La “dolce” lontananza dal pallone di Gigi Lentini: da calciatore a produttore di miele

Torino - Stadio Filadelfia

TORINO – Ormai il campionato è ai titoli di coda e, sebbene diversi verdetti vadano ancora emessi, quelli che riguardano il Toro sono più che definitivi: nessun risultato nell’ultima giornata lo schioderà da un decimo posto alquanto deludente viste le ambizioni di inizio anno. Forse è interessante, a questo punto, ricordare qualche pezzo di passato, ad esempio quello che è probabilmente il maggior talento uscito dal vivaio granata negli ultimi trent’anni: Gigi Lentini.

DALL’ASCESA COL TORO AL “CASO LENTINI” – Gianluigi Lentini, classe 1969, nato a Carmagnola da genitori siciliani, è cresciuto nel Torino e si è affermato nei primi anni ’90 sotto la guida di Emiliano Mondonico (terzo posto in campionato e finale di Coppa Uefa persa con tre pali). Entrato nel giro della nazionale (11 presenze tra il 1991 ed il 1993), viene ricordato da tutti per il passaggio al Milan di Silvio Berlusconi, con una cifra da record dietro cui si aprono retroscena ben poco edificanti. L’allora presidente del Torino, Gian Mauro Borsano, inizialmente parla di 22 miliardi per il cartellino del calciatore. Ben presto però gli inquirenti lanciano un’accusa riguardante i rapporti tra Borsano (deputato del PSI di Craxi) e Berlusconi: si apre un processo per falso in bilancio, ipotizzando che il trasferimento sia accompagnato da pagamenti in nero (per un totale di circa 65 miliardi di lire).

LO SCHIANTO IN MACCHINA E IL FATICOSO RECUPERO – Comunque sia andato il trasferimento, la stagione 1993/1994 avrebbe dovuto essere quella della consacrazione per Lentini, la seconda in maglia rossonera dopo l’esordio con scudetto del 1992/93. Una sera dell’agosto 1993, però, il calciatore buca con la sua Porsche gialla sulla Torino-Piacenza…Nonostante avesse il ruotino sostitutivo, continua ad andare troppo forte, finché questo esplode e la sua auto si ribalta. Due giorni tra la vita e la morte, un mese di coma, poi Lentini si risveglia e torna anche a giocare, ma niente è più come prima. A questo si aggiungono i rapporti difficili con Fabio Capello, allora tecnico rossonero, che lo esclude anche dalla finale di Coppa dei Campioni 1995, Milan-Ajax. A detta di Lentini, la sua carriera finisce lì. In realtà, però, gioca ancora molti anni e si toglie più di una soddisfazione. Prima all’Atalanta agli ordini del suo vecchio maestro Mondonico, poi il ritorno a Torino e la riconquista della Serie A, quindi a Cosenza dove sfiora una storica promozione. Dal 2004 al 2012 vive poi una parabola discendente, giocando nei campionati minori piemontesi con Canelli, Saviglianese, Nicese e Carmagnola.

GIGI LENTINI OGGI – L’ex stella del Toro è tornato a vivere nel suo paese natio. Non ha però intenzione di rimpiangere il passato, ma guarda piuttosto alla sua carriera come ristoratore e produttore di miele. Dapprima consumatore, diventa infatti amico di Murano Giovanni, apicoltore della zona. Insieme decidono di avviare un nuovo progetto, legato alla produzione e valorizzazione dei prodotti dell’alveare. Nasce così la Società Agricola Gigi Lentini, con il marchio Mieli Lentini “La qualità dei campioni”. Nessun rimpianto come si diceva, malgrado l’occasione sfumata nel mondo del calcio sia davvero enorme. Nessun patentino per allenatore, quindi niente che lasci pensare ad un suo rientro in quel mondo. Ormai gioca più spesso a biliardo…ma sembra star bene così.

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