A tutta B: la vittoria della neve, il difensore goleador, la rivincita fallita, questione di rispetto e B Ready per la 29^

ciofani

LA VITTORIA DELLA NEVE – Assoluta protagonista del turno infrasettimanale è stata, senza dubbio, la neve, visto che ben 4 delle 11 gare in programma non sono state disputate: Bari-Spezia, Cesena-Pro Vercelli, Perugia-Brescia e Pescara-Carpi, infatti, sono state rinviate a data da destinarsi a causa dell’impraticabilità del campo per la neve caduta. Per quello che concerne il calcio giocato, invece, a ridere alla fine del turno è stato sicuramente, dopo diverse settimane, il Palermo, che, con la vittoria netta contro un comunque coriaceo Ascoli, che era passato in vantaggio e che paga caro 10′ di follia ad inizio secondo tempo che hanno ribaltato la partita e tagliato le gambe ai marchigiani, si riporta sotto in classifica, approfittando del doppio passo falso delle due battistrada: il Frosinone, che deve rimontare a Cremona, dopo aver chiuso il primo tempo sotto di due gol per altrettanti rigori, per portare a casa un sudato pareggio; e l’Empoli, che si vede raggiungere in pieno recupero dall’Avellino, quando già assaporava la fuga al primo posto, che, comunque, mantiene. Al settimo cielo anche il Cittadella che, con la nona vittoria esterna stagionale, si butta all’inseguimento dei rosanero, scavalcando il Bari forzatamente fermo e che ora vede avvicinarsi ad una sola lunghezza il Venezia che regola con un secco 2-0 la Ternana ultima in classifica. Bene anche il Parma, che nell’anticipo del lunedì, batte a domicilio una Salernitana sempre più in crisi e si rilancia in zona play off. Ritorna a volare alto, infine, anche il Foggia, che, dopo una settimana di pausa, riprende la bella cavalcata di questo girone di ritorno portando a casa la settima affermazione fuori dallo Zaccheria (23 dei 37 punti arrivano da gare esterne), sbancando Novara.

DIFENSORE GOLEADOR – Poche partite giocate, pochi gol e, di conseguenza, pochi movimenti in classifica marcatori. Nessun cambio nei primissimi posti, con Caputo sempre capocannoniere a 20, Donnarumma secondo a 15 e Di Carmine e Montalto terzi a 14, i primi movimenti si hanno nelle posizioni di rincalzo, con Ciofani che, con un gol di pregevole fattura, apre la rimonta del Frosinone a Cremona, raggiungendo a 13 Galano; Nestorovski che, con il gol del definitivo 4-1 all’Ascoli affianca Pettinari a 12 e, infine, Ciano che, con il rigore dell’aggancio alla Cremonese, si appaia a Mazzeo a 11 gol. Vetrina della giornata, spetta, però, all’unico marcatore multiplo del turno, che, nonostante non sia un attaccante di ruolo, con i suoi gol ha contribuito alla goleada della sua squadra e a 3 punti molto importanti nella caccia ai primissimi posti, ovvero Rispoli del Palermo. Andrea Rispoli è un difensore classe ’88, nato a Cava de’ Tirreni, e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Alba Cavese prima e Brescia poi. Con le rondinelle esordisce tra i professionisti nella stagione 07/08, in B, mettendo insieme 5 presenza nella parte finale del campionato, realizzando anche il suo primo gol. Veloce, pendolino di fascia, buon crossatore, non disdegna la realizzazione personale, come dimostra nelle due stagioni successive in Lombardia, in cui segna prima 3 e poi 5 gol. Tra il 2010 e il 2013 la società bresciana lo manda in prestito in giro per l’Italia: una stagione al Lecce in A, una alla Samp in B e una al Padova, sempre in B (1 gol). Quindi nell’estate del 2013 passa al Parma che lo manda ancora una stagione in prestito, alla Ternana, nella medesima serie (4 gol). Tornato a casa base, si ferma per 6 mesi in gialloblu, prima di venir ceduto, a gennaio 2015 al Palermo, dove tuttora milita. Sei reti per lui, suo record realizzativo stagionale, la scorsa stagione, mentre in questa sono già 5, di cui 2 ieri: nel convulso ritorno in campo dei rosanero dopo il primo tempo finito in svantaggio per il gol di Bianchi, al 1′ realizza il pareggio, insaccando in rete di destro un tiro da fuori di un compagno smorzato da un difensore avversario; al 10′, dopo il 2-1 realizzato da Coronado, con una girata di sinistro su angolo dalla sinistra, porta il risultato sul 3-1 che taglia le gambe dei marchigiani.

