Mettiamo i puntini sulle…B. Da dove riparte il campionato cadetto

Dopo 3 settimane di pausa forzata, il campionato di B è ad un passo dalla ripresa, con il fischio d’inizio fissato per sabato alle 15. A pochi giorni dalla ripresa delle danze, quindi, vediamo dove eravamo rimasti.

IL SOLITO, STRANO, CAMPIONATO – Il campionato di B non delude mai le aspettative: anche quando sembra scontato e, a leggere la griglia di partenza ci si aspetterebbe un andamento prevedibile, nel suo svolgimento sovverte carte e pronostici e regala sempre emozioni, catturando su di sé l’interesse, spesso fino all’ultima giornata. Ad esempio, in questo torneo ci si sarebbe aspettati lo spadroneggiare di una squadra come il Palermo, avvezza alla categoria superiore, dotata di risorse maggiori delle altre ed aiutata anche dal ben noto paracadute. E, a guardare la classifica al termine del girone d’andata si potrebbe pensare che quel pronostico sia stato rispettato. E, invece, non è stato del tutto così, perché se è vero che i rosanero sono in testa alla classifica, è anche vero che ci sono arrivati solo nelle ultime settimane, dopo un incredibile tira e molla. Fin dalla prima giornata il torneo è vissuto all’insegna dell’equilibrio, al punto che nella prima metà dell’andata tra le squadre di testa e quelle in fondo alla classifica, il distacco di punti era ridottissimo. Poi, anche quando le due sezioni della classifica hanno cominciato a delinearsi un po’ meglio, in testa si è assistito ad un saliscendi quasi comico, con squadre che si alternavano in testa alla classifica, perdendo il gradino più alto esattamente la settimana successiva ad averlo raggiunto. Come detto, solo nelle ultime settimane la cosa si è un po’ più stabilizzata e il Palermo ha preso la prevalenza, ma tutto è rimasto in bilico fino alla fine e questa alternanza sul filo del rasoio non sembra avere ancora una soluzione di continuità. E questo discorso non riguarda solo le posizioni per la promozione diretta, ma, ovviamente, anche la zona play off e quella retrocessione.

LE CONFERME – Si è detto del Palermo, che lassù era atteso e lassù è, ma con meno facilità ed autorità, come già accennato, del previsto. Ovvie buone prospettive aveva, per lo spesso motivo, anche l’Empoli, che, infatti, gravita in zone d’alta classifica fin dall’inizio del torneo, avendo toccato anche la vetta. Questo, però, non è stato sufficiente alla dirigenza della squadra toscana che, visto un leggero calo dei risultati nella parte finale del girone d’andata, ha deciso per l’allontanamento di Vivarini, visto come uno dei protagonisti del torneo fino a qualche settimana prima, per affidare la squadra ad Andreazzoli. Il grande deluso della scorsa stagione, il Frosinone, fallita la promozione diretta all’ultimo momento e persi i playoff in semifinale quando la promozione per via indiretta pareva cosa scontata, ci vuol riprovare anche quest’anno e lo sta dimostrando anche in questa prima metà di torneo, con una lotta costante nei primi posti, una testa raggiunta, una fuga provata e, comunque, la chiusura al secondo posto al giro di boa. Anche il Bari era atteso ad una prova di maturità dopo le ultime annate gettate al vento e, sicuramente, in questo torneo sta dimostrando una maggiore stabilità nelle zone alte, con il raggiungimento anche della vetta, e una permanenza ormai costante tra le favorite alla promozione. Il terzo posto finale lo dimostra, anche se i galletti necessitano di migliorare i propri rapporti con le partite lontane dal San Nicola, dove hanno lasciato un sacco di punti fondamentali per una classifica migliore. Anche il Parma si trova dove ci si aspettava che stesse. Sembrerebbe un’anomalia trattandosi di una neopromossa, ma, si sa, si tratta di una neopromossa di lusso, da cui un doppio salto si sarebbe anche disposti ad aspettarselo senza grossa sorpresa. Ha faticato un po’ a capire la categoria, dopo un inizio zoppicante, soprattutto in casa, ma, ora, sembra aver trovato la quadratura e la sua stabilità nelle posizioni più elevate lo dimostra. Infine grande conferma anche dal Cittadella, che chiudeva lo scorso campionato giocandosela ai playoff e che ora gira a metà in piena zona spareggi. In questo caso, però, la cosa è, in realtà, meno scontata di quanto ci si possa aspettare, al punto che qualche esperto dava la squadra di Venturato tra quelle che avrebbero lottato per salvarsi. Il grande lavoro della squadra veneta, in silenzio, invece, sta pagando anche in questa stagione in cui, probabilmente, è una delle squadre con il rendimento più costante.

