Napoli: contro la Juve la chiave e la semplicità…e magari un vice Datolo…

Non è la situazione migliore possibile, visti i punti persi con Sassuolo e Milan ma il pareggio di Crotone fa ben sperare il Napoli che ieri, contro l’Udinese, non ha certo mostrato il meglio di se. La vittoria maturata per 4 a 2 non deve illudere, è stata più frutto di una reazione nervosa, di una scossa elettrica che ha rianimato la creature di Sarri, dopo le sberle prese dalla squadra di Oddo, che di altro. La difesa è claudicante, più da presepe che da altro, dopo i gol presi è però andata allo sbaraglio a ribaltare il risultato. Tonelli e Albiol. L’ex empolese poi non è nuovo a queste genere di prodezze, i suoi gol li ha sempre fatti e forse a questo punto del campionato dovrebbe aver avuto qualche occasione in più e del minutaggio in più. Resta però improbabile il suo utilizzo a Torino, in casa della Juve capolista, anche se un 1 a 0 nei minuti finali grazie ad una poderosa zuccata di Tonelli, è qualcosa che mi suonerebbe troppo non male. Callejon ormai è saturo sulla fascia, è stato infatti sostituito per salvaguardare la sua presenza domenica sera. Mertens è andato in panchina ed subentrato a partita in corso. Generoso come al solito il belga sembra aver litigato con il gol. Ad andare a segno, oltre al solito Lorenzo Insigne che si è guadagnato l’ovazione del San Paolo, è stato il solito Arkadiusz Milik con il solito gol della serie “questo lo segnavo anche io”. Però c’è da dire che il polacco è quello che è mancato al Napoli, una punta vera e se sta lì, in agguato nell’area, qualche pallone lo arpiona e lo butta dentro, per una soluzione di gioco molto più semplice e alternativa rispetto alle incredibili triangolazioni, ai sombreri, ai tocchi di prima e alle veroniche che Callejon, Mertens e Insigne sono costretti a inventarsi per andare a segnare. A Torino ci vorrà coraggio e il Napoli, a questo punto, potrebbe pure avercelo questo benedetto coraggio perché diciamocelo, non ha nulla più da perdere, il secondo posto è suo, e tutto invece da guadagnare. Schiantare la Juve sarebbe qualcosa di incredibile. Vincendo lo scontro diretto poi si potrà addirittura sperare di vincere il campionato. La Juve rimarrebbe sempre in vantaggio e vincendo le ultime partite si porterebbe tranquillamente il tricolore a casa per la settima volta consecutiva. Però vincere a Torino è qualcosa che ti fa entrare nella leggenda, chiedere a Jesus Datolo, anzi, fate vedere a Rog e a Ounas le sgroppate vincenti di quello strano argentino che da solo batté i bianconeri, perché in fondo non si sa mai.

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