A tutta B: speciale con i voti alla stagione squadra per squadra

serie-b-201718

ASCOLI 5 – Stagione decisamente difficile quella dei marchigiani, vissuta praticamente nella sua interezza in lotta per non retrocedere, raggiungendo anche l’ultimo posto. L’arrivo di Cosmi doveva dare il carattere per reagire alla situazione, ma lo ha fatto solo in parte, consentendo ai bianconeri di sollevarsi leggermente in classifica fino a centrare l’ingresso nei play out, poi superati grazie ad un doppio, poco emozionante, 0-0 in cui hanno potuto far valere la miglior posizione di classifica. L’obiettivo della salvezza è stato, comunque, faticosamente centrato e tanto basta.

AVELLINO 5,5 – Stagione altrettanto difficile quella degli irpini, vissuta pericolosamente sul campo e non solo, tra aule di tribunale che avrebbero potuto rendere le cose ancor più complicate. Il lavoro di Novellino, stavolta, non ha pagato e i lupi si son trovati ben presto a convivere con una classifica poco soddisfacente e decisamente preoccupante quando lo spettro della zona retrocessione ha cominciato a palesarsi. L’arrivo di Foscarini, seppur senza rivoluzionare la stagione, ha portato la scossa necessaria almeno ad uscire dal pantano della zona pericolosa, raggiungendo la salvezza all’ultima giornata.

BARI 6,5 – La sufficienza è meritata perché i galletti hanno disputato una buona stagione, vissuta quasi nella sua interezza nelle zone più alte, sempre in lotta per i posti play off, con punte che li hanno portati a sfiorare anche la promozione diretta. Il mezzo punto in meno, o forse addirittura il punto, è, invece, per quel senso di incompiutezza che si respira anche al termine di questo campionato, l’impressione che, anche stavolta, il Bari abbia fatto meno di quello che era nelle sua possibilità perché nei momenti chiave della stagione, quelli che le potevano dare la svolta decisiva, sia mancato in maturità e personalità, così da perdere il treno giusto. Il momento del raggiungimento delle prime posizioni, subito perse, e, poi, la semifinale play off non superata rientrano in questa valutazione.

BRESCIA 5,5 – Salvezza doveva essere e salvezza è stata, anche se a prezzo delle coronarie di qualche tifoso. A condizionare, in negativo, la stagione anche tutto ciò che si è svolto fuori dal campo, con il turbinio di cambi d’allenatore, a volte parsi anche eccessivi e non del tutto motivati (vedi il passaggio da Boscaglia ad un disastroso Marino per poi tornare sui propri passi), come nella miglior tradizione Celliniana, che ha contribuito, sicuramente, a togliere quella tranquillità necessaria a vivere un campionato con meno patemi, tra cui quello della salvezza raggiunta all’ultima giornata, nonostante ci fosse stato addirittura un periodo di risalita in classifica al limite della zona play off.

CARPI 6 – Buona stagione degli emiliani, senza infamia e senza lode, senza picchi particolari in nessuna direzione, ma con la concretezza di non aver mai abbandonato la prima metà della classifica. A lungo in lotta per i posti play off, sembrava destinato a conquistarne stabilmente uno, ma nel momento culminante della stagione è parso perdersi, entrando in una mediocrità di risultati che non solo lo hanno portato fuori dalla zona spareggi, ma gli hanno anche impedito di sfruttare le ultime occasioni che il campionato gli forniva per rientrarvi, così da chiudere ad un passo dal sogno di ripetere un exploit come quello della scorsa stagione.

CESENA 5 – Altra squadra che ha dovuto affrontare una stagione difficile, e non solo sul terreno di gioco. Non partiva come una delle favorite a lottare per i piani alti, ma forse nessuno avrebbe nemmeno immaginato che si sarebbe trovata ad attraversare una stagione così deficitaria, passata quasi nella sua interezza nella parte bassa della classifica, con una concreta paura della retrocessione mitigata solo in parte dall’arrivo di Castori che, dopo una prima fase in cui ha sollevato la squadra da un momento catastrofico, non ha saputo comunque trovare la svolta tale da restituire tranquillità al popolo romagnolo, premiato, comunque, dalla salvezza all’ultima giornata.

