A tutta B: frenata in testa, il ritorno alle origini e quello dei giovani, il tabù sfatato e B Ready per la 7^

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FRENATA IN TESTA – Neanche il tempo di dire che il Verona provava la fuga, che aveva la possibilità di prendere il largo, che era la squadra che aveva saputo sfruttare al meglio l’ultimo turno infrasettimanale, che, ecco, arriva subito la smentita, con una frenata in piena regola da parte degli scaligeri, che lasciano la posta piena alla Salernitana nell’incontro dell’Arechi di sabato pomeriggio. E dire che le premesse ci sarebbero state tutte, visto che il Pescara fallisce in pieno la possibilità di sorpasso andando incredibilmente a pareggiare il recupero del posticipo, giocato martedì vista l’impraticabilità del campo di Padova di lunedì sera: gli abruzzesi arrivano al 90′ in vantaggio di 2 reti e, quando ormai resta solo da amministrare il risultato nei minuti di recupero, subiscono 2 reti tra il 90′ e il 95′, portando a casa solo un punto nella più rocambolesca delle partite. Ed anche il Benevento, che aveva lo possibilità di affiancarsi ai gialloblu, fallisce l’obiettivo, visto che cede i 3 punti al termine di una partita in cui il Foggia torna quello della prima giornata e, pur se passato in svantaggio, travolge i padroni di casa con tre gol che valgono, finalmente, lo svalicamento dello 0 e l’abbandono del segno meno in classifica. Così il Verona resta solo in testa alla classifica, ma con qualche certezza in meno, mentre i giallorossi campani che hanno fallito l’aggancio, si vedono, invece, a loro volta agganciati da due squadre: la Cremonese, che domenica esce con lo 0-0 dal campo dell’Ascoli, e il Cittadella, che sabato pomeriggio ferma la grande corsa del Lecce che, dopo le due vittorie consecutive, si deve accontentare dell’1-1 casalingo. Non vanno meglio le cose al Crotone, che nell’anticipo allo Scida del venerdì, si trova a dover rincorrere per due volte il Brescia, trovando il definitivo 2-2 in pieno recupero. A sorridere è, invece, lo Spezia, una delle 3 squadre vittoriose di giornata, che sfata uno dei suoi peggiori tabù, portando in porto i 3 punti dalla sfida con la combo Carpi/Castori, e confermando di essere un carrarmato tra le mura amiche, tanto quanto è un agnellino lontano dal Picco, dove non ha incamerato ancora nessun punto. E a proposito di sorrisi, pochi, invece, quelli visti al Penzo, dove si sfidavano due squadre che non hanno cominciato nel migliore dei modi questo torneo: l’1-1 fra Venezia e Livorno muove la classifica di entrambe, ma scontenta un po’ tutti, i veneti che non vincono una partita dalla prima giornata e falliscono il turno casalingo, i toscani che non sfruttano il vantaggio acquisito col rigore di Diamanti e proseguono con lo 0 nella colonna delle vittorie in campionato. Turno di riposo per il Palermo.

LA’ DOVE TUTTO ERA COMINCIATO – In queste settimane stiamo riscoprendo diversi “bomber di ritorno” del campionato cadetto e anche questo turno non ha tradito le attese, visto che a meritare la copertina come unico marcatore multiplo di giornata è un bomber che sui campi della B si è fatto conoscere, ma a cui il grande salto nella serie superiore non ha del tutto giovato, e che ora si ripresenta ricominciando là da dove aveva lasciato, facendo ciò che ha dimostrato di saper fare meglio, ovvero segnare gol sui campi della B. Stiamo parlando, ovviamente di Budimir del Crotone, che con la sua doppietta ha permesso alla sua squadra di non perdere l’anticipo casalingo, impedendo, soprattutto, di inanellare la terza sconfitta consecutiva. Ante Budimir è un attaccante croato classe ’91, nato a Zenica, in Bosnia, ma cresciuto in un quartiere di Zagabria, da cui comincia la sua avventura calcistica, nei settori giovanili di Radnik Sesvete, LASK Linz e Gorica. Nel gennaio 2011 si trasferisce all’Inter Zapresic, con cui esordisce nel massimo campionato croato: due stagioni e mezzo da 19 gol. Ancora un a stagione e qualche mese della successiva in patria con la Lokomotiva Zagabria, con ancora 19 gol segnati, prima di