A tutta B: cittadelle e campi di patate, questioni di famiglia, nuovi figli d’arte, ancora derby veneto e B Ready per la 3^

cocco

FORTE COME UNA CITTADELLA, INSIDIOSO COME UN CAMPO DI PATATE – Il titolo potrebbe essere la giusta chiosa della seconda giornata del campionato cadetto, che, sotto più di un punto di vista, non ha fatto mancare le sorprese. Se da una parte, infatti, il Cittadella veleggia fiero unico capolista a punteggio pieno dopo la seconda vittoria, stavolta di rapina, sul campo di un Carpi che, invece, è ancora alla sbarra, non avendo messo a referto neppure un punto in due partite, dall’altra si è assistito alla mancata disputa di una partita per cause che, probabilmente, per il secondo gradino del calcio professionistico italiano, nel 2018, suonano come una specie di barzelletta. Il collega Antonio Bastanza ha già trattato l’argomento, la mancata disputa di Cosenza-Verona, nel suo articolo di qualche giorno fa, in modo assolutamente chiaro ed esaustivo e poco sotto, qui, si faranno solo alcune doverose precisazioni; resta il fatto, però, di un gravissimo episodio che si va ad aggiungere a questo inizio sui generis (come già trattato nella prima puntata di questa rubrica), di questo “sfortunato” campionato. Tornando al calcio giocato, invece, prima partita dopo la sosta obbligata della prima giornata, e prima sconfitta per il Livorno che bagna pessimamente il suo esordio stagionale con una sconfitta “di rigore” sul campo del Pescara che, ora, fa parte del gruppo degli inseguitori alla capolista, a 4 punti. Assieme agli abruzzesi corrono il Perugia, che regola l’Ascoli con un perentorio 2-0, e il Padova che ha trovato in un “Ravanelli lontanissimo dalla porta” (come detto il figlio del bomber Fabrizio gioca difensore centrale) il suo cecchino infallibile che, dopo aver regalato il pareggio nel primo derby veneto con Verona, nel secondo in programma, col Venezia, porta i 3 punti con un’inzuccata. Non falliscono la prima in casa (dopo il passo falso alla prima giornata) neppure lo Spezia, che fa sua la posta piena al termine di una partita altalenante ed emozionante con un caparbio Brescia che deve cedere, nel finale, al primo gol di Gyasi con la maglia bianca (e Marino può prendersi una piccola rivincita sulla sua ex squadra dopo i poco felici mesi della scorsa stagione), e il Crotone, che restituisce pan per focaccia al Foggia (la squadra che era sembrata la più in forma del primo turno, rifilando 4 gol al Carpi), con un 4-1 che lascia adito a poche recriminazioni. Nuovo pareggio, invece, per il Palermo, che dopo il vantaggio di Trajkovski, si trova a dover inseguire la Cremonese, e viene salvato da Mazzotta a 2′ dalla fine, e il Lecce che, ancora una volta gioca bene e sogna, stavolta con la Salernitana, e ancora una volta, ad un passo dalla fine, si fa rimontare. Giornata di riposo per il Benevento.

