Toro, funziona la cura Mazzarri? Impressioni dopo un mese

Mazzarri triste

TORINO – I granata sono usciti dal match con la Sampdoria non vincendo ma convincendo: un 1-1 in rimonta contro una diretta concorrente per l’Europa League, una prova di orgoglio e anche di resistenza (vedi gli ultimi 20 minuti con un uomo in meno per l’espulsione di Acquah). Ora i granata aspettano un’altra concorrente: quell’Udinese di Oddo che ha affatto tanto bene negli ultimi due mesi e che domenica ha fermato un Milan in netta crescita. La domanda nasce spontanea: è servito a Cairo e Petrachi company cambiare Mihajlovic e prendere Mazzarri a fine dicembre? Qualche elemento per rispondere di sì c’è.

GRANATA PIÙ ATTENTI IN DIFESA – Una delle novità più rilevanti del Toro formato Mazzarri sembra la maggiore attenzione in difesa: due gol presi in quattro partite sono un discreto risultato anche se, sinceramente, i granata non hanno trovato gli attacchi più forti (a parte l’ultima, nella quale il cliente era la premiata ditta Quagliarella-Zapata). Alcuni pezzi del reparto convincono ora come prima: Sirigu e N’ Koulu. Altri sono in netto miglioramento.

ALCUNI GIOCATORI RIVALUTATI – Un’altra differenza rispetto al periodo di Mihajlovic, infatti, è il rendimento di alcuni giocatori. Uno di questi è sicuramente Molinaro, che con il tecnico serbo aveva trovato poco spazio mentre con quello toscano è finora titolare fisso, anche per necessità ma comunque in modo abbastanza convincente. Stesso discorso per De Silvestri: fortemente voluto da Sinisa a Torino, finora ha convinto di più con Mazzarri. Il caso più evidente è però Niang: il senegalese era stato la grande delusione di inizio campionato ma nell’ultimo mese ha trovato qualche giocata, lo spirito di sacrificio per la squadra ed anche un paio di gol. La crescita, in realtà già iniziata nelle ultime due partite di Mihajlovic, è diventata più netta, forse complice anche la posizione di prima punta per l’infortunio di Belotti. Investimento salvo? Chi vivrà vedrà…
L’anno che verrà per il Toro: dopo un mediocre 2017 è lecito aspettarsi di più

RESTA UN TORO DA CAPIRE – Se i miglioramenti si vedono, i dubbi sui granata restano comunque: è stato un Toro convincente contro la Samp, meno contro il Benevento, molto meno contro il Sassuolo. Sicuramente se gioca come a Marassi può giocarsi un posto in Europa League, ma saprà farlo sempre? Finora non è stato proprio così: i granata hanno alternato prove convincenti ad altre assai deludenti mentre Belotti continua il suo periodo no… Intanto Mazzarri resta “fumantino” come sempre: a Genova è arrivata la prima espulsione. Cambierà? Difficile, ma è possibile che cambi un po’ questo Toro…

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