A tutta B: lotta all’ultimo respiro, un’annata difficile, il nuovo Pirlo, i limiti, le ultime parole famose e B Ready per la 41^

mancini

LOTTA ALL’ULTIMO RESPIRO – Anche se uno dei due posti è già stato assegnato al sorprendente Empoli, che ha già anche vinto il campionato, le emozioni non abbandonano gli appassionati del campionato cadetto neppure ad appena due giornate dalla fine del torneo. Tutto ancora in discussione, infatti, per l’altro posto valido per la promozione diretta, per cui ci sono ancora 4 squadre racchiuse nello spazio di appena 2 punti. Ma gli scenari cambiano di settimana in settimana, perché se al termine della scorsa giornata sul secondo gradino siedeva il Parma, che sembrava godere anche di un buon vantaggio emotivo, proprio un passo falso dei ducali, che, nel posticipo domenicale hanno ceduto la posta piena al Cesena, ha rilanciato il Frosinone, che, ora, grazie alla vittoria sul Carpi, è solo al secondo posto, con un punto di vantaggio sul Palermo che, dal canto suo ha superato la Ternana al Liberati, con qualche rischio di troppo dopo che la partita si era incanalata sul 3-0 in suo favore, riuscendo a scavalcare anch’esso il Parma, che ora è quarto a due lunghezze dai ciociari, raggiunto da un sempre più sorprendente Venezia reduce dalla vittoria con l’altra sorpresa del torneo Foggia. Buona la vittoria del Bari nello scontro diretto con il Perugia, che tiene aperto solo uno spiraglio numerico per il secondo posto per i pugliesi, essendo a 4 lunghezze, ma risulta ancora valido per trovare la collocazione più vantaggiosa nella griglia playoff. Il pareggio con il Brescia, invece, regala al Cittadella la matematica certezza di partecipare agli spareggi promozione, grazie alla suddetta sconfitta del Foggia che, tra l’altro, rende meno amara quella del Perugia, visto che, così, gli umbri mantengono comunque un vantaggio di 5 punti sui pugliesi, gap che potrebbe risultare decisivo a due giornate dal termine. Per quello che concerne la lotta per la salvezza, brutte le sconfitte di Ternana e Pro Vercelli, quest’ultima letteralmente travolta al Picco (cosa che ha motivato anche l’ennesimo esonero stagionale di Grassadonia), con le due compagini che, ora, si trovano a 5 punti dalla zona play out e alla fine della prossima giornata potrebbero essere matematicamente in Lega Pro. Non meglio va all’Entella che con la sconfitta di Salerno, in casa di un’altra squadra che poco aveva da chiedere ancora al campionato (cosa che, di fatto, ha generato malumore nella curva che, a fine partita, ha avuto un acceso scambio di opinioni con il Presidente Lotito), non solo scivola in zona retrocessione diretta, ad un punto, comunque, dai playout, ma dovrà giocare le ultime due gare con un nuovo tecnico in panchina visto l’allontanamento di Aglietti. Zona spareggi al momento occupata da Ascoli e Avellino, che non trovano un vincitore nel proprio scontro diretto del Del Duca e restano entrambe ad una lunghezza dalla salvezza, rappresentata, al momento, dal Novara, il quale, anch’esso, non va oltre l’1-1 nel confronto diretto col Pescara, che ne esce sicuramente meglio, mantenendo 5 rassicuranti punti sulla zona calda che possono significare, ormai, salvezza.  Ancora alto il rischio, invece, per la Cremonese che, nel posticipo del lunedì esce con un pareggio da casa dell’ormai promosso Empoli, conservando appena 3 punti sul baratro.

