A tutta B: il volo dell’Empoli, un calcio alla sfortuna, l’exploit per una vetrina, i conti col passato e B Ready per la 26^

brugman

IL VOLO DELL’EMPOLI – Qualche settimana fa, al momento del cambio di panchina tra Vivarini ed Andreazzoli, ci chiedemmo un po’ il significato di questa decisione: l’Empoli andava tutto sommato bene, viaggiava in altissima classifica ed aveva ancora aperte tutte le possibilità di promozione. Al momento ci parve solo un esercizio di stile, in cui la dirigenza della squadra toscana sembrava voler solo punire una qualità di gioco non all’altezza di quella attesa. Ora siamo qua a fare il mea culpa e a complimentarci con lo sguardo lungo avuto da quei dirigenti. Andreazzoli ha letteralmente rivoluzionato una squadra, portandola ad essere da una semplice partecipante alla lotta per la promozione al ruolo di assoluta protagonista: tre vittorie nelle ultime tre partite, con un totale di 10 gol segnati, di cui 4 al favoritissimo Palermo e 4 al Bari al San Nicola, oltre alla vittoria di sabato ad Ascoli per 2-1. Ora è primo in classifica grazie anche alle contemporanee sconfitte di Frosinone, che incappa nella rabbia del Bari, alla ricerca della vittoria importante per dare una scrollata all’ambiente dopo le sconfitte delle ultime settimane, e, clamorosamente, di Palermo, che si fa rimontare in casa da un vivacissimo Foggia, che ora vede la sua posizione decisamente più tranquilla, con ben 4 lunghezze sulla zona retrocessione. Ora la testa della classifica vede toscani e ciociari appaiati a 46, con i siciliani a 3 punti. Di questa situazione non ne approfitta il Cittadella, che, in casa, fallisce la possibilità di restringere il gap tra le tre di testa e il resto della zona play off, regalando la prima soddisfazione al rientrante Di Carlo sulla panchina del Novara e restando a quota 38, dove, nel frattempo, lo raggiunge il Bari. Pareggite, o, meglio, morbo dell’1-1 per le restanti squadre della zona play off: si chiudono con questo risultato sia i due scontri diretti, quello tra Carpi e Cremonese e quello tra Spezia e Venezia, che il match che il Parma disputa col Perugia al Tardini. Risale, così, il Pescara, che, con la vittoria nel suo scontro diretto con la Salernitana, balza a 2 punti dalla zona spareggi, inguaiando un po’ i campani che vedono la zona play out un po’ troppo da vicino. Per quel che concerne la lotta per la salvezza, molto importante la vittoria dell’Entella nello scontro diretto con la Ternana, che lascia gli umbri ultimi e permette ai liguri di confermare il posto in zona play out, raggiungendo il Brescia che, invece, non va oltre lo 0-0 nel suo scontro diretto al Piola con la Pro Vercelli, che lascia i piemontesi al terzultimo posto, con due punti sul penultimo e 2 dalla zona play out. Mantiene la linea di galleggiamento anche il Cesena che, con il pareggio di Avellino firmato dall’inossidabile Cacia, rimane ad un punto dalla zona pericolosa.

UN CALCIO ALLA SFORTUNA – Classifica marcatori che si prende un turno di ferie, visto che praticamente nessuno dei cannonieri nelle posizioni alte segna un gol. Così, primo è sempre Caputo a 19 reti, davanti a Galano, Di Carmine, Donnarumma e Montalto a 13, e Pettinari a 12. L’unico movimento si ha a quota 11 dove Ciofani si vede raggiunto da Nestorovski che illude il Palermo con il rigore del vantaggio sul Foggia. Così, fatta la menzione d’onore per Brugman (foto di copertina), autore di una punizione capolavoro che consegna la vittoria al Pescara e occupandoci dopo dell’unico marcatore multiplo di giornata, la vetrina di questa settimana tocca ad un giocatore che con il suo gol ha riportato il sorriso alla sua squadra dopo un periodo di crisi che ne aveva sancito il lento scivolamento in classifica, regalando una vittoria importante in un delicato scontro diretto contro la prima in classifica, ovvero Kozac del Bari. Libor Kozac è un attaccante classe ’89, nato a Brumov-Bylnice, in Repubblica Ceca e cresciuto calcisticamente nel settore giovanile dell’Opava, squadra di seconda divisione del campionato ceco, in cui comincia come stopper e con cui esordisce tra i professionisti realizzando 19 gol in 2 stagioni, e della Lazio, che lo porta in Italia nel 2008 e lo aggrega alla Primavera, anche se al primo anno lo fa esordire in A, dove mette insieme 3 presenze. Nella stagione 2009/10 va in prestito a Brescia, in B, dove contribuisce alla promozione con 4 gol. Quindi fa il suo ritorno in maglia biancoceleste, dove disputa 3 campionati, segnando 10 gol. Nel 2013, dopo aver vinto 2 coppe Italia con la Lazio, lascia il campionato italiano per accasarsi all’Aston Villa. L’esperienza inglese parte bene, con 4 gol in 15 partite, poi, però, per la frattura di tibia e perone nello scontro con un compagno in allenamento, perde il resto della stagione e, addirittura tutta la successiva per le complicazioni legate ad un intervento sbagliato. Torna solo a gennaio 2016, ma chiude la stagione con appena 4 presenze perché a fine mese una nuova frattura, stavolta alla caviglia, gli fa chiudere anticipatamente la stagione e compromette pure la successiva, in cui mette insieme solo 2 presenze. Svincolatosi dagli inglesi ad Agosto, torna in Italia portato dal Bari, che gli offre un contratto annuale. Scarso impiego per lui, che, finora, aveva messo insieme appena 6 presenze. Poi, sabato, le assenze nell’attacco dei galletti hanno visto la sua promozione al centro della prima linea barese rivelatasi fondamentale: al 63′ della sfida con il Frosinone svetta di testa in mischia su angolo di Galano per insaccare il gol vittoria. Così il buon Libor si prende una bella rivincita sulla sfortuna che ha costellato la sua carriera in questi ultimi anni e il Bari ha ricompiuto un balzo in avanti riagganciando il quarto posto.

