Il Toro va a Napoli, tra una stagione deludente e l’eterna memoria di Superga

Gianluca Petrachi e Urbano Cairo, dirigente sportivo e presidente del Torino (immagine www.toronews.net)
Gianluca Petrachi e Urbano Cairo, dirigente sportivo e presidente del Torino (immagine www.toronews.net)

TORINO – La sconfitta interna con la Lazio di domenica ha di fatto chiuso la stagione granata: niente Europa League e, quasi certamente, il Toro finirà al decimo posto. Risalendone due partirebbe almeno dagli ottavi di finale nella prossima Coppia Italia, ma sette punti da recuperare in tre partite su Fiorentina e Sampdoria sono tantini… Adesso i granata andranno al San Paolo a trovare un Napoli forse abbattuto per lo scudetto che sta sfuggendo ma, forse, proprio per questo arrabbiato…

UN TORO SENZA GIOCO… – Sembra davvero mancare un gioco a questo Toro. Tutto sembra partire da Belotti, che ormai è diventato un mistero. Gli infortuni sono una giustificazione fino a un certo punto, visto che il Gallo è ormai rientrato da mesi. Forse è “solo” una di quelle annate dove va tutto storto, dai rigori sbagliati ai suddetti infortuni, dal primo all’ultimo giorno; speriamo davvero che sia così, per i tifosi granata e per tutti quelli della nostra Nazionale. A parte Belotti, anche il resto del Toro sembra fragile in fatto di idee: gli unici a salvarsi sono probabilmente Falque e Ljajic, per il resto deludono Acquah e Rincon, delude molto Niang, Baselli non fa ancora il salto di qualità, Edera promette bene ma è ancora troppo giovane. Per fortuna c’è un Sirigu in forma da Nazionale, che più di una volta ha salvato il Toro o gli ha evitato sconfitte ben più pesanti.

…E SENZA CORNA – I ragazzi di Mazzarri mostrano anche forti limiti caratteriali. Proprio nel momento in cui sembravano tornati in gioco per l’Europa con tre vittorie consecutive, sono arrivate le sconfitte con Atalanta e Lazio, che lasciano poche attenuanti e sono più nette nella sostanza che nella forma. Certamente si potrà dire che i nerazzurri ed i biancocelesti hanno qualcosa in più dei granata, ma se è per questo lo aveva anche l’Inter, eppure il Toro aveva fornito tutt’altra prestazione. Ancora una volta, quindi, sembra mancare il cuore nel momento in cui serve di più…

SUPERGA: “THE MEMORY REMAINS” – Come sempre, poi, in questi giorno la speranza di un Toro migliore si lega al ricordo di quello che fu. Quando si arriva al 4 maggio è sempre difficile dire qualcosa; come negli anni scorsi, è forse meglio stare in silenzio ed ascoltare i loro nomi letti a Superga dal capitano del Toro di oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *