Il Napoli deve essere padrone del suo dominio

Torino chiama e Napoli prova a rispondere. Le sfide con il Genoa non sono mai qualcosa di troppo banale, vuoi per la gemellanza di passione e di stati d’animo che accomuna le due squadre o le evidenti similitudini tra queste città di mare. Quindi se la Juve si è inceppata a Ferrara, Higuain sei gol con gli ultimi sette tiri in porta, il Napoli di ieri doveva provare a togliersi un po’ di ruggine contro il grifone di Ballardini. A togliere le castagne dal fuoco in questo inverno che non sembra aver fine ci ha pensato il difensore spagnolo Albiol, uno che non ha troppa confidenza con il gol ma che sa fare il suo mestiere.

Il Napoli quindi ha vinto. Claudicante ma vincitore… se Milik invece di passare a Insigne avesse finalizzato la sua corsa come sapeva fare un tempo, forse ,staremmo a parlare di qualcos’altro. Il bomber polacco sarebbe un’arma in più nello scacchiere di Sarri, ma la poca convinzione sotto porta è un segnale d’allarme, ma diamo tempo al ragazzo di riprendersi dal recente infortunio. Altro campanello d’allarme: Zielinski per Hamsik. Un cambio che penalizza sempre e comunque la quantità di gioco del Napoli, il capitano è prezioso oltre modo in questo finale di stagione che deve vedere il Napoli arrembante e coraggioso. Si dice che il Napoli sia padrone del proprio destino, in parte è vero, lo è ma… deve vincerle tutte da qui alla fine, passando per Torino è costretto a non commettere un falso palso. A me questa frase “padrone del proprio destino” fa venire in mente “The contest”, uno dei migliori episodi di sempre di Seinfeld dove i protagonisti si impegnavano a essere i padroni del loro corpo evitando di cadere in facili tentazioni. Cito:

JERRY: (Pointing) But are you still master of your domain?
GEORGE: (Arms out) I am king of the county. You?

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Già e così, il Napoli di Sarri deve essere padrone del proprio dominio, deve smetterla di auto celebrarsi allo specchio pensando di essere il più bello del reame, deve evitare di accontentare il suo ego per puntare a vincere perché da queste parti dopo il pareggio con l’Inter e la sconfitta con la Roma potrebbero aver fatto passare la nottata e Allegri che è bravo in matematica lo sa bene che lo scudetto bianconero è fissato a quota 101 visto che gli azzurri possono arrivare solo a quota 100.

“Le offre una tazzina di caffè. Amalia accetta volentieri e guarda il marito con occhi interrogativi nei quali si legge una domanda angosciosa: “Come ci risaneremo? Come potremo ritornare quelli di una volta? Quando?”. Gennaro intuisce e risponde con il suo tono di pronta saggezza: “S’ha da aspettà, Ama’. Ha da passà ‘a nuttata””.

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