A tutta B: dubbi e verdetti, saluti per due, scenari, il nuovo Nedved, la girandola che non si ferma e B Ready per l’ultima

gagliolo

DUBBI E VERDETTI – Poche le cose chiarite dall’ultima giornata nella parte alta della classifica, soprattutto per quello che concerne la lotta per il secondo posto, delegando tutto agli ultimi 90′ del torneo. Vittoriose, infatti, sia il Frosinone, che, con un rigore, liquida l’Entella complicandole la vita per la salvezza, che il Parma, che batte il Bari nello scontro diretto grazie ad un colpo di testa di Gagliolo (foto di copertina). Chi alza, probabilmente, bandiera bianca è, invece, il Palermo, che, non andando oltre lo 0-0 con il Cesena, si prepara, con molta probabilità a giocarsi la promozione ai play off. Chi saluta, invece, le speranze di promozione diretta e si appresta a cercare i migliori posti possibili nella griglia play off è il Venezia, che cade pesantemente a Cremona, dove incassa un’imbarcata che permette ai grigiorossi di mettere la parola fine su preoccupazioni e campionato. Con il Cittadella già sicuro fin dalla scorsa settimana del posto negli spareggi promozione, che non va oltre l’1-1 nella partita di Carpi, l’ultimo posto va, da sabato con certezza, al Perugia, cui basta il pareggio col Novara per rendersi irraggiungibile al pur vittorioso Foggia nella gara interna con la Salernitana. Non basta, però, inspiegabilmente, a Breda per conservare la panchina degli umbri che, dalla prossima partita avranno Nesta a guidarli. In chiave salvezza del tutto inutile, alla fine, la vittoria della Pro Vercelli nello scontro diretto con la Ternana, perché il pareggio del Novara lo rende irraggiungibile, decretando la retrocessione diretta di entrambe le squadre, due nuovi verdetti di questo campionato. Detto dei problemi dell’Entella, importantissime le affermazioni dell’Ascoli che va a vincere in casa del Pescara, regalando qualche apprensione in più a Pillon per l’ultima giornata, e dell’Avellino che, in anticipo, finalizza uno dei pochissimi tiri in porta di una prestazione non all’altezza della posta in palio nel match casalingo con uno Spezia privo di stimoli. Infine l’Empoli già abbondantemente promosso fa il suo dovere e onora il campionato non regalando nulla al Brescia nel match del Rigamonti con una vittoria firmata dai suoi bomber che inguaia non poco le rondinelle in vista dell’ultima giornata.

