A tutta B: la bagarre per il secondo posto, 3molada, l’uomo in Piu dell’Empoli, un baffo per Pescara, il duro lavoro dello speaker e B Ready per la 35^

Roberto-Di-Gaudio-Parma-Frosinone

BAGARRE PER IL SECONDO POSTO – Nel giorno in cui la capolista, lo schiacciasassi empolese, si prende una pausa, fermata sul pareggio da uno Spezia che, con una punizione capolavoro di Lopez e almeno due occasioni limpide per il raddoppio, le fa vedere i sorci verdi ed è solo una prodezza dell’ex di turno Piu a salvarla dalla sconfitta dopo 19 turni, l’attenzione si sposta sulla lotta per il secondo posto, l’altro valido per la promozione diretta, che, dopo i risultati dell’ultima giornata, vede almeno 4 squadre alla portata dell’obiettivo. Attualmente sulla seconda piazza siede il Palermo, che esce dal Barbera con un solo punto alla fine del confronto con il Pescara dove Pillon bagna il proprio esordio con un pareggio di prestigio, mordendosi le mani per un rigore gettato al vento dalla propria squadra, che però serve ai rosanero per agganciare il Frosinone sconfitto in modo netto al Tardini da un Parma che, ora, grazie a questi 3 punti, rilancia la propria candidatura, portandosi a sole due lunghezze dalla promozione diretta. Dietro di loro butta una grossa opportunità il Bari, che si fa raggiungere al San Nicola dalla Salernitana dopo il vantaggio e resta, comunque, a 4 punti dal secondo posto, che ancora lasciano aperta qualche speranza. Ecatombe nel resto della zona play off, tutta ad opera di squadre in lotta per la salvezza: lo straordinario Perugia ritrova la sconfitta nel posticipo del lunedì ad opera di Castaldo e del suo Avellino, che, ora, prendono un vantaggio sulla zona pericolosa; il Venezia perde in casa con un ottimo Brescia, che col “vecchio” Caracciolo e il giovane Bisoli porta a casa 3 punti importantissimi in chiave salvezza, che pongono le rondinelle a 4 punti dalla zona play out; il Cittadella viene addirittura travolto da una sorprendente Ternana, che regala ai veneti la seconda sconfitta consecutiva e si porta ad un solo punto dal penultimo posto; il Carpi non approfitta di tutti questi passi falsi visto che subisce un secco 2-0 dall’Ascoli che, adesso, dopo una serie di risultati positivi, vede la salvezza molto più vicina. Chi prosegue la sua corsa verso le zone che contano è il Foggia, che travolge per 4-0, a domicilio, la Cremonese, portandosi a 4 lunghezze dalla zona play off e condannando, forse, definitivamente i grigiorossi ad abbandonare i sogni spareggio. In chiave salvezza importantissima l’affermazione del Cesena, nel posticipo domenicale, che travolge l’Entella, portandosi ad una sola lunghezza dalla salvezza e inguaiando i liguri, che ora vedono la zona retrocessione diretta ad un passo, mentre il derby piemontese si chiude con uno 0-0 che serve solo agli ospiti, che mantengono 2 punti sulla zona calda, mentre i vercellesi vedono avvicinarsi l’ultimo posto, ad un solo punto, ed allontanarsi i play out, a 5.