LE SORPRESE – Due su tutte e, come ormai succede da diversi anni, si tratta di neopromosse. La prima è la Cremonese: la squadra lombarda veniva data come ben organizzata per affrontare questo torneo, ma nessuno, probabilmente, ipotizzava che avrebbe avuto questo ruolo da protagonista fin dall’inizio. Fin dalle prime battute del torneo, infatti, i grigiorossi veleggiano nelle zone alte della classifica, sempre costantemente inseriti nella lotta per i posti playoff, dando molto filo da torcere agli avversari, non solo in casa, ma anche in trasferta, dove hanno perso, fin qui, pochissime volte (2). L’altra è il Venezia: la squadra allenata dall’esordiente per la serie cadetta Inzaghi aveva cominciato il torneo con lo scopo di ben figurare al ritorno al calcio che conta e di raggiungere una salvezza più che tranquilla. Invece, nelle settimane, i veneti, come delle formichine, hanno accumulato punti importanti, seppur senza avere un attacco devastante (che per una squadra allenata da uno dei migliori bomber italiani della storia del calcio fa un po’ sorridere), che sono serviti a tenerli costantemente in lotta per una zona play off che, all’inizio, sembrava solo un bel sogno.

LE DELUSIONI – Qualche squadra, fin qui, ha reso meno di quanto ci si sarebbe aspettato. Due su tutte: il Pescara e il Perugia. Gli abruzzesi arrivavano anche con lo status di retrocessa e, quindi, di favorita d’obbligo almeno alla lotta d’alta classifica. Poi, il fatto di avere in panchina Zeman, il condottiero della spettacolare promozione di qualche stagione fa, targata Insigne-Immobile, faceva sperare in un calcio spumeggiante e arioso. E le primissime giornate sembravano testimoniare in questo senso, con vittorie ad effetto, cariche di gol (basti pensare all’esordio con un pokerissimo). E, invece, poi si è assistito ad un assestamento della squadra verso il basso, con tanti risultati risicati, rimonte incredibili subite, sconfitte inaspettate e una carenza di punti che ha assestato la squadra in un inaspettato centro classifica ed ha reso la panchina del boemo decisamente instabile. Gli umbri, invece, hanno vissuto un autentico ottovolante: partiti alla grandissima con risultati sonanti e un gioco bello e spumeggiante, al punto che, qualcuno dava già per assegnato un posto promozione, improvvisamente sono piombati in un’involuzione spaventosa fatta di un numero impressionante di sconfitte, con il conseguente crollo in classifica. Il cambio in panchina è parso scontato e nelle ultime settimane qualche boccata d’ossigeno è stata presa, anche se i grifoni sembrano ancora un po’ convalescenti ed occupano un’anonima metà classifica. Altra squadra da cui ci si aspettava di più, visto che era una delle candidate per la zona playoff, è il Cesena. I romagnoli, invece, sono stati protagonisti di un inizio monstre, fatto di risultati pessimi e pochi punti accumulati che hanno reso necessario, con l’ultimo posto in classifica, il cambio in panchina. Da allora le cose sono sicuramente cambiate, ma la strada da fare per i bianconeri, attualmente in zona playout, sembra ancora tanta. Infine una piccola delusione arriva anche dall’altra neopromossa, il Foggia: da lei ci si aspettava, sicuramente, un campionato più deciso, seppur con l’obiettivo salvezza, al punto che qualcuno dava i diavoletti in orbita playoff. E, invece, i rossoneri, fin qui, hanno fatto un campionato sottotono, come dimostra il quartultimo posto alla fine dell’andata, e la panchina di Stroppa è stata più di una volta sotto pressione.

