A tutta B: il rilancio rosanero, le riserve di lusso, la centesima freccia dell’arciere, i lupi cattivi, la partita di Castori e B Ready per la 31^

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RILANCIO ROSANERO – Miglior modo per dimostrare di esserci ancora dopo il periodo nero, per il Palermo, era quello di fare risultato in uno scontro diretto, andando a fermare una delle due lepri là davanti, e così è stato: la vittoria di misura, sul Frosinone, nella serata di sabato, ha rilanciato le velleità della squadra siciliana, ora terza a 3 punti proprio dai ciociari, ma con una partita in meno, ed ha permesso ai toscani dell’Empoli, vittoriosi domenica sull’Entella, di balzare nuovamente in testa alla classifica da soli, e per di più con una partita ancora da recuperare. La mezza giornata da recuperare condiziona molto le valutazioni circa la classifica reale del torneo, ma nonostante questo continua l’ottimo torneo del Cittadella, una delle squadre in pari, che esce con un pareggio dallo scontro diretto di Cremona, seppur con più di una recriminazione per un rigore, quello del vantaggio grigiorosso, fischiato per un fallo avvenuto fuori area. Gli uomini di Tesser, dal canto loro, sbagliando un altro penalty assegnato loro prima dei quello realizzato, arrivano all’ottava partita consecutiva senza vittorie e cominciano ad allontanarsi in modo evidente dalla zona spareggi, ora lontana 3 lunghezze. Fronte corrucciata anche per il Bari che getta al vento il vantaggio del doppio turno casalingo, la gara di sabato con la Pro Vercelli e il recupero di martedì con lo Spezia, primo dei due mancanti per i pugliesi, portando a casa altrettanti pareggi (rimontati sabato, costretti a recuperare contro gli Aquilotti, sempre con un protagonista su tutti, Brienza), consentendo al Venezia di agganciarlo in classifica, grazie alla vittoria di misura su un Ascoli scivolato all’ultimo posto. Doppio pareggio anche per lo Spezia, che a quello positivo di martedì somma quello un po’ più deludente e inaspettato di sabato, in casa con la Ternana, in rimonta, che ridimensiona un po’ le velleità dei liguri, ora fuori dalla zona play off, e consente agli umbri di agganciare gli uomini di Cosmi. Due le squadre, invece, più in forma del periodo, entrambe con ancora un turno da recuperare: il Parma, che travolge a domicilio il Perugia con un sonante 4-1 e il Perugia, la vera squadra rivelazione di questo inizio di anno (in testa alla classifica per il 2018), giunto al quarto successo consecutivo, sommando a quello nel recupero di martedì scorso, il secco 2-0 al Foggia in un match che vede anche il primo gol di Diamanti con la maglia degli umbri (foto di copertina). Torna a farsi sotto anche il Carpi che, seppur fermato sullo 0-0 dal Cesena al Manuzzi, vince il recupero in casa di un Pescara sempre più allo sbaraglio e aggancia lo Spezia, seppur con una partita ancora da giocare. La 30^ è stata anche la giornata del derby campano che, quest’anno, ha visto un solo dominatore, la Salernitana, vincitrice al Partenio con una straordinaria rimonta e ripetutasi domenica con un secco 2-0. Nel posticipo di lunedì, infine, lo scontro diretto salvezza vede il ritorno alla vittoria degli uomini di Di Carlo che fanno un balzo in avanti e ritornano a respirare, lasciando il Brescia ad un passo dal baratro (seppur al netto di un turno ancora da giocare).

RISERVE DI LUSSO – Classifica marcatori che dà una scrollata di testa: a secco praticamente tutti i marcatori delle zone più alte della classifica, ad eccezione dei due battistrada, il leader Caputo e il suo gemello Donnarumma, che, con i due gol con cui affondano l’Entella, salgono rispettivamente a 21 e a 16. Sul terzo gradino resta la coppia Montalto-Di Carmine a 15, davanti all’altra coppia Ciofani-Galano a 13. In assenza di marcatori multipli di giornata, la vetrina di questa giornata spetta, senza dubbio, ad uno dei “vecchietti” del torneo, uno di quei calciatori la cui classe non sente i segni del tempo e che sono in grado di offrire il proprio importante contributo anche nella seconda parte della carriera, impreziosendo il torno cadetto, e che marcatore multiplo lo è stato, seppur nello spazio di due partite, risultando decisivo alla classifica della propria squadra, ovvero Brienza del Bari. Franco Brienza è un attaccante classe ’79, nato a Cantù, ma originario di Ischia, cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Real Pithecusae, Campagnano, Isolotto e Imolese (con cui esordisce in C2), prima di passare al Foggia nel 1997, in cui si divide tra la Primavera e la prima squadra, con cui esordisce in B. Resta 3 stagioni con i rossoneri, segnando anche i suoi primi gol tra i professionisti, prima di passare al Palermo nel 2000 e restarvi fino al 2008, seppur con due intervalli in prestito ad Ascoli (una stagione, 7 gol) e Perugia (6 mesi, 2 gol). A gennaio 2008 si accasa alla Reggina, dove è protagonista di due stagioni e mezza da 23 gol tra A e B e dove si segnala per un gesto di grande fair play, durante un Palermo-Reggina in cui, seppur lanciato a rete, si ferma davanti al portiere per permettere i soccorsi a Corradi e Balzaretti che si cono scontrati con la testa. Quindi due stagioni a Siena (11 gol tra B ed A), 6 mesi di ritorno a Palermo (chiude definitivamente l’esperienza rosanero con un totale di 18 gol in 185 presenze), una stagione e mezza non memorabili all’Atalanta (1 gol), una al Cesena in A (8 gol), una al Bologna (3 gol) e, infine, l’approdo a Bari ad agosto 2016. Una stagione da 5 gol la scorsa, in questa, finora, ne aveva messa a segno soltanto una, poi, nel brevissimo volgere di pochi giorni, due marcature, entrambe da subentrante, che hanno regalato punti alla propria squadra, cavandola da più di un impiccio: all’83’ del match con la Pro Vercelli di sabato, con il risultato fissato sull’1-1 dai gol di Ghiglione e Kozak, ad appena 4′ dal suo ingresso in campo, scambia la volo al limite dell’area con Loro Flores e poi insacca con un diagonale di destro; al 71′ della partita con lo Spezia di martedì, subentrato da 14′, con un bellissimo sinistro al volo su angolo dalla sinistra, fissa sull’1-1 il risultato dopo il vantaggio di Forte firmato nel primo tempo.

L’ISTINTO DEL BOMBER – E se i grandi bomber del campionato latitano, i gol giovani, invece, non si fanno attendere. Stavolta a lasciare il suo segno per la prima volta, risultando fondamentale per la propria squadra bisognosa di punti ed impegnata in una gara non facile, è stato Ghiglione della Pro Vercelli. Paolo Ghiglione è un centrocampista, all’occorrenza difensore, nato a Voghera il 2 febbraio 1997 e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Derthona, Milan, tra il 2007 e il 2012, quando viene mandato in prestito al Pavia, e, infine, Genoa, dove rimane tra il 2012 e il 2016. Nell’estate 2016 i grifoni, attuali proprietari del cartellino, lo mandano in prestito per una stagione alla Spal, con cui gioca 7 partite, contribuendo a suo modo alla promozione della squadra di Ferrara. Tornato alla base a fine stagione, dall’inizio di questa è, ancora in prestito, alla Pro Vercelli, dove sta ricevendo maggior fiducia da Grassadonia che, fin qui, lo ha impiegato in 20 occasioni. Sabato ha ripagato la fiducia con un exploit che ha riportato a galla le attitudini dell’attaccante che era ad inizio carriera per il suo primo gol tra i professionisti: al 40′ della partita di Bari, con il risultato ancora sullo 0-0, ha preso palla sul lato corto destro dell’area pugliese, ha saltato un uomo, è entrato in area, s’è accentrato e, in mezzo a 4 avversari, ha scagliato un sinistro che s’è andato ad insaccare, teso, alle spalle di Micai per il parziale 0-1 che, alla luce del 2-2 finale, è risultato importantissimo per la conquista di un risultato che, allo stato attuale, con una partita da recuperare, significa aggancio all’Entella in zona play out.

