Olimpiadi Invernali: facce di bronzo

aristotele in doposcì 03

Lo so detta così non è bellissima, di solito dire a qualcuno che ha la “faccia di bronzo” non è esattamente un complimento, ma si sa anche che a volte i significati di una stessa forma parola (o come in questo caso frase) possono essere modificati (troppo spesso a piacimento). E allora ho preso questa espressione per riferirmi ai vostri due atleti che sono saliti sul gradino più basso del podio in questa giornata di gare.

Partiamo con lo sci alpino: finalmente niente rinvii: vento, nebbia e tutto il resto che ha reso praticamente impossibile qualunque cosa nei giorni scorsi se ne sono andati e allora tutti al cancellato di partenza. Nella discesa maschile è rimato un po’ di amaro in bocca per l’ennesima medaglia di legno per il vostro Tricolore: Dominik Paris non solo non sale sul podio ma rimane anche piuttosto staccato (livello di tempo di discesa) rispetto a chi lo precede. Ancora peggio ha fatto Peter Fill che non va oltre al sesto posto (per la cronaca 17esimo Christof Innerhofer e 22esimo Emanuele Buzzi).
Un po’ di pausa (giusto il tempo di riprendersi dal freddo, al quale fondamentalmente non riuscirò mai ad abituarmi) e sono le ragazze dello slalom gigante a essere pronte in partenza. Io non ero molto informato ma mi dicono che in questa stagione le vostre ragazze abbiano fatto vedere buone cose nello sci alpino, quindi mi tengo pronto ad esultare con il campanaccio, pare che sulle piste da sci si usi così. Dite che dovrei essere un po’ meno “gufo”? In che senso? Ah che andare preparato al meglio potrebbe poi portare sfortuna? Ma noi filoni non crediamo nella sfortuna, al limite nel fato e con quello non c’è gufo che tenga.
Comunque alla fine avevo ragione io… Federica Brignone chiude al terzo posto la prima manche e, nonostante qualche posizione in meno a livello cronometrico nella seconda, si conferma sul terzo gradino del podio alla fine della gara. Tanta gioia e lacrime per la 27enne milanese, valdostana di adozione. E’ lei la prima faccia di bronzo della giornata.
Solo due cose prima di passare ad altro: la prima è che se tanta è stata la gioia per Federica c’è anche tanto dispiacere per la 34enne Manuele Moelgg che dopo aver chiuso al primo posto la prima manche accusa troppo le condizioni della pista e finisce ottava (undicesima la Goggia ma nessuno si aspettava molto in questa disciplina da lei). La seconda è che, se anche non ci credete, ho avuto il piacere di vedere anche un’atleta della mia amata Grecia: Sophia Ralli che si piazza al 52esimo posto… ma comunque si piazza.

Passiamo ora alla seconda faccia di bronzo. Ed è quella di Nicola Tumolero atleta del pattinaggio di velocità. Ecco questa medaglia sì che è stata davvero bella perché inaspettata. Non per il suo staff che credeva in lui quanto e più di lui. Comunque Tumolero, che viene dallo stesso paese, Roana sull’Altopiano di Asiago. Certo la delusione dell’ottavo nei 5000mt di cui lui è Campione Europeo in carica poteva giocargli un brutto scherzo e invece come spesso accade è stata la spinta per agguantare quel bronzo nei 10mila mt sognato, sperato, cercato, ottenuto. Ma a volte anche se ci credi tanto non sempre arrivi al successo e allora è facile capire che lo stesso Nicola alla fine sia incredulo. E invece caro il mio velocista è tutto vero… anche la tua faccia di bronzo.

Vostro
Aristotele

P.s. Non mi sono scordato di dirvi che nel curling la Nazionale Italia sta facendo cose mai viste, con due vittorie ed una sconfitta all’attivo, ma visto che a non parlarne le cose vanno bene direi che rimanderei il discorso ai prossimi giorni…

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