trasferirsi in Germania al St. Pauli, in seconda serie tedesca, dove, però, in una stagione, non realizza neppure un gol. Da lì lo preleva il Crotone (prima in prestito, poi a marzo lo riscatta) per il suo campionato di B e qui ha la sua esplosione, visto che i suoi 16 gol contribuiscono in modo determinante alla prima, storica, promozione dei calabresi in A. In massima serie, però, non esordisce con la maglia rossoblù, perché, nel frattempo, lo preleva la Samp. Ma l’esperienza in blucerchiato non è memorabile: in una stagione gioca 10 partite e non segna neppure un gol. Per tornare a segnare deve nuovamente vestire la maglia del Crotone, dove arriva nella scorsa stagione in prestito con obbligo di riscatto: a fine stagione i gol saranno 6, confermando che i campi della A non sono il miglior territorio di caccia per l’attaccante croato, e che non serviranno a salvare i pitagorici dalla retrocessione. Decide, comunque, di proseguire ancora con loro anche il successivo campionato cadetto, l’attuale, nonostante le numerose offerte estive. A secco finora, venerdì, al quinto tentativo, è arrivato il riscatto, con una doppietta importantissima: al 56′, con il risultato di 1-0 per gli ospiti per il rigore di Donnarumma, insacca il pareggio di testa su cross dalla destra di Firenze; al 96′, quando il Brescia è ormai convinto di portare a casa i 3 punti grazie al gol di Dall’Oglio al 71′, realizza il rigore che si è appena procurato per il definitivo 2-2.

TORNANO I GIOVANI – Una settima di pausa dopo l’incetta di gol giovani del quarto turno, ed ecco che gli Under 21 tornano alla ribalta delle cronache, portando punti importanti alle proprie squadre. Intanto pare giusto menzionare un giovanissimo che per poco non rientra più nella categoria, visto i 22 anni da poco compiuti, quel Jallow (foto di copertina) che l’anno scorso abbiamo imparato a conoscere bene con la maglia del Cesena grazie ai suoi numerosi gol (11) e che sabato è tornato al gol segnando una delle reti più importanti della giornata, quella che permette ai campani di interrompere la corsa del Verona. Poi passiamo ai tre marcatori in vetrina in questo turno. Il primo è il più “maturo” del gruppo e gli appassionati della B lo conoscono bene perché già dallo scorso campionato calca, con un buon rendimento, i campi della serie cadetta e stiamo parlando di Giulio Maggiore dello Spezia, che con il suo gol ha regalato 3 punti “storici” agli aquilotti. Maggiore è il classico profeta in patria che ce la fa, perché è vero che nasce a Genova il 12 marzo 1998, ma, praticamente, cresce a La Spezia, dove comincia anche a muovere i primi passi nel mondo del calcio, cominciando proprio dal settore giovanile aquilotto, per poi passare a DLF Spezia e Canaletto (la squadra dove crebbe anche un certo Buffon), prima di venire selezionato dal Milan. La permanenza a Milano, però, non va nel migliore dei modi: Giulio non si ambienta, sente la mancanza della sua terra e, complice anche un infortunio, decide di tornare nel Golfo, firmando nuovamente per i bianconeri. Qui comincia a mettersi in mostra nella Primavera aquilotta che, per la prima volta nella sua storia, disputa dei Campionati e dei Tornei di Viareggio di ottimo livello: con Maggiore in campo la formazione giovanile dello Spezia raggiunge per la prima volta la Final Eight del torneo Primavera e al Viareggio viene prima eliminata ai quarti dalla Fiorentina e, poi, addirittura, in semifinale dalla Juve, ma solo ai rigori, occasione, quest’ultima, in cui Maggiore mette a segno 4 reti in 6 partite giocate. Gli ottimi risultati lo fanno entrare presto nell’orbita della prima squadra, con cui ha disputato due campionati, uno positivo chiuso con un gol segnato e uno, lo scorso, tra alti e bassi, in cui realizza 3 reti. Il giovane comincia a farsi notare anche all’esterno: può vantare già 10 convocazioni in Nazionale (e 1 gol) tra U18, U19 e U20 e, soprattutto, a metà della scorsa stagione esce uno studio che lo pone tra i 50 migliori giovani a livello europeo (31°). Questo genera qualche incomprensione gestionale all’inizio di