LA CENTESIMA FRECCIA DELL’ARCIERE – Tra le reti di giornata, una ha sicuramente avuto un significato particolare per chi l’ha messa a segno, visto che quella realizzata al 10′ della partita di Pescara, con una girata di sinistro su cross dalla linea di fondo di un compagno, è stata la 100^ in serie cadetta per Calaiò. Il bomber palermitano classe ’82, in forza al Parma dalla scorsa stagione, infatti, nella sua lunga carriera sui campi di calcio italiani, ha avuto modo di impreziosire la serie cadetta con 2 gol con la maglia del Torino, alla sua seconda stagione da professionista, 2 con la Ternana, 2 col Messina, 27 con il Pescara, 14 con il Napoli, 18 con il Siena, 18 con il Catania, 9 con lo Spezia e, appunto, gli 8 di questa stagione a Parma, quella del ritorno dopo la discesa in Lega Pro dell’arciere del calcio italiano. E quale occasione migliore per dedicare l’importante traguardo alla memoria di Astori, una morte che ha colpito molto il bomber parmigiano e, come lui, tutto il mondo del calcio.

LUPI CATTIVI – Non nominate la parola derby ad Avellino, le reazioni potrebbero essere poco ortodosse: dopo la sconfitta in rimonta dell’andata, quando la Salernitana ribaltò nel giro di pochi minuti il 2-0 a favore degli irpini, chiudendo con un 3-2 da sogno al Partenio in pieno recupero, è arrivato anche il 2-0 secco del ritorno. Ma, evidentemente, il nervosismo regna sovrano anche il resto dell’anno tra le magliette biancoverdi se è vero che domenica gli uomini di Novellino hanno chiuso la partita in 9 per le espulsioni di Asencio e Molina, ma, soprattutto, se queste sono risultate essere l’8^ e la 9^ espulsione stagionale nelle file irpine, che rappresentano il record assoluto nella storia a questo punto della stagione. Con queste due espulsioni i biancoverdi sono diventati la squadra più “cattiva” d’Italia, superando l’Akragas che era fermo a 8, mentre le più cattive della A sono rappresentate dal Milan e dal Bologna a quota 6. Probabilmente se gli uomini di Novellino trasformassero in rabbia agonistica quella caratteriale espressa sul campo, forse ne trarrebbe vantaggio anche la classifica deficitaria vista finora. D’altronde si sa: chi ha paura del lupo cattivo?

LA PARTITA DI CASTORI – Sabato pomeriggio è andata in scena una partita molto particolare per un allenatore del torneo cadetto, ovvero Fabrizio Castori, visto che al Manuzzi era in programma Cesena-Carpi. Cinque le stagioni trascorse alla guida dei romagnoli, prima della attuale, tra il 2003 e il 2005, con la promozione dalla C1 subito alla prima stagione e la partecipazione ai play off al secondo anno in serie cadetta. Un rapporto molto stretto creato con l’ambiente, la tifoseria, la città, anche grazie ad attività di volontariato extracalcistiche, solo in parte scalfitto dall’ultimo anno che si caratterizzò per un esonero, un richiamo e la retrocessione in C1, come dimostra la chiamata a stagione attuale in corso per risollevare un campionato che stava prendendo un brutta piega. Tre le stagioni, straordinarie, sulla panchina del Carpi, con la storica promozione in A alla prima stagione e la permanenza in B anche dopo la retrocessione dalla massima serie, premiata dall’approdo alla finale play off dove verrà sconfitto solo dalla straordinaria Spal della scorsa stagione. Nella casa bianconera, sabato, arrivavano i biancorossi per un incontro da emozioni forti per il tecnico di San Severino Marche, idolo di entrambe le tifoserie. E che la partita si sia chiusa col più salomonico degli 0-0 è sembrato il giusto epilogo di una tale cornice.

