Juventus – Napoli : l’arte della guerra di Re Carlo

Con quella faccia un po’ così, con quello sguardo un po’ così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova… E così, proprio in questo modo, sabato si deve andare a Torino, avendo bene in mente cosa è successo a Marassi e come si è giocato. Senza nulla togliere al Parma, e senza aggiungergli nulla, l’incontro di ieri dice poco o almeno troppo poco sulla reale condizione del Napoli. Milik ha giocato alla Charles Ingalls, avendo infatti una vera e propria casa nella prateria della retrovia ducale, così come Malcuit che, in cuor suo, esordio più abbordabile, non poteva trovare, ma non di solo critiche si vive a Napoli, anzi, di facili entusiasmi e di sensazioni di assedio ne siamo pieni. Fin troppo. In estate di davano per spacciati, squadra da Europa League, il pareggio Champions di Belgrado sembrava una malattia letale, quando potrebbe essere solo un singhiozzo, ma qui è ancora tutto da vedere. Così 5 mesi dopo il cross teso di Callejon da calcio d’angolo per la capocciata vincente di Koulibaly, si torna a Torino. Lì dove Sarri è stato insultato, lì dove pure Ancelotti è stato insultato… insomma, l’educazione da quelle parti, allo stadio, per lo meno, è cosa rara visti anche i continui cori riservati al Napoli. Ma perché? Che questi non riescano poi a gioire di un gol di Cristiano Ronaldo al Frosinone o al Sassuolo? A proposito Cr7 vorrà silurare il suo vecchio maestro Carlo Ancelotti o Re Carlo, ancora una volta, troverà la mossa giusta, dimostrando che il calcio non è una rivoluzione ma una delicata serie di compromessi da applicare sul campo? Staremo a vedere, intanto Juventus – Napoli è arrivata, forse troppo presto, ma è lì, pronta a dirci quale sarà il cammino di queste due squadre.

 

Re-Carlo-Ancelotti

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