Chelsea v Barcellona 1-1: il marziano Messi punisce gli ingenui Blues

Messi-Iniesta-Chelsea-Barcelona-celebration

Per rovinare la partita quasi perfetta del Chelsea serviva un extraterrestre e alla fine proprio Leo Messi ha rovinato la serata ad Antonio Conte e ai suoi Blues, che stavano per portare a casa un risultato quasi clamoroso visto l’andamento stagionale nettamente differente delle due squadre, una che stradomina in Spagna e l’altra che arranca nella lotta per un posto in Champions in Inghilterra, con diverse umiliazioni già subite da squadre nettamente inferiori.

Alla fine, Chelsea v Barcellona finisce 1-1 e tutto si giocherà al Camp Nou fra tre settimane, dove gli uomini di Valverde partono favoriti non solo per il gol in trasferta ma anche perché fra le mura amiche sono capaci di stritolare qualsiasi avversario.

Gli uomini di Conte possono anche appellarsi alla cattiva sorte, visti i due pali colpiti con Willian nel primo tempo, due tiri dal limite ad effetto tipici del brasiliano, finiti sui due pali opposti nel giro di soli sette minuti.
Il 22 del Chelsea ha la chance di rifarsi a inizio secondo tempo, quando viene lasciato colpevolmente solo al limite dell’area sugli sviluppi di un angolo battuto rasoterra dalla sinistra e trova un corridoio quasi impossibile fra tutti i giocatori appostati in quella zona dell’area e il palo alla sinistra di Ter Stegen, un tiro di una potenza, una precisione e una classe rare. Stamford Bridge esplode pensando sia il preludio di una grande notte di Champions.
Il Chelsea però non riesce ad imporsi e non dà l’impressione di poter sorprendere l’avversario o domarlo, ma il Barcellona non si lascia mai domare e mantiene calma e nervi saldi per rimanere in partita.
Ter Stegen esce dal campo coi guanti puliti, dato che le altre occasioni non sfruttate da Hazard e Rudiger sono finite tutti fuori bersaglio.
Courtois invece se li sporca il giusto, quello che basta per smanacciare in angolo l’unico tiro in tutta la partita di un Luis Suarez quasi impalpabile; il belga invece può nulla sulla rasoiata di Messi sull’assist di Iniesta dopo uno svarione a dir poco agghiacciante dei giocatori del Chelsea, guarda caso tutti di nazionalità spagnola in quest’occasione: Marcos Alonso commette una leggerezza da oratorio cercando Fabregas, appostato al limite dell’area e pressato dai giocatori Blaugrana, con un ingenuo passaggio in orizzontale dalla fascia sinistra, Cesc sorpreso dalla pazzia del compagno manca il pallone e lo stesso fa Azpilcueta, in ritardo sull’accorrente Iniesta, che raccoglie velocemente la palla e altrettanto velocemente serve Messi che piazza un tiro dei suoi a botta sicura e sfata un altro tabù, quello del gol mai segnato ai Blues nonostante i numerosi incontri degli ultimi anni in Europa.

Il Barcellona esce da Stamford Bridge con la consapevolezza di essere squadra più solida e più abituata a certi palcoscenici, mentre il Chelsea dimostra di dipendere ancora troppo dalle fiammate dei singoli, come Hazard e Willian, con conseguente calo alla distanza per lo sforzo immane profuso per sopperire al divario tecnico e di esperienza, visibile anche in occasione del gol Blaugrana con l’ingenuità di Alonso, uno dei tanti uomini di Conte non abituati a partite di questo livello.

Fra tre settimane in Spagna il coach italiano e i suoi avranno bisogno di una partita tutta cuore, nervi e difesa come la semifinale di sei anni fa, dove un 2-2 portò il Chelsea a Monaco di Baviera ad alzare l’agognata coppa dopo che Drogba aveva firmato l’1-0 dell’andata a Londra.

Eppure nonostante Conte, nonostante Willian, Kantè, Courtois e Hazard la squadra londinese non sembra avere la stessa forza tecnica e mentale di quella che grazie ai gol di Ramires e Torres nel 2012 ammutolì il Camp Nou e fece piangere Messi, stasera al primo gol in carriera contro i Blues, dopo ben otto tentativi a vuoto: un altro tabù sfatato che potrebbe ulteriormente motivarlo per provare a riportare i suoi sull’Olimpo dopo essere stati costretti ad osservare gli acerrimi rivali del Real Madrid alzare la coppa per due anni di fila, una cosa che dalle parti del Camp Nou non è affatto concepibile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *