Dilettanti allo sbaraglio

Cosenzahellas

Poco più di due mesi fa, su queste stesse pagine, vi raccontavo la storia incredibile di un’impresa che sembrava impossibile: quella della trionfale cavalcata del Cosenza nei playoff per la promozione in serie B.

Da allora, più di sessanta giorni, c’è stato tempo per festeggiare, preparare la stagione con rinnovi e nuovi acquisti, continuare  a festeggiare, partire per il ritiro e affrontare amichevoli e le prime partite in Coppa Italia, con una risicata vittoria a Trapani e una sonante ma prevedibile sconfitta con il Torino. Poi è arrivato finalmente il campionato, un campionato zoppo, discusso nel suo format improvvisato, come vi abbiamo già raccontato, e i rossoblu hanno strappato un buon punto ad Ascoli, malgrado siano stati a lungo in vantaggio e siano stati ripresi solo nei minuti di recupero.

Dieci settimane di attesa per un pubblico che non vedeva l’opra di rituffarsi in un campionato cadetto che ha sempre sentito come il proprio habitat naturale: un discreto numero di abbonati per una piazza che storicamente si infervora nei momenti più caldi, e una previsione di almeno 10000 spettatori per la partita col Verona. Ma…

Si questa storia, la cui ovvia conclusione dovrebbe parlare di una festa durata 90 minuti, prosegue con un “ma” e finisce con un “pazzesco”.
Perchè in questo sabato di fine estate lo stadio San Vito – Gigi Marulla non ha ospitato nessuna partita a causa dell’impraticabilità del campo. E non pensate a nubifragi o eventi climatici imprevedibili: a Cosenza fa bel tempo da più di qualche giorno con un caldo più che sopportabile. Il campo è impraticabile semplicemente perchè chi si sarebbe dovuto occupare della manutenzione non ha fatto in tempo a completare i lavori e offrire un manto erboso decente, che non mettesse  a rischio la salute dei calciatori.
Volendolo descrivere in termini tecnici lo si potrebbe definire un campo di patate.
La naturale conclusione di questa giornata vedrà con buona probabilità un rimpallo di responsabilità tra Società e Comune, entrambe colpevoli di questo sciagurato pomeriggio, con qualche finta levata di scudi che si concluderà a tarallucci e vino come da sempre nei rapporti di reciproca convenienza tra Presidente e Sindaco. Una società che ha dilettantescamente gestito la vicenda stadio, preferendo rischiare questa sonora figuraccia piuttosto che premunirsi di giocare la prima partita in campo neutro visti i clamorosi ritardi nei lavori, una società che ha consegnato a solo una piccola parte dei suoi abbonati la tessera per la stagione in corso nei giorni di ieri e oggi, una società che si è fidata di un comune che fa dell’improvvisazione la regola e che con le sue scelte scellerate, come quella di far posizionare sul prato il palco per un importante evento musicale, col risultato di devastare completamente vaste aree dello stesso. Ma ci sarebbe stato ancora il tempo per rimediare, se solo avessero voluto, se solo avessero vigilato, se solo avessero preteso il minimo indispensabile e nulla più.
Pazzesco.

Una figura di Merda, per una squadra e per una città, che difficilmente i tifosi rossoblu perdoneranno.

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