita si è finito a reti inviolate, in 2 partite se n’è segnato 1 solo, ben in 6 su 11 se ne sono segnati 2, in 4 delle quali dividendosi la posta, e solo in 2 match si è toccato quota 4. Questo ha fatto sì che anche i cambiamenti in classifica marcatori siano stati pochi, ma, comunque, significativi. Capocannoniere è sempre Caputo, a secco anche in questa giornata, con 14 reti, che, però, ora vede farsi sotto pericolosamente Galano, che, con la doppietta con cui ha aperto e chiuso le marcature dei galletti a Perugia, si è portato ad una sola lunghezza di distanza. Fermo a 12 Pettinari, il movimento successivo si è avuto a quota 10 dove Nestorovski si è visto raggiungere da Di Carmine, che segna l’illusorio pareggio del Perugia contro il Bari. Infine, detto di Caputo con le polveri bagnate, a segnare per l’Empoli ci pensa il gemello Donnarumma, che, con il gol del vantaggio a Cremona, sale a 9 affiancando Caracciolo. Vetrina della settimana, però, è dedicata all’altro marcatore multiplo di giornata, un figlio d’arte che, con i suoi gol, stava illudendo il suo allenatore, altro attaccante doc, di portare a casa i tre punti da una lunga trasferta, ovvero Zigoni del Venezia. Gianmarco Zigoni, attaccante classe ’91, è, come si diceva, figlio d’arte, visto che suo padre è Gianfranco, il celebre Zigol, bomber anni ’70 di Juve, Roma e Verona, stravagante personaggio sia dentro che fuori dal campo. E proprio a Verona nasce Gianmarco, che cresce calcisticamente nei settori giovanili di Opitergina, squadra di Oderzo, comune trevigiano, dove il padre allenava, Treviso, Milan (con cui vince la Coppa Italia Primavera) e Genoa (con cui vince la Supercoppa Primavera). In queste 3 ultime società approda anche alla prima squadra, esordendo in B con il Treviso nel 2008/09, 18 presenze e le sue prime 2 reti tra i professionisti, e mettendo a referto una presenza in A in maglia rossonera. Con quella rossoblù, invece, non esordisce mai in campionato e, a gennaio, va in prestito al Frosinone, in B, con cui gioca 6 partite e segna un altro gol. Dal 2011 il giocatore è di completa proprietà dei rossoneri (che riscattano la metà che apparteneva al Genoa), che lo hanno mandato in giro per l’Italia, in prestito, tra B e Lega Pro: una stagione ad Avellino in Lega Pro (30 presenze e 11 gol), mezza alla Pro Vercelli in B (11 presenze e 1 gol) e un’altra mezza ancora in Irpinia (molto prolifica: 10 presenze e 6 gol), quindi una stagione a Lecce (25 presenze e 9 gol) e mezza al Monza (14 presenze e 1 gol), entrambe ancora in terza serie. Da gennaio 2015 comincia l’avventura alla Spal, diventando uno dei protagonisti della straordinaria cavalcata che riporta i ferraresi in massima serie, con una costanza realizzativa straordinaria: 11 gol li segna nei primi 6 mesi in biancazzurro, 11 li segna nella stagione intera che culmina con la promozione in B, 11 li segna nella scorsa che si chiude con il ritorno in A degli spallini. Lui, però, non segue la squadra, ma viene mandato dal Milan a Venezia, alla corte di un rossonero doc come Inzaghi, per agevolare le ambizioni della squadra veneta. E chissà che finalmente per lui non arrivi il superamento della soglia degli 11 gol. Per ora è già a quota 5, gli ultimi due dei quali segnati venerdì sera: al 5′ apre le marcature con un colpo di testa su cross al volo dalla destra di Falzerano; al 54′ raddoppia con un’azione personale, dopo aver ricevuto palla al limite, essersi spostato sulla destra ed aver scoccato un tiro in caduta che si insacca all’angolino basso. Peccato per lui che, poi, nel secondo tempo, con due gol segnati negli ultimi minuti, dall’88’ in poi, i padroni di casa abbiano pareggiato, per un’euforia generale che ha travalicato i limiti, con i due presidenti che, in tribuna d’onore, sono venuti alle mani.