QUESTIONI DI FAMIGLIA – Mentre la classifica marcatori comincia a delinearsi, con un capocannoniere, Vido, autore della doppietta con cui il Perugia stende l’Ascoli, che, assieme al gol segnato nel primo turno, lo fa primeggiare con 3 gol, qualche marcatore comincia a mostrare una certa continuità, bissando la rete del turno precedete. Tra questi il protagonista della vetrina di questa settimana, autore anche del gol più bello, senza ombra di dubbio, di un turno che è stato caratterizzato, comunque, da diverse realizzazioni di pregevole fattura. Infatti, fatta la doverosa menzione per Cocco del Pescara (foto di copertina), altro marcatore multiplo di giornata assieme al suddetto Vido, traguardo raggiunto, però, con due rigori, la puntata di oggi è giusto dedicarla a Marco Mancosu del Lecce che (come il compagno di squadra Falco) ha bissato il gol realizzato alla prima giornata. Cognome evocativo quello del giocatore giallorosso: chi segue la serie B e questa rubrica, non può dimenticarsi di Matteo Mancosu, capocannoniere della serie cadetta qualche stagione fa, prima di perdersi con la maglia del Bologna e lasciare l’Italia direzione Montreal. Quel bomber di razza è fratello maggiore di Marco, nato a Cagliari nel 1988 e cresciuto nel settore giovanile della squadra rossoblù, il quale, però, a differenza del fratello gioca più indietro e, quindi, ha meno occasioni in cui buttarla dentro. Approdato alla prima squadra sarda nel 2006, ha messo insieme 13 presenze in massima serie, segnando un gol all’esordio assoluto, nell’unica presenza del campionato 2006/07, all’Ascoli. Lascia il Cagliari definitivamente nel 2009, dopo una fugace e poco rilevante parentesi a Rimini nei primi sei mesi della stagione 2008/09 (5 presenze in B). Va prima in prestito all’Empoli per una stagione (7 presenze, nessun gol), poi per due al Siracusa in Lega Pro, in cui realizza 11 gol totali. Nel 2012 va in comproprietà al Benevento (che poi lo fa suo alle buste al termine della prima stagione), con cui gioca 2 stagioni in Lega Pro (16 gol totali, equamente distribuiti), prima di passare alla Casertana, nella medesima serie, ancora per 2 campionati da 11 gol totali. Dal 2016 gioca a Lecce: 6 reti la prima stagione e ancora meglio la seconda, quando, con 7, ha contribuito alla promozione in B dei giallorossi. Partenza col botto in questo ritorno in B: al gol alla prima giornata contro la sua ex squadra Benevento, ha fatto seguire la rete capolavoro in rovesciata (e qui il buon sangue di famiglia si è fatto valere) con cui ha aperto le marcature al 4′ della partita con la Salernitana.

