A tutta B: la grande frenata, i magifici 4 giovanissimi, la scommessa di De Canio e B Ready per la 28^

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LA GRANDE FRENATA – Ovvero: come ti riapro un gioco che sembrava già chiuso. Chiamiamola “Sindrome di Zeman”, visto che questo stop arriva a due settimane da quando il tecnico boemo aveva preventivato una possibile chiusura del torneo senza la disputa dei play off, fatto sta che una frenata del genere là davanti era difficilmente preventivabile. Eppure è arrivata ed ora i giochi sono davvero riaperti. Questo accade perché, innanzi tutto, la capolista Frosinone cade in casa, in modo netto, con un Perugia in grande stato di forma che, ora, si rilancia anche in chiave play off, violando uno Stirpe che, dopo le incertezze delle primissime giornate dopo l’inaugurazione, era diventato un grandissimo alleato della squadra di Longo. L’Empoli ne approfitta solo parzialmente, perché è vero che si ritrova capolista solitario, ma solo grazie ad un pareggio ottenuto in casa di un Cittadella che, sfidando un tabù stagionale che lo voleva più efficace in trasferta che tra le mura amiche, fino al 94′ stava portando a casa una meritata vittoria. Non meglio ha fatto il Palermo, che, confermando le incertezze del periodo e l’ottimo stato di forma della Pro Vercelli del Grassadonia II, non va oltre lo 0-0 al Piola. Così l’unico ad approfittarne davvero è stato il Bari che, rovinando l’esordio casalingo a De Canto sulla panchina di una Ternana sempre più ultima, aggancia proprio i siciliani al terzo posto. E nella lotta ai posti play off c’è un’altra sola squadra a sorridere, ovvero lo Spezia che, travolgendo in casa la Salernitana nel primo posticipo del venerdì, aggancia il settimo posto, in piena zona spareggi, approfittando non solo del pareggio per 1-1 nell’altro posticipo del venerdì tra Parma e Venezia, ma anche gli 0-0 del sabato tra Pescara e Cremonese e tra Carpi ed Entella. Si ferma la grande rincorsa del Foggia che non inanella la quarta vittoria consecutiva, fermato da un ottimo Brescia, rimontato e sorpassato nonostante fosse passato in vantaggio davanti al suo pubblico entusiasta. Si sblocca, invece, l’Avellino, che dopo 5 partite senza vittorie, trova i 3 punti nel match del Partenio contro il Novara. In chiave salvezza, infine, importante affermazione dell’Ascoli nello scontro diretto con il Cesena, che permette ai marchigiani portare a 4 le lunghezze sull’ultimo posto, ma, soprattutto, a solo 2 quelle sulla zona play out, rappresentata, in questo momento, proprio dai romagnoli che, ora, vedono la zona retrocessione diretta a solo 1 punto.

RAGAZZI, CHE GAVAZZI! – Classifica marcatori praticamente immobile nelle primissime posizione, visto che i grandi bomber del torneo sono rimasti tutti a secco. Così la classifica vede sempre in testa Caputo a 20 gol, seguito dal compagno Donnarumma a 15, davanti a Di Carmine e Montalto a 14. Vetrina della giornata tocca, d’obbligo, a colui che non solo è stato l’unico realizzatore multiplo di giornata, ma anche autore di due gol uno più bello dell’altro, fondamentali per riportare alla vittoria la propria squadra, permettendole di migliorare una classifica pericolosa per sé e per il proprio allenatore, ovvero Gavazzi dell’Avellino. Davide Gavazzi è un centrocampista classe ’86, nato a Sondrio e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Milan, Lecco e Como. Nella società lariana approda alla prima squadra nel 2005, giocando due stagioni in D, realizzando un gol in quella d’esordio, quindi altre due stagioni nella medesima categoria, nel Renate, con 8 reti nella seconda stagione, prima dell’approdo ai professionisti col Vicenza nel 2009, in B. Tre stagioni e mezzo in biancorosso con 7 gol all’attivo, quindi il passaggio alla massima serie con la Samp a gennaio 2013. Nessuna presenza nella mezza stagione in blucerchiato ed appena 7 i primi 6 mesi della successiva, senza gol, quindi c’è il ritorno in B con la Ternana a gennaio 2014, per una stagione e mezza in Umbria da 62 presenze e 3 gol. Dal 2015 è all’Avellino: 3 reti la prima stagione, a secco la scorsa, in cui, però, gioca appena 3 partite per un infortunio a settembre che lo tiene fuori dai campi fino a gennaio di quest’anno. Dal suo rientro 4 presenze finora e sabato la sua rivincita sulla sfortuna: al 33′ apre le marcature nella sfida col Novara con una punizione di destro dai 25 metri che si insacca, tesa, all’angolino basso, imparabile per Montipò; al 76′, col risultato sull’1-1 per il pareggio di Calderoni, colpisce al volo di destro, con grande coordinazione, dal limite dell’area piccola, un cross dalla destra per il definitivo 2-1 che regala tre punti d’oro agli irpini.