UN’ANNATA DIFFICILE – Classifica marcatori che muove le sue pedine nelle posizioni più alte anche in questa terzultima giornata. Fermo ancora il Capocannoniere Caputo a 25, gli inseguitori fanno un nuovo passetto, visto che Di Carmine, che si era avvicinato a 21 la scorsa settimana, si vede raggiungere proprio dal gemello del gol del battistrada, Donnarumma, grazie al gol del pareggio contro la Cremonese. A restare solo al quarto posto, a 20, è così l’infortunato Montalto, che vede anche avvicinarsi a 17 Mazzeo, autore del gol del momentaneo pareggio a Venezia. Stavolta la vetrina non tocca ad un marcatore multiplo, nonostante siano ben 4, che, però, meritano ovviamente tutti la menzione d’onore: La Gumina, che, pur non esultando, porta il Palermo sul 2-0 a Terni; Moncini (foto di copertina), che regala la vittoria al Cesena nel posticipo col Parma, con due gol tra 86′ e 94′, e la coppia Gilardino-Marilungo, autori di 4 gol in 2 nel pokerissimo dello Spezia con la Pro Vercelli. Tra chi è già stato protagonista di questa rubrica e chi ha segnato gol non fondamentali per il destino della propria squadra, la vetrina sembra più corretto dedicarla ad un bomber di razza, che al culmine di una stagione molto difficile per lui, soprattutto dal punto di vista emotivo, ha realizzato un gol fondamentale che ha consentito alla sua squadra di portare a casa i tre punti e così , anche il secondo posto solitario, ovvero Dionisi del Frosinone. Federico Dionisi è un attaccante classe ’87, nato a Rieti e cresciuto calcisticamente nel Monterotondo. Acquistato dal Messina nel 2003, resta una stagione al Monterotondo in D in prestito, e poi qui torna nel 2005, dopo un campionato a casa base, in Serie A, in cui, però non vede mai il campo, pur disputando un’ottima stagione con la Primavera. Dopo un’annata da 17 gol in 33 partite, va per 6 mesi in prestito al Cisco Roma, in C2, prima di passare a titolo definitivo al Celano, nella medesima serie, dove resta per 2 stagioni e mezzo da 29 gol. In serie A ci torna nel 2009 col Livorno, ma stavolta scende in campo 3 volte. A gennaio, è, però, di nuovo in B, in prestito alla Salerniatana, con cui disputa 6 mesi di ottimo livello segnando 10 gol. Questo convince il Livorno a riportarlo alla base e a puntare su di lui per il campionato di B. Resta in amaranto per 3 stagioni, realizzando 35 gol e contribuendo, nell’ultima, al ritorno in A. Con i toscani scende in campo una sola volta ad agosto 2013, prima di fare la sua prima esperienza all’estero, in forza alla Olhanense, in Portogallo, con cui segna 8 gol in una stagione. Torna in Italia nell’estate 2014, quando il Frosinone lo acquista dal Livorno. Con i ciociari diventa protagonista indiscusso: forma una coppia d’oro con Ciofani e, con 14 gol, contribuisce alla storica promozione in A la prima stagione; realizza i suoi primi gol, 9, in massima serie la successiva, anche se non riesce a salvare i laziali; scende in B con i compagni, nonostante il buon mercato, e, con 17 reti, guida i gialloblu alla quasi nuova promozione, infrantasi solo nella semifinale playoff col Carpi. Rimasto a Frosinone anche questa stagione, ha passato un’annata difficile, visto che a ottobre ha perso la madre, appena 52enne. Nonostante questo, non ha fatto mancare il suo apporto alla squadra ed ha messo a segno, fin qui, 9 gol, l’ultimo dei quali sabato: al 5′ della partita col Carpi, si è fatto trovare nel punto giusto, sul secondo palo, per stoppare di petto un traversone proveniente dalla destra, e poi battere il portiere con un piatto sinistro al volo che ha significato 3 punti e secondo posto.

 