CHI DI ULTIMO MINUTO FERISCE… – …di ultimo minuto perisce: è questa la dura legge a cui ha dovuto sottostare l’Empoli capolista. La scorsa settimana nel match di Cittadella aveva rischiato di perdere, essendo andato in svantaggio per il gol di Kouame, ma, a salvarlo, era arrivato il gol di Bennacer al 94′ sul filo di sirena, che aveva consentito ai toscani non solo di non uscire sconfitti, ma anche di prendere un punto di vantaggio sul Frosinone battuto, andando in testa solitario. Questa settimana ha pagato pegno a quell’exploit: dopo essere passato in vantaggio a fine primo tempo con un gol di Zajc, giunto al 90′ sognava di portare a casa i tre punti che sarebbero significati fuga solitaria, approfittando del pareggio dei ciociari. E, invece, a rovinare la festa è arrivato Capitan D’Angelo che, addirittura al 97′ ha messo a segno il gol del pareggio per l’Avellino che ha riportato ad una sola lunghezza il vantaggio sulla seconda (che, tra l’altro, non ha completato la sua rimonta, perché, se avesse realizzato il terzo gol sarebbe stato addirittura sorpasso…). Coda polemica dovuta ad un gesto di D’Angelo verso la curva toscana che ha generato la reazione di Caputo, ma, soprattutto, l’ammonizione da parte dell’arbitro che ha significato espulsione, che non ha scalfitto, comunque, la soddisfazione degli irpini e la delusione dei toscani. Le dure leggi del calcio si pagano sempre.

LA RIVINCITA FALLITA – Ieri era una giornata particolare per un tecnico esperto del nostro campionato: Serse Cosmi, infatti, tornava al Barbera da avversario dopo essere stato allenatore dei rosanero nella stagione 2010/11. Tornava con un certo desiderio di rivalsa, non certo verso la città, ma verso la società, perché tutto si può dire, ma non che l’esperienza a Palermo sia stata positiva per il buon Serse. Chiamato da Zamparini a fine febbraio 2011 a sostituire Delio Rossi, le presenze di Cosmi sulla panchina rosanero sono state solo 4: dopo la sconfitta all’esordio per 2-0 in casa Lazio è arrivata la vittoria in casa sul Milan per 1-0, quindi un’altra sconfitta e il derby col Catania chiuso con un umiliante 0-4 a lui fatale. Lo stesso Cosmi, intervistato sull’argomento nelle settimane scorse, ha detto di non poter neppure considerare di essere stato un tecnico del Palermo e di conservare di quell’esperienza solo le note positive date dall’impianto di allenamento e dal calore dei tifosi e nulla più, con chiaro riferimento al pessimo trattamento ricevuto dalla dirigenza rosanero. Sicuramente ieri avrebbe avuto piacere a prendersi una bella rivincita, rompendo le uova nel paniere ai desideri di rimonta dei siciliani con il suo Ascoli, società, per di più, in piena lotta per la salvezza, ma così non è stato. I bianconeri hanno giocato un buon primo tempo chiuso in vantaggio grazie al gol di Bianchi, poi, praticamente, non sono rientrati in campo, regalando 10′ ai padroni di casa in cui questi hanno sbracato, realizzando i 3 gol che hanno condizionato il risultato. Quando i marchigiani si sono ritrovati, ormai era troppo tardi ed è arrivata un’altra sconfitta. E la rivincita dell’uomo del fiume è stata rimandata.