I MAGNIFICI 4 (GIOVANISSIMI) – Non hanno segnato i grandi bomber del campionato e, allora, a sostituirli, è arrivata una truppa di ragazzi terribili. Ben 6, infatti, gli U21 in gol nell’ultima giornata. Di due di questi abbiamo già parlato, ovvero il solito Kouame che, per poco, non regala la vittoria al Cittadella contro l’Empoli, e Clemenza che, invece, regala la vittoria all’Ascoli nello scontro diretto contro il Cesena. Quattro, invece, sono gli esordienti tra queste pagine. Uno, in realtà, lo conosciamo bene, perché, seppur giovanissimo, è ormai un habitué dei campi di B, ovvero Cerri del Perugia. Alberto Cerri è un attaccante nato a Parma il 16 aprile 1996 e cresciuto nelle giovanili della squadra ducale, con anche due presenze in massima serie tra il 2012 e il 2014. Sempre di proprietà dei gialloblu, dal 2014 viene mandato in prestito in diverse società: una stagione al Lanciano in B (4 gol), una a Cagliari, sempre in B (3 gol), mezza alla Spal in B (1 gol) e mezza al Pescara in A (primi 2 gol in massima serie). Da quest’estate è, sempre in prestito, al Perugia, dove sta giocando con grande continuità e, fin qui, ha già realizzato 8 gol, suo record personale, l’ultimo dei quali sabato: al 14′, con i padroni di casa del Frosinone in vantaggio per il gol di Soddimo, riceve una perfetta imbucata in area da Baldinelli e batte il portiere di destro per il momentaneo 1-1. Poi, per restare nell’ambito della lotta per i primi posti, c’è stato il gol di Bennacer dell’Empoli. Ismael Bennacer è un centrocampista nato ad Arles, in Francia, il 1° dicembre 1997, di cittadinanza marocchina, naturalizzato algerino, cresciuto nei settori giovanili di Arles-Avignon, con cui esordisce in Ligue 2 francese, e Arsenal. A gennaio 2017 gli inglesi lo mandano in prestito al Tours, ancora in Ligue 2, dove segna il suo primo gol tra i professionisti. A giugno di quest’anno passa a titolo definitivo all’Empoli, dove sta giocando con grande regolarità. Ieri il primo, importantissimo gol: al 94′ della partita con il Cittadella, con i padroni di casa ormai convinti di portare a casa i 3 punti, triangola all’ingresso in area con Veseli, che gliela restituisce di tacco, si accentra portando a spasso 3 difensori e scaglia un sinistro dal basso verso l’alto che si insacca all’angolino per il pareggio che regala la testa solitaria alla sua squadra. E restando nell’ambito delle partite importanti per le zone alte, c’è stato il gol di Henderson del Bari. Liam Henderson è un centrocampista scozzese nato a Livingston il 25 aprile 1996 e cresciuto nel settore giovanile del Celtic, con cui esordisce anche in prima squadra nel 2013. Una stagione e mezzo con i biancoverdi, con 2 gol all’attivo, 3 mesi in prestito al Rosemborg in Norvegia (3 gol in 9 partite), quindi il ritorno in patria per il nuovo prestito all’Hibernian per una stagione chiusa con 5 gol all’attivo. Nel 2016 il ritorno a casa madre per fermarsi una stagione e mezzo realizzando 1 gol in 10 partite, quindi, da gennaio di quest’anno l’approdo al Bari, a titolo definitivo. Cinque presenze finora e, sabato, il primo, importante, gol in Italia: al 3′ della partita di Terni apre le marcature con un’azione personale conclusa con un rasoterra di destro da fuori area che si insacca all’angolino basso. Infine, in piena zona play off, è arrivato il primo gol in B di Pessina dello Spezia. Matteo Pessina è un centrocampista nato a Monza il 21 aprile 1997 e cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della squadra della sua città, con cui approda tra i professionisti nel 2014, per una stagione da 22 presenze e 6 gol, di cui 3 nei play out, con cui contribuisce alla salvezza. Svincolato per il fallimento dei brianzoli, viene acquistato dal Milan, che lo manda in prestito per 6 mesi a Lecce (3 presenze) e per altri 6 a Catania (1 sola presenza) sempre in Lega Pro, quindi il prestito al Como della scorsa stagione, nella medesima serie, dove mette a segno 9 reti e si mette in evidenza come uno dei migliori prospetti della sua generazione. Lo adocchia così l’Atalanta che lo inserisce nello scambio con il Milan per Conti e, poi, lo manda a maturare in B allo Spezia. Buona la fiducia di Gallo e venerdì il primo gol in serie cadetta: al 21′ apre le marcature del match con la Salernitana, finalizzando una bella azione, insaccando di piatto, da pochi passi (colpendo anche la traversa) un assist rasoterra di Mastinu per il prime dei tre gol degli aquilotti che si rilanceranno in zona play off.