IL NUOVO PIRLO PER BRESCIA E AWUA FRESCA PER LO SPEZIA – Nella settimana in cui Pirlo, quello vero, riceve il Premio Facchetti, siamo qui a celebrare il gol di un giovanissimo che è considerato da più parti il suo erede naturale. Per caratteristiche fisiche, vista l’estrema somiglianza tra i due, acuita da un taglio di capelli molto simile al giovane Pirlo. Per caratteristiche tecniche, viste le movenze, l’andatura e, soprattutto, l’abilità tecnica del giovane, già nel mirino di squadre di categoria superiore. E, poi, per quel percorso comune, visto che entrambi hanno cominciato la loro storia calcistica nelle giovanili del Brescia. E il fortissimo interessamento dell’Inter al giovane potrebbe ricalcarne anche la seconda tappa (con migliori risultati, eventualmente, si augurano sulla sponda nerazzurra…), Stiamo parlando di Sandro Tonali, centrale di centrocampo nato a Lodi l’8 maggio 2000 e cresciuto calcisticamente, appunto, nel settore giovanile delle rondinelle, fino ad approdare alla prima squadra all’inizio di questa stagione. Buona la fiducia in lui che, fin qui, è stato schierato in 17 occasioni per un totale di 1377′ giocati, ripagata con due gol, il primo alla Salernitana 2 giornate fa, il secondo sabato: al 79′ della partita con il Cittadella, 3′ dopo che Bartolomei ha riportato in vantaggio i padroni di casa, realizza il definitivo pareggio con un piatto destro dopo aver ricevuto palla al limite in un rapido contropiede. Ma c’è anche chi, in giornata, ha saputo far di meglio, pur non essendo l’erede designato di nessuno, mettendo a segno il primo gol tra i professionisti nel giorno del suo esordio, ovvero Awua dello Spezia. Teophilus Awua è un altro centrocampista centrale, nato a Makurdi, in Nigeria, il 24 aprile 1998 e cresciuto calcisticamente nell’Accademia Abuja, nel suo paese. Molto attento al movimento calcistico nigeriano, per questioni lavorative, Volpi lo porta allo Spezia a luglio 2016. Ad agosto è, però, già in prestito al settore giovanile dell’Inter. Tornato alla base durante il recente mercato estivo, viene mandato in prestito alla Juve Stabia, in Serie C, dove, in 6 mesi, scende in campo una sola volta, per 25′. Riportato nel Golfo a gennaio, sabato ha messo a referto la prima presenza con la maglia bianca e, ad impreziosirla, il primo gol: entrato al 75′ della partita interna con la Pro Vercelli, al 95′, col risultato già sul 4-1 per i padroni di casa, lanciato in contropiede, entra in area e batte il portiere in uscita con un preciso destro che chiude, letteralmente, la partita e regala a lui la prima grande soddisfazione personale.

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LA CLASSE NON E’ ACQUA – Non saranno più i rapaci di una volta, capaci di cambiare le partite da soli e di incidere in modo determinante sulla stagione di una squadra. Ormai gli anni passano anche per loro, ma è innegabile che avere nel novero dei giocatori del campionato cadetto due del calibro di Gilardino e Diamanti un certo peso lo ha. E non solo in termini di prestigio del torneo, ma anche di qualità di quanto visto sul campo, seppur col contagocce. Qualcuno al momento del loro ingaggio, ottobre per Gila, febbraio per Diamanti, aveva anche storto il naso, considerandoli vecchi, passati, mercenari a caccia della pensione dorata, persino “cadaveri”, lanciandosi in accorate campagne di demonizzazione sui social, dall’alto di un esperienza costruita chissà dove e, poi, regolarmente distrutta dai fatti (ma se li chiamano leoni da tastiera un motivo ci sarà…). Gilardino, classe ’82, bomber estremamente prolifico con le maglie di Parma, Fiorentina, Milan, Genoa e Palermo su tutte, al punto da divenire il nono marcatore della Serie A di tutti i tempi con 188 gol, 57 presenze e 19 gol con la Nazionale maggiore, Campione del Mondo nel 2006, rimasto senza squadra alla fine dello scorso campionato, dopo un periodo di allenamento in solitario, a ottobre ha trovato l’accordo con lo Spezia. In una stagione difficile per la squadra e per lui, martoriato dagli infortuni, tanto da riuscire a scendere in campo solo 14 volte, è stato capace con la sua sola presenza di rivitalizzare un reparto offensivo fino al suo arrivo un po’ troppo asfittico e, fino a sabato, con un bottino di 4 gol ha portato ben 7 punti alla causa aquilotta. Diamanti, classe ’83, genio del centrocampo e mago delle punizioni in massima serie con le maglie di Livorno, Brescia, Bologna, Fiorentina e, anche lui, Palermo, 17 presenze e 1 gol in Nazionale, con un secondo posto agli Europei 2012 e un terzo alla Confederations Cup 2013, anche lui a spasso dopo l’ultima stagione, si è accordato col Perugia al termine del mercato di gennaio. Quando è arrivato lui il Perugia era a 2 punti dalla zona retrocessione, ora, dopo una scalata cui lui ha contribuito con 12 presenze e 1 gol, gli umbri sono in piena zona play off, con 5 punti sul nono posto a due giornate dalla fine della stagione regolare. Avrebbero potuto giocare insieme, visto che Volpi, Patron dello Spezia, li contattò entrambi quando ancora erano due svincolati di lusso, sabato hanno segnato tutti e due: Gilardino una doppietta nei 5 gol rifilati dallo Spezia alla Pro Vercelli, un rigore per aprire le danze e il 3-1 con una bellissima girata di destro in mischia dall’interno dell’area, portando a 10 i punti racimolati dai bianconeri grazie ai sui 6 gol stagionali; uno solo Diamanti e, purtroppo non utile alla causa, visto che rappresenta solo il gol della bandiera di una gara persa per 3-1 con il Bari, ma di pregevolissima fattura, con un sinistro a girare da fuori area, da applausi, che si insacca imparabilmente all’angolo opposto. Sabato la classe ha aperto il suo sipario.