SALUTI PER DUE – Come detto, l’ultimo turno ha espresso due dei quattro verdetti ancora mancanti: da sabato conosciamo due delle tre squadre che scenderanno direttamente in Serie C. Una è la Pro Vercelli, società storica del calcio italiano, nel vero senso della parola, essendo una delle prime fondate, addirittura nel 1892, come Società Ginastica Pro Vercelli (che diventerà U.S. Pro Vercelli nel 1919), e anche una delle più titolate, visto che è giusto ricordare che la squadra piemontese può contare nel suo palmares ben 7 scudetti, vinti tra il 1908 e il 1922, quando i bianchi erano una delle squadre più temute del Campionato Italiano. Ancora Serie A dal momento della sua fondazione, nel 1929, consecutivamente per 6 stagioni, poi, dopo la retrocessione del 1935 la Pro Vercelli non ha più visto la massima serie, ma ha disputato campionati un po’ in tutte le serie, dalla B, alla C, tantissima, fino alla quarta Serie e ai Dilettanti. Nel 1990 l’onta della cancellazione dalla C2 per insolvenza e la ripartenza dalla Promozione, con un primo ritorno fino alla C, poi nel 2010 il fallimento, con ripartenza dalla Lega Pro Seconda Divisione come Football Club Pro Vercelli 1892, l’attuale denominazione. Da lì alla promozione in B passano appena due stagioni e, dopo una retrocessione lampo, c’è il ritorno immediato nel 2014. Sabato, dopo quattro stagioni consecutive, per un totale di 13 apparizioni nel campionato di B, la nuova retrocessione. Campionato vissuto pericolosamente l’attuale, sempre nelle zone di medio bassa classifica, ma con sprazzi anche di buon calcio e buoni risultati, come quelli ottenuti dopo il ritorno di Grassadonia dopo la fallimentare parentesi Atzori che sembravano far sperare in un recupero. La barra, però, non si è mai del tutto raddrizzata e sabato, nonostante la vittoria nello scontro diretto con la Ternana, a seguito dell’avvento in panchina di Grieco, è arrivata la matematica della retrocessione. L’altra compagna di sventure dei piemontesi è proprio la Ternana, società più giovane, nata nel 1925 come Unione Sportiva Terni. Tanta partecipazione alle serie minori e diversi cambi di denominazione nella storia rossoverde, ma anche una bella fase della sua storia, tra il 1968 e il 1980, in cui la squadra si assesta tra le partecipanti alla Serie B, agganciando anche due storiche promozioni in massima serie , nel 71/72 e nel 73/74, entrambe da una stagione. Poi, da allora, tanta serie C, un fallimento, nel 1993, ancora tanti cambi di denominazione, ultimo dei quali quello del 2017 in cui è diventata Ternana Unicusano Calcio e un saliscendi tra la B e la C cominciato nel 1991 e proseguito fino ai giorni nostri. Ultima promozione nel 2012, quindi una continuità di 6 stagioni (delle 27 totali in B degli umbri) fino all’attuale. Stagione particolare quella rossoverde, gestita per buona parte dall’istrionico Pochesci, tecnico estremamente offensivista (“Cristiano Ronaldo sarebbe rimasto in panchina in questa Ternana” solo una delle sue frasi), il cui modulo, seppur a tratti divertente, non sufficientemente supportato dalla squadra, più di una volta si è trasformato in un boomerang. Alla lunga questo è stato pagato e la classifica ha cominciato a risentirne, fino alla seconda metà del campionato, quando la lotta per la salvezza è diventata una costante. Inutile il cambio in panchina con l’arrivo dell’esperto De Canio e sabato, con la sconfitta nello scontro diretto con la Pro Vercelli (ma, come detto, non sarebbe servita neppure la vittoria) è arrivata la matematica retrocessione. Ad entrambe le società i nostri migliori auguri di un pronto ritorno nei ranghi della B.