CITTADELLA 7,5 – Una delle sorprese positive della stagione, l’elogio della regolarità, con un campionato vissuto con chirurgica distribuzione dei risultati così da non puntare mai davvero alla promozione diretta, ma neppure da rischiare di abbandonare la zona play off, all’interno della quale ha vissuto, con grande tranquillità, tutto il campionato, dimostrandosi sempre affidabile, matura e regolare, nonostante più d’uno ad inizio campionato ne pronosticasse la presenza nella lotta per la salvezza. L’approdo alla post season è parso scontato e meritato ed anche in preliminare e semifinale gli uomini di Vivarini non hanno sfigurato, nonostante l’eliminazione. Da qualche stagione realtà positiva del campionato cadetto.

EMPOLI 9,5 – Il Capolavoro della Serie B di quest’anno: una squadra costruita per ritornare subito in A che non solo ha centrato l’obiettivo con largo anticipo, ma ha letteralmente spadroneggiato nella categoria da un certo punto in poi del campionato. Il punto di svolta? Il cambio d’allenatore che, al momento, era sembrato un autentico azzardo, visto che la squadra toscana, seppur senza brillare particolarmente, era stabilmente in lotta per i primi posti della categoria. L’arrivo del sottovalutato Andreazzoli ha sparigliato le carte a tal punto a rendere l’Empoli una squadra al limite dell’imbattibilità, concreta, devastante, compatta, una meravigliosa realtà che nel giro di breve tempo, anche grazie alla coppia gol più prolifica del torneo (capocannoniere e vice), ha preso la testa della classifica per non mollarla più, prendendo quel largo tale che le ha consegnato la promozione con ampio anticipo. La vincitrice del Campionato di B, sotto ogni punto di vista.

CREMONESE 6 – Una delle neopromosse, che aveva lo scopo di salvarsi e l’obiettivo l’ha centrato. Il voto, però, nasce dalla media tra due facce opposte della stessa stagione: la prima, da 7, in cui i grigiorossi sono stati una delle sorprese più positive del torneo, con un gioco concreto che li ha portati a lottare stabilmente per i posti play off, la seconda, da 5, in cui questa concretezza è improvvisamente sparita e i risultati hanno cominciato a risentirne, al punto da ritrovarsi a temere per la salvezza e a costringere la dirigenza ad allontanare Tesser. Obiettivo, comunque, centrato con una giornata d’anticipo.

FOGGIA 7,5 – Anche in questo caso stagione a due facce, ma con un crescendo spettacolare che ha reso il campionato dei diavoletti sicuramente positivo e da ricordare. Inizio in salita per i rossoneri, con diverse sconfitte, pochi punti, il coinvolgimento nella lotta per la salvezza, confusione societaria e la panchina di Stroppa tremendamente a rischio. Poi, improvvisamente, senza nessun cambio dirigenziale, la stagione ha svoltato diametralmente, diventando un’autentica cavalcata dei pugliesi verso la zona play off, raggiunta e persa solo nelle ultimissime giornate di campionato, in una cornice di pubblico invidiabile per l’intera categoria, con la ciliegina dell’ultima giornata quando, seppur senza interessi di classifica, un suo gol in pieno recupero ha letteralmente tolto la A da sotto i piedi al Frosinone.

FROSINONE 7 – Stavolta l’obiettivo l’ha centrato, ma quanto sudore! Stagione vissuta sempre in lotta per le posizioni più alte della classifica, con un’altalena tra i primissimi posti che la dava come una delle favorite d’obbligo per la promozione diretta. Promozione che sembrava quasi scontata fino alle incertezze delle ultime giornate che l’hanno relegata a giocarsi tutto all’ultimo turno. Perdendolo, anche stavolta, esattamente come un anno fa, all’ultimo minuto dell’ultima partita. Stavolta, però, il passaggio dai play off è stato indolore e i ciociari sono riusciti a compiere il proprio dovere (seppur tra enormi polemiche…) centrando il ritorno in massima serie.

NOVARA 4 – Il voto, in questo caso, lo fa soprattutto il finale di stagione. I piemontesi non hanno disputato sicuramente un buon campionato, vissuto nella quasi interezza nella seconda metà della classifica, costringendo la società anche ad un cambio d’allenatore, con la chiamata di Di Carlo, uno abituato, negli ultimi anni, a frequentare le zone alte. Nulla, però, lasciava presagire che il Novara alla fine avrebbe rischiato davvero la retrocessione. E, invece, gli ultimi risultati l’hanno messa di fronte ad un pericoloso dentro o fuori all’ultima giornata, che, nonostante che se lo giocasse in casa contro una squadra dal campionato più deficitario e che poi, infatti, retrocederà ai play out, l’Entella, ha inaspettatamente perso, meritandosi una retrocessione diretta del tutto impreventivabile.

PALERMO 5,5 – Può sembrare strano dare un voto basso ad una squadra che ha chiuso il campionato quarta e che era stata campione d’inverno. E’ innegabile, però, che il finale che si aspettavano in Sicilia, e che preventivavano tutti gli addetti ai lavori ad inizio campionato, fosse di gran lunga ben diverso. Era diverso perché i rosanero erano i favoriti d’obbligo della vigilia, quelli che, arrivati col paracadute dalla A e con un budget d’altra categoria che consentiva di schierare una rosa altamente competitiva, avrebbero dovuto uccidere il campionato. E, invece, meglio di un campionato d’alta classifica, con il culmine, come si diceva, nella vittoria del titolo virtuale di metà campionato, non è riuscito a fare. Anzi, con tutte le incertezze del finale di stagione che hanno portato, prima, all’allontanamento di Tedino per Stellone e, poi, soprattutto, alla promozione diretta fallita. Le polemiche, lecite, per la finale persa per i macroscopici errori arbitrali sono solo un dito dietro cui nascondersi in una stagione che doveva concludersi molto prima e con esito ben più netto.

PARMA 8 – Un’altra terribile neopromossa, quella che ha saputo compiere un autentico capolavoro partito da lontano, dai polverosi campi del campionato Dilettanti e che nel giro di 4 stagioni l’ha riportata in massima serie. E dire che all’inizio i ducali sembravano non trovarsi a pieno nella categoria, con risultati deficitari, soprattutto tra le mura amiche che la relegavano in una posizione di rincalzo. Poi la lenta e certosina risalita, i risultati convincenti, la maggior presa di coscienza della propria forza, fino ad arrivare a giocarsi la promozione diretta all’ultima giornata, con più contro che pro. E, invece, in un magico incasellarsi di tutte le tessere al posto giusto, è arrivata la promozione diretta. Mezzo punto, o forse uno, in meno per la storia dei messaggini che sta tenendo banco in questi giorni facendo correre più di un brivido lungo la schiena dei tifosi ducali.

PERUGIA 5,2 – Voto strano, che, però, nasce dalla media matematica delle 5 fasi che i grifoni hanno attraversato in questa incredibilmente altalenante stagione. 8 alla prima fase, le primissime giornate, in cui i grifoni a suon di gol e di gioco bellissimo sembravano poter già ipotecare la promozione, dimostrandosi una spanna sopra a squadre ben più blasonate. 3 alla seconda fase in cui, con un incredibile sequenza di sconfitte, gli umbri sono colati a picco, cadendo come un piombo in mare fino all’approdo in piena zona retrocessione, con il conseguente allontanamento di Giunti. 7 il primo periodo di Breda, corrispondente ad un’altrettanto incredibile cavalcata verso l’alto, culminata con l’approdo dirompente e stabile in zona play off. 5 la seconda parte dell’Era Breda, più deficitaria di risultati al punto da mettere un po’ a rischio la permanenza in zona spareggi, conquistata, comunque, con una giornata d’anticipo. 4 la scriteriata gestione dell’ultimissima fase, cacciando un allenatore che aveva comunque centrato l’obiettivo, affidando la squadra nella fase più delicata ad un allenatore del tutto esordiente come Nesta che, infatti, rimediando due nette sconfitte ha ottenuto la permanenza in categoria dei grifoni.

PESCARA 5,5 – Un’altra squadra che all’inizio sembrava poter uccidere il campionato, partendo col botto, sia nei risultati che nel gioco. In realtà la fase spumeggiante dei delfini è durata estremamente poco, piombando ben presto in una fase confusa della stagione, tra gioco approssimativo, risultati deficitari con tante partite chiuse con le polveri bagnate, che per una squadra di Zeman sembra un’eresia. Anche la fase di allontanamento del tecnico è risultata piuttosto confusa e un po’ destabilizzante per l’ambiente. L’arrivo di Pillon ha avuto almeno il merito di portare ad una (più o meno) tranquilla salvezza.

PRO VERCELLI 4 – Stagione anonima chiusa con un risultato che è parso scontato. Pochi picchi, pochi stimoli in un campionato vissuto nella sua interezza in lotta per la salvezza. Arrivata all’ultimo posto, la squadra ha dato l’impressione, fin da subito, di avere grosse difficoltà a lottare per uscirne. Enorme l’errore di cacciare Grassadonia per Atzori, che ha regalato solo una serie di sconfitte in più del tutto deleterie alla causa. Ancor meno spiegabile il cambio d’allenatore delle ultime giornate, quando, quasi assodato che la retrocessione sarebbe arrivata, pareva ovvio che la società puntasse ancora su Grassadonia, uno che lavora molto sui giovani, per ripartire.

