Olimpiadi invernali: la normalità di un bacio

kenworthy

Questi giochi mi stanno proprio piacendo, non c’è che dire. La tensione agonistica, l’attesa per le gare, la speranza per i risultati, la voglia di esserci, la gioia per le medaglie, la delusione per una sconfitta: tutte emozioni che difficilmente avevo provato da vicino e che mi stanno coinvolgendo sempre più. Insomma ho scoperto che le Olimpiadi sono un grande calderone di sentimenti espressi in tutte le loro sfaccettature. Fortunatamente ho trovato che queste sfaccettature sono tutte prevalentemente positive: la voglia di partecipare, il sorriso per il risultato positivo e il pianto per quello negativo sono tutte facce di una stessa medaglia perché è ovvio che vengano espresse ogniqualvolta c’è una competizione. In queste Olimpiadi difficilmente mi è successo di vedere polemica, invidia, odio, contestazione. Insomma si respira davvero una bella aria. Le lacrime di gioia per una medaglia sono belle come le lacrime di delusione di chi viene sconfitto. Un abbraccio dovuto a chi ha trionfato è bello come una stretta di conforto per chi si aspettava un risultato diverso. Un bacio per celebrare una vittoria ha lo stesso fascino di due labbra che si appoggiano per dirsi “fa lo stesso, c’hai provato”.

Un bacio. A me sembrava una cosa così bella e normale, perché vedere due persone che si baciano è sempre l’espressione di un sentimento positivo. Esprime gioia, amore, partecipazione, trasporto, supporto. Non sapevo che dovesse avere un sesso per essere bello o brutto. E, invece, tristemente, ho scoperto che il bacio non è un bacio e basta, ma ha una sua declinazione, un suo genere, che lo rende accettabile o no. Ma poi, accettabile per chi? Per la società? E cosa importa alla società se una persona bacia un’altra. Io sapevo che le libertà di una persona dovevano esistere fintanto che non limitassero la libertà di qualcun altro. Ma un bacio intimo tra due persone, qualsiasi siano le persone che lo danno, come può limitare la libertà di un altro? Lo so son pensatore e la testa mi va un po’ per i fatti suoi e se parto con un concetto poi non ce ne esco più. Ma qui mi si punge davvero sul vivo e un po’ ne resto sconcertato. Abbiate pazienza, lo so che magari non avete ancora capito a cosa mi riferisco. Partiamo dall’inizio. Mi sono appassionato a queste strane gare che si fanno con gli sci: vi avevo detto nei giorni scorsi dello snowboard, adesso ho scoperto anche il freestyle, dove questi ragazzi fan tutte quelle figure strane con gli sci, saltano, ballano, fanno evoluzioni e prendono punti. Ho assistito alla gara maschile. A fine competizione ho voluto guardare la reazione dello statunitense Kenworthy, che a Sochi fu d’argento e che sperava anche in questa edizione di fare bella figura, ma che, invece, alla fine non ha fatto il bis di medaglie. E’ andato da quello che evidentemente era il suo compagno e gli ha stampato un bel bacio in bocca. Io non ho potuto fare a meno di sorridere, ma la persona accanto a me invece ha detto “Che schifo!” Che schifo? Ma che schifo cosa? L’amore? Il sentimento? La felicità? Insomma m’hanno dovuto tenere in quattro…

Allora mi sono un po’ informato ed ho scoperto che voi a questa cosa date anche un nome: omosessualità. E anche alle persone che si comportano così mettete su un’etichetta: gay (metto questa perchè è la parola più carina di quelle che mi sono state riferite). Sono letteralmente caduto dalle nuvole, perchè per noi greci antichi quella era la normalità, non era infrequente vedere soldati che prima di partire per una battaglia baciavano uomini e donne indistintamente. E la patria la difendevano lo stesso. Anzi, forse di più perchè avevano lo scopo di tornare da qualcuno, uomo o donna che fosse, che era al centro dei loro pensieri. E nessuno lo considerava meno essere umano se voleva tornare da una persona dello stesso sesso. Ma poi perchè ce ne dovremmo essere fatti un problema? Chi eravamo noi per impedire che ciò accadesse? Mi avete fatto capire che per tante cose la vostra civiltà è stata l’evoluzione della nostra (avete cose ipertecnologiche, vi muovete con mezzi stranissimi che non hanno animali a trainarli, parlate a distanza urlando dentro un attrezzo che tenete in mano e poi infilate in tasca, battete le dita sullo schermo di un computer per parlare con quello che sta seduto accanto a voi, e così via) e poi d’un colpo mi fate capire che per certe cose siete ancora così tremendamente retrogradi?

Insomma quel ragazzo che ha baciato il suo compagno, con quel gesto ha voluto dare un messaggio. Urca! Ma vi piace davvero così tanto farvi gli affari degli altri che questo ha dovuto mandarvi un messaggio con uno dei gesti più belli e naturali del mondo? Ha detto che si sente un portavoce contro i pregiudizi. Pregiudizio. Che orrenda parola. Un giudizio datto in anticipo, basato sul nulla, sostanzialmente. Un giudizio. Di quello che fa un altro. Bah. Siete davvero ben strani. E io, invece, che strano non mi sento, quella cosa, così naturale e bella, l’ho proprio apprezzata. E se per voi è così scioccante, sono contento lo abbia fatto alle Olimpiadi. La patria del rispetto. La patria della lealtà. L’unico posto dove esiste ancora l’amore in mezzo alla diversità tra i popoli. La patria dell’amore. E allora un bacio ci stava proprio bene.

Viva l’amore! Parola di Aristotele!

1 Comment

  • Ogni fine settimana ho usato per andare a vedere questo sito ,
    perché i desiderio di godimento, come questo questo pagina web conations sinceramente bella divertenti stuff troppo.

    Maramures Grazie, buona giornata!

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