A tutta B: in quattro (+2) per un secondo, la giornata Di Gaudio per il Parma, una (nuova) poltrona per due e B Ready per la 40^

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IN QUATTRO (+2) PER UN SECONDO – Con l’Empoli già sulla strada per la A (e che non va oltre uno 0-0 annunciato con il Carpi, altra squadra che non ha più nulla da chiedere al campionato), a rendere appassionante questo finale di stagione c’è, senza dubbio, la lotta per il secondo posto, l’altro valido per la promozione diretta. Ci sono ben 6 squadre raccolte nello spazio di 5 punti, quando il campionato ne ha ancora 9 a disposizione da distribuire. Ben 4 di queste squadre, però, sono racchiuse in appena 3 lunghezze e, quindi, le si può considerare in prima linea per quel posto. Davanti a tutti c’è il Parma, che mette a referto 3 punti nel match casalingo con la Ternana, conservando, così, un punto sul Frosinone, che ottiene un’importantissima vittoria grazie ad un gran gol di Gori (foto di copertina) e Ciano, contro un indomito Brescia che va anche in vantaggio, ma non riesce a regalare una gioia al nuovo allenatore, e scrollandosi di dosso, invece, il Palermo, a pari punti con i ducali al termine dell’ultima giornata, che chiude in pareggio lo scontro diretto con il Bari nell’anticipo di lunedì. La quarta è il Venezia, che, invece, porta a casa una vittoria importantissima da Vercelli avvicinandosi ad un solo punto dai siciliani, da cui, però, li differisce anche una freschezza ed un trend migliore in questa fase del torneo da rendere indispensabile tenerla in considerazione con grande attenzione per la promozione diretta. Delle due squadre ancora a portata matematica, una è proprio il Bari, anche se il suddetto pareggio, ennesimo di questa fase del torneo, li spinge un po’ indietro nella graduatoria, mentre l’altra è il Cittadella, che, con la vittoria, netta di Avellino, blinda il proprio posto nei play off, dopo un po’ di incertezza nelle scorse settimane. Chi, invece, potrebbe ancora rischiare un po’ è il Perugia che, con il pareggio interno con la Salernitana, ennesimo risultato deludente di una parabola discendente intrapresa in questa ultima fase del torneo dagli umbri, si ritrova tallonato dal Foggia, che liquida uno Spezia giunto ampiamente a fine stagione dopo la conferma della salvezza matematica, e si ritrova a 4 lunghezze dall’8° posto, che, con 9 punti a disposizione e l’entusiasmo della piazza pugliese, ancora non chiudono il discorso spareggi. Complessa ed avvincente anche la lotta per la salvezza, che tiene col fiato sospeso almeno 8 città. Ternana e Pro Vercelli, con le sconfitte di cui si è detto sopra, subiscono un arresto alle speranze di risalita, visto che ora, la zona play out si distanzia di un altro punto ed è a 4 lunghezze. In piena zona play out, infatti, a 41 punti, lottano in 3: l’Ascoli e l’Entella, che pareggiano il loro scontro diretto, e l’Avellino che procede nella sua discesa dopo la sconfitta col Cittadella che si chiude con una pesante contestazione da parte del pubblico. Appena un punto sopra il Novara, che pareggia anch’esso il suo scontro diretto con la Cremonese, la quale, a sua volta, mantiene 3 punti sulla zona pericolosa. Esattamente in mezzo, con 2 punti sui play out, c’è il Cesena che non va oltre lo 0-0 nel match col Pescara, squadra che, con questo pareggio, rinsalda la posizione di metà classifica, a 5 confortanti lunghezze dal baratro.

