Se solo l’avessimo Saputo

Saputo

BOLOGNA – Nelle ultime settimane le pagine sportive delle testate giornalistiche locali sono state pressoché unanimi nel suonare quello che già è un evergreen a tinte rossoblu che si ripresenta ogni anno con parole diverse: “numeri identici all’anno scorso, così non si cresce” – titola un articolo de La Repubblica di qualche giorno fa.

Ma è davvero così?

LE STATISTICHE – Nelle due stagioni concluse a guida Donadoni il Bologna ha raccolto 42 punti nel 2015-2016 – compresa la parentesi di Delio Rossi – e 41 punti nel 2016-2017. Ad oggi con 27 punti in 24 giornate la media punti dei felsinei si attesta sugli 1,13 punti a partita in un campionato che secondo la matematica dovrebbe concludersi a 43 punti, un bottino in linea con gli ultimi anni e appena sufficiente per una salvezza “tradizionale” (pre-Benevento, per intenderci). Facendo un breve salto nel passato in questo ipotetico campionato delle statistiche, per come stavano andando le cose a novembre dopo il 3-0 casalingo alla Sampdoria, il Bologna con la sua media di 1,42 punti avrebbe potuto ambire ad arrivare a maggio con un capitale di 54 punti. La serie di debacle che ha condito qua e là le ultime giornate ha però riportato la truppa di Donadoni con i piedi per terra, per non dire sotto.

Mettendo da parte elucubrazioni inutili – o quasi – campate nel mondo dei ‘se’ e dei ‘ma’, risulta più che lecito domandarsi a cosa sia dovuta questa flessione di circa 11 punti, seppur potenziali, nel giro di pochissimi mesi. L’indiziato numero uno non può che essere Roberto Donadoni, le cui richieste in sede di mercato sono state spesso accontentate dalla dirigenza senza che a queste seguissero grandi miglioramenti nelle prestazioni. Tre sole stagioni, di cui una parziale e una ancora in corso, non rappresentano comunque un campione statistico sufficiente per provare a tirare realmente le somme della gestione del tecnico bergamasco. L’unico reale metro di paragone rimane la stagione scorsa conclusa al 15° posto con 41 punti e se l’obiettivo stagionale è quello di migliorare il risultato dell’anno scorso – come più volte ribadito da Bigon – un’inversione del trend è ancora possibile.

ACCENNI DI STORIA RECENTE – Intanto dinanzi a queste performance a dir poco infelici, tornano alla mente i primi giorni dopo l’acquisizione del Bologna Fc 1909 da parte di Joey Saputo, quando la società poteva permettersi il lusso di pareggiare 0-0 in trasferta contro il temibile Vicenza (oggi fallito) schierando sul rettangolo verde dei campioni del calibro di Abero, Giannone e l’indimenticabile Acquafresca. Il Bologna, fortunatamente, non è più quello ma probabilmente non è nemmeno quello che con qualche fiammata ci ha illuso di (ri)portare quest’anno l’Europa League al Dall’Ara.

Dopotutto, anche se la frase può essere passata inosservata nell’euforia generale, il presidente canadese lo aveva chiarito fin da subito: “Vogliamo un Bologna forte ma ci vorrà del tempo, verranno momenti difficili in cui prendere decisioni impopolari.” Ecco spiegate le decisioni controcorrente prese dalla dirigenza nell’ultimo periodo, prima fra tutti la permanenza di Donadoni dopo la stagione dell’anno scorso senza infamia e senza lode. Nel frattempo, come suggerito da Joey, meglio aspettare.

Chissà che un domani in una fresca sera di ottobre durante una partita contro lo Slavia Praga i tifosi rossoblu, seduti sui seggiolini di un Dall’Ara totalmente coperto, non guardino al passato e, pentendosi della propria impazienza, dicano: “Ah, se solo l’avessimo… Saputo!”

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