UNA TRIPLETTA PER LA VETRINA GIOVANE – La scorsa settimana aveva segnato il suo primo gol con la nuova maglia, ma avevamo tirato un po’ veloce avendolo tacciato come “già conosciuto” per dar spazio a Moncini autore di una doppietta. Lui, evidentemente se n’è avuto a male e, per balzare alle cronache nella categoria giovani ha deciso di mettere a segno addirittura una tripletta. E, allora, stavolta non possiamo esimerci dal dedicargli la vetrina che merita. Stiamo parlando, ovviamente, di George Puscas, attaccante del Novara. Puscas è un calciatore romeno, nato a Marghita l’8 aprile 1996 e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Liberty Oradea, fino al 2012, e Inter, dal 2013 in poi. In mezzo un’esperienza da professionista con il Bihor Oradea, seconda divisione romena (società scioltasi nel 2016), dove realizza i suoi primi 2 gol. Con la Primavera nerazzurra si mette in evidenza come uno dei migliori prospetti della sua età, al punto che nel 2015 Mancini lo vuole in prima squadra, dove lo schiera in 4 occasioni. Da settembre 2015 comincia il giro dei prestiti che, come si diceva la scorsa volta, l’ha reso un volto noto della B, seppur giovanissimo: una stagione a Bari, con i primi 4 gol in Italia, più uno nei play off; una stagione a Benevento in B, contribuendo con 7 gol, di cui 3 nei play off, alla promozione in A, e una mezza in massima serie, dove ha segnato il suo primo gol. Quindi a gennaio il nuovo trasferimento a Novara. La scorsa settimana, alla prima presenza, il primo gol, inutile. Domenica pomeriggio l’exploit: all’11’ riceve palla davanti alla porta da Calderoni, con un rasoterra che deve solo spingere in rete di piatto destro; al 55′, dopo il pareggio di Strizzolo a fine primo tempo, svetta di testa su angolo dalla destra e riporta avanti i suoi; al 94′ chiude i conti, ancora di testa su un cross dalla destra.