TRE NAZIONI, UN BOMBER – Anche nei non tantissimi gol di questa giornata si è fatto mancare, però, il gol giovane, una prima assoluta tra i professionisti e in Italia per il suo realizzatore, che ha contribuito a regalare 3 punti d’oro all’esordio del suo nuovo allenatore. Stiamo parlando di Sofian Kiyine, centrocampista belga, nato a Verviers, il 2 ottobre 1997, da padre marocchino e madre italiana, cosa che gli regala un triplo passaporto, anche se, al momento, per quel che riguarda le nazionali giovanili, ha scelto di rispondere alla chiamata del Marocco. Cresciuto calcisticamente nel settore giovanile di Academy JMG Tongerlo e, soprattutto, dello Standard Liegi, è stato portato in Italia nel 2016 dal Chievo, aggregato alla Primavera, ma che ha avuto già modo di esordire anche in Serie A, per un totale di 7 presenze. Dall’inizio di questa stagione è in prestito alla Salernitana, dove con Bollini era già entrato in campo per 7 volte, di cui 4 da titolare. Nell’undici iniziale anche della prima partita di Colantuono come nuovo tecnico, ha regalato a lui il suo gol d’esordio: al 29′, ancora sullo 0-0, riceve palla al limite da un angolo dalla sinistra e scocca un tiro a girare di destro che si insacca all’angolino basso per il vantaggio degli ospiti, che verrà consolidato da Sprocati nel secondo tempo.

COLANTUONO E FULMINI SU SALERNO – Ennesimo cambio tra i tecnici della B. Questa volta la cosa è parsa un po’ meno scontata e, forse, comprensibile rispetto ad altri avvicendamenti che abbiamo fin qui visto. A saltare, infatti, la scorsa settimana è stata la panchina della Salernitana, con Bollini esonerato per i non brillanti risultati ottenuti nell’ultimo periodo. La storia della squadra campana, in questa stagione, è un po’ particolare: partita con il piede sbagliato, ha impiegato qualche giornata a trovare la direzione, periodo in cui Bollini è stato sulla graticola una prima volta, anche solo per il fatto di una diatriba tattica con il proprio presidente, Lotito. Poi, improvvisamente, la squadra ha cambiato faccia e, soprattutto, ritmo, al punto da trasformarsi in autentica squadra rivelazione, con un gioco spumeggiante e risultati importanti che l’hanno condotta ad una rapida risalita in classifica fino ai limiti della zona play off, e lo stesso Bollini è stato additato come uno dei tecnici rivelazione del torneo. Salvo, poi, ripiombare, nuovamente, nell’anonimato, con partite scialbe e risultati risicati: basti il dato che la squadra campana ha perso solo 3 volte, ben 4 volte in meno del Bari secondo in classifica, ma ha pareggiato in ben 11 occasioni, seconda, in questo dato, solo alla Ternana, e le vittorie si possono contare sulle classiche dita di una mano, visto che sono solo 5. Da qui, probabilmente, la disaffezione di Lotito per il suo tecnico e, dopo il pareggio interno con il Perugia, il conseguente esonero. Chiamato a sostituirlo è stato Colantuono, tecnico esperto, ben avvezzo alla categoria, ed anche frequentatore dello scalino più alto della graduatoria. Colantuono, tecnico romano classe ’62, ex giocatore, difensore, attivo tra i primi anni ’80 e i primissimi anni del nuovo millennio, con una carriera iniziata nel Velletri e chiusa nella Sambenedettese, conoscendo anche i campi della A con le maglie di Pisa, Avellino, Como e Ascoli, è un allenatore dal 2002. Da allora, sui campi della C con la Sambenedettese (condotta al primo colpo alla promozione dalla C2 alla C1), la carriera di Colantuono di è dipanata tra le due serie principali, con tanta A (7 stagioni, sulle panchine di Atalanta, la squadra che l’ha fatto conoscere e che lui ha portato per due volte in A dalla B, in due riprese, Palermo e Udinese), ma anche buone esperienze in B. In serie cadetta, infatti ha allenato il Catania, il Perugia, condotto alla finale Play off, l’Atalanta, come detto, a 2 riprese, ottenendo in entrambe i casi la promozione, Torino e, poi, l’esperienza delle ultime stagioni, con l’approdo al Bari, al posto di Stellone, a novembre della scorsa stagione, senza però, riuscire a portare la squadra ai play off, e la nuova chiamata alla Salernitana, per ravvivare l’andamento stagionale. Subito colpo grosso alla prima partita, con la vittoria in trasferta a Chiavari e il balzo in avanti in classifica, col ritorno ad un passo dai play off. Grande professionista anche nelle parole, Colantuono, che, nel post partita, non ha potuto fare a meno di dividere i meriti della vittoria col predecessore Bollini, ritenendo di avere la squadra da troppo poco tempo per poter esulare dal lavoro fatto da chi c’era prima di lui.