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LE ULTIME PAROLE FAMOSE – Spesso lanciarsi in previsioni che possono anche sembrare scontate, soprattutto se si è un giornalista sportivo, potrebbe risultare un azzardo. Ne sanno qualcosa nella redazione del programma di Sky dedicato alla B, condotto da Diletta Leotta e che vede in studio l’apporto opinionistico di Gianluca Di Marzio e Daniele Barone. Nella parte del programma che va in onda nel prepartita delle gare del sabato, con inizio alle 14, infatti, due dei tre conduttori si sono lanciati in pronostici poi abbondantemente smentiti dai fatti. Di Marzio, parlando della Pro Vercelli, ipotizzava una gara non particolarmente impegnativa, seppur giocata in trasferta, visto che l’avversario di turno, lo Spezia, non aveva più stimoli di classifica, e poi, parlando del futuro della società piemontese, ammettendo una certa difficoltà a giungere alla salvezza, dava per scontato che il lavoro della squadra sarebbe ripartito, comunque, anche a fronte di una retrocessione, da Grassadonia. Non contenta la Leotta, dal canto suo, proseguiva nel discorso salvezza, ipotizzando un match altrettanto leggero per l’Entella, impegnata con una Salernitana anch’essa priva di stimoli particolari. Risultati: 5-1 per lo Spezia con esonero di Grassadonia e 1-0 per la Salernitana (anche qui con esonero di Aglietti). Insomma, anche a scopo scaramantico, forse per le ultime due giornate è meglio dosare le parole…

LIMITI – E in mezzo a tante cose belle, a volte è giusto segnalare anche qualcosa di meno edificante. Tra le tante prodezze di sabato, su un campo di calcio si è assistito a qualcosa che di memorabile aveva ben poco, frutto dell’incontro di una coppia sfortunata di limiti. Limiti tecnici, diciamo così, di un arbitro non all’altezza della situazione e comportamentali di un giocatore che ha perso una buona occasione per mostrare un buona caratura morale. Il fatto: è circa la mezz’ora della ripresa di Spezia-Pro Vercelli, con i padroni di casa già in vantaggio per 3-1; gli aquilotti ripartono dalla propria area e il pallone giunge a Pessina sulla propria trequarti, che ha il tempo di toccarla di tacco ad un compagno accorrente prima di vedersi piombare addosso Ghiglione con il piede alto a martello che gli rifila una scarpata all’altezza dell’inguine; il giovane spezzino crolla dolorante e non si rialza più, dovendo essere portato fuori in barella. Primo limite, quello dell’arbitro Martinelli che, pur posizionato piuttosto bene, a pochissimi giorni da tutto il bailamme nato attorno alla partita Inter-Juve, alle assegnate e mancate espulsioni, ai discorsi su violenza, incolumità e volontarietà, non solo non ferma l’azione concedendo un inutile vantaggio allo Spezia, ma, a bocce ferme, mostra solo il giallo al giocatore piemontese. Ironia della sorte: Pessina deve abbandonare il campo infortunato, ma, avendo lo Spezia terminato le sostituzioni, deve giocare l’ultimo quarto d’ora, lui sì, in inferiorità numerica. Secondo limite, quello dello stesso Ghiglione, che sa benissimo che fallo ha fatto, ma, nonostante questo, pur vedendo Pessina contorcersi dal dolore ed i suoi compagni preoccupati agitarsi nel cercare un soccorso rapido, arrivando a chiedere l’ingresso dell’ambulanza, non solo non si avvicina mai una volta all’avversario per chiedere scusa o portare conforto, ma non trova di meglio da fare che, piuttosto puerilmente, fingere di grattarsi distrattamente la testa con il terzo dito della mano così da mostrarlo verso la gradinata che, in quel momento gli sta dicendo di tutto. Fortunatamente i danni per Pessina sono stati limitati, ma qualcuno, nella lotta per la salvezza della Pro, ha perso una bella occasione per dimostrare di non essere da retrocessione…

