Girando pagina con Sportmain: La farfalla granata

farfalla granata

Giusto pochi mesi fa, più precisamente il 15 ottobre si celebrava il triste anniversario. Sì, perché esattamente 50 anni fa, in quella data del 1967, una macchina si portava via uno dei più grandi talenti del calcio italiano, strappandolo troppo presto al mondo del calcio e, soprattutto, all’affetto di chi gli voleva bene. E, visto che colui che ci lasciò in quella data, non era soltanto un bravo giocatore, ma anche un vero e proprio personaggio, destinato a far parlare di sé, ho trovato che fosse arrivato il momento giusto per tirar giù dalla libreria quel libro che stava lì da troppo tempo a prender polvere e rendere, così, il mio personale omaggio ad un grande calciatore attraverso uno dei principali libri a lui dedicati, ovvero La farfalla granata di Nando dalla Chiesa.

MERONI E IL CALCIO – Ovviamente il libro è, innanzi tutto, un lungo racconto della carriera del giocatore Meroni. A cominciare da quel campetto duro, ricavato nel cortile interno di un complesso di case, dove il giovane Gigi sfida i suoi primi amichetti, per proseguire con quello strano campo dell’oratorio, addirittura scavato al di sotto del livello del terreno, come dentro una vasca (dove per battere gli angoli si doveva salire al “livello superiore”), in cui i suoi piedi cominciano a mostrare le prime meraviglie e a mietere i primi successi in tornei estemporanei. E’ lì che l’Inter lo nota e lo vuole per sé. Ed è lì che torna quando la mamma dice no, con una decisione quasi impensabile al giorno d’oggi, perché lui, orfano di padre dall’età di due anni, unico di tre fratelli ad aver completato le medie (in anni in cui la scuola dell’obbligo arriva fino alle elementari), mentre il fratello Celestino e la sorella Maria vengono mandati all’avviamento al lavoro, deve dare una mano a portar soldi a casa alla famiglia e la vita del calciatore non è vista come una valida fonte di sostentamento. La donna cambierà idea per il Como, ma solo perché la società troverà un lavoro al fratello Celestino mentre i due si allenano con la squadra. Con la maglia della squadra lombarda comincia ufficialmente la folgorante carriera di Meroni, che sboccia, però, in un pomeriggio in cui la sua seconda squadra, il Genoa, affronta la Fiorentina. Lì il mondo del calcio capisce di avere a che fare con un campione. Lì Meroni matura come giocatore sotto l’ala del tecnico Santos. Da lì lo preleva il Torino per farlo e farsi grande. Riuscirà solo nel primo intento, innalzando il giocatore nel Gotha del calcio italiano, con la collaborazione di Mister Rocco, tanto da renderlo appetibile a tutte le più grandi squadre, comprese la Juve (che in realtà arriva vicina ad acquistarlo, salvo una sollevazione popolare del tifo granata a bloccare ogni ulteriore operazione) e l’Inter, che in quegli anni sta vivendo la sua Grandezza e che, dopo averlo mancato bambino, e, dopo aver subito la prima battuta d’arresto casalinga dopo 3 anni proprio ad opera sua, vorrebbe affiancarlo al suo amico Mazzola (un altro nome che a Torino fa brillare gli occhi). Per il secondo intento arriverà il destino a stopparla troppo presto.

MERONI E LA STORIA – Tratto interessante del libro è anche l’inserimento della storia di Meroni nel contesto storico in cui si trova a vivere, l’Italia del dopoguerra e, poi, gli anni ’60. L’autore sottolinea questi aspetti lungo tutto il corso del libro, creando quel terreno indispensabile su cui si volge la vita dell’uomo Meroni e che diventa fondamentale per capire tante cose che ne caratterizzano la vita e la carriera. Così, conoscendo le difficoltà di una famiglia che si trova a vivere, e sopravvivere, nel dopoguerra priva del capofamiglia, si capisce il contesto in cui si svolge la fanciullezza di una stella che è già fulgida dall’inizio, ma che non si può esprimere, perché pensare al calcio, in quegli anni, pare una facezia. E, poi, conoscendo lo scontro generazionale che attraversa gli anni ’60, rende più facile capire l’anticonformismo che caratterizza la maturità di Gigi. Cappellone, baffone, artista, che trova la sua fuga nella pittura, che si veste con vestiti stravaganti ed anni luce distanti dal mondo sportivo in cui si muove, dove solo da poco gli arbitri hanno smesso di scendere in campo con la cravatta, che decide di vivere in una mansarda quando potrebbe permettersi una reggia e che ogni settimana torna a Como dalla sua famiglia: tutto questo lo rende una mosca bianca che balza fin troppo agli occhi dei benpensanti e lo rende il centro di aspre invettive che nulla hanno a che fare con i meriti sportivi e che, al giorno d’oggi, non possono che far sorridere. Bella l’idea dell’autore di aiutare in questa comprensione dell’epoca storica avvalendosi anche dei riferimenti musicali, sottolineando cosa si ascoltava alla radio in quegli anni, dagli urlatori italiani, alle canzonette leggere, dalla Beatlesmania alle canzoni sul Vietnam di Morandi censurate. Perfino la morte di Meroni pare figlia dei suoi tempi: rincasato troppo presto perché convinto dall’amico Poletti a lasciare in anticipo il ritiro post-partita dopo il match vinto con la Samp, in cui Meroni viene pure espulso, si rende conto di non avere le chiavi e, per contattare la compagna, è costretto ad andarle a telefonare dal bar di fronte; sulla via del ritorno attraversa la strada in modo un po’ avventato, si ferma sulla linea di mezzeria, ma per non venir travolto da un’auto davati a sé, fa un passo indietro, venendo, fatalmente, travolto dalla Fiat 124 Coupé guidata da quel Romero che, grande fan proprio di Meroni, poi, diventerà anche Presidente del Torino.