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LA SCOMMESSA DI DE CANIO – A poche settimane dalla fine dell’era Pochesci a Terni, è già finita l’avventura di Mariani sulla panchina rossoverde. Fatale per lui la sconfitta di Brescia che ha consolidato l’ultimo posto degli umbri. Al suo posto chiamato un tecnico di grande esperienza che ha deciso di accettare una sfida non facile, ovvero Gigi De Canio, un mister da serie superiore. De Canto è un ex giocatore, classe ’57, con una carriera svoltasi prevalentemente nelle serie inferiori con le maglie di Chieti, Brindisi, Salernitana, Livorno e, soprattutto, Matera, con cui mette insieme anche qualche presenza in B, chiusasi nel 1991 al Pisticci, squadra di Promozione, dove comincia a svolgere il ruolo di allenatore-giocatore, ottenendo anche una promozione in Interregionale. La prima esperienza tra professionisti arriva nel 1993 in C2 col Savoia, dove resta 2 stagioni, ottenendo una promozione in C1. Quindi due stagioni in C1, a Siena e a Carpi, due in B, a Lucchese e Pescara, prima dell’approdo alla massima serie con l’Udinese, dove si fa conoscere chiudendo la prima stagione all’8° posto. La successiva arriva il primo esonero in carriera, sostituto da Spalletti. Nel 2001 è a Napoli, in B, con cui ottiene il 5° posto, quindi arriva da subentrante alla Reggina, dove ottiene la salvezza. ancora subentrante nel 2003 al Genoa in B dove ottiene un’altra salvezza, ma poi viene esonerato all’inizio della stagione successiva. A gennaio 2005 va a sostituire Simoni al Siena, in A, ottenendo due salvezze consecutive, quindi, dopo un anno di inattività, arriva l’esperienza all’estero nel QPR di Briatore, in seconda divisione del campionato inglese, per l’ennesima salvezza in carriera. La cosa, invece, non gli riesce nel 2009, quando subentra a Beretta a Lecce, in A, ma non riesce ad evitare la retrocessione. Fermatosi, però, in Puglia, ottiene la promozione già nella stagione successiva e la salvezza in quella dopo, al termine della quale dà le dimissioni. Esperienza dolceamara al Genoa nel 2012: subentrato ad aprile, salva la squadra nel giro di 5 giornate, per poi venire esonerato dopo 9 la successiva. Ancora A nel 2013 al Catania, dove, ancora una volta, subentra ma viene esonerato, prima della nuova esperienza ad Udine, dove subentra a marzo e porta la squadra all’ennesima salvezza. Inattivo dal termine di quella stagione, probabilmente proprio per la sua grande esperienza in fatto di salvezze, viene chiamato dalla Ternana per un’impresa difficilissima, che De Canio accetta con grande entusiasmo, annunciando che, a volte, bisogna saper accettare sfide stimolanti. L’avventura comincia nel peggiore dei modi, con una sconfitta interna, ma partire contro un Bari in formissima non era certo facile. Ora i punti dal penultimo posto sono 4, 6 dalla zona play out e 9 dalla salvezza e la strada non è facile. Di sicuro, però, se c’è un uomo che può guidare quest’impresa è proprio De Canio. Bisognerà solo capire se non sia stato chiamato troppo tardi.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 28^ GIORNATA – Prosegue il ritmo serratissimo di questo periodo della Serie B, visto che non c’è neppure il tempo di ragionare sugli ultimi risultati che già si riparte per la 28^ giornata, 7^ del girone di ritorno. Un anticipo lunedì alle 20.30 e le restanti 10 partite martedì allo stesso orario: questo il programma del turno. Tutta in programma martedì la lotta per i posti più alti: l’Empoli capolista attende un Avellino che si è appena ritrovato e che all’andata di impose per 3-2 al Partenio; il Frosinone è impegnato nel non semplice scontro d’alta classifica con una Cremonese che si vuole ritrovare dopo gli ultimi passaggi a vuoto (0-0 all’andata); il Palermo prova a riprendersi aspettando al Barbera l’Ascoli penultimo in classifica, di un Cosmi che arriva col dente avvelenato dopo la negativa esperienza in rosanero (0-0 al Del Duca), mentre il Bari è atteso dallo scontro diretto con uno Spezia di ottimo umore, seppur non a suo agio nelle partite in trasferta (1-0 al Picco). Il resto della lotta per i posti play off si scontra con la salvezza: il Venezia attende in casa la Ternana ultima in classifica (3-2 per gli ospiti al Liberati), il Cittadella va a far visita all’Entella quintultimo, che violò il Tombolato all’andata per 1-0, mentre il Parma, nell’anticipo di lunedì, va a far visita ad una Salernitana ad un passo dalla zona pericolosa (2-2 al Tardini). Scontro diretto a Pescara, dove arriva il Carpi per misurare la voglia di play off di entrambi (1-0 per gli abruzzesi al Cabassi), così come il Perugia proverà a continuare la propria rincorsa attendendo al Curi un Brescia in ottima forma (2-1 al Rigamonti). Il Foggia, dopo il brusco stop, riparte da Novara (2-2 all’andata), mentre per la salvezza interessante scontro diretto tra Cesena quartultimo e Pro Vercelli terzultima, separate da un solo punto (5-2 per i piemontesi all’andata).

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