A tutta B: il Veneto fuori da una Finale annunciata e B Ready per la sfida delle deluse

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IL VENETO LASCIA, LA FINALE ANNUNCIATA – Tutto secondo pronostico. O, meglio, tutto secondo quello che era dettato dalla classifica finale della Serie B, visto che, ormai è dimostrato, i pronostici nella serie cadetta fanno presto ad essere ribaltati. Stavolta, invece, ad andare in finale sono proprio le squadre che alla fine del campionato regolamentare erano arrivate terza e quarta. A pagare dazio le due squadre venete che erano uscite vincitrici dai preliminari con grande merito. Una, il Cittadella, è stata vittima del più classico dei Chi di spada ferisce… visto che, promossa alla finale grazie alla posizione di classifica dopo due pareggi, esce dai giochi ad opera del Frosinone per lo stesso motivo. Nell’andata al Tombolato finisce 1-1, ma i padroni di casa rischiano tantissimo soprattutto nel primo tempo: dopo aver subito il gol quasi fortunoso di Paganini al 17′ (tocco in rete dopo il passaggio tra una selva di gambe su angolo di Sammarco dalla destra), i veneti rischiano in due occasioni di prendere il secondo gol, sempre su distrazioni difensive (un incomprensione tra Varnier e Alfonso in uscita che costringe Adorni a toglierla dalla linea di porta e ancora Pezzi che salva sulla linea al termine di un’azione innescata da un errore ancora di Varnier). Poi, però, all’improvviso, alla prima vera azione offensiva, partita da una lunga rimessa laterale dalla sinistra, arriva il gol del pareggio, al 43′, grazie al tiro di Chiaretti che subisce una doppia deviazione, l’ultima delle quali, di Brighenti, decisiva ad insaccare per l’1-1. Da lì gli uomini di Venturato sembrano svegliarsi e con Strizzolo che sfiora il palo di testa e Bartolomei che impegna Vigorito, sfiorano addirittura il vantaggio nel finale della prima frazione. Un’ultima, grossa, occasione ad inizio secondo tempo per il Cittadella, con Adorni che non riesce a deviare il pallone in porta su una punizione dalla trequarti destra e, poi, più nulla, ma solo gioco spezzettato e tanto nervosismo fino al fischio finale. Allo Stirpe si riparte con il Frosinone in vantaggio nel computo dei risultati, avendone a disposizione due su tre. E questo fa valere. La prima occasione della partita è degli ospiti, con Strizzolo che non arriva per un soffio su un traversone dalla destra di Bartolomei, ma quelle più limpide di un primo tempo, comunque, povero di emozioni, sono degli uomini di Longo, con Alfonso costretto a due interventi in tuffo su punizione da fuori area di Ciano e su tiro da fuori di Gori. Più emozionante il secondo tempo che si apre, al 3′, col gol del vantaggio dei padroni di casa, con un piattone di Gori da centro area al termine di un’azione concitata che trova (ancora) due deviazioni prima di insaccarsi (foto di copertina). E’ la rete che mette i ciociari nelle migliori condizioni possibili, ma i veneti non si arrendono e, prima, costringono Vigorito ad un intervento strepitoso e, poi, raggiungono il pareggio, alla mezz’ora, con un diagonale da dentro l’area del gioiellino Kouame. I gialloblu cominciano a vedere i fantasmi di un recentissimo passato, con la paura di una beffa negli ultimi minuti, come accaduto col Foggia. Invece nel finale di partita vince solo il nervosismo, che porta anche all’espulsione di Varnier. Così, portando al 90′ l’1-1, con il doppio pareggio è la classifica a parlare e il Frosinone può avanzare. Ad attenderlo il Palermo, che, dal canto suo, interrompe la corsa del sorprendente Venezia. Al Penzo il primo tempo è contratto con le due squadre che si studiano e concentrano le occasioni, due per parte, solo nei primissimi minuti di gioco, per poi tornare a controllarsi fino all’intervallo. Le emozioni si sprecano nel secondo, che si apre, subito, al 53′, con il vantaggio del Palermo, targato La Gumina, autore di un diagonale di destro dall’interno dell’area dopo un assist di Jajalo. Giusto il tempo per sfiorare il raddoppio con Trajkovski, che i siciliani subiscono il pareggio con Marsura, bravo