Inter, le polemiche sterili che rovinano l’ambiente

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Lo avevamo già detto, il pericolo numero uno in casa nerazzurra potevano essere i commenti di media e tifosi. E’ un problema che l’Inter non ha mai saputo ben affrontare, lo dice la storia di questa società. Lo dicono le fughe di notizie, lo dicono i cambi ai vertici del settore comunicazione e non solo.
L’approccio non è mai stato all’altezza di una grande squadra e neanche il modo in cui si affronta questa “piaga”, né che si parli di media né che si parli di tifosi. E ancora ancora quando i tifosi si limitavano a qualche striscione o a qualche dimostrazione non di affetto all’uscita dal tunnel dello stadio. Ma oggi, nell’era dei social tutto è amplificato e basta poco per innescare una bomba ad orologeria che rischia di mandare in frantumi mai di lavoro.

La scorsa stagione è stata caratterizzata, per quanto riguarda l’ambiente nerazzurro, dal famigerato libro di Mauro Icardi che non poche polemiche ha scatenato. Già perché un passaggio voluto o non voluto in cui il capitano nerazzurro si riferiva con accuse non edificanti ai tifosi della curva non era piaciuto a nessuno, tanto da costringerlo a ritirare il libro apportando le modifiche richieste. Da quel momento il rapporto tifosi-Icardi si è rotto per sempre. E in moltissimi fecero appello alla società perché lo cedesse. I mesi sono passati ma il rapporto non si è ricucito, anzi le manifestazioni di insofferenza nei confronti del capitano non mancano, nonostante le sue prestazioni, ad oggi mai così deludenti rispetto ai compagni. Una situazione che la società non ha saputo comunque gestire fin dall’inizio, probabilmente sarebbe stato auspicabile una lettura da parte di qualcuno del libro prima della sua messa in stampa. Insomma non si trattava di un romanzo romantico ma di un’autobiografia e quindi avrebbe in ogni caso riguardato anche l’Inter. E l’Inter non si è tutelata in caso di episodi raccontanti non in modo “preciso”.

Oggi ad accendere le polemiche è ancora il capitano con un post su Instagram che non è stato gradito anche se le interpretazioni sono molteplici, ma si sa, a pensar male quasi sempre non si sbaglia. E allora quel “Poder decir adios es crecer”, accompagnato dal commento “Chau Chau” con tanto di manina che saluta e faccina pensierosa, ha messo in apprensione una parte di tifosi e mandato su tutte e furie un’altra parte. Ora partiamo dal presupposto che molti di quelli che si sono arrabbiati avevano chiesto la sua testa all’uscita del libro, quindi alla fine dovrebbero gioire, ma questa è ancora una volta la riprova che la società non riesce a tenere a bada i propri giocatori. Nessuno dice che non sia liberi di scrivere quello che pensano, ma almeno alcune linee guida per evitare spiacevoli fraintendimenti sarebbero gradite.
Ma quindi Mauro Icardi cosa intendeva dire con quella frase? Si riferiva alla moglie lontana per lavoro? Si riferiva alla sua carriera e quindi ad un’imminente partenza? Tra le altre cose ricordiamo che è il titolo di una canzone argentina, ma anche in questo caso non ci è dato sapere se il riferimento a questo testo o meno. Insomma come vedete le interpretazioni possono essere tantissime. Ma la vena polemica che più ha voluto vedere solo una richiesta di cessione.

Un tassello in più nella ricerca di minare la serenità che aleggiava l’interno dello spogliatoio e che nei primi mesi della stagione aveva portato i suoi frutti in termini di gioco e risultati. E se le mancate vittorie fossero figlie proprio di questa nuova situazione mentale che sta evidentemente rompendo gli automatismi che con fatica Spalletti era riuscito ad imporre?

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