LA TERNANA PORTA A CASA DEI PUNTI – Sembrerebbe impossibile, vista la sconfitta sul campo del Palermo, eppure, effettivamente, la squadra di Pochesci ha portato a casa dei punti dopo l’ultima giornata. Addirittura 32. Purtroppo non di quelli validi per la classifica, nel qual caso i rossoverdi sarebbero già a posto per la salvezza e, probabilmente, potrebbero sognare ad occhi aperti la promozione, ma di quelli chirurgici. E qui la fortuna vuole che ci si possa scherzare, perché al 10′ minuto della partita tra la capolista e gli umbri si è vissuto più di un attimo di apprensione, dovuto al fortuito scontro tra due giocatori ternani. Su una palla a campanile al limite dell’area, infatti, Gasparetto e Signorini, i due centrali, hanno cercato, contemporaneamente, di rinviare di testa: occhi sul pallone che cadeva dal cielo, non si sono accorti l’uno dell’arrivo dell’altro, urtando violentemente testa contro testa. La gravità del fatto è stata subito evidente: Signorini è crollato a terra esanime, Gasparetto è rimasto in piedi ma ha cominciato immediatamente a sanguinare copiosamente al volto. Immediati i soccorsi che si sono protratti per alcuni minuti: il primo è stato portato fuori in barella, mentre il secondo è uscito sui suoi piedi, ma barcollante e con un vistoso turbante, costringendo, tra l’altro, il tecnico Pochesci a cambiare i due difensori centrali dopo appena 10′. Portati immediatamente all’ospedale sono stati sottoposti alla TAC che ha escluso ogni ulteriore danno, se non le profonde ferite al volto che hanno reso necessario applicare 20 punti alla palpebra destra di Gasparetto e 12 all’arcata sopraccigliare sinistra di Signorini. I due hanno poi potuto lasciare la Sicilia solo in nave, non potendo prendere l’aereo. Ora per loro un lungo periodo di stop, visto che si ipotizza di non rivederli in campo prima di due mesi.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 20^ GIORNATA – Arrivano le feste, ma la B, da tradizione, non si ferma. Semplicemente anticipa a metà settimana con un turno che vede una partita mercoledì sera alle 20.30 e le restanti 10 al medesimo orario del giovedì. La capolista Palermo prova a mantenere il comando e, magari, ad impostare la fuga, sfruttando il turno in trasferta a Cesena, cercando di approfittare dell’ottimo andamento lontano dal Barbera che, fin qui, ha caratterizzato il suo cammino, oltre che lo scontro diretto che vedrà impegnate, al San Nicola, il Bari e il Parma, match clou della giornata. Gare casalinghe per le altre dirette inseguitrici: il Frosinone aspetta l’Entella, l’Empoli ospita il Brescia e il Cittadella attende il Carpi. Altro scontro diretto, invece, tra le due squadre che chiudono la zona play off, ovvero le due sorprese di questa prima fase del torneo, il Venezia e la Cremonese, che apriranno le danze sfidandosi mercoledì sera. Del risultato di questo match proveranno ad approfittarne in due: la Salernitana, con il primo match casalingo di Colantuono sulla sua panchina, nel match da bollino rosso contro il Foggia, dove gli occhi non saranno puntati solo sul campo, ma anche all’esterno, e lo Spezia, che attende al Picco l’Avellino, una delle squadre con cui gli aquilotti hanno avuto più problemi nel corso di questi ultimi anni, indipendentemente dalle rispettive posizioni di classifica. Molto interessante anche il match del Piola tra Novara e Perugia, due squadre appaiate a pari punti a metà classifica, reduci entrambe da una sconfitta che ne ha stoppato la risalita e, quindi, alla caccia di riscatto. La curiosità di vedere se i problemi di Zeman sono finiti si scontra con la zona salvezza, visto che il Pescara è atteso dalla trasferta di Ascoli, dove terrà a battesimo il nuovo tecnico bianconero. Altro scontro diretto di giornata, infine, per la salvezza stavolta, al Liberati tra la Ternana e la Pro Vercelli.

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