GIORNATA DI GAUDIO PER IL PARMA – Giornata densa di emozioni e di risultati significativi, ma povera di marcature che cambino la fisionomia delle zone alte della classifica marcatori. Solo uno, infatti, il movimento di rilievo, quello che vede Di Carmine, con il gol del pareggio del Perugia nel posticipo di lunedì con la Salernitana, stagliarsi come unico inseguitore del capocannoniere Caputo (25 gol) con 21 reti, lasciando indietro sia Montalto che Donnarumma, a secco nell’ultimo turno. Immutate anche le due posizioni a seguire, occupate da Mazzeo a 16 gol e da Cerri a 15. Vetrina della giornata spetta, però, sicuramente a colui che con il suo gol ha chiuso i conti per la vittoria della sua squadra, che ha significato secondo posto solitario ed ha messo un importante pezzo nel puzzle della promozione diretta, ovvero Di Gaudio del Parma. Antonio Di Gaudio è un attaccante palermitano classe ’89, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile della squadra della sua città, che frequenta fino al 2007, quando si trasferisce alla Virtus Castelfranco, in D, dove resta per 3 stagioni, realizzando 21 gol. Brevilineo, veloce, dotato di ottima tecnica e rapidità nel dribbling, sia per la conclusione personale che per l’assistenza ai compagni, nel 2010 attira l’interesse del Carpi, che al tempo milita in Lega Pro Seconda Divisione, che lo ingaggia per farlo diventare una sua bandiera: 8 stagioni in biancorosso, vivendo l’epopea della salita dalla Seconda Divisione fino alla favola della A, con un contributo di 23 gol in 203 presenze. Fino all’estate 2017 quando non cambia regione ma società, visto che si trasferisce al Parma neopromosso in B. Grande la fiducia in lui di D’Aversa, che, fin qui, lo ha mandato in campo in 33 occasioni e lui ha ripagato la fiducia con 5 gol, di cui l’ultimo, importantissimo, è arrivato martedì nella sfida con la Ternana: al 39′, con il risultato già sull’1-0 per il gol di Ceravolo, chiude i conti con un piatto destro appena entrato in area, a finalizzare un’azione personale di Ceravolo che gli offre l’assist da no sbagliare, regalando alla sua squadra i 3 punti per tornare da sola in solitario e vedere la promozione estremamente vicina.

UN GOL PESANTE COME LA PETR…OVIC – Ci si avvicina alla fine, ma i gol d’esordio dei giovani non si fanno mancare. Martedì ad andare in gol un giovanissimo al primo gol in B e in Italia, ma con un peso specifico non indifferente perché, anche se è significato soltanto un pareggio per la sua squadra, essendo arrivato in uno scontro diretto e, per di più, nella classifica cortissima che sta caratterizzando la zona retrocessione, ha significato molto in termini di graduatoria, ovvero quello di Petrovic dell’Entella. Tomi Petrovic è una punta centrale di nazionalità croata, pur essendo nato a Tolosa, in Francia, l’11 marzo 1999. E’ cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Croatia Sesvete, Dinamo Zagabria e NK Sesvete in patria, GAK, Deutschlandsberger, Rapid/KSV e Kapfenberg in Austria, con cui gioca sia nella prima squadra militante in seconda divisione (1 gol in 2 stagioni) che nella seconda, militante in quarta (9 gol in 2 stagioni). Da quest’ultimo l’ha prelevato l’Entella durante l’ultimo mercato estivo per la propria Primavera. L’ottimo rendimento nella formazione giovanile chiavarese, con 12 gol segnati in 15 presenze, ha fatto sì che sia stato aggregato alla prima squadra e sia già stato schierato in 3 occasioni (due partendo dalla panchina), per un totale di 135′ giocati. Nell’ultima è arrivata la doppia soddisfazione della prima da titolare e del primo gol, importantissimo: al 48′, sul risultato di 1-0 per gli ospiti dell’Ascoli per il gol di Monachello, è nel posto giusto per deviare il cross dal fondo di Icardi per il gol del definitivo 1-1 che respinge il sorpasso dell’Ascoli che avrebbe significato zona retrocessione diretta e mantiene i liguri in zona play out a 3 gare dal termine.

UNA (NUOVA) POLTRONA PER DUE – Ci avviciniamo alla fine del torneo, ma non terminano le girandole di allenatori. A volte potrebbero sembrare un po’ fini a sé stesse o esagerate, almeno finché non si fa i nomi dei presidenti autori delle scelte, ovvero Cellino e Zamparini, due dei più noti “mangia-allenatori” del campionato italiano. Il primo, attuale presidente del Brescia, che in stagione ha già allontanato Boscaglia una prima volta per sostituirlo con Marino, salvo poi richiamarlo dopo poche deludenti giornate, ha deciso per il nuovo allontanamento dell’ex tecnico del Trapani. In un rapporto di fiducia probabilmente mai sbocciato, nonostante la squadra venisse da un ottimo periodo fatto di risultati convincenti che avevano sollevato le rondinelle in classifica, allontanandole ben presto dalla lotta più impegnativa per la salvezza, è bastata la sconfitta per 4-2 di Salerno per determinare la nuova cacciata di Boscaglia e la chiamata di Pulga. Ivo Pulga è un ex centrocampista modenese classe ’64, con una carriera dipanatasi tra l’inizio degli anni ’80 e la fine dei ’90, prevalentemente in squadre della sua regione, l’Emilia Romagna (Bologna, Modena, Parma, con cui Vince Coppa Italia e Coppa delle Coppe, e, soprattutto Carpi con cui comincia la carriera nel 1980 e la finisce nel 1999), ma con una puntata in Sardegna che lo rende una bandiera del Cagliari, dove resta tra il 1985 e il 1991, risalendo con i rossoblù dalla C1 fino alla A. Questa sua permanenza, evidentemente, sta alla base della fiducia che un sardo doc come Cellino ripone in lui, visto che, diventato allenatore nel 2003, dopo 8 anni nelle giovanili del Modena e un’esperienza da vice in prima squadra, nel 2012 lo porta al Cagliari, per sostituire Ficcadenti e portare la squadra alla salvezza. Resta anche la stagione successiva da vice di Lopez, ruolo da cui viene sollevato a febbraio 2014, per venir poi richiamato al posto del tecnico uruguaiano ad aprile dello stesso anno, ottenendo un’altra salvezza. Quindi la chiamata per chiudere la stagione a Brescia. Pessimo l’esordio, con la sconfitta casalinga con il Frosinone nonostante il vantaggio, ma, salvo tracolli verticali, la salvezza dovrebbe essere in cantiere anche questa volta. L’altro subentrante di giornata è stato, invece, Stellone, che arriva alla corte di un imbufalito Zamparini, scontento dall’andamento del suo Palermo. Il lavoro di Tedino è stato buono in generale e a testimoniarlo c’è la posizione dei rosanero, ampiamente in lotta per la promozione diretta. A disturbare il Presidente, evidentemente, la precarietà, ancora, nella posizione, quando ci si sarebbe aspettati un campionato divorato dall’inizio alla fine e l’alternanza di risultati deludenti di questo ultimo periodo, ultimo dei quali la sconfitta di Venezia che sembrava aver scritto una sentenza, prima che anche Parma e Frosinone ottenessero medesimo risultato. Al suo posto, quindi, Stellone, giovane tecnico, ma con già una buona esperienza di Serie B. Roberto Stellone è un altro ex giocatore, attaccante romano classe ’77, approdato al professionismo nella Lodigiani ad inizio anni ’90 per una carriera di tutto rispetto, a suon di gol, tra Lucchese, Lecce, Napoli (con cui torna in A), Reggina, Genoa, Torino (con cui ottiene un altro prestigioso ritorno in A) e Frosinone, dove chiude la carriera di calciatore e comincia quella di allenatore, partendo dal settore giovanile, nel 2011. Dopo una sola stagione è chiamato ad allenare la prima squadra, in Lega Pro, dove, dopo una prima stagione a vuoto, scrive la storia del club, ottenendo un doppio storico salto dalla terza alla prima serie, categoria dove i ciociari non erano mai approdati. Resta anche per la stagione in A, ma, al termine del campionato, in cui non riesce ad ottenere la salvezza, nel 2016, lascia la panchina. Viene richiamato a luglio dal Bari per un’ambiziosa