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SCENARI – Quando mancano solo 90′ alla fine della stagione regolare, e con ancora 3 soli punto in palio, solo 3 sono i verdetti espressi dal torneo, ovvero una promozione e due retrocessioni dirette. Ancora da decidere la squadra che seguirà in A l’Empoli e in C Ternana e Pro Vercelli senza passare dagli spareggi, la disposizione delle 6 squadre che parteciperanno ai play off, compreso, quindi, chi andrà diretto in semifinale e chi dovrà passare per il turno preliminare, le due squadre che disputeranno i play out e, quindi, di conseguenza, chi si salverà senza strascichi. Per il secondo posto tre sole squadre ancora in lizza: Frosinone, la seconda attuale con 71 punti, il Parma con 69 e il Palermo con 68. Se il Frosinone vince è in A sicuro; se pareggia può essere raggiunto solo dal Parma vincente, che andrebbe in A perché in vantaggio negli scontri diretti (una vittoria per parte, ma per 2-1 del Frosinone, per 2-0 dei ducali). Se i ciociari perdono e anche il Parma non vince, ad agganciare i laziali può essere il Palermo, che salirebbe anche in A per il vantaggio negli scontri diretti (un pareggio allo Stirpe e vittoria dei rosanero al Barbera). Impossibile l’arrivo a 3. Se il Frosinone non va in A diretto è già sicuro di saltare il preliminare play off. Parma e Palermo, invece, possono essere raggiunti o superati dal Venezia a 66. Con un pareggio il Parma è sicuro del posto in semifinaleParma e Palermo sicure semifinaliste se il Venezia non vince, ma se vince e il Palermo perde, il preliminare lo saltano lagunari e Parma. Se il Palermo vince, il Parma può permettersi anche di perdere andando comunque in semifinale, perché allo scontro diretto supera il Venezia vincente (un pareggio e una vittoria per i gialloblu). Infine, in caso di arrivo a 3, Parma (8 punti) e Venezia (5 punti) in semifinale per la classifica avulsa (Palermo 2 punti). Già sicure dei play off tutte le suddette più il Cittadella e il Bari, già certe di dover passare per il preliminare, oltre al Perugia, che potrebbe essere raggiunta solo dal Foggia, su cui, però, ha il vantaggio negli scontri diretti (una vittoria per parte, ma per 2-1 in Puglia e 2-0 al Curi). Stagione finita per Foggia, Spezia, Carpi, Salernitana e Cremonese, l’ultima aggiunta, la quale, benché abbia 3 punti sulla zona play out, non può venir superata contemporaneamente da tutte le squadre che la seguono e quindi è matematicamente salva.  Retrocessione senza spareggi, invece, che passa da un scontro diretto: Entella e Novara, separate da 3 punti si confrontano al Piola, con i liguri che hanno vinto il primo incontro per 2-1. Se il Novara vince, possibilità di raggiungere anche la salvezza, nel caso in cui Ascoli ed Avellino, che sopravanzano di un punto, non vincano. I caso di arrivo a 3 (sconfitta di Ascoli e Avellino e pareggio del Novara) salvo l’Avellino (8 punti contro i 5 dell’Ascoli e 3 del Novara), che si salva anche nel caso in cui tutto resti così (doppio 1-1 nei confronti diretti con l’Ascoli, ma miglior differenza reti generale dei marchigiani). Cesena, Brescia e Pescara ancora a rischio. Tutte salve se non perdono. Se vengono sconfitte, devono sperare che almeno due tra Ascoli, Avellino e Novara non vincano (a parte il caso particolare del Brescia che gioca contro l’Ascoli). Se Avellino e Ascoli vincono, salendo a 48, ci sono diversi scenari: il Brescia resta a 47 da solo e va ai play out con il Novara; Brescia e Pescara a 47, Novara a 44 nel cui caso Pescara e Novara ai play out (2 vittorie Brescia negli scontri diretti); le tre suddette a 47 con Pescara e Brescia ai play out per la classifica avulsa (Novara 7 punti, Brescia 6, Pescara 4); Cesena e Brescia a 47 senza il Novara che manda agli spareggi Novara e Brescia (una sconfitta e un pareggio negli scontri diretti); le tre precedenti a pari punti con ancora il Novara salvo (10 punti, contro i 4 del Cesena e 1 del Brescia); Cesena e Pescara a 47 con il Cesena salvo per gli scontri diretti (una vittoria e un pareggio); ai due suddetti si aggiunge il Novara ed a salvarsi è il Cesena (tutti a 5 punti, ma miglior differenza reti); tutte e 4 a 47, nel qual caso gli spareggi se li giocano Brescia e Pescara per la classifica avulsa (Novara 11 punti, Cesena 9, Brescia 7 e Pescara 5).

AL PENULTIMO RESPIRO – Anche se si avvicina la fine del torneo, i grandi bomber non si fermano e la testa della classifica vive di sussulti anche sul filo di lana. Non dovrebbero esserci dubbi su chi sarà il capocannoniere, visto che Caputo ha rimpinguato il suo bottino con il primo gol al Brescia, salendo a 26 e, anche se il suo gemello del gol l’ha seguito, realizzando il 2-0, le 4 lunghezze che dividono i due probabilmente difficilmente saranno colmate in una sola partita. Il gol di Donnarumma serve all’attaccante empolese a consolidare il secondo posto solitario, abbandonando, di nuovo, Di Carmine da solo al terzo posto, a 21. Quarto sempre Montalto, forzatamente fermo a 20, che ora si vede insidiare da Mazzeo che, con il gol vittoria del Foggia con la Salernitana, sale a 18. In assenza di marcatori multipli, la vetrina della giornata va ad un giocatore neppure così avvezzo al gol, che, però, ha realizzato (ancora) una rete pesantissima in chiave salvezza, ovvero Bianchi dell’Ascoli. Tommaso Bianchi è un centrocampista classe ’88, nato a Piombino, in provincia di Livorno, ma cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Follonica, Margine Coperta e Piacenza. In biancorosso approda in prima squadra nel 2005, in B, mettendo insieme le prime 4 presenze tra i professionisti, condite subito dal primo gol. In Emilia resta per 5 stagioni e mezza da 120 presenze e 10 gol, intervallate da 6 mesi in prestito al Chievo in A in cui non gioca mai. Ad agosto 2011 non cambia Regione, ma passa al Sassuolo, per 2 stagioni in B in cui segna 4 gol, tutti nella seconda, quella della storica promozione in A dei neroverdi. Lui, però, non segue i compagni in massima serie, ma va alla conquista di un nuovo spicchio di Emilia, passando al Modena, dove, con 3 gol, contribuisce all’approdo ai play off, poi chiusi in semifinale. Nel 2014 esperienza all’estero per lui, visto che il Modena lo cede al Leeds, con cui gioca 24 partite prima di infortunarsi gravemente al legamento collaterale tibiale, cosa che gli fa finire anzitempo la stagione. Ritornato durante la preparazione estiva della stagione successiva, si infortuna di nuovo in amichevole, così da saltare tutta la prima parte di stagione. A gennaio 2016 arriva l’Ascoli che lo riporta in Italia e da allora gioca in bianconero. Lo scorso campionato realizzò un solo gol, alla penultima giornata, in casa del Bari, che valse la salvezza. Sabato ha messo a segno il terzo di questa stagione, ma, ancora una volta, alla penultima giornata e, di nuovo , di importanza pesantissima per la salvezza, visto che pone i marchigiani al limite della zona play out, con la possibilità di giocarsi la salvezza diretta in casa nello scontro diretto con il Brescia: al 18′ del match di Pescara si fa trovare nel posto giusto per deviare di testa un cross dalla destra che vale l’1-0 finale e 3 punti d’oro per la squadra di Cosmi.