a controllare un passaggio al volo di Litteri in area e ad insaccarlo facendolo passare tra le gambe dei difensori avversari. A questo punto entrambe le squadre hanno occasioni per il raddoppio: Domizzi si fa respingere un piatto a colpo sicuro sulla linea di porta, mentre, sul fronte opposto, Coronado non sfrutta l’errore macroscopico di Modolo che gli lascia il pallone per il contropiede, facendosi stoppare da Audero in uscita. Non si schioda, però, l’1-1 e, esattamente come nell’altra semifinale, il Palermo può partire in casa con due risultati buoni su tre. Però, stavolta, i siciliani fanno a pieno il proprio dovere, legittimando sul campo (e non attraverso la classifica) la propria qualificazione. Ad indirizzare la partita ci mettono poco: al 5′ è Domizzi a spingere nella propria rete una respinta di Audero su tiro di Trajkovski. I veneti provano a rispondere subito con Pinato, che impegna seriamente Pomini, ma questo rappresenta l’unico sussulto di un primo tempo consegnato completamente ai padroni di casa che hanno possibilità di raddoppiare in almeno tre occasioni. Diversa la storia nel secondo, in cui gli uomini di Inzaghi ritrovano coraggio e guadagnano campo, schiacciando gli avversari nella propria metà ed andando vicini al pareggio in diverse occasioni, due nette con Geijo e una con Litteri che chiamano Pomini a superarsi negli interventi. Al 36′ l’episodio che cambia gli equilibri: Pinato scalcia da dietro Jajalo e si becca il rosso diretto. I rosanero possono rifiatare e tornano a farsi vedere davanti, trovando addirittura il rigore al 42′, quando Domizzi butta giù La Gumina. Lo stesso attaccante si incarica del tiro, ma con pessimi risultati, visto che l’esecuzione incerta esalta la parata di Audero. Il forcing finale del Venezia è solo cronaca, così che i siciliani portano a casa la vittoria che significa Finale col Frosinone.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA FINALE PLAY OFF – E così, alla fine si è giunti al capitolo finale della stagione, la Finale dei play off che sancirà chi seguirà Empoli e Parma in Serie A. Gare di andata e ritorno, da giocarsi stasera, alle 20.30 al Barbera, e sabato 16 al solito orario allo Stirpe. Di fronte le due “deluse” della stagione regolamentare. Da una parte il Frosinone, che chiude con il vantaggio della classifica, essendo arrivato terzo, ma che si deve mangiare le mani, perché per diversi minuti dell’ultima giornata, è stato in A diretto (dopo essere stato lungamente tra primo e secondo posto in corso di stagione), grazie alla vittoria sul Foggia che stava portando a termine sul proprio campo. Fino all’incredibile pareggio in pieno recupero dei diavoletti senza obblighi di classifica che ha rotto le uova nel paniere, costringendo, per il secondo anno consecutivo, ai play off i ciociari negli ultimi minuti del campionato regolare. Stavolta, almeno, però, i gialloblu sono riusciti a superare lo scoglio della semifinale, dove rimasero arenati lo scorso anno alla fine di un incredibile doppio confronto col Carpi. Dall’altra parte il Palermo, uno dei principali favoriti alla promozione diretta all’inizio della stagione. Facile immaginare la delusione per il quarto posto conseguito che, non solo l’ha costretta a passare per i payoff, ma pure in condizioni di svantaggio di classifica. Molto palpabile se, poi, si ha un Presidente come Zamparini, il quale, infatti, nelle ultime giornate, subodorata la difficoltà a conquistare la promozione diretta, ha provveduto a cacciare Tedino per chiamare Stellone. Il quale non è riuscito nell’impresa della A diretta, ma ci sta provando attraverso la via degli spareggi, con la vittoria in una semifianale molto impegnativa contro un Venezia rivelazione con cui in stagione non aveva mai vinto e da cui, anzi, aveva subito una sonora sconfitta per 3-0 al Penzo. Si parte, quindi, stasera dal Barbera. I risultati in stagione regolare dicono Palermo: alla 9^ d’andata, il 14 ottobre, allo Stirpe, fu 0-0, mentre al ritorno, al Barbera, il 10 marzo, finì 1-0 per i padroni di casa.

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