PROTAGONISTI – Sul piano delle individualità, il re di questa prima tornata è sicuramente colui che domina la classifica cannonieri, ovvero Caputo dell’Empoli. Protagonista per la grande regolarità nelle marcature che ha fin qui dimostrato, contribuendo con i suoi gol all’ottima classifica dei toscani, ma anche per la grande intesa con un altro dei gioielli di questo torneo, ovvero Donnarumma, creando con lui la miglior coppia gol del campionato, con 27 reti totali (delle 42 segnate dall’Empoli). Grande stagione anche per Galano, che sta diventando, a suo di gol, l’autentico trascinatore del Bari, giocando forse una delle migliori della sua carriera, forse quella in cui si sta dimostrando più decisivo. Quanto a regolarità va menzionato, senza ombra di dubbio, anche Di Carmine, uno dei pochi che ha dimostrato di avere lucidità anche nelle fasi più buie del Perugia, trovandosi, però, spesso a predicare nel deserto. Non tradiscono i soliti Ciofani e Dionisi, protagonisti, ormai, da anni dell’attacco del Frosinone, anche in A, e che non marcano visita in questo torneo, a cui pare giusto aggiungere, per questa stagione, anche il compagno di squadra Ciano, che sta dando il suo contributo non solo con il gioco, ma anche con una buona vena realizzativa. Tra i nuovi, giusto menzionare Bocalon della Salernitana, che, salito dalla Lega Pro, non ha dimostrato di soffrire di ansia da prestazione ed ha confermato, a suon di gol, 6 fin qui, di poter diventare presto uno dei protagonisti anche della serie cadetta. E per non parlare solo di attaccanti, non si può dimenticare uno dei grandi vecchi di questo torneo, Lucarelli, difensore e capitano del Parma, che, festeggiando quest’anno il record di presenze in maglia gialloblu, sta dimostrando che l’età è solo un numero, con prestazioni d’alto livello (e pure qualche gol), continuando a confermare di essere uno degli autentici condottieri della resurrezione dei ducali dall’inferno dei dilettanti. Infine, parlando d’età e, quindi, d’esperienza, menzione d’obbligo va fatta a due altri vecchietti che hanno ancora tanto da insegnare ai più giovani: l’Highlander Caracciolo, che continua a segnare (9 fin qui) anche nel mare in burrasca di Brescia, ergendosi a baluardo inossidabile anche nei momenti più difficili dei lombardi, e il Campione del Mondo Gilardino, giunto a impreziosire il roster dei giocatori della serie cadetta e, in particolare, quello dello Spezia, che, arrivato un po’ in ritardo di preparazione, ha zittito chi lo voleva bollito e appagato, rivitalizzando l’attacco aquilotto e segnando, fin qui, al netto di qualche problema fisico, due gol (il secondo da autentico campione) da 6 punti.

I GIOVANI – E, parlando d’età, non si può che menzionare i giovani, visto che, come ogni anno, la B diventa una fucina di giovani di belle speranze, che, in alcuni casi, arrivano a vivacizzare i campi della A. Questa stagione ha un re su tutti, ovvero Jallow del Cesena che, nonostante tutti i problemi della sua squadra, è l’unico che sta avendo una straordinaria continuità di rendimento e che sta cercando di tenere a galla i romagnoli a suon di gol, ben 9 fin qui. Ma tanti sono i ragazzi che, pian piano, si stanno ergendo a protagonisti e stanno facendo segnare i propri nomi in tabellini e statistiche, dal confermato Favilli dell’Ascoli a Castrovilli della Cremonese, da Di Mariano del Novara a Kresic dell’Avellino, da Machin del Brescia a Varnier del Cittadella, da Valzania del Perugia a Kiyinie della Salernitana, da Carletti del Carpi a Maggiore dello Spezia, da Rossi della Salerniatana a Dalmonte del Cesena, da Asencio dell’Avellino a La Gumina del Palermo, da Clemenza dell’Ascoli a Kouame del Cittadella, e così via, assieme ai tanti altri che non mancheranno di mettersi in mostra nel girone di ritorno. Discorso a parte merita Han, il primo vero protagonista giovane del torneo, con una tripletta alla prima giornata, che ha saputo andare oltre gli scetticismi di chi lo vedeva solo come un nordcoreano, quindi non appartenente esattamente ad una élite del calcio mondiale (ma facilmente strumentalizzabile per discorsi extracalcistici…), e, pertanto, destinato a dimostrarsi un fuoco di paglia, proseguendo con un buon rendimento, soprattutto nella prima parte dell’andata, anche realizzativo (7 i gol fin qui).