SALERNITANA 6 – Stagione senza infamia e senza lode quella dei campani, partita con l’idea di salvarsi e completata l’operazione con un buon anticipo. In realtà durante la stagione si sono vissute diverse fasi, a volte un po’ incomprensibili, come la cacciata di Bollini dopo un periodo opaco della squadra, che, però faceva seguito ad un’ottima fase, in cui la Salernitana si era dimostrata una sorpresa, scalando in modo importante la classifica fino alle posizioni principali. Insomma il tecnico fu allontanato nel momento in cui raggiunse quella posizione di classifica che ci si aspettava ad inizio campionato. E, infatti, l’arrivo di Colantuono non ha portato nulla di rivoluzionario, con qualche picco verso l’alto, ma mai così deciso da giustificare davvero l’entrata nella lotta per la zona spareggi.

SPEZIA 6 – All’inizio dell’anno la società aveva annunciato che l’obiettivo stagionale era la salvezza e così è stato, anche con abbondante anticipo. Gli aquilotti hanno vissuto comunque una stagione strana in cui, al netto di una compagine che avrebbe dovuto giocare un campionato non di primo piano, hanno attraversato anche momenti di ottima forma, come il periodo tra la fine del girone d’andata e l’inizio di quello di ritorno, in cui sono stati in piena zona play off con la miglior difesa del torneo. Poi una serie di risultati deludenti, particolarmente in casa nel girone di ritorno (laddove il Picco aveva rappresentato un fortino per la prima parte), ha ridimensionato le aspettative fino all’uscita definitiva dalla lotta per la promozione. Imbattuta nelle doppie sfide con Empoli e Frosinone, ha concesso una vittoria a testa a Parma (a campionato finito) e Palermo (alla prima giornata). Operazione Gilardino positiva, a parte i cori e i fischi finali nella partita persa con i ducali in cui il Campione del Mondo ha sbagliato un rigore.

TERNANA 5 – Boccone amaro per gli umbri in una stagione che sembrava, alle premesse, non doverli coinvolgere a pieno nella lotta per la salvezza, viste le velleità dell’istrionico allenatore Pochesci. In realtà, al netto di una squadra che non esprimeva un gioco brutto a vedersi, alla fine i rossoverdi hanno accusato forse eccessivamente il peso di una squadra completamente votata all’attacco a scapito della fase difensiva, cosa di cui lo stesso allenatore ad un certo punto si è scusato. Il cambio con De Canio, allenatore d’esperienza, non ha sortito i risultati sperati e a lungo la squadra è stata in lotta per sfuggire all’ultimo posto, fino alla retrocessione diretta in anticipo sulla fine del torneo.

VENEZIA 7,5 – Una delle autentiche sorprese del torneo: partita con lo scopo di ben figurare al ritorno in B dopo tanto tempo, conquistando una tranquilla salvezza, dopo una prima parte in cui i propositi sembravano giustificati da una condotta un po’ attendista, condita da un notevole numero di pareggi, nella seconda parte del torneo, resi consci del proprio reale valore, i veneti, guidati da un Inzaghi in stato di grazia, hanno cominciato a scalare la classifica fino a insediarsi stabilmente nella lotta per i posti play off. In breve il Venezia è diventato una vera e propria mina vagante, al punto che verso la fine è rimasto a lungo in gioco persino per il secondo posto. I play off sono stati il giusto premio alla bella stagione disputata e il passaggio del preliminare la ciliegina. Adesso in Laguna si può lavorare per obiettivi più ambiziosi.

VIRTUS ENTELLA 4,5 – Brutta annata quella dei liguri, che pure partivano per una salvezza tranquilla. E dire che l’inizio del torneo sembrava confermare questo trend, facendolo sembrare, anzi, quasi sminuente, vista la buona partenza degli uomini di Castorina. Poi, però, ben presto la mediocrità ha cominciato a prevalere, con risultati deludenti che hanno determinato una lenta discesa in classifica non mitigata neppure dall’arrivo di Aglietti in panchina. La seconda parte del torneo per i chiavaresi è stata una logorante lotta per salvarsi, parsa a tratti disperata, tanto da motivare il secondo cambio d’allenatore con l’arrivo di Volpe, che ha, almeno, avuto il merito di scongiurare la retrocessione diretta, vincendo in trasferta lo scontro diretto di Novara. Obiettivo, però, poi fallito ai play out, dove un doppio pareggio a reti bianche ha premiato la miglior classifica degli avversari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.