IL NUOVO NEDVED – E nella girandola di emozioni delle ultime giornate, non si fanno attendere neppure i gol giovani, quelli d’esordio, da ricordare per chi li ha fatti, soprattutto se associabili ad un evento felice anche per la squadra. A realizzare un gol di questo tipo, sabato, è stato Macek della Cremonese. Roman Macek è un centrocampista Ceco, nato a Zlin il 18 aprile 1997, quindi fresco ventunenne, cresciuto calcisticamente nei settori giovanili della squadra della sua città, il Fastav Zlin, e Juventus, che lo porta in Italia nel 2013. Veloce, tecnicamente molto dotato e abile nel dribbling, ha già scomodato paragoni scomodi ed è stabilmente nel giro della Nazionale del proprio paese. Messosi in evidenza nella Primavera bianconera, con cui vince anche un Viareggio, nel gennaio 2017 va in prestito al Bari, con cui mette insieme 16 presenze. Ad agosto va, ancora in prestito, alla Cremonese, in cui, fin qui, è stato schierato in 8 occasioni, l’ultima delle quali, sabato, l’ha bagnata con il primo gol tra i professionisti: entrato al 19′, al posto di Piccolo, ha la personalità, in pieno recupero, di ricevere palla al centro dell’area avversaria, scartare il portiere ed entrare in porta con la palla per il 5-1 finale per i grigiorossi che significa salvezza matematica con una giornata d’anticipo.