I CAMBI – Non sono mancati, in questa prima metà del torneo, neppure i consueti cambi in panchina: ben 8 le panchine saltate. Due scontate: quella di Camplone sulla panchina del Cesena e quella di Giunti a Perugia, viste come indispensabili scossoni a situazioni ormai fossilizzatesi verso il basso e divenute ormai pericolose per la classifica delle rispettive squadre. Castori, il sostituto sulla panchina dei romagnoli, ha effettivamente portato aria nuova in società e i bianconeri hanno cominciato un lento percorso di recupero, mettendo i bastoni tra le ruote a più di una squadra; Breda, con gli umbri, per ora è ancora in fase convalescente e deve ancora assestare il cammino, ma, almeno, ha interrotto la disarmante serie di sconfitte consecutive. Tre (che poi son diventati quattro) un po’ più difficili da spiegare: decisamente esagerato l’allontanamento di Vivarini, dopo l’andata da protagonista, solo per qualche risultato poco soddisfacente, ma anche l’esonero di Bollini è parso fuori luogo, visto che la Salernitana, squadra con poche velleità di classifica, stava disputando un ottimo campionato nella prima parte del torneo, puntando verso l’alto e inanellando risultati importanti, salvo un periodo di appannamento che l’aveva fatta scendere in classifica, in una posizione, comunque, più alta di quelle che fossero le aspettative ad inizio stagione e che, invece, è risultata la causa fatale del salto di panchina; e neppure l’esonero di Boscaglia sulla panchina del Brescia è stato figlio di risultati drammatici o classifiche disastrose, come non sembrava irreparabile la situazione creata dal sostituto Marino, fresco esonerato durante la pausa per lasciare nuovamente posto al collega, ma, in questo caso, la presenza di Cellino al tavolo della presidenza è una discriminante importante. Andreazzoli, sostituto di Vivarini, ha appena cominciato ed ha ancora tutto da dimostrare, Colantuono, invece, sulla panchina dei campani per ora non ha portato cambi sconvolgenti e la squadra è ancora lì dove l’aveva lasciata il collega. Più comprensibili gli altri due avvicendamenti, figli della lotta per salvarsi: Fiorin sulla panchina dell’Ascoli (a due settimane dalle dimissioni del suo collega Maresca) e Grassadonia su quella della Pro Vercelli sono state le vittime da sacrificare alla disperata ricerca dei punti salvezza. Cosmi e Atzori, i rispettivi sostituti, hanno ancora molto da lavorare.

I NUMERI – Infine, un’occhiata ai numeri, per capire qualche particolare in più di questa graduatoria di metà stagione. Importante è vincere, ma non sempre è fondamentale: lo dimostra il fatto che due sono le squadre con il più alto numero di vittorie, 10, ma una è prima, il Palermo, mentre l’altra è quarta, il Bari, sopravanzato da chi ne ha una in meno. Quelle con il più alto numero, comunque, permangono nelle posizioni alte, visto che a 9 vittorie ci sono Frosinone, Parma, Empoli e Cittadella e a 8 lo Spezia, tutte in zona play off. Chi ne ha di meno, invece, viaggia in basso in classifica: la peggiore in assoluto, la Ternana, con 3, è penultima e dietro di lei, Ascoli e Pro Vercelli ne hanno appena una in più. Ma, anche in questo caso, non è la regola, visto che chi ne ha poche di più, il Venezia, con 6, è ai piedi della zona playoff. Importante è, invece, la regolarità. Le due squadre con meno sconfitte, 2, sono in testa alla classifica, Palermo e Frosinone, ma chi ne ha appena una in più, la Cremonese, è sesta e, quasi paradossale è vedere che la Ternana è terzultima con appena 6 sconfitte, le stesse del Parma quinto e addirittura una in meno di Bari (quarto), Cittadella e Spezia. I rossoverdi pagano il dazio di essere i re dei pareggi, con 12 partite. Dietro di loro, a 11, Cremonese, Venezia e Salernitana, mente a 10 c’è addirittura il Frosinone secondo. Miglior attacco del campionato è quello dell’Empoli, con 42 reti, addirittura 12 in più della capolista Palermo, mentre il peggiore è quello del Carpi, con 18, che è a ridosso della zona playoff, mentre la Pro Vercelli ultima ne ha segnati 26, mentre tre delle altre 4 squadre in zona retrocessione (Cesena, Ternana e Foggia) sono sopra i 30. Miglior difese quelle di Palermo e Parma, con 17 gol subiti, mentre la peggiore è quella del Foggia, con 41 gol subiti, seguita dal Cesena a 40, ma è indicativo che l’Empoli giri a 32, peggior difesa di tutta la zona playoff. Infine guardando il casellario della classifica, appurato che non ci sono squadre imbattute, si trova, comunque, qualche 0: il Frosinone è imbattuto in casa, mentre il Palermo non ha mai capitolato in trasferta, e la Ternana non ha mai vinto lontano dal Liberati; infine Novara e Cesena non hanno mai avuto un rigore a favore, mentre Ascoli e Venezia non se ne sono mai visti assegnare uno contro.

Lucarelli, simbolo della difesa del Parma, una delle meno battute della B

Ora manca davvero pochissimo alla ripresa dei giochi. Buon campionato a tutti!

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