questo torneo, in cui procuratore e società sembrano non trovare l’accordo, con il giocatore che non parte, ma neppure rinnova, restando in un limbo che rischia di bruciarlo. Fino al recupero della ragione da parte di tutti e la chiusura di un accordo che restituisce Maggiore al calcio giocato a campionato già iniziato. A Verona la prima da titolare, sabato il primo gol stagionale, importantissimo: all’85’ della partita col Carpi, sull’1-1, anticipa tutti di testa sul secondo palo sulla spizzata di Gyasi su un angolo dalla destra. Gli altri due sono di un anno più giovani del giocatore dello Spezia ed entrambi hanno contribuito al pareggio della propria squadra. Il primo ha realizzato direttamente il gol del pareggio dell’incontro di domenica pomeriggio, impedendo un’altra sconfitta che avrebbe aperto una crisi evidente per la sua squadra, e ci stiamo riferendo a Michael del Perugia. Kingsley Michael è un centrale di centrocampo nigeriano nato a Owerri il 26 agosto 1999 e cresciuto nel settore giovanile dell’Abuja, in patria. A portarlo in Italia è il Bologna, per la sua Primavera, nel 2017. All’inizio di questa stagione i felsinei lo cedono in prestito al Perugia, con cui, fin qui, ha giocato 4 incontri, per un totale di 151′, segnando domenica il suo primo, importantissimo gol: al 72′, sull’1-0 per i padroni di casa per il gol di Maniero, è lesto ad insaccare di piatto destro, davanti alla porta, il pallone non trattenuto dal portiere sul tiro di Vido. L’altro, invece, è fresco fresco di segnatura, visto che è uno dei marcatori dell’incontro di recupero di ieri, che, con il suo gol, ha aperto l’incredibile rimonta della sua squadra, ovvero Cisco del Padova. Andrea Cisco è un’ala destra ed è anche lui un buon profeta in patria, visto che è nato proprio a Padova l’8 ottobre 1998, quindi a giorni sarà un 20enne. Cresciuto nel settore giovanile della squadra della propria città, a gennaio 2018 è stato ceduto al Sassuolo, che, però, l’ha lasciato in prestito ai veneti. La scorsa stagione è stato uno dei protagonisti del ritorno in B dei biancorossi, con 15 presenze e 2 gol segnati. Ieri, all’esordio stagionale, subentrato a inizio secondo tempo a Pulzetti, ha aperto le marcature all’insperata rimonta con un gol bellissimo: al 90′ sul risultato di 2-0 per gli ospiti, scaglia un sinistro potentissimo da fuori area, che sbatte sulla traversa e ricade in porta per l’1-2 che sarà solo il preludio al pareggio.

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UN TABU’ SFATATO – Quello dello Spezia contro il Carpi sembrava un vero e proprio incubo. Le due squadre si conoscono bene, visto che hanno disputato tante partite da avversarie, soprattutto sui campi della Serie C, addirittura la prima risalente alla stagione 39/40, con un’affermazione dello Spezia  al Picco e un pareggio a Carpi. Poi diversi risultati alternanti fino alla stagione 92/93, quando arriva l’ultima affermazione aquilotta, al Picco, per 1-0. Da allora, fino al 96/97, ultima stagione in cui le due compagini si affrontano in C, si contano 5 pareggi e 4 affermazioni degli emiliani, di cui 2 al Picco. Poi le strade sembrano destinate a non incontrarsi più, con grande sollievo per i bianconeri, che incrociano gli scarpini con gli avversari solo per una partita secca di Coppa Italia Lega Pro, in cui si impongono 2-1 in trasferta. Lo Spezia raggiunge anche la Serie B e questo per un po’ sembra allontanare ulteriormente le due compagini. Fino alla stagione 2013/14, quando i liguri vedono materializzarsi il proprio incubo in serie cadetta. E le loro preoccupazioni sono fondate perché anche in B la storia non cambia: lo Spezia parte favorito all’inizio di ogni incontro, talvolta gioca anche la partita migliore dell’avversario e a tratti in modo perfino debordante, ma il tabellino alla fine è sempre impietoso. Nella stagione d’esordio in B il Carpi si impone addirittura 2-0 al Picco e pareggio 1-1 al Cabassi; la stagione successiva, quella che terminerà con la promozione in A dei biancorossi, ancora un’affermazione per 2-1 al Picco e uno 0-0 in casa; e l’incubo