MERONI E L’AMORE – In questo contesto storico, ovviamente, si inserisce anche la più grande storia d’amore che vive Meroni, quella con Cristiana. Lei, bellissima viene dal mondo dei giostrai, mondo particolare, quasi chiuso. I due si conoscono e si piacciono e iniziano una storia che va avanti con tutte le difficoltà legate a due mondi così distanti, quello, nomade, dei Luna park e quello, a suo modo altrettanto nomade, del Calcio. Poi, però arriva una strana evoluzione, con il matrimonio di lei con l’aiuto regista di una troupe che ha girato un film coinvolgendo proprio il Luna Park dove lavora Cristiana, al banco del tiro a segno. Ma la storia d’amore non dura e presto finisce, mentre continua quella con Gigi. Negli anni, però, in cui l’adulterio femminile è ancora un reato e il divorzio è ancora un concetto quasi satanico, la storia tra Meroni e Cristiana sembra fatta apposta per portare nuova luce, quella dei riflettori, e altrettanto buio, quello delle maldicenze, nella vita del giocatore del Torino. A poco varrà il fatto che lei ottenga l’annullamento del suo matrimonio dalla sacra Rota: per tutti la loro storia sarà sempre il frutto del peccato e contribuirà a porre sempre più Meroni fuori dagli schemi.

MERONI E L’AZZURRO – Infine, il libro non può esimersi dal parlare del rapporto del giocatore con l’Azzurro. Quella di Meroni con la Nazionale è una storia di amore/odio. L’amore, quello, ovvio, di ogni giocatore di calcio che prova orgoglio nell’indossare la maglia rappresentativa del proprio paese e che lo spinge, quando è nell’ambito delle rappresentative giovanili, a tagliarsi i capelli per ottemperare al consiglio del CT, che è convinto che un aspetto più pulito e “consono” sia per lui più utile a trovare un posto nella squadra nazionale. L’odio per una storia mai del tutto sbocciata, per un attaccamento alle convenzioni che al Meroni adulto pesa come una roccia e lo convince a non abbassarsi più alle pretese di chi lo vuole in maglia azzurra solo alle proprie condizioni estetiche e comportamentali. Ma, soprattutto, l’odio per il doversi portar dietro l’onta di una colpa non sua, per essere “uno di quelli della Corea”, uno dei partecipanti alla spedizione inglese ai Mondiali del 66 che si chiuderanno con la vergogna dell’eliminazione ad opera della squadra di dilettanti asiatici, nonostante lui, in quel torneo giochi solo la partita con l’URSS.

L’AUTORE – Autore del libro è Nando dalla Chiesa, figlio del Generale Carlo Alberto, una delle più note vittime di Mafia. Anche lui voterà la sua vita alla lotta alla criminalità organizzata, con l’impegno politico, con il lavoro universitario, tenendo corsi di Sociologia della Criminalità organizzata, e con l’iniziativa personale, come l’istituzione della “Meglio Gioventù” (serata in cui vengono presentate le migliori tesi di Sociologia della criminalità organizzata), con la fondazione dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano e con la partecipazioni ad associazioni come Libera, di cui è presidente onorario. Ha scritto moltissimi libri, quasi tutto di ambito politico e sociologico, in particolare narrando la storia della Mafia e la lotta ad essa, ma non ha disdegnato l’argomento sportivo, con ben 3 libri al suo attivo: La farfalla granata, appunto, del 1995, Capitano mio capitano. La leggenda di Armando Picchi, livornese nerazzurro, del 1999, e La partita del secolo. Storia di Italia-Germania 4-3, libri di cui, sicuramente, in futuro si parlerà in questa rubrica.

GIUDIZIO – Il libro è estremamente interessante, utile a conoscere una storia che, probabilmente, ogni amante del Calcio dovrebbe sapere. La prosa è ben scritta e scorrevole e la quantità di aneddoti e di interviste riportate aiutano in modo perfetto a rendere la lettura interessante e a farsi un’idea del personaggio Meroni. La scelta, come detto, di contestualizzare tutto descrivendo mode, gusti e “sottofondi musicali” dell’epoca aiuta moltissimo a capire i risvolti della storia e le problematiche ripercussioni su una personalità fuori dagli schemi come quella del calciatore granata. Unica cosa che, forse, stona un po’, a mio avviso, è il tentativo, a volte un po’ forzato, di voler poeticizzare il tutto, soprattutto quando l’autore inserisce descrizioni metaforiche che giocano sulla figura della farfalla – immagine che calza a pennello con la figura di Meroni, che, giunto all’apice della sua bellezza, visse un battito d’ali – che, in certi casi, paiono un po’ forzate e prolisse, seppur di pregevole fattura, poco aggiungendo alla già alta qualità del narrato. In generale, quindi, un libro da consigliare per la biblioteca di tutti gli amanti della storia del calcio, oltre ogni colore e fede calcistica.

Titolo: La farfalla granata. La meravigliosa e malinconica vita di Gigi Meroni il calciatore artista.
Autore: Nando dalla Chiesa
Pagine: 222
Editore: TEA
Collana: Teadue
Pubblicazione: 1995

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