FIGLIOL PRODIGO – Ennesimo cambio su una panchina della serie cadetta. Stavolta la chiamata arriva dopo delle dimissioni, visto che Zeman non è stato esonerato, ma ha lasciato la panchina del Pescara dopo un rapporto travagliato con la società abruzzese al culmine di una stagione sviluppatasi, fin qui, ben al di sotto delle aspettative. Pescara partito alla grande con cinque gol segnati alla prima giornata, che lasciavano presagire spettacolo e indicavano la squadra biancazzurra come una delle favorite alla promozione, l’impeto s’è ben presto spento e la squadra è piombata spesso in una mediocrità inaspettata, che ha portato, fin qui, ad un campionato anonimo, sempre sviluppato a distanza dalla zona play off e con caratteristiche di gioco espresso ben lontane da quelle che ci si aspetterebbe da una squadra di Zeman: poco gioco, pochi gol, tante partite chiuse senza violare la rete avversaria. Dopo un tira e molla fatto di frecciate fra società ed allenatore, dopo la sconfitta di Cittadella sono arrivate le dimissioni del boemo e la chiamata di Massimo Epifani, tecnico della Primavera. Epifani è un ex calciatore, centrocampista, classe ’74, con una carriera sviluppatasi tra il 1992, proprio a Pescara, sua città natale, e il 2011, chiudendo tra i dilettanti nelle file del Miglianico, passando tra le maglie di Chieti, Teramo, Gubbio, Foggia, Rimini, Giulianova, Grosseto, Legnano e Val di Sangro. Con la maglia del Pescara ha assaporato anche la Serie A, per 3 partite (92/93). Dal 2011, appena appese le scarpette, è un allenatore, partendo proprio dal Miglianico che guida per una stagione. Quindi 4 stagioni al San Nicolò, tra i dilettanti, con cui conquista una promozione in Eccellenza. Dall’inizio di questa stagione era tecnico della Primavera abruzzese, prima della chiamata in prima squadra per provare a risollevare le sorti del club della sua città. Pessima, per ora, la partenza: ben due sconfitte interne, nel match di sabato a Parma, per 4-1, e nel recupero con il Carpi di martedì, per 1-0. La strada del figliol prodigo pescarese comincia decisamente in salita.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 31^ GIORNATA – Nell’attesa di perfezionare tutto con la disputa degli ultimi recuperi, il campionato cadetto prosegue la sua corsa (ancor più) serrata con la disputa della 31^ giornata, 10° turno del girone di ritorno, che si svolgerà con il più classico dei format: un anticipo venerdì alle 20.30, 8 partite sabato alle 15, due posticipi, uno domenica alle 17.30 e uno lunedì alle 20.30. Lotta al vertice tutta in campo sabato: scontro d’altissima classifica, in casa, per l’Empoli, che ospita il Venezia a caccia di punti per consolidare il posto nei play off (1-0 in Laguna); il Frosinone, allo Stirpe, attende una Salernitana di ottimo umore dopo le 2 vittorie consecutive, soprattutto quella nel derby recentissima (1-1 all’andata); il Palermo va a far visita ad un Novara soddisfatto dopo l’ultimo posticipo e desideroso di prendere maggior distanza dalla zona calda, magari bissando la vittoria dell’andata, quando violò il Barbera per 1-0. Sempre sabato pomeriggio va in campo anche il Cittadella, in una delle partite più interessanti del turno, lo scontro diretto tra i veneti e il Bari, tra due squadre che darebbero sicuramente il meglio a campi invertiti, visto il trend stagionale (e quando è successo, all’andata, è finito con un 4-2 per i pugliesi). E, ancora sabato, le sfide che coinvolgono le due squadre del momento, il Perugia, che attende al Curi lo Spezia per un interessantissimo scontro diretto (4-2 per gli aquilotti al Picco), e il Parma, che va a far visita ad un Entella bisognoso di punti per non scivolare ancora più in basso in zona retrocessione e resistere all’attacco di una Pro Vercelli in forma che sarà attesa dal posticipo del lunedì contro un Carpi che vuole completare la sua rincorsa ai play off (0-0 al Piola). Anche le voglie di rientro della Cremonese si incrociano con la lotta per la salvezza, visto che sabato è attesa dalla trasferta di Brescia (2-0 allo Zini), così come il Foggia che, nell’anticipo di venerdì, ospiterà il Cesena (pirotecnico 3-3 all’andata). Prima trasferta per Epifani sulla panchina del Pescara, che sarà atteso dalla trasferta domenicale di Avellino dove troverà una squadra desiderosa di riscatto dopo la sconfitta nel derby (2-1 all’Adriatico). Infine scontro direttissimo all’ultimo posto tra i padroni di casa dell’Ascoli e la Ternana (1-1 al Liberati).

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