CHIAMATELO 3MOLADA – Altra settimana con pochi, ma significativi, cambi nelle posizioni di testa della classifica marcatori. Immutati i primi due posti, visto che, per diversi motivi, Caputo e Donnarumma restano a secco, lasciando l’incombenza del gol al giovane Piu, e mantengono invariato il proprio score, 22 e 18 rispettivamente. Il primo cambio, così, si ha al terzo posto, dove Di Carmine si vede raggiungere a 17 reti da Montalto che segna il gol del momentaneo pareggio della Ternana prima della valanga sul Cittadella. Novità anche al quinto posto, dove non c’è più un terzetto, ma il solo Mazzeo, che abbandona Ciofani e Galano, salendo a 14 grazie al gol del 2-0 a Cremona. Fatte le debite menzioni d’onore per Di Gaudio e Castaldo che, con le loro doppiette, abbattono da soli le resistenze di Frosinone e Perugia, la vetrina della settimana tocca a chi è riuscito a far meglio di loro, segnando 3 gol nel pokerissimo della propria squadra, mettendo un tassello importante nelle residue speranze di salvezza, ovvero Tremolada della Ternana. Luca Tremolada è un centrocampista classe ’91, nato a Milano e cresciuto calcisticamente sulla sponda nerazzurra della città. Resta all’Inter fino al 2010, quando va prima in compartecipazione al Piacenza in B (prime 8 presenze tra i professionisti), poi al Pisa in Lega Pro, quindi in comproprietà al Como (dove realizza le prime 4 reti tra i professionisti), ancora in comproprietà al Varese, in B (1 gol) e, infine, il prestito alla Reggiana, di nuovo in Lega Pro (2 gol). Alla fine della stagione, alle buste, non vengono presentate offerte né da Inter né da Varese, per cui resta alla società biancorossa, che, però, fallisce. Così, nel 2015, si accasa ad Arezzo, ancora in Lega Pro, dove affina le proprie capacità realizzative, segnando 10 reti. L’ottima stagione ravviva gli interessi della Serie B, per cui arriva il contratto con l’Entella, dove Tremolada ha giocato l’ultima stagione segnando 5 gol. All’inizio di questo campionato va in prestito alla Ternana, dove, seppur con tutte le difficoltà del caso  legate alla problematica stagione dei rossoverdi, sta disputando un buon campionato dal punto di vista realizzativo, avendo messo a segno già 10 reti, di cui 3 sabato, prima tripletta in carriera: al 54′, con il risultato già ribaltato sul 2-1 dai suoi compagni dopo il vantaggio iniziale di Iori, mette a segno il rigore del 3-1; al 60′ impreziosisce la propria giornata, già fantastica, mettendo a segno un gol direttamente su calcio d’angolo dalla destra per il 4-1; al 67′ chiude i giochi insaccando di sinistro un pallone carambolatogli tra i piedi in area dopo un’azione confusa per il 5-1 finale.

L’EMPOLI HA L’UOMO IN PIU – Se l’Empoli è la squadra migliore del campionato, una delle motivazioni principali è il grande potenziale offensivo che la squadra di Andreazzoli può vantare, un attacco che non solo può contare sulla miglior coppia di attaccanti del torneo, quella da 40 gol, formata da Caputo e Donnarumma, i due battistrada della classifica cannonieri, ma anche dei rincalzi di prima qualità, che sono in grado di non farne rimpiangere l’assenza. Così, se i due titolari si trovano con le polveri bagnate o sono proprio assenti, come sta capitando ultimamente a Donnarumma, ecco dei sostituti di lusso a non farli rimpiangere: abbiamo visto la settimana scorsa Rodriguez, che con una doppietta ha regalato i 3 punti alla squadra toscana, questa settimana, invece, a salvare le sorti della capolista è stato un protagonista che ci permette di proseguire la nostra rubrica sui giovani, ovvero Piu. Alessandro Piu è un attaccante nato a Gonars, in provincia di Udine, il 30 luglio 1996, cresciuto calcisticamente nella squadra dilettantistica della sua città natale prima e nel settore giovanile dell’Empoli, poi. Arriva in prima squadra nel 2015, in cui mette insieme 10 presenze in massima serie. La stagione successiva, la scorsa, va in prestito allo Spezia, dove trova una buona fiducia da parte di Di Carlo, che lo schiera in 21 occasioni, e lui risponde con i primi 3 gol tra i professionisti. Tornato a casa all’inizio di questo torneo, resta in maglia azzurra per giocarsi le sue possibilità, pur consapevole delle difficoltà di essere il rincalzo di una simile coppia di bomber. Sabato, alla settima presenza stagionale, la prima da titolare, proprio contro la sua ex squadra, la sua attesa e la scelta di Andreazzoli sono state premiate: al 72′, con la partita del Picco sull’1-0 per i padroni di casa per la punizione capolavoro di Lopez, si trova davanti un traversone dalla destra non intercettato da Terzi e, dall’angolo sinistro dell’area piccola, dopo un rimbalzo del pallone, trova la coordinazione perfetta per scagliare un diagonale al volo che si insacca per il definitivo 1-1 che porta a 20 i risultati utili consecutivi dei toscani.