ANCORA FIGLI D’ARTE – Bella giornata per quello che riguarda il gol giovane: ben tre Under 21 sono andati a segno e, per due di loro, si è trattato addirittura di una doppietta. Tre marcatori e tre storie significative. Il primo, la Conferma, è addirittura il capocannoniere della Serie B, visto che, è giusto ricordarlo, Luca Vido, nonostante chi segue la B lo conosca bene già da diverse stagioni, è appena 21enne, essendo nato il 3 febbraio 1997 a Bassano del Grappa. Cresciuto nei settori giovanili di Treviso, Padova e Milan, ha fatto il suo esordio tra i professionisti a gennaio 2017, quando i rossoneri lo hanno mandato in prestito al Cittadella, dove, in appena 6 mesi, ha avuto modo di mettere in evidenza le proprie caratteristiche di attaccante, realizzando 4 reti in 12 partite giocate. Acquistato dall’Atalanta all’inizio della stagione successiva, ha fatto il suo esordio in A, dove, in 6 mesi, ha messo insieme 6 presenze, prima di tornare, a gennaio, nuovamente in prestito al Cittadella, con cui ha chiuso la stagione segnando 2 gol. Al Perugia, ancora in prestito, dall’inizio di questa stagione, ha cominciato il campionato alla grande facendo già meglio della scorsa stagione ed avvicinandosi al proprio record stagionale di marcature, visto che al gol della prima giornata, ha aggiunto la doppietta della seconda: al 6′ della partita con l’Ascoli è stato lesto a spingere in rete un pallone ballerino sulla linea di porta dopo aver preso il palo ed essere rimbalzato sulla schiena del portiere dopo un tiro di un compagno; al 48′ chiude i conti con grande furbizia, mettendo il piede sul tentativo di rinvio del portiere avversario dal limite dell’area, così da sospingerla in rete per il definitivo 2-0. Il secondo, l’Esordiente, ha messo a segno il suo primo gol in Serie B, rapidissimo, ma quasi per caso, alla prima presenza ufficiale di questo campionato e quasi la prima assoluta in B. Si tratta di Gabriel Strefezza, o più semplicemente Gabriel, centrocampista offensivo brasiliano della Cremonese, nato a San Paolo il 18 aprile 1997. Cresciuto nel settore giovanile del Corinthians, è rimasto svincolato per un anno tra luglio del 2015 e lo stesso mese del 2016, quando è stato tesserato per il settore giovanile della Spal, squadra che è ancora proprietaria del suo cartellino. Una fugace apparizione in prima squadra nel 2016/17, per 11′ nel campionato di B, poi il prestito alla Juve Stabia, dove ha giocato tutto lo scorso campionato di C, mettendo insieme 32 presenze e 3 gol. Da quest’anno è ancora in prestito alla Cremonese, dove venerdì ha fatto segnare la sua prima presenza stagionale: subentrato a Perulli al 64′ della partita di Palermo, ha immediatamente messo a segno il gol del momentaneo pareggio con quello che era, chiaramente, un cross, e che si è trasformato, invece, in una parabola imparabile per Brignoli. Il terzo, infine, il Figlio d’arte, è stato un altro dei marcatori multipli di giornata, con una doppietta messa a segno alla seconda apparizione in Serie B, ovvero Nicholas Pierini dello Spezia. Pierini è un’ala sinistra, ma che all’occorrenza può giocare anche dalla parte opposta, nata a Parma il 6 agosto 1998. Il più giovane dei tre, figlio del noto Alessandro, difensore che tra fine anni ’90 e inizio del 2000, ha giocato in A con le maglie di Udinese e Fiorentina, è cresciuto nei settori giovanili di Parma, Empoli e Sassuolo, con cui ha vinto anche un Viareggio nel 16/17. Messe a referto 3 presenze in A, la scorsa stagione, per un totale di 40′, dall’inizio di questa stagione è in prestito allo Spezia. Anche per lui partenza col botto, visto che alla seconda presenza, prima da titolare, realizza una doppietta decisiva: al 6′, con il Brescia già in vantaggio per 1-0 per il gol di Donnarumma, è rapido a girare di piatto destro dal centro dell’area il rasoterra di Okereke dalla destra per il momentaneo 1-1; 11′ dopo porta il primo vantaggio agli aquilotti girando dalla medesima posizione, stavolta al volo, un cross, sempre dalla destra, di De Col, per il momentaneo 2-1.

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LA SAGRA DEL PRESSAPOCHISMO – Di quanto successo a Cosenza si è già parlato e nell’articolo succitato di questo sito si ha una corretta relazione dei fatti ed un primo, duro, ma sacrosanto, giudizio su quanto andato in scena su un campo di Serie B, con tanto di diretta televisiva e attenzione mediatica importante, visto il ritorno in B della squadra di casa dopo tanti anni. Se questo scenario pare già raccapricciante così, nel calcio ipertecnologico del 2018, è doveroso riportare in cronaca quali sono state le reazioni dei giorni successivi, per rendersi conto che, una volta di più, “un bel tacer non fu mai scritto”. Mentre quanto accaduto avrebbe dovuto vedere un copioso spargimento di cenere sul capo di diverse figure sportive ed istituzionali, seguito da un umile silenzio, interrotto solo, probabilmente, per chiedere le doverose scuse a quei tifosi che aspettavano quel momento da anni, le reazioni avute nelle ore successive hanno avuto, invece, del paradossale. Il sindaco Occhiuto sì è mostrato amareggiato ed incredulo per l’accaduto, per l’INSPIEGABILE annullamento della partita nonostante gli ispettori della Lega avessero appurato le condizioni del campo non giudicandole “così ostative” (!). Se al peggio, poi, non ci fosse fine, dopo aver espresso il suo rammarico verso i tifosi, invece di fare un sano e giustificato mea culpa, si è scagliato contro “questo aspetto del calcio che purtroppo non onora i principi dello sport ma rimanda a manovre fosche che non ci appartengono”, minacciando azioni nelle sedi opportune. Al sindaco ha fatto seguito la dichiarazione ufficiale della Società che si è dichiarata addirittura colta di sorpresa dalla scelta dell’arbitro, visto che, “a detta degli esperti della Lega”, il campo era idoneo allo svolgimento della gara. Se si tiene conto che i giocatori svolgevano il riscaldamento mentre ancora, in fretta e furia, si procedeva alla tracciatura del campo e che le foto, impietose, delle condizioni del campo sono sotto gli occhi di tutti da giorni, c’è da chiedersi, parafrasando ancora una volta il pezzo del collega Bastanza, se il campo d’esperienza dei suddetti non fosse in agraria…