QUESTIONE DI RISPETTO – Il maltempo è stata sicuramente una componente nefasta imperante in questo turno infrasettimanale, che ha portato ad annullare ben 4 incontri di quelli in programma. Detto questo, però, probabilmente la gestione dei singoli casi non è stata la più oculata. Giustissimo tutelare l’incolumità dei giocatori e la regolarità dello svolgimento dell’incontro, nonché le questioni logistiche che il traffico in una condizione di maltempo può generare. Ma è altrettanto vero che le situazioni andrebbero soppesate e valutate, a volte, con maggior tatto e minor fretta. Delle polemiche seguite all’annullamento della partita tra Juve e Atalanta di domenica si è già parlato a lungo. Non meno polemiche, però, ha generato, ad esempio, l’annullamento della partita di Bari di ieri sera, decisione presa in mattinata, quando, effettivamente, la città era ancora coperta di neve. Le condizioni climatiche, però, sono presto cambiate nel corso di giornata, tanto che dopo alcune ore la neve era sparita per la gran parte e la situazione non era più così critica. Insomma Bari-Spezia si sarebbe potuta, probabilmente giocare. E se quella decisione poteva essere presa per questioni di calendario stipato, che, ora, rende difficile trovare una nuova collocazione all’incontro, almeno doveva essere presa nel rispetto dei tifosi, quelli liguri, che, in un giorno feriale, si erano sobbarcati chilometri di viaggio, a costo di ferie dal lavoro e di spese non certo trascurabili, per poi toccare il suolo di Bari e ripartire subito a bocca asciutta. La passione e la fede calcistica hanno bisogno di rispetto. Un rispetto che le esigenze televisive del calcio moderno, con partite in qualsiasi orario e in qualsiasi giorno della settimana (non ci si può lamentare dei buchi allo stadio per un match giocato alle 19 di un venerdì di febbraio…) stanno dimostrando ormai da troppo tempo di non avere…

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 29^ GIORNATA – Archiviato il turno infrasettimanale, con tutte le sue caselle vuote, il ritmo serrato del campionato cadetto prosegue con un nuovo turno, il 29°, 8^ giornata del girone di ritorno. Format condizionato dalla disputa dell’ultimo turno, quindi senza anticipi del venerdì: 8 partite sabato alle 15 e tre posticipi, due domenica, uno alle 15 e uno alle 17.30, e uno lunedì, alle 20.30. Lotta al vertice che si svolge ai due poli della giornata: sabato alle 15 scendono in campo il Frosinone, che riparte alla caccia del primo posto, in casa, con un Novara non ancora rinfrancato dalla cura Di Carlo, ma che all’andata, con Corini in panchina, lo sconfisse per 2-1, e il Palermo, che prova a proseguire sulla spinta dell’entusiasmo nello scontro d’alta classifica, al Tardini, con un Parma altrettanto di buon umore (1-1 all’andata); nel posticipo di lunedì sera, invece, scenderà in campo l’Empoli capolista, impegnato in una delle partite più interessanti del turno, il match con il sorprendente Foggia di questo scorcio di campionato, allo Zaccheria (3-1 per i toscani all’andata). Il Cittadella prova a proseguire la sua corsa verso i posti che contano attendendo in casa un Pescara riposato (una delle tante vittorie in trasferta, per 2-1, dei veneti all’andata), mentre il Bari, dopo la pausa forzata, ricomincia, domenica pomeriggio, dalla trasferta in casa di un Avellino di ottimo umore dopo aver fermato la capolista (2-1 al San Nicola). L’altro posticipo domenicale vede in campo il Venezia, uno dei soddisfatti dell’ultimo turno, che affronta lo scontro diretto, in trasferta, con un riposato Carpi (2-0 in Laguna). Gli altri incontri per la caccia ai play off si incrociano con la salvezza: scontri tra squadre fermate dal maltempo al Picco, dove lo Spezia attende il Cesena (1-0 al Manuzzi), e al Piola, dove la Pro Vercelli ospita il Perugia (pesante 5-1 per i piemontesi all’andata che aprì la crisi umbra), mentre la Cremonese va a far visita alla Ternana ultima (pirotecnico 3-3 all’andata). Scontri salvezza nelle ultime due partite in programma: l‘Entella quintultima va a far visita al Rigamonti ad un Brescia in forma e riposato dopo la pausa forzata, mentre Cosmi prova a dimenticare Palermo affrontando in casa con il suo Ascoli una Salernitana in crisi (0-0 in Campania).

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