UN BAFFO PER PESCARA – Nuovo cambio d’allenatore al termine della scorsa giornata, secondo nel giro di poco tempo in casa della squadra in questione che, quindi, schiererà in panchina il terzo tecnico stagionale, ovvero il Pescara, che dopo l’esonero di Epifani, ha chiamato il baffuto Pillon. Fatale al mister originario proprio di Pescara, alla guida dei delfini da poche settimane, la sconfitta di Brescia, al culmine, comunque, di un periodo in cui non era riuscito ad invertire il trend della squadra dopo l’abbandono di Zeman. Con l’appropinquarsi della zone pericolose, la società ha deciso per una nuova scossa affidandosi ad un tecnico molto esperto, che la categoria la conosce bene. Giuseppe “Bepi” Pillon è un ex giocatore classe ’56, nato in provincia di Treviso, cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Juventus e con una carriera dipanatasi tra la metà degli anni ’70 e i primi anni ’90, soprattutto nelle serie minori, con le maglie di, tra le altre, Alessandria, da cui cominciò la sua carriera professionistica, Padova, Pordenone, Prato, Spezia, dove giocò al fianco di Spalletti, e Treviso, l’ultima squadra tra i professionisti, prima di chiudere la carriera tra i Dilettanti. Dal 1992 è un allenatore e la sua carriera è ricca di esperienze in tante squadre in giro per l’Italia. La sua pasta come tecnico si mette in evidenza quasi da subito, visto che a partire dal 1994 porta il “suo” Treviso ad una triplice promozione (unico allenatore, al momento, ad aver fatto un’impresa di questo tipo), vincendo in sequenza i campionato di Serie D, Serie C2 e Serie C1 riportando in B i veneti dopo 42 anni. Passi falsi tra il 1997 e il 2001 sulle panchine di Padova, Genoa, Lumezzane e Pistoiese, torna alla promozione nel 2002, quando riporta in B l’Ascoli e poi lo salva la stagione successiva. Nel 2004 ancora soddisfazione col Treviso: subentra con la squadra all’ultimo posto e la porta fino al 5°, a disputarsi la promozione ai play off. Nonostante la sconfitta arriverà la storica promozione in A per il fallimento del Torino. Non segue, però, i veneti in massima serie perché viene ingaggiato dal Chievo (per la sua prima esperienza in A), che conduce ad un inatteso 7° posto, che diventa addirittura 4° dopo Calciopoli, con conseguente partecipazione alla Champions League, dove sarà subito eliminato. Chiusa la parentesi clivense in pessimo modo, con un esonero, arriva la terza chiamata da Treviso, per una stagione in B non da ricordare, ma che si chiude, comunque, con una salvezza. Dopo una battuta a vuoto in A con la Reggina chiusa con l’esonero, arriva la nuova chiamata dell’Ascoli in B per un’esperienza che avrà il suo unico picco nel gesto di fair play di cui si rende protagonista, quando chiede alla sua squadra di fermarsi per consentire agli avversari della Reggina di pareggiare dopo che i suoi giocatori avevano segnato a seguito di un gesto di poca sportività. Ancora battute a vuoto con Livorno ed Empoli, una salvezza con la Reggina, un buon scorcio di stagione a Carpi, in B, in cui sfiora i play off, per poi tornare nell’anonimato con Pisa, Padova e Alessandria nelle ultime 3 stagioni. Domenica è arrivata la chiamata del Pescara per cercare di risollevare la rotta prima che le cose si facciano troppo complicate. Ottimo l’esordio con il pareggio alla Favorita, sbagliando pure un rigore sullo 0-0, che può rappresentare una buona iniezione di fiducia per portare a termine nel migliore dei modi una stagione che partiva con ben altri progetti.

Foto d’epoca: in maglia bianconera dello Spezia un baffuto Pillon (in basso a destra) e un crinito Spalletti (al centro in alto)

IL DURO LAVORO DI UNO SPEAKER – Chi frequenta gli stadi sa bene che ci sono cose che fanno parte di quel micromondo e lo caratterizzano in modo deciso. Tra questi, sicuramente, un ruolo importante ce l’hanno le figure degli speaker che, col passare del tempo, sono diventati quasi un fenomeno di folclore che caratterizza e accompagna tutto lo svolgersi degli eventi all’interno delle quattro mura degli stadi. Da semplici lettori delle formazioni in campo, col passare degli anni, hanno rivestito un ruolo sempre più importante, diventando, in alcuni casi, autentici trascinatori e showman: leggono messaggi di pubblica utilità, annunciano eventi in corso di svolgimento, leggono le formazioni cercando di coinvolgere il pubblico, lanciano cori, annunciano i marcatori con variazioni sul tema personali, annunciano il recupero decretato dall’arbitro. Proprio queste mansioni sono risultate più o meno fatali, negli ultimi tempi, a due speaker. Notizia di qualche settimana fa è quella del licenziamento di quello del Curi, reo di aver sbagliato, in ben due occasioni, il nome del giocatore Astori, nel cui ricordo si stavano facendo le commemorazioni del caso, chiamandolo Astolfi. La cosa non è andata giù al presidente del Perugia Santopadre che lo ha lasciato a casa. Protagonista di questi ultimi giorni, invece, è stato lo speaker del Partenio: nel finale del posticipo di lunedì tra i padroni di casa dell’Avellino e il Perugia, partita che i lupi stavano portando in porto con un secco 2-0, al momento dell’annuncio dell’arbitro di ben 7 minuti di recupero, ha reagito in modo scomposto, annunciando a tutta voce che erano stati concessi 12 minuti di extra-time. La cosa non è, evidentemente, piaciuta all’arbitro che lo ha messo a referto, causando una multa per la società di 1000 euro. L’episodio non ha avuto, per il momento, conseguenze dirette per l’interessato, ma una bella ramanzina dalla società temiamo che nessuno gliel’avrà tolta. Dura la vita dello speaker, il tifoso col microfono…