Le condizioni del campo di Cosenza, adatto alla partita secondo “gli esperti”

ANCORA UN DERBY – Tumultuoso inizio in terra veneta, visto che, nel giro di due giornate, sono andati in scena già due dei tre derby in programma quest’anno. Dopo quello tra Verona e Padova della scorsa settimana, chiuso in parità, si è bissato subito con i patavini impegnati sul proprio campo contro il Venezia, reduce invece, dalla vittoriosa partita interna con lo Spezia del primo turno. Derby molto sentito dalle due tifoserie anche questo, per una rivalità che si è andata gonfiando fin dal 1910, anno del primo confronto tra le due squadre, in Seconda Categoria, che si chiuse con una doppia vittoria per i veneziani (4-1 e 1-0). Da allora sono state in tutto 85 le partite giocate dalle due squadre, un po’ in tutte le categorie (anche 4 partite giocate in massima serie nel 49/50 e nel 61/62, con 2 affermazioni del Padova, tra cui spicca un 8-0, e 2 pareggi) e competizioni, con un bilancio che è nettamente a favore dei patavini con 34 vittorie, contro le 26 dei veneziani e 25 pareggi. Nello specifico in serie B i confronti sono stati 30 prima di sabato, con un equilibrio quasi perfetto, con 11 vittorie a 10, ancora per i biancorossi, e 9 pareggi. Padova che ha provveduto a incrementare il proprio vantaggio grazie alla vittoria di sabato con il colpo di testa, ancora, di Ravanelli su angolo che, dopo aver regalato il pareggio nel confronto con il Venezia, porta i 3 punti a casa per la propria squadra.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 3^ GIORNATA – Arriva la pausa per le Nazionali e, stavolta, si ferma anche la Serie B. Così la 3^ giornata si giocherà tra il 14 e il 17 di settembre, con un anticipo venerdì 14 alle 21, 4 partite sabato 15, di cui 3 alle 15 e una alle 18, 3 partite domenica 16, di cui 2 alle 15 e una alle 21, e un posticipo lunedì 17, alle 21. A riposare sarà il Perugia. Chi l’ha preceduto, ovvero il Benevento, riparte dall’anticipo, visto che venerdì sarà impegnato nell’interessantissimo match di Venezia contro una squadra che vuol ripartire dopo il derby perso. La capolista Cittadella prova ad allungare in casa, affrontando, sabato, il Cosenza, reduce dal riposo forzato. L’altro forzato del riposo, il Verona, invece, riparte dal match del Bentegodi contro un Carpi alla caccia dei primi punti in campionato. Fermo, come detto, il Perugia, l’inseguimento alla capolista proveranno a proseguirlo il Pescara, in trasferta a Brescia sabato pomeriggio, e il Padova, che, invece, domenica pomeriggio va a far visita alla Salernitana. A caccia della prima vittoria in campionato il Palermo che, dopo due pareggi, va a far vista ad un Foggia, fin qui, dai due volti (efficacissimo in casa, disastroso fuori), e che abbisogna di punti per lasciare il prima possibile il segno -, il Lecce che va ad Ascoli sabato pomeriggio, la Cremonese, che sabato alle 18 aspetta uno Spezia di ottimo umore dopo la prima vittoria e, soprattutto, il Livorno, che, dopo la sconfitta nell’unica partita giocata, cerca i primi punti al Picchi nel posticipo di lunedì contro un Crotone rinvigorito dalla bella vittoria col Foggia.

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