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Il controverso grattamento di Ghiglione

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 41^ GIORNATA – Tutto pronto per la 41^ giornata, penultima della stagione regolare, con ancora tanti verdetti da sancire e appena, ancora, 6 punti in palio. Ultima volta di un format che non preveda la contemporaneità delle partite, ma condizionato dal fatto che il prossimo turno sarà di scena venerdì prossimo: un solo anticipo venerdì alle 20.30, nessun posticipo e 10 partite sabato alle 15. Lotta per il secondo posto interessantissima, tra scontri diretti e incroci con la salvezza: il Frosinone, ad esempio, cercherà di difendere il secondo posto in casa dell’Entella, squadra al momento terzultima, ad un punto dai play out e con una nuova guida tecnica in panchina (4-3 allo Stirpe); il Palermo proverà l’attacco ai ciociari attendendo al Barbera il Cesena, squadra che, al momento mantiene un rassicurante vantaggio di 4 punti sulla zona calda e non vorrebbe ritrovarsi a passare un’ultima giornata di passione (1-1 al Manuzzi); il Parma cercherà di dimenticare il brutto passo falso di sabato nello scontro diretto al Tardini con un Bari posto appena 2 punti sotto e alla ricerca dei posti migliori nella griglia play off (0-0 al San Nicola); Il Venezia proverà a impreziosire la già straordinaria stagione nel match in casa di una Cremonese alla disperata caccia degli ultimi punti per non cadere, davvero, nel baratro posto appena 3 punti sotto (1-1 in Laguna). Il resto della lotta per i play off vivrà, invece, della ricerca dei posti migliori di un Cittadella già sicuro del posto, impegnato nella trasferta di Carpi, contro una squadra che ha già chiuso la stagione (1-0 per gli ospiti al Tombolato), e della sfida per l’ultimo posto disponibile tra un Perugia, che cercherà di chiudere i conti mantenendo invariati i confortanti 5 punti che la dividono dal nono, nel, comunque, non semplice match interno con il Novara alla disperata caccia di punti per non cadere in zona play out posta appena un punto sotto (1-1 al Piola), e un Foggia che cercherà gli ultimi spiragli di rimonta partendo dal confronto interno con una Salernitana la cui stagione è praticamente finita (3-0 per i pugliesi in Campania). Nella lotta per non retrocedere sfida all’Ok Corral tra le ultime due della lista, al Piola, tra Pro Vercelli e Ternana, che potrebbe sancire la retrocessione matematica per una delle due o anche per entrambe (pirotecnico 4-3 al Liberati). Nel frattempo Ascoli e Avellino proveranno la disperata fuga dalla zona spareggi (o almeno a conservarla dagli attacchi di chi sta sotto) nei rispettivi match di Pescara, in casa di una squadra cui basta un punto per la salvezza (1-1 al Del Duca), e interno con uno Spezia già appagato dal campionato (1-0 al Picco). Poche velleità, infine, nel match del Rigamonti tra un Brescia praticamente salvo e un Empoli già promosso e vincitore del campionato (1-1 in Toscana).

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