Olimpiadi invernali: l’importanza di partecipare

In questi giorni, girando per il Villaggio Olimpico, mi è capitato spesso di sentire la frase “L’importante è partecipare”. All’ennesima ripetizione ho fatto qualche ricerca ed ho scoperto che era il motto con cui De Coubertin, colui che inventò le Olimpiadi moderne, meglio voleva fosse rappresentato lo spirito olimpico. E un po’ m’è scappato da ridere, perché quando le Olimpiadi, quelle vere, le abbiamo inventate noi non si gareggiava per partecipare, ma solo per vincere e già arrivare secondi era un’umiliazione. Poi, però, ho cominciato a ragionare bene su quella farse (oh, per niente son pensatore!) ed ho concluso che, in fondo, può avere diverse chiavi di lettura. E, tutte, si sposano bene con quello che sto vedendo in queste Olimpiadi invernali.

Se avevo dubbi circa il significato più “olimpico” del termine, mi è bastato assistere alla 15 Km tecnica libera di Fondo per capire davvero cosa si intende, e per restarne esterrefatto e affascinato. Partivano in 119 e sono arrivati in 116. Il 116° sul traguardo è stato German Madrazo, messicano. Sono andato a vedere la gara dal vivo, per cui quando mi hanno detto che arrivava l’ultimo sono voluto andare ad assistere, convinto di vedere un atleta deluso e abbacchiato e, invece, sono rimasto stupito perché quello che ho visto arrivare era un uomo felice e trionfante, con tanto di bandiera in mano, persino accolto da altri atleti che lo hanno sollevato sulle loro spalle. Allora ho voluto raccogliere qualche informazione in più. Ho scoperto che il signor German ha addirittura 43 anni e che in patria aveva aperto un negozio di articoli sportivi per sfuggire alla criminalità imperante nel suo luogo natio. Ha voluto imparare a sciare e si è posto un obiettivo: partecipare alle Olimpiadi. E’ diventato amico di Taufatofua, l’atletico portabandiera di Tonga (quello a petto nudo…) e insieme si sono allenati e sostenuti, finché Madrazo non si è davvero qualificato per le Olimpiadi. E’ stato il portabandiera della sua Nazione ed è partito per quello che era il suo sogno, una gara alle Olimpiadi invernali. Ma non s’è accontentato di partire, ma ha voluto anche portarla fino in fondo, anche a costo di arrivare ultimo. Ultimo c’è arrivato per davvero, ma è stato il miglior piazzamento della sua carriera perché era il realizzarsi del sogno di una vita. Non nascondo che una lacrimuccia m’è scesa. E quel marcantonio di Pita Taufatofua? Anche lui (uno che era già a Rio a lottare nel taekwondo) ha partecipato a quella gara e si è piazzato 114°. Anche lui voleva arrivare in fondo e, soprattutto, ha confessato di aver pregato Dio (per lui è più facile, visto che ne aveva solo uno da chiamare in causa, noi ne abbiamo un affollatissimo monte) perché non lo facesse cadere proprio sul rettilineo finale, davanti a tutto il pubblico. Ed era lui uno di quei due che è andato a prendere in spalla Madrazo all’arrivo, assieme al marocchino Azzimani, un altro degli outsider della gara. Se non fosse per questi dannati geloni ai piedi sarei corso anch’io a esultare con loro.

Image and video hosting by TinyPic

A volte l’importante è partecipare, nonostante condizioni avverse, perché, poi, magari, chissà cosa succede. Chiedere alla vostra atleta, la Moioli che ha vinto la medaglia nello snowboard. Ha rischiato di non partire neppure. Sì perché, ho scoperto, che c’è stata una forte polemica circa il disegno della pista di gara. A tracciarla sono stati gli statunitensi (io quelli li conosco poco, ai miei tempi non c’erano ancora, devo ancora capirli, ma mi sembrano un po’ strani), ma hanno disegnato una pista considerata pericolosissima dagli altri allenatori. A dimostrarlo la gara degli uomini dove in 11 sono finiti all’ospedale. Per le donne è stato approntato qualche cambiamento, ma il tecnico italiano non era comunque soddisfatto e non ha fatto gareggiare due atlete, una delle quali rientrante da un infortunio. La Moioli, invece, nonostante appena 22enne, è stata ritenuta sufficientemente matura e forte per prendere il via. E meno male per voi, visto che dopo un inizio in cui era addirittura terza, con due bellissimi salti è balzata in testa ed ha vinto per distacco!

Image and video hosting by TinyPic

Altre volte l’importante è partecipare perché si è talmente forti che sarebbe un peccato buttare una medaglia quasi scontata. Mi viene in mente la staffetta di fondo femminile, dove la Norvegia ha trionfato, trascinata dalla Bjoergen che ha conquistato la sua 13^ medaglia ai giochi, diventando la seconda donna più medagliata della storia delle Olimpiadi, estive e invernali, dietro la ginnasta Latynina. E che dire del 23enne giapponese Hanyu che ha conquistato l’oro nel pattinaggio di figura, confermando l’oro vinto nell’ultima edizione (secondo uomo nella storia a fare doppietta), da campione del mondo in carica e nonostante che non gareggiasse da tre mesi per infortunio. Più bravo di così non c’è nessuno e mi dicono che forse è il più forte pattinatore della storia.

Image and video hosting by TinyPic

Infine, a volte è importante partecipare alle Olimpiadi nel senso più ampio del termine. Mi dicono che nella storia di questa kermesse si sia assistito a diversi boicottaggi, per le cause politiche più disparate. Quest’anno si gareggiava in Corea del Sud che, mi dicono, con quella del Nord non va molto d’accordo. So cosa significa: ai miei tempi tra Sparta e Atene non correva buon sangue (per usare un eufemismo), nonostante fossimo tutti greci (e per me che conoscevo un buon ristorante di feta ad Atene e un ottimo negozio di toghe a Sparta era un bel problema…). Immaginare che la Corea del Nord potesse boicottare e non partecipare non era così impossibile. E, invece, non solo ha partecipato, ma ha addirittura gareggiato con la sorella del Sud in un’unica squadra in alcune competizioni, come l’Hockey. E oggi il presidente della Corea del Sud dice che grazie a questo i rapporti tra le due metà della stessa mela sono migliorati, il dialogo è ripreso, sono state intraprese nuove relazioni e, ora, questo potrebbe diventare un nuovo inizio.

Image and video hosting by TinyPic

Insomma, un bel numero di belle storie che mi fanno dire: sì, è vero, l’importante è davvero partecipare! E meno male che io ho partecipato! Oggi andrò a cecare un bel regalo da portare a Platone…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *