Toro, una stagione deludente: un giudizio sulla squadra e sui giocatori

Gianluca Petrachi e Urbano Cairo, dirigente sportivo e presidente del Torino (immagine www.toronews.net)
Gianluca Petrachi e Urbano Cairo, dirigente sportivo e presidente del Torino (immagine www.toronews.net)

La stagione è finita da poco, i giocatori sono in ferie (a parte i nazionali e chi, beato lui, andrà ai Mondiali), le prime voci di calciomercato già scorrono; forse è già tardi per far il bilancio sulla stagione del Toro…ma forse no. Azzardando un voto, ai granata potremmo dare un 5,5: hanno dato decisamente poco rispetto alle aspettative, senza essere mai davvero in corsa per l’Europa. A dirla tutta, anzi, nel 5.5 incorporiamo mezzo voto in più per il finale incoraggiante ed i quarti di Coppa Italia ritrovati dopo tanti anni. Adesso, però, proviamo a scorrere uno ad uno i giocatori della rosa.

SIRIGU – Una scommessa vinta alla grande. Arrivato con tanta voglia di riscatto, tentenna un po’ all’inizio per poi diventare una certezza per il Toro. La Nazionale ritrovata è la ciliegina sulla torta.

MILINKOVIC-SAVIC – Il portiere serbo gioca poco ma convince molto, anche come calciatore di punizioni (vedi Coppa Italia). Meriterebbe una chance da titolare, probabilmente però in qualche altra squadra.

N’KOULU – Scommessa ancora più grande e, forse, ancora più vinta. Arrivato a parametro zero, è diventato in breve tempo il perno della difesa granata. Confermatissimo per la prossima stagione.

MORETTI – Gli anni passano ma l’affidabilità di questo difensore resta. Gioca più del previsto ma si fa trovare sempre pronto. Grande esempio di affidabilità e professionalità.

MOLINARO – Stagione di luci e ombre, complice anche qualche problema fisico. L’impegno non si discute il potenziale, i risultati un po’ di più.

DE SILVESTRI – Sicuramente la migliore stagione della sua carriera, almeno in zona gol (cinque in campionato e due in Coppa Italia). È un bel riscatto rispetto all’opaca stagione 2016/2017.

BONIFAZI – Gioca poco per infortuni e scelta tecnica, ma fa intravedere le qualità che tutti gli riconoscono. Gli manca però quella regolarità di gioco che porta alla consacrazione…la troverà a Torino o dovrà emigrare?

BARRECA – Vedi quanto detto per Bonifazi, anche se nelle opportunità avute quest’anno ha convinto meno.

LYANCO – Il giovane brasiliano fa intravedere buone qualità ma ha una situazione fisica tanto precaria quanto sfortunata: poche le partite giocate. Rimandato per troppe assenze e con tanti auguri.

RINCON – Una mezza delusione: tante aspettative, poco prove convincenti. Rimandato.

ACQUAH – Altra delusione: gioca poco e incide pochissimo, non trovando neanche i gol della stagione passata. Probabilmente andrà via.

OBI – Lui qualche gol invece lo fa malgrado i tanti infortuni. Se tecnica e grinta ci sono, la sua situazione muscolare non gli permette di andare da nessuna parte.

VALDIFIORI – Gioca poco e convince poco: anche la sua avventura al Toro sembra ai titoli di coda

BASELLI – Anche quest’anno qualche prova convincente e qualche gol, ma l’atteso “salto di personalità” non si compie. Ritrova comunque la Nazionale, e scusate se è poco.

LJAJIC – Stagione strana: infortuni, litigi con Mihajlovic, ma anche gol e lampi di classe. Resta comunque il granata dotato di maggiore qualità.

BERENGUER – Soffiato al Napoli (a quanto dicono), il giovane spagnolo non gioca molto ma fa intravedere delle cose promettenti. Deve sicuramente maturare ma, forse, merita più spazio nella stagione a venire.

IAGO FALQUE – Un’altra stagione ad alto livello: capocannoniere di squadra con 13 gol. Una certezza di questo Toro, de tenersi stretto.

BELOTTI – Innegabile delusione: complici anche gli infortuni, il Gallo sembra il lontano parente di quello dell’anno scorso. Raggiunge comunque la doppia cifra di gol e lo ritrova anche in Nazionale; che sia di buon auspicio.

NIANG – Altra delusione, forse ancora più grande: segna poco, corre poco, giustifica poco i soldi spesi. Rimandato anche lui, sempre che arrivi agli esami di riparazione a settembre…

EDERA – Prodotto del vivaio, lascia intravedere qualità importanti: non gioca molto ma convince tutti e trova anche i primi gol in Serie A. Meriterebbe più minuti…

MIHAJLOVIC – Come spesso gli accade, le sue squadre sono dignitose ma falliscono al momento di fare il salto di qualità. Non lascia un brutto ricordo sotto la Mole, ma il suo Toro non ha mai quel carattere che ci si aspetterebbe (vedi i derby).

MAZZARRI – A livello di punti non va molto meglio di Miha, ma l’impressione (soprattutto nel finale) è che possa dare un’identità a questa squadra. Merita sicuramente fiducia per un altro anno.

CAIRO E PETRACHI – A detta di tutti era il Toro più forte degli ultimi vent’anni, seriamente candidato all’Europa League; a loro il merito di averlo costruito, ma anche le responsabilità per tante scommesse perse. Ci riproveranno? Chi vivrà vedrà.

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