Bye Bye Pyeongchang!

aristotele in doposcì

“La valigia sul letto, quella di un lungo viaggio…” c’era una canzone di diversi anni fa che diceva proprio così. E se vedeste il mio letto è quello che vedreste: una valigia aperta sul letto e un sacco di cose da metterci che non riesco a farci entrare. Anche a voi succede che quello che ci avete messo all’andata al ritorno non ci sta più? Eppure non ho niente di più di quello che ho portato dalla mia Grecia. O almeno niente di materiale (non sono tipo da shopping o souvenir), perché di non materiale in valigia ho una moltitudine di cose da mettere, e forse sono quelle che la riempiono fino a farla scoppiare.
La mia avventura qui alle Olimpiadi Invernali è finita ieri, come per tutte le delegazioni nazionali. La cerimonia di chiusura è stata emozionante e non solo per lo spettacolo allestito, le cerimonie sono sempre belle, ma per l’atmosfera. Me lo aveva detto il Maestro Platone che alla fine mi sarebbe scappata la lacrimuccia, e così è stato. Ho visto sfilare la vostra bandiera, che ora sento un po’ anche mia, e Arianna Fontana portata in trionfo (e ci credo, tre medaglie su 10 sono sue…) ed ho ripensato tutte le emozioni che ho vissuto. Le lacrime di gioia e di delusione che hanno solcato i volti non solo delle e degli azzurri, ma anche degli avversari.
Ho ripensato a quelle storie bellissime che vi ho raccontato di campioni nella vita più che nello sport. Ho ripensato ai sacrifici che questi atleti hanno fatto per 4 anni per poi giocarsi tutto a volte in pochi secondi. Ed ho pensato che ora molti di loro stanno già pensando ai prossimi 4 anni e ai prossimi Giochi Olimpici. E infine ho pensato a chi invece tra 4 anni non ci sarà, chi guarderà le Olimpiadi dal divano di casa, a chi qui ha salutato un mondo che tanto gli ha tolto ma tantissimo gli ha dato.

Una moltitudine di emozioni che non solo mi ha fatto commuovere, specie al momento dello spegnimento del braciere olimpico, ma che mi ha fatto vedere la vita da una prospettiva diversa, per me nuova.
Se devo proprio lasciare un ultimo “commento tecnico” posso dire che da profano ho trovato un’Italia di gioie e dolori: più medaglie delle Olimpiadi precedenti e soprattutto tre ori che l’altra volta non c’erano, ma anche qualche delusione di troppo da chi non ci si aspettava. Ma mi hanno detto che alle Olimpiadi tutto questo è la normalità.

Tra un discorso e l’altro sono riuscito, a fora, a chiudere la valigia, ora posso davvero salutare Pyeongchang e tornare in Patria, la mia.
Anzi, in accordo con il mio Maestro Platone avremmo pensato di passare il testimone a qualcuno che vi conosce un po’ meglio, perché come si dice “mogli e buoi dei paesi tuoi”, ma anche commentatori. Proveremo a convincere Seneca a partire per Tokyo tra due anni per i Giochi “estivi”. Speriamo che accetti l’offerta: vorrei proprio vedere Seneca in kimono (con tanto di sandali tradizionali, sicuramente meno comodi degli infradito di Platone che dei miei doposcì)…

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