Juventus 2018/19: istruzioni per l’uso

fonte:  Facebook official page Juventus
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Un mercato sontuoso: quali altre parole ci sono per descrivere la campagna di rafforzamento bianconera?

I colpi effettuati da Marotta e Paratici hanno portato notevole entusiasmo tra i tifosi, al netto di certe polemiche ai confini del ridicolo sulle operazioni fatte col Milan, ma cosa cambia nel modo di giocare della Juventus e come Allegri potrebbe riuscire a ottimizzare le risorse a sua disposizione?
Il termine ottimizzare non è usato a caso: le armi a disposizione del tecnico di Livorno sono tali e tante che non potrà che essere esaltata la sua tendenza a privilegiare l’attitudine del singolo e quindi la fluidità di uno schieramento che prescinda dai numeri di uno schema e si muova verso la capacità di interpretazione dei giocatori.
Ad oggi la nuova Juve ha, in totale, una decina di allenamenti a ranghi compatti e una mezza partitella, il classico vernissage di Villar Perosa, oltre a una tournée americana giocata a ranghi ridotti ma che, almeno per difesa e centrocampo ha dato alcuni input interessanti. Vediamo cosa aspettarci.

DIFESA
A 4, fino a prova contraria.
L’ingresso di Bonucci, la conferma dei totem della difesa bianconera, della promessa (incompiuta?) Rugani dell’incostante e spesso decisivo (sia nel bene che nel male) Benatia, ha aumentato di una unità il numero di centrali a disposizione di Allegri. Si va verso una difesa  con Bonucci e Chiellini titolari, ma con una alta possibilità di rotazione. Sugli esterni le coppie Cancelo/De Sciglio e Sandro/Spinazzola sembrano abbastanza equilibrate, malgrado debba essere verificata la tenuta dell’ex atalantino a certi livelli. Tutto questo se non vogliamo considerare che, in fase difensiva, un quartetto con JC e Alex Sandro sulle fasce e Bonucci/Chiellini centrali pone discreti dubbi: i due esterni danno il meglio in fase di spinta e hanno evidenti limiti in marcatura, che non è certo la dote migliore di Bonucci. Non mi sorprenderebbe se, a un certo punto della stagione e vista anche l’abbondanza di esterni alti a disposizione e la capacità di alcuni di essi di fare tutta la fascia in maniera egregia, la difesa a 3 diventi il modulo preferito.
Quel che è certo è che tutti i nuovi inserimenti sembrano andare nella stessa direzione, ossia la risoluzione di quello che è stato il tallone di Achille delle ultime Juventus: la risalita della palla dalla linea difensiva.
Se la presenza di Bonucci, la sua ottima proprietà di calcio e di distribuzione del pallone, aveva limitato i problemi legati al post Pirlo e al post Pogba (mai dimenticare l’importanza che ha avuto nella stagione 16/17 lo schema con lancio dalla difesa su Mandzukic esterno d’attacco che salta di testa in un mismatch con il terzino avversario). la sostituzione del Maestro con Pjanic e di Pogba con nessuno ha creato più di un problema alla risalita con la palla della squadra di Allegri e quando è venuto meno anche Bonucci non poche squadre hanno creato difficoltà ai bianconeri con un pressing altissimo e intenso. Le partite con il Napoli della passata stagione sono state paradigmatiche: mentre l’andata ha visto una prima parte esemplare, con la Juve che ha cercato con convinzione ed efficacia  la risalita dal basso come modo per attaccare un Napoli in forsennato pressing, per poi controllare senza grossi patemi seppur senza riuscire adeguatamente a riproporsi in attacco, il ritorno ha visto una Juve totalmente incapace di superare la prima linea di pressing, finendo con il subire novanta minuti ininterrotti di pressione. Proprio per ovviare a queste situazioni è sembrata azzeccata la scelta di puntare su un terzino che è l’evoluzione naturale del Cuadrado di fine stagione. Joao Cancelo, svezzato da una buona stagione in A con l’Inter, rinforza in maniera decisa la catena laterale di destra, portando dribbling e tecnica, doti che favoriranno sia il dialogo con i compagni di reparto e di fascia e con i centrali di centrocampo, sia iniziative personali per saltare l’uomo e creare superiorità. Aggiungiamo le arcinote doti di Bonucci in impostazione e sembra evidente come le mosse di mercato siano state dettate da motivazioni ben precise. Rimane il dubbio, fondato, che manchi un centrale di livello internazionale per dare più affidabilità al reparto: e no, non stiamo parlando di uno come Caldara, al momento.
Ah, aspettiamoci ancora Barzaglione terzino e non mi stupirei di vedere De Sciglio centrale di destra a 3

