Seria A 2017-2018: 20 pillole sulla stagione appena conclusa

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Ora che il campionato 2017-2018 è finito, ora che tutti i verdetti sono stati emanati, ora che qualcuno ha già cominciato ad attrezzarsi per la prossima stagione, proviamo a riassumere brevemente il campionato di tute le squadre di Serie: 1-2 frasi ciascuna, in ordine di piazzamento, nel tentativo “arduo se non non impossibile” di racchiudervi nove mesi e 38 partite.

JUVENTUS – Meno brillante del solito, ma alla fine è sempre lì: settima volta in campionato e quarta in Coppa Italia. A parte il rimpianto in Champions League, soffre più del solito ma vince come sempre.

NAPOLI – Sul più bello si sono persi, su tutti e tre gli obbiettivi di stagione: non si scordano però 91 punti ed un campionato da protagonisti nel gioco e nel carattere. Stagione comunque da incorniciare, forse la prima davvero da grandi del dopo Maradona.

ROMA – Quinta qualificazione alla Champions League consecutiva, prima semifinale di Champions dopo 34 anni con l’impresa sul Barcellona e l’onore delle armi sul Liverpool: il primo anno senza Totti è passato a pieni voti.

INTER – Ottima partenza, grande calo, la Champions che sfugge, la Champions riacciuffata all’ultimo: è la solita pazza Inter, ma questa volta Spalletti e i suoi si guadagnano un lieto fine.

LAZIO – Sicuramente tra le sorprese. Nessuno l’avrebbe pronosticata in zona Champions eppure è stata dentro fino alla beffa finale. Inzaghi avrà solo qualche rimpianto per le occasioni perse sul più bello, da quella in campionato a quella col Salisburgo in Europa League.

MILAN – Una delle delusioni: grandi ambizioni all’inizio, grande crisi quasi subito, un po’ di ripresa con Gattuso. A ben vedere l’Europa League era l’obbiettivo più realistico per una squadra che ha cambiato tanto: alla fine però è arrivata e di certo “Ringhio” merita un altro anno di fiducia.

ATALANTA – La favola di questa “provincia felix” continua: qualificazione europea l’anno scorso e preliminari quest’anno, nonché la semifinale di Coppa Italia. Gasperini e il team orobico fanno sempre le nozze coi fichi secchi, regalando bel gioco e trovano i risultati. Bravi davvero.

FIORENTINA – Difficile dare giudizi ai viola nell’anno della tragedia di Astori; Pioli e i suoi ragazzi però non si sono rassegnati, hanno vinto sei partite di fila dopo la sua scomparsa, sono rimasti in corsa per l’Europa fino all’ultimo. Meritano comunque applausi, per loro e per lui.

TORINO – Sicuramente tra le delusioni di stagione: una rosa che poteva e doveva fare di più, è che invece non è mai stata davvero in corsa per l’Europa. Un leggero miglioramento nel finale con Mazzarri, che adesso può portare avanti un progetto di rilancio per un Toro al momento dignitoso ma niente di più.

SAMPDORIA – I blucerchiati alla fine sono forse arrivati dove ci si aspettava, a media di una partenza fortissima e di un resto così così. Tutti promossi comunque, in particolare un eterno Quagliarella ed un ritrovato Zapata.

SASSUOLO – Non è più la rivelazione di qualche anno fa, ma resta una realtà dignitosa anche senza Di Franceso. Risultato: una salvezza conquistata senza sudare troppo. Per l’anno prossimo si vedrà.

GENOA – Partito malissimo con Juric, il grifone è tornato in carreggiata con Ballardini. Salvezza tranquilla anche in questo caso con la gioia di un Pepito Rossi che torna al gol e le lacrime di un Perin che saluta.

CHIEVO – Non è proprio l’anno delle veronesi; se l’Hellas retrocede, i cugini soffrono più del previsto per salvarsi. Senza nulla togliere a Maran, forse serve un po’ di rinnovamento.

UDINESE – Altra delusione: partita così così, rilanciata a metà stagione, patisce poi undici sconfitte di fila e conquista una salvezza solo alla fine. Spesso è stata simbolo della provincia felix, quest’anno decisamente meno.

BOLOGNA – Sulla carta i rossoblu avevano un organico da salvezza: obbiettivo raggiunto senza mai rischiare davvero, ma con un gioco scialbo, un girone di ritorno con soli 15 punti, un Donadoni non ha mai legato coi tifosi (e infatti andrà via). Ma è proprio vietato sognare sotto le due torri?

CAGLIARI – Sorprendentemente invischiati nella lotta per non retrocedere, gli isolani la scampano anche questa volta ma il futuro è incerto. Per fortuna qualche talento nostrano rimane (vedi Pavoletti e Barella).

SPAL – In A dopo cinquant’anni, i ferraresi si attaccano alla preda a dispetto di una rosa meno competitiva di altre e di una bagarre nella zona calda nelle ultime giornate. I ragazzi di Semplici hanno onorato la massima serie e sicuramente hanno meritato di rimanerci.

CROTONE – Il “miracolo” riuscito l’anno scorso non si ripete: NUOVO: Zenga aveva ridato speranza ma poi non ce l’ha fatta neanche lui. È un peccato, ma i pitagorici salutano la A a testa altissima e danno l’idea di volerci ritornare presto.

VERONA – Troppi dubbi e troppi cambi, in campo e in panchina: il brutto gioco, i pochi punti fatti ed il penultimo posto ne sono stati la conseguenza.

BENEVENTO – Prima volta in A per i sanniti: girone d’andata disastroso e girone di ritorno dignitoso, impreziosito dalla vittoria a San Siro col Milan. Comunque sia, una stagione indimenticabile per le “streghe”.

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