non si arresta neppure nella stagione 16/17, quella del ritorno tra i cadetti degli emiliani, che rifilano un doppio 1-0 ai dirimpettai; e meglio non è andata la storia nella passata stagione, in cui gli uomini di Calabro hanno portato a casa ancora 6 punti dai confronti con lo Spezia (1-0 al Picco, 2-1 al Cabassi). Non che la storia fosse molto diversa contro Castori come allenatore: 3 vittorie e un pareggio nelle stagioni 14/15 e 16/17 per lui sulla panchina del Carpi e addirittura 2 vittorie in altrettante partite la stagione scorsa in cui sedeva su quella del Cesena (che si andavano a sommare ai 3 pareggi e 1 vittoria delle stagioni 2004/05 e 2006/07 in cui Castori aveva già affrontato gli aquilotti nelle precedenti esperienze sulla panchina dei romagnoli). Quando a La Spezia è giunta la notizia che, dopo la cacciata di Chezzi, sulla panchina del Carpi sarebbe tornato Castori e che questa combo infausta arrivava pure dalla prima vittoria stagionale, più di un tifoso ha letto un segno nefasto nella disputa del match. E tutto sembrava confermare questo sospetto, visto il buon primo tempo d’attacco condotto dai bianconeri, chiuso, però, con il vantaggio degli avversari per il gol di Mokulu. Quando il tifoso si era già rassegnato, immaginando le barricate insormontabili della squadra di Castori che avrebbero condotto il risultato alla fine, al 57′ è arrivato il gol del pareggio di Galabinov, sua prima rete in maglia bianca e, poi, addirittura, all’85’ il vantaggio ad opera di Maggiore, lo spezzino del gruppo. Insomma per sfatare un tabù lungo 26 anni c’è voluto un frutto del Golfo…

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 7^ GIORNATA – La B non si ferma e l’altalena delle emozioni prosegue anche questo fine settimana, con il 7° turno, che si distribuirà su 3 giorni, saltando il posticipo del lunedì: un anticipo venerdì alle 21, 5 partite sabato, di cui 4 alle 15 e una alle 18 e le restanti 3 domenica, delle quali 2 alle 15 e una alle 21. Si parte subito con la capolista in campo, nell’anticipo del venerdì, per uno degli incontri più interessanti della giornata, visto che il Verona attende al Bentegodi il Lecce, reduce da un periodo positivo di risultati. A favorire i veneti arriva lo scontro diretto tra le due prime inseguitrici, visto che all’Adriatico, si incontrano il Pescara, deluso per l’incredibile finale della partita di martedì, e il Benevento, che vuole riprendersi in fretta dal ko casalingo con il Foggia. In campo solo una delle due compagne di viaggio dei giallorossi campani, visto che sabato pomeriggio la Cremonese ospiterà una Salernitana di ottimo umore dopo il colpaccio dell’ultima giornata, mentre al Cittadella tocca il turno di riposo. Match ad altissima temperatura quello di domenica pomeriggio al Picchi, tra il Livorno e lo Spezia, atteso dalle due tifoserie che sono divise da una profondissima rivalità, con i toscani che non vedrebbero modo migliore che cominciare a vincere proprio nel derby e i liguri che sarebbero ben lieti di usare la stessa partita per sbloccarsi in trasferta, dove finora hanno sempre perso. Ed è una partita da non perdere neppure il posticipo di domenica, dove ad incontrarsi saranno le voglie di riscatto di un Palermo che torna dopo la pausa con un nuovo allenatore, e il Crotone, che sperava in una miglior posizione in classifica a questo punto. Superata la barriera dello 0, il Foggia prova a proseguire la propria risalita alla classifica, lasciandosi il periodo brutto alle spalle nel match casalingo da sabato con l’Ascoli, giorno in cui è anche in programma lo scontro diretto del Cabassi tra un Carpi che deve riprendersi dalla botta di La Spezia per ricominciare il cammino positivo intrapreso dopo l’arrivo di Castori, e un Cosenza alla caccia ancora della prima vittoria stagionale. Negli ultimi due incontri in programma, sabato alle 18 il Perugia attende al Curi un Venezia che si trova appena un punto sotto, mentre domenica alle 15 il Brescia attende al Rigamonti un Padova esaltato dal pareggio in rimonta.

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