CENTROCAMPO
Pjanic resta e questa è la prima notizia, non scontata per motivazioni di bilancio e non solo. Se tatticamente Mire è riuscito a trovare una sua comfort zone da regista davanti alla difesa, il bosniaco rimane un creatore di giocate piu che di gioco, un uomo più votato all’assist che al passaggio chiave che attiva il gioco offensivo della squadra. Nell’ultima stagione, malgrado un innegabile salto di qualità che lo ha portato a ricoprire il ruolo in maniera spesso egregia, il Pianista è stato costretto a cantare e portare la croce, dovendo agire in una mediana costituita da una mezz’ala d’inserimento compassata ma tatticamente straordinaria come Khedira e un’altra più dinamica ed energica come Matuidi. La scelta di puntare con convinzione su Emre Can va proprio in questa direzione: affiancare a Pjanic un uomo che dia sostanza e appoggio al suo gioco. Tutto sembrerebbe far propendere per una futura preferenza per una mediana a due formata da Can e Pjanic, ben più solida nello schermo centrale della difesa rispetto a quella formata dal bosniaco e Khedira e abbandonata dopo l’inizio difensivamente balbettante dello scorso anno. Che poi la coppia sia inserita all’interno di uno schieramento offensivo formato da due o quattro uomini d’attacco è tutto da vedere, e ci arriveremo tra poco. Quello che è certo è che, ancora una volta saranno le propensioni a indirizzare le scelte dell’allenatore: una mediana a 3 in fase di possesso (difensivamente la Juve lo scorso anno faceva quasi sempre un 442 molto compatto e posizionale) con le mezzali abili nell’inserimento, rimane una opzione sempre valida e assai ben rodata. Una piccola nota a margine:l’uomo che merita maggiori attese nel centrocampo bianconero è senza dubbio Rodrigo Bentancour: per lui sarà una stagione chiave, specie se Allegri riuscirà a trovargli una sistemazione, che non è detto non sia sulla trequarti, che gli consenta di esprimere al meglio le sue doti.

ATTACCO
Le cose da dire sono poche e semplici. Ronaldo è il miglior centravanti al mondo, ama allargarsi preferibilmente sulla sinistra anche se non è più da tempo un uomo di fascia ma una vera e propria macchina da gol. Dybala non ama l’esilio sulla destra nel 433, malgrado gli venga chiesto di dialogare con mezz’ala e terzino dandogli così l’opportunità di accentrarsi per poter sfruttare al meglio la sua abilità di calcio. Ronaldo ha dato il meglio di sé con una prima punta mobile e votata al gioco di squadra come Benzema. Douglas Costa è l’uomo degli strappi e del dribbling, una fonte di azioni offensive spesso decisiva. Cuadrado è molto più importante di quello che si immagini perché coniuga spinta ed equilibrio come nessun altro. A Ronaldo non piace la solitudine, che non piaceva nemmeno a Higuain, solo che lui non era CR7. Bernardeschi è a uno snodo della carriera e, oggi, non è facile preventivare che ruolo avrà in un attacco supercongesto come quello bianconero, ma lo avrà. Ronaldo in teoria non ha un vero sostituto e forse per questo potrebbe rimanere almeno fino a gennaio Moise Kean, cosa che farebbe ammattire Raiola e mi andrebbe bene solo per questo. Mandzukic è via, verità e vita, ala sinistra o centravanti, con Ronaldo o al suo posto per farlo rifiatare.
Tutto questo preambolo, senza aggiungere che Cancelo ha dimostrato ottime doti da esterno alto a piede invertito, per dire che Allegri è chiamato a trovare una quadra al più meraviglioso dei problemi: avere una quantità di talento, capacità realizzative e attitudine al gioco di squadra a dir poco impressionante.

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