La rinvincita dell’uomo ragno

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L’amore calcistico, molto spesso, è questione di feeling. E quello di Walter Zenga col Crotone è scattato immediatamente. La scintilla è già scoccata il giorno della presentazione, poi partita dopo partita l’uomo ragno ha soppiantato Davide Nicola nei cuori della gente. Zenga ha toccato le corde giuste portando entusiasmo, e sopratutto quella voglia di andarsela a giocare ovunque con tutte le squadre. Il tecnico milanese è riuscito a cambiare non solo il modulo, ma soprattutto è riuscito a cambiare la mentalità della sua squadra.

Una squadra che lotta, che non si dà mai per vinta, con alcuni giocatori ritrovati anche dal punto di vista fisico.

Dopo la salvezza della passata stagione era lecito sospettare che qualche senatore potesse subire un contraccolpo, capita spesso che una squadra orfana del vecchio capogruppo possa rigettare il nuovo come un corpo estraneo e invece Zenga è entrato subito nel cuore della squadra. La vecchia guardia viaggia sulla stessa sua lunghezza d’onda, non solo ha accettato il cambio ma è riuscita ad assimilare subito le nuove idee.

Il nuovo Crotone, pressa alto, non dà respiro alla manovra avversaria e alcuni giocatori sembrano rigenati dalla cura Zenga.

Ceccherini difende quasi meglio dello scorso anno, Barberis fa la differenza pur partendo da posizione diversa, Martella macina chilometri su chilometri. Bene anche Trotta che fa un lavoro sporco, perdendo spesso la lucidità sotto porta e Stoian e Nalini un giocatore duttile e dedito al sacrificio. E poi i nuovi Capuano finora il migliore, ma anche Benali e soprattutto Federico Ricci, dopo un anno da comprimario diviso tra Genoa e Sassuolo sembra non essersene mai andato da Crotone.

Il punto conquistato a San Siro non è un punto d’arrivo, l’Inter è attualmente una squadra in crisi di risultati che non vince da due mesi. Arriveranno altre verifiche, maggiormente probanti, Cordaz e compagni saranno chiamati a dare risposte più articolate. Sabato allo Scida arriverà l’Atalanta, una delle squadre più in forma del campionato, ma “Siamo 11 contro 11, perché non giocarcela?” parola di Walter Zenga.

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