IL FUTURO DI DI CARLO PARTE DAL PASSATO – Continua la tradizione dei cambi di panchina nel campionato cadetto. A saltare, la scorsa settimana, quella del Novara, squadra che, fin qui, ha giocato un campionato abbastanza anonimo, tra alti e bassi che gli hanno regalato uno stazionamento tra le posizioni medio basse della classifica. Fatale a Corini la sconfitta interna con l’Ascoli ultimo in classifica. Al suo posto è stato chiamato uno dei tecnici più esperti del calcio italiano, che la serie cadetta la conosce bene, soprattutto quella attuale, avendovi allenato fino alla stagione scorsa. Domenico “Mimmo” Di Carlo è un ex calciatore, centrocampista tutto polmoni e abnegazione, classe ’64, con una carriera dipanatasi tra i primi anni ’80, partendo dal Cassino, la squadra della sua città, e i primi 2000, chiudendo nel Sudtirol, con puntate un po’ in tutte le serie e con diverse maglie, delle quali, però, non si può dimenticare quella del Vicenza, squadra con cui è salito agli onori delle cronache grazie al Vicenza dei miracoli di Guidolin, quello che, salito dalla B, incantò tutti con il suo gioco spumeggiante e divertente, vinse una Coppa Italia ed arrivò persino in semifinale di Coppa delle Coppe. Appese le scarpette al chiodo, per lui che era già un allenatore in campo, il salto in panchina è stato scontato. Partito dalla Primavera del “suo” Vicenza, ha iniziato col botto tra i professionisti, nel 2003, portando il Mantova dalla C2 alla B in due stagioni e accedendo ai play off alla prima esperienza in serie cadetta, perdendo soltanto la finale col Torino. Dopo un 8° posto nella quarta stagione, arriva la prima delusione, con l’esonero sulla panchina del Parma nel 2008. La stagione successiva parte ai box, ma viene chiamato dal Chievo, ultimo, per subentrare a Iachini, ottenendo la salvezza, che ripete la stagione successiva. Un’altra battuta a vuoto con l’esonero alla Samp, prima del ritorno al Chievo nel 2011, dove ottiene un ottimo 10°, non bissato la successiva quando, dopo 5 sconfitte nelle prime 6 partite, viene esonerato. Le tre esperienze successive partono tutte da subentrante, con diversi finali: a Livorno viene lui stesso esonerato, a Cesena non riesce ad evitare la retrocessione, allo Spezia approda ai play off, dove perde la semifinale col Trapani tra molte polemiche. La buona esperienza con gli aquilotti e il feeling col pubblico gli valgono la riconferma per la stagione successiva, la scorsa, che si chiude ancora con la conquista dei play off, stavolta con l’eliminazione al primo turno ad opera del Benevento, poi promosso. Ora riparte da Novara, con lo scopo di dare una sferzata all’ambiente e cambiare il trend della stagione. Partenza col botto, con la vittoria, non scontata, sul campo del Cittadella grazie all’exploit di Puscas e, ora, subito, l’incontro col recentissimo passato nella prima in casa, dove ospiterà lo Spezia. Mimmo ha già annunciato che saluterà caldamente i tifosi. Poi ognuno per la propria strada, perché, per un tecnico giramondo come lui, a volte, il futuro significa dimenticare presto il passato.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 26^ GIORNATA – Metabolizzati i cambi al vertice dell’ultima giornata, si riparte subito per la prossima, la 26^, 5° turno del girone di ritorno, giornata senza posticipi del lunedì: un anticipo venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15 e due posticipi domenicali, alle 15 e alle 17.30. Lotta al vertice che si dipana negli ultimi due giorni, non senza match interessanti: sabato pomeriggio l’Empoli attende il Parma in un bello scontro diretto (vittoria dei toscani al Tardini per 2-1); il Palermo, nello stesso giorno, cerca di dimenticare la seconda sconfitta interna stagionale (dopo essere stato per un girone senza subirne) nella trasferta in casa del Perugia (1-0 al Barbera); il Frosinone, infine, è di scena domenica alle 15 quando attende in casa l’Ascoli penultimo (vittoria dei ciociari per 1-0 al Del Duca). Gli scontri diretti non risparmiano neppure la zona play off, visto che il posticipo di venerdì vede subito in campo Cremonese e Bari, con i galletti che vogliono dimostrare di aver ritrovato la via e i grigiorossi che vogliono dimenticare l’ultima partita in casa che s’è chiusa con una sconfitta (1-0 al Sa Nicola). Il resto delle squadre coinvolte nella lotta play off se la vedranno con la lotta per la salvezza o la tranquillità: il Cittadella va a far visita ad un Cesena ad un punto dalla zona play out (4-0 per i veneti all’andata); il Venezia attende l’Avellino che è scivolato ad appena 3 punti dalla zona calda (1-1 al Partenio); il Carpi va a far visita ad un Foggia dall’umore altissimo dopo la vittoria del Barbera (e che già sconfisse gli emiliani per 3-1 al Cabassi), mentre lo Spezia fa subito i conti col suo recente passato appena rientrato in B, visto che va a far visita al Novara di Mimmo Di Carlo (1-0 al Picco). Anche il Pescara prova a rientrare in corsa incrociando la sua strada con la lotta per la salvezza, visto che va a far visita ad un’Entella di buon umore dopo l’ultima vittoria (2-2 all’andata). Il quadro della lotta per non retrocedere si conclude con il quasi scontro diretto tra la Salernitana, scesa a 3 punti dal baratro, e la Pro Vercelli terzultima (1-1 all’andata), e il posticipo di domenica pomeriggio dove a sfidarsi, al Rigamonti, saranno il Brescia, quintultimo, e la Ternana, ultima (anche in questo caso l’andata si chiuse sull’1-1).

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