NON SI FERMA LA GIRANDOLA – Il campionato regolare vede disputare le ultime giornate, tutto è in via di decisione o quasi, eppure c’è chi è convinto che un cambio possa ancora incidere sui destini di una squadra (col senno di poi, per una o massimo due partite, chi può dire che la vecchia guida non avrebbe potuto ottenere lo stesso risultato, o che avrebbe fatto meglio di quanto ottenuto dal sostituto…). Così, prima di affrontare, la prossima settimana, uno dei cambi più inspiegabili di questo già bizzarro campionato (alla fine, tra i cambi poco chiari, l’unico ad aver dato i suoi frutti è stato quello di Andreazzoli), oggi ci occupiamo della partita di esordio di due tecnici che sono subentrati giusto per disputare le ultime due giornate. Il primo è Volpe dell’Entella. A lui il non semplice compito di salvare i liguri dalla retrocessione diretta. Campionato a due facce quello dei chiavaresi, che nella prima parte del torneo hanno espresso anche un gioco interessante, assestandosi sui piani medio alti della classifica, salvo poi subire un’involuzione lenta che neppure il cambio di Castorina con Aglietti ha del tutto arrestato. La sconfitta di Salerno con lo spettro della retrocessione diretta ha convinto la società a tentare l’estremo tentativo del secondo cambio stagionale, chiamando Volpe alla guida della prima squadra. Gennaro Volpe è un ex calciatore classe ’81, centrocampista, napoletano, ma cresciuto nel vivaio dell’Empoli per poi disputare una carriera soprattutto tra Mantova (4 stagioni e mezza tra C e B), Cittadella (5 stagioni tra C e B) e, appunto, Entella, con cui sale dalla seconda Divisione fino alla storica promozione in B, per appendere le scarpette al chiodo, con questa maglia, nel 2016. Rimasto in società, da quest’anno era il tecnico dell’U17 ligure. Chiamato a sostituire Aglietti ha avuto subito lo scoglio difficile di un match, seppur casalingo, contro un Frosinone in piena corsa per la promozione diretta. E, infatti, l’esordio non è stato dei migliori con una sconfitta per 1-0 che, al momento, inguaia non poco l’Entella, che se la giocherà nello scontro diretto della prossima giornata. Ancora peggio è andata all’altro esordiente, Grieco della Pro Vercelli. Campionato sempre di medio bassa classifica quello dei piemontesi che avevano già provato una scossa con l’arrivo di Atzori, salvo ritornare sui propri passi dopo poche giornate e richiamare Grassadonia. Il progetto Grassadonia, per qualcuno, sembrava quello adatto a guidare i bianchi anche in un eventuale (al limite dello scontato) ritorno in C, e, invece, dopo l’1-5 di La Spezia la sua panchina è saltata con la chiamata in prima squadra di Grieco. Anche Vito Grieco è un ex giocatore, centrocampista classe ’71 originario di Molfetta, con una lunga carriera sui campi della C e della B, quest’ultima con le maglie di Catania, Crotone, Modena, con cui conquista anche la A senza mai approdarci, e Spezia, che, da Capitano, riporta in serie cadetta dopo un’eternità. Una parentesi alla Reggiana, prima di tronare agli aquilotti per condurli, ancora da Capitano, alla promozione in C1 dopo il fallimento, prima di ritirarsi a dicembre 2010. Collaboratore tecnico per i liguri, vice a Lugano e Pisa, prima di arrivare alla Pro Vercelli, dove si occupa del settore giovanile dal 2014. Allenatore della Primavera all’inizio di questa stagione, è stato chiamato per provare l’impossibile. E così (impossibile) è stato, visto che, nonostante la vittoria nello scontro diretto con la Ternana, la coincidenza degli altri risultati ha determinato la retrocessione diretta dei piemontesi con una settimana d’anticipo.

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B READY, PER ESSERE PRONTI ALL’ULTIMA GIORNATA – Ultimi 90 minuti per decidere tutto quello che c’è ancora da decidere e poi lanciarsi negli spareggi salvezza e promozione. Un’ultima giornata da giocarsi tutta, ovviamente, in contemporaneità venerdì sera alle 20.30. La lotta per il secondo posto si gioca su 3 campi e vede tutte le squadre nelle stesse condizioni, ovvero di un match contro una squadra che ha già terminato la sua stagione, di cui, quindi, andranno valutate solo le motivazioni di terminarla bene: il Frosinone aspetta in casa il Foggia (ciociari già vincitori per 2-1 allo Zaccheria), mentre trasferte per Parma e Palermo, rispettivamente con Spezia, per un match molto sentito dalle tifoserie un tempo fortemente gemellate oggi ai ferri tremendamente corti (0-0 al Picco), e Salernitana (3-0 al Barbera). Diversi scenari, invece, per le 4 squadre impegnate a definire la propria posizione nella griglia play off: il Venezia aspetta in casa il Pescara, ancora coinvolto nella lotta salvezza (1-0 all’Adriatico), mentre per le altre tre ci sono partite con squadre che non hanno più nulla da chiedere al campionato, visto che il Bari attende al San Nicola il Carpi (0-0 al Cabassi), il Cittadella ospita la già retrocessa Pro Vercelli (2-1 per i veneti al Piola)e il Perugia va a partecipare alla passerella finale dell’Empoli (4-2 dei toscani al Curi). Per la salvezza ci si attende grandi emozioni, con ben due scontri diretti all’Ok Corral, quello del Del Duca tra Ascoli e Brescia (marchigiani vittoriosi per 1-0 al Rigamonti) e quello del Piola tra Novara ed Entella (come già detto, vittoria per 2-1 dei liguri all’andata). Sulla carta meno gravosi, invece, gli impegni delle altre due: il Cesena aspetta al Manuzzi la Cremonese già salva (1-0 allo Zini), mentre l’Avellino va al Liberati a far visita alla Ternana già retrocessa (2-1 al Partenio).

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