Inter, tifosi e media possono essere il pericolo numero uno?

Inter

Il campionato e le squadre si sono prese una pausa e ce la prendiamo anche noi, almeno dai soliti temi. In casa Inter tutto sembra andare a rilento, il mercato, la questione stadio, la ripresa dopo il momento buio degli ultimi impegni, insomma di grandi scossoni non ce ne sono e ce ne vorrebbero. E allora è tutto quello che ci sta intorno che tiene banco e che per certi versi potrebbe diventare una mina vagante.

Mi riferisco soprattutto ai tifosi, l’uomo in più (o in meno) in campo. Il numero 12 come si diceva un tempo. I tifosi che supportano la squadra e che spesso devono anche sopportare la squadra. E’ innegabile che con il passare dei decenni il rapporto tra i sostenitori e i giocatori sia notevolmente cambiato, complice come è cambiata la vita dei calciatori, soprattutto i loro compensi. E allora in caso di mancati risultati la frase di rito è “con quel che guadagnano…”. Tutto ridotto ad una questione di soldi e via buttati nel cestino dei rifiuti tutti i complimenti delle gare precedenti e la gratitudine per risultati insperati.

Quella che oggi potrebbe trasformarsi in una mina vagante casa Inter sono infatti i tifosi che (a torto o ragione non stai me giudicare) sono alquanto scontenti dell’andamento di fine 2017 e inizio 2018. I risultati dei primi mesi di campionato sono spariti, due sconfitte consecutive (più quella nel derby di Coppa Italia), due pareggi, che per certi versi valgono quanto due vittorie, insomma non i fasti gloriosi di inizio stagione. E così molti tifosi son passati dal “credere nello scudetto perché questa è una vera squadra” a “guarda questi con quel che guadagnano come giocano, vendiamoli tutti”. Gli stessi tifosi che probabilmente in estate se qualcuno gli avesse detto che al giro di boa il classifica l’Inter sarebbe stata terza a 42 punti si sarebbero fatti una grassa risata.
Perché gli umori si sa cambiano, e i commenti (anche a corredo delle foto delle vacanze) si inaspriscono nel giro di poco. Ma la pressione che ora i tifosi fanno sulla squadra sarà producente?

La stessa cosa vale per i giornali ed i giornalisti. E’ fin troppo semplice passare da “squadra rivelazione” a “squadra senza potenzialità”, da “può veramente lottare per lo scudetto” a “il quarto posto non è così sicuro e alla sua portata”. Commenti che sicuramente potrebbero minare la serenità di un gruppo che fino ad oggi ha comunque mostrato compattezza nella buona e nella cattiva sorte. Una compattezza che negli ultimi anni (direi dal Triplete 2010 in poi) non si era più vista, anzi la sua assenza era sempre stata uno dei punti deboli più grossi dei nerazzurri. Un gruppo unito tra i giocatori ma soprattutto intorno al mister e alle sue scelte (non sempre condivise da tutti).

Viene dunque da pensare che oltre a qualche colpo di mercato, assolutamente necessario come mostrato nelle ultime uscite, serva un buon isolante dal mondo esterno. La squadra ha la necessità di ritrovarsi e ritrovare quegli automatismi che sembravano tanto semplice e che invece si sono arrugginiti non consentendo alla squadra di esprimersi come faceva e come è ancora in grado di fare. Sarà in grado questa nuova dirigenza di portare a termine questo arduo compito?

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