Motomondiale Argentina – Crutchlow vince, ma a farla da protagonista sono polemiche e sviste organizzative

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Riprende il motomondiale dal circuito di Termas de Rio Hondo in Argentina, in un weekend dominato da previsioni meteo molto variabili, polemiche dai toni molto accesi, sorpassi al limite e penalità a risularne vincitore è stato l’inglese Cal Crutchlow che, insieme a un gruppetto di piloti formato da Jack Miller, Alex Rins, Johann Zarco, ci hanno regalato uno spettacolo assoluto fatto di sorpassi e controsorpassi degno dei big del circus della MotoGp.

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Seconda posizione per Johann Zarco che ha lottato con tutte le forze per una seconda posizione meritata anche se sporcata un po’ dall’entrata al limite del regolamento su Dani Pedrosa che poi a causa di una chiazza di bagnato è caduto, ritirandosi.

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Terza posizione per Alex Rins, che ha per qualche giro lottato per la prima posizione con Jack Miller, ma che a causa di una staccata riuscita decisamente male è stato infilato da Crutchlow, Zarco e Rins perdendo tre posizioni in una sola curva. Il pilota Suzuki però non può che ritenersi soddisfatto della prestazione avuta in gara, un  grande risultato anche per la Suzuki stessa.

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Chi invece sicuramente risulterà deluso è Jack Miller, autore di una Pole Position che verrà ricordata nella storia della MotoGP, che prima azzarda schierandosi in griglia con le gomme slick, quando tutti gli altri 23 piloti avevano le gomme da pioggia montate. Poi, una volta arrivata la decisione degli altri piloti di cambiare le gomme (cosa che da regolamento obbliga a partire dalla Pit Lane) si è ritrovato da solo in griglia, probabilmente pregustando già una fuga degna dei migliori ciclisti, prendendosi un vantaggio tale da non poter essere recuperato. Ma nel bel mezzo del suo sogno ad occhi aperti la direzione gara decide di far schierare ugualmente i piloti ma circa 3 file più indietro del Poleman, annullando praticamente il vantaggio tattico che il pilota Australiano sperava di avere partendo con le gomme da asciutto. la quarta posizione poi è sicuramente una beffa per il povero Miller.

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Chiude la top five Maverick Viñales e in questa gara inspiegabilmente tutti i “top riders” del campionato sono stati relegati in fondo, addirittura con Jorge Lorenzo quindicesimo, ma ciò di cui vorrei parlare ora è la vicenda Marc Màrquez. Ormai le polemiche stanno montando in ogni dove, ma la cosa non si può semplicemente sorvolare. In questo weekend ne ha combinate di tutti i colori, rischi presi, moto spente in griglia, contromano in pista, sorpassi dannosi verso gli altri utenti. Il talento c’è, dal punto di vista della prestazione in pista i risultati sono palesi visti i mondiali vinti e anche i tempi sul giro, che qui in Argentina erano migliori di oltre un secondo sul giro rispetto a tutti gli altri. Quello che manca però è il rispetto nei confronti degli avversari e della disciplina, perchè in moto si cade e ci si fa male e non si può rovinare la stagione o anche solo una gara ad un altro pilota per un punto in classifica in più o in meno. L’agonismo è ciò che muove il motorsport, ma deve essere un agonismo sano con le strette di mano a fine gara per la equa battaglia svolta tra i cordoli e non un agonismo in cui viene spenta la testa e si prova il tutto per tutto a discapito anche della salute altrui.

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Detto questo sicuramente questa gara accenderà i toni tra i piloti e disegna un nuovo andamento della stagione, che riprenderà il 22 Aprile dal Circuito delle Americhe ad Austin in Texas.

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