stagione di B in cui si punta forte alla promozione, ma i risultati deludenti portano al suo allontanamento a novembre. Inattivo da allora, è arrivata la chiamata del Palermo per questo finale di stagione in cui ancora tutto è possibile. Piccolo passo falso alla prima in cui rincontrava subito il suo recentissimo passato, il Bari, in uno scontro diretto che si è chiuso con un pareggio che ha portato i siciliani al quarto posto, a 2 lunghezze dalla promozione diretta. Compito non semplice, ma ancora alla portata, poi via a progettare una nuova stagione. Zamparini permettendo.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 40^ GIORNATA – Prosegue il tour de force finale della serie cadetta e si è tutti pronti per una nuova giornata, la 40^, 19° turno del girone di ritorno, terzultimo del campionato. Ancora 9 punti da distribuire, i primi 3 in una giornata con il format quasi classico, salvo l’eccezione, dettata dal turno infrasettimanale, dell’assenza di un anticipo del venerdì: 9 partite sabato alle 15 e due posticipi, uno domenica alle 17.30 e uno lunedì alle 20.30. Lotta per il secondo posto tutta in campo nei primi due giorni: al Parma tocca il posticipo della domenica, nella non semplice trasferta di Cesena, un derby emiliano-romagnolo con implicazioni pesanti anche sulla lotta per la salvezza, con i bianconeri che, al momento, mantengono solo 2 punti sulla zona retrocessione (0-0 al Tardini). Le altre pretendenti alla promozione diretta, invece, saranno in campo tutte sabato pomeriggio: il Frosinone attende in casa un Carpi senza stimoli per una stagione già finita (1-1 al Cabassi); il Palermo incrocia anch’esso la sua strada con la lotta per la salvezza nell’impegnativa trasferta, prima per il neotecnico Stellone, in casa della Ternana (1-0 per i siciliani al Barbera); il Venezia testa le ultime speranze di aggancio ai play off del Foggia in un interessantissimo match casalingo tra due delle migliori neopromosse del torneo (2-2 all’andata). Per le residue, seppur più remote, speranze di promozione diretta, ma, soprattutto, per accaparrarsi i migliori posti nella griglia play off, sempre sabato pomeriggio in campo sia il Cittadella, nel match con un Brescia quasi salvo (1-1 al Rigamonti), che il Bari, in un altro dei match più interessanti della giornata, lo scontro diretto con il Perugia, ottavo e posto 2 punti sotto (3-1 per i pugliesi al Curi), dal cui risultato, sommato a quello di Venezia, potrebbe determinarsi anche la chiusura anticipata della lotta per entrare nella griglia play off (se, alla fine, tra ottavo e nono posto ci saranno più di 6 punti nessuno potrà più sperare di scalzare una delle squadre occupanti la zona attualmente). Nessuna partita priva di significato, visto che le restanti in programma avranno tutte un risvolto per la lotta per la salvezza: scontro direttissimo al Del Duca tra l’Ascoli e l’Avellino, due squadre che, attualmente, sono a pari punti (1-1 al Partenio), contendendosi i posti play out, a discapito della retrocessione diretta (ma con la salvezza ad un solo punto), con l’Entella, la quale, a sua volta, sarà impegnata nella trasferta in casa di una Salernitana priva di qualsiasi velleità di classifica (2-0 per i campani in Liguria); il Novara, sestultimo con un solo punto a dividerlo dal baratro, aspetta al Piola un Pescara più salvo che no, ma intenzionato, comunque, a non trovare complicazioni nelle ultime due giornate (1-0 all’Adriatico); la Pro Vercelli, ultima, prova ad accorciare i 4 punti che la dividono dai play out nella trasferta in casa di uno Spezia interessato solo a finire bene la stagione (2-0 per gli aquilotti al Piola). Infine anche l’Empoli già promosso diventa arbitro della salvezza ospitando, lunedì sera, una Cremonese con soli 3 punti sulla zona pericolosa (1-1 allo Zini).

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