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 35^ GIORNATA – La fine del torneo comincia ad avvicinarsi e il ritmo si fa sempre più serrato. Siamo ad un passo dalla 35^ giornata, 14° turno del girone di ritorno, che anticiperà un nuovo turno infrasettimanale, così da subirne le conseguenze nel format: 2 anticipi venerdì, uno alle 18 e uno alle 21, e le restanti 9 partite sabato alle 15, senza posticipi. Lotta al vertice che interesserà entrambi i giorni, con partite anche piuttosto interessanti, con risvolti in più di una zona della classifica: la capolista Empoli, ad esempio, incrocia la propria strada con la lotta per la salvezza, ospitando una Pro Vercelli bisognosa di punti per sfuggire all’ultimo posto e riavvicinarsi alle speranze di salvezza e che già batté i toscani all’andata per 2-1; il Palermo attende alla Favorita la Cremonese, squadra che sembra aver perso la strada per i play off, ma che non vuole neppure rischiare di trovarsi invischiata in zone più pericolose della classifica (vittoria per 2-1 per gli ospiti siciliani all’andata); gara interna anche per il Frosinone che se la vedrà con i desideri di rientro dello Spezia dopo il confortante pareggio con la capolista (1-1 al Picco); il Parma, anch’esso tra le mura amiche, nell’anticipo delle 21, aspetta i desideri di rivincita del Cittadella, che, dopo le due sconfitte consecutive, non vuol rischiare di finire fuori dalla zona play off (2-1 per i ducali al Tombolato). Anche il Bari prova a rientrare sul secondo posto affrontando il Pescara in quella che sarà la prima gara interna del nuovo allenatore Pillon, desideroso di non sfigurare di fronte al proprio pubblico (1-0 al San Nicola). Tra i match clou della giornata senza ombra di dubbio ci sarà lo scontro direttissimo del Curi tra due delle deluse dell’ultimo turno, separate da soli 3 punti, il Perugia, alla caccia di punti per recuperare posizioni importanti nella griglia play off faticosamente conquistata a suon di vittorie nelle scorse settimane, e il Venezia che non può perdere altri punti per non rischiare di finire fuori dalla zona play off (1-0 in Laguna). Proverà ad approfittare di eventuali passi falsi il Carpi, impegnato, però, in match per nulla semplice, in trasferta, in casa del Brescia, squadra che sta attraversando un ottimo periodo di forma (1-1 al Cabassi). Si parte venerdì alle 19 con il Foggia, in casa, che affronta l’Ascoli, con un bel match interzonale, tra i diavoletti, che puntano alle posizioni che contano e i marchigiani che stanno inanellando una serie di risultati importanti, utili alla rincorsa alla salvezza (2-0 per gli ospiti al Del Duca). Lotta per la salvezza anche nelle restanti 3 gare in programma: la Ternana, sulla spinta dei 5 gol segnati al Cittadella, prova ad abbandonare l’ultimo posto nella trasferta di Novara, dove i padroni di casa cercheranno di aumentare il proprio margine sul quintultimo posto senza farsi risucchiare nella zona pericolosa (1-1 al Liberati); scontro diretto a Chiavari tra Entella, che cerca di non cadere in zona retrocessione diretta, ormai ad un passo, ed Avellino, posto appena 3 punti sopra, in posizione momentaneamente tranquilla, ma che una sconfitta potrebbe complicare (0-0 al Partenio); il Cesena prova l’ultimo balzo fuori dalla zona calda nella trasferta in casa della Salernitana (pirotecnico 3-3 al Manuzzi).

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