L’Inter è in crisi, inutile negarlo

Perišić

Inutile girarci intorno l’Inter è in crisi. Una crisi che si è cercato di celare lasciando ogni volta una speranza che tutto potesse tornare al suo posto. Tante cose non sembravano andare ma poi un segnale faceva presagire un ritorno alla normalità di inizio stagione.
Ma ora non possiamo più evitare la parola crisi. Due mesi senza vittorie per una squadra che ad un certo punto non mirava più alle coppe ma addirittura a qualcosa di più importante sono un’eternità. Una cosa inaccettabile ed è poco costruttivo parlare di mancato mercato.

O meglio: l’inizio stagione è sempre più facile per la squadra “tipo”, i giocatori sono tutti freschi e se, come nel caso dell’Inter, l’arrivo di un nuovo allenatore porta entusiasmo e meccanismi diversi e se questi vengono assimilati senza difficoltà le vittorie sono un gioco da ragazzi.
Ma poi la stanchezza si fa sentire e allora sì che bisogna parlare di mercato perché quello che è mancato all’Inter ultimamente è il ricambio. Inutile dire che l’esclusione di Nagatomo abbia cambiato gli equilibri, con tutto il rispetto dovuto al giapponese non è certo un giocatore fondamentale e soprattutto se è stato escluso prima e mandato in prestito dopo un motivo ci sarà stato. Quello che invece non sembra poter essere giustificato la mancata sostituzione di Perišić, vero peso morto di questa Inter. O forse l’unica giustificazione è appunto che non c’è un ricambio adatto e allora meglio lui a mezzo servizio che un altro di quelli a disposizione (che cosa combineranno mai in allenamento per non avere la minima stima da parte del mister?).
E non voglio fare il pelo alle prestazioni del croato ma è anche vero che la crisi dell’Inter coincide con la sua crisi. La sosta invernale in molti speravano lo rendesse a Spalletti rigenerato e invece ancora niente. E allora in questi casi la panchina, un po’ di sana panchina, sarebbe necessaria, ma se sai di non aver un altro pezzo da 90 da inserire meglio un pezzo da 90 a metà.
Certo se il mercato avesse portato qualcosa in più, con tutto il rispetto dovuto ai due innesti (Lisandro López e Rafinha), forse certe scelte sarebbe meno dolorose. Già perché Spalletti certo non può essere passato dal non aver problemi ad escludere Totti a Roma (cioè Totti a Roma) a farsene nell’escludere Perišić a Milano.

Cosa può succedere adesso? Si confida nel ritorno al passato del croato e magari di tutta la squadra, soprattutto allo stato mentale di qualche mese fa. Solo così il futuro può tornare a dare speranza. Domenica un nuovo, l’ennesimo, test per vedere come sta andando il recupero di questa squadra, con Icardi che dovrebbe tornare al suo posto.
In alternativa si può guardare al passato (ancora una volta) e gongolarsi nella dichiarazione d’amore di Guarin (già in atmosfera San Valentino) che pur di tornare all’Inter accetterebbe “un quinto dell’attuale ingaggio”, e dire che a Milano non era proprio amatissimo…

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