A tutta B: il sorpasso, il colpo di Pepin, la miglior tempistica, il buon Stellone e B Ready per l’8^

donnarumma

SORPASSO – Ed alla fine sorpasso è stato: dopo aver fallito la scorsa settimana per un autentico harakiri negli ultimi minuti quando era in vantaggio per 2-0 a ridosso del recupero sul campo del Padova, stavolta al Pescara va tutto bene perché non solo fa suo il non semplice match casalingo con il Benevento, ma si fa dare una mano dal risultato forse più clamoroso di giornata, ovvero la sconfitta interna, netta e inequivocabile dell’ex capolista Verona, che inanella la seconda sconfitta consecutiva, stavolta ad opera di un Lecce in formissima, che, con questo risultato, balza al terzo posto, ad appena un punto proprio dagli scaligeri. A far compagnia ai giallorossi lo Spezia, che trova la prima gioia in trasferta. E che gioia, visto che i primi punti lontani dal Picco arrivano nel delicatissimo derby con il Livorno al Picchi, che, ormai, dal 1988, è terra di conquista di punti da parte degli aquilotti. Pessima, invece, dopo questa ennesima sconfitta, la posizione dei labronici che, rimandando ancora l’appuntamento con i 3 punti, ora sono solitari in fondo alla classifica con soli 2 punti, scavalcati anche dal Foggia, che, in casa, fa sua una gara giocata colpo su colpo con l’Ascoli. I rossoneri con questo risultato agganciano a 4 punti la coppia formata dal Venezia, che perde l’ennesima partita stagionale (4 su 6, finora), stavolta sul campo di un ritrovato Perugia, e dal Cosenza, che non va oltre l’1-1, in rimonta, sul campo del Carpi. Dall’altra parte della classifica ottime le affermazioni del Palermo, che, al rientro dalla sosta, torna alla vittoria nello scontro diretto con il Crotone, dando la prima gioia al nuovo allenatore e riportandosi a ridosso delle posizioni che contano, e del Brescia che, grazie ad uno scatenato Donnarumma, travolge in casa il Padova, agganciando il Benevento e il riposante Cittadella, e cominciando a rendere interessante la propria classifica. Pareggio a reti bianche, infine, nel match dello Zini tra Cremonese e Salernitana.

PEPIN COLPISCE ANCORA – Con un nome così farebbe pensare a tutto meno che ad un giovane di belle speranze, e invece Josè Machin, conosciuto come Pepin Machin, è un 22enne che stiamo imparando a conoscere grazie ai suoi gol. Soprattutto quando sono pesanti come quello messo a segno sabato pomeriggio. Sì, perché nella giornata in cui Donnarumma (foto di copertina) realizza la sua prima tripletta in serie B, guadagnandosi la testa della classifica cannonieri con 7 gol e la menzione d’onore in questa rubrica, la copertina di questa settimana è tutta per colui che con il suo gol ha letteralmente portato il Pescara in testa alla classifica. Machin è un centrocampista equatoguineano classe ’96, nato a Bata, città costiera della Guinea Equatoriale, ma cresciuto calcisticamente in Spagna, nei settori giovanili di La Floresta, Barcellona, Cambrils, Gimnàstic e Malaga, prima che la Roma lo porti in Italia nel 2015 per la sua Primavera. Con la squadra giovanile giallorossa, di cui è un punto fermo (segnando anche 3 gol), vince il Campionato nella stagione 15/16, quindi comincia il giro dei prestiti: mezza stagione al Trapani in B (7 presenze), mezza al Lugano (5 presenze), quindi mezza al Brescia, all’inizio della scorsa, con cui gioca con maggior continuità, venendo schierato in 21 occasioni e segnando anche il primo gol tra i professionisti. A gennaio 2018 passa al Pescara, con cui gioca meno, ma segna di più: 11 presenze e 2 gol che gli valgono anche l’esordio sulla nostra rubrica. Il prestito abruzzese prosegue anche all’inizio di questo campionato, in cui la fiducia nei suoi confronti cresce, visto che, finora, ha già giocato 5 delle 7 partite disputate dagli abruzzesi, per un totale di 383′, e sabato è arrivato anche il primo, importantissimo, gol stagionale: al 53′ della partita con il Benevento, appena 2′ dopo che Viola, con una perfetta punizione, aveva pareggiato il gol di Mancuso (rete che vale il secondo posto solitario in classifica cannonieri per l’attaccante pescarese con 5 realizzazioni), riceve palla da Marras sul versante destro dell’area di rigore giallorossa e, con un preciso diagonale di destro, infila Puggioni per il definitivo 2-1 che vale i 3 punti e la testa della classifica solitaria.

MEGLIO TARDI CHE MAI – Anche questa settimana i giovani non tradiscono: se la vetrina dei bomber tocca ad un 22enne, c’è subito pronto anche un Under21 a balzare alla ribalta del tabellino dei marcatori, con un gol dal peso specifico elevato, per sé e per la propria squadra. Stiamo parlando di David Okereke, l’autore di uno dei gol con cui lo Spezia ha espugnato l’Ardenza di Livorno. Okereke è un attaccante nigeriano, punta centrale o schierabile sulle fasce, nato a Lagos il 29 agosto 1997, che ha iniziato la sua carriera italiana nelle file della Lavagnese (con cui colleziona anche 2 presenze e 1 gol nel Campionato Nazionale Dilettanti), da dove lo ha prelevato lo Spezia per il suo settore giovanile a gennaio del 2016. Fin da subito il ragazzo mette in mostra le proprie caratteristiche, legate ad una evidente esplosività atletica unite ad una grande velocità e ad un buon fiuto per il gol, soprattutto nel torneo di Viareggio del 2016, in cui lui contribuisce all’ottima prova degli aquilotti con 5 gol in 6 partite. Entra, quindi, fin da subito nell’orbita della prima squadra, al punto che già prima della fine della stagione colleziona le sue prime 3 presenze in B, per un totale di 62′. Dalla stagione successiva entra ufficialmente nella rosa della prima squadra: viene tenuto in maggior considerazione, al punto che alla fine del campionato 16/17 ha collezionato 14 presenze (nessun gol in campionato, solo 1 in Coppa Italia), ma, nonostante tutto, il ragazzo dà l’impressione di non essere ancora del tutto pronto per la categoria. Comincia anche il campionato successivo, lo scorso, nelle file liguri, ma si nota fin da subito che non rientra tra le prime scelte di Gallo, per cui, dopo 6 mesi, in cui entra in campo solo 6 volte, viene mandato in prestito al Cosenza, in Serie C. Qui Okereke ha la sua prima consacrazione, perché con 1 gol in stagione regolare, ma, soprattutto, 3 nei play off, contribuisce al ritorno in B dei calabresi. Questo impressiona Casa Madre che, così, all’inizio di questa stagione decide di puntare su di lui per l’attacco aquilotto, giudizio sposato ben presto anche dal nuovo tecnico Marino che lo schiera tra i titolari fin dall’esordio, uomo di fascia per rompere gli equilibri avversari ed affiancare Galabinov nel lavoro d’attacco. Purtroppo, però, fin dalle prime partite riemergono con prepotenza i problemi atavici che hanno limitato, fin qui, la sua crescita con la maglia bianca: grande velocità, grande dinamismo, ma associati ad un’indisciplina tattica evidente e, soprattutto, talvolta, persino alla mancanza di alcuni fondamentali di base. Insomma non è infrequente veder Okereke solcare la fascia del Picco, ma non saper quasi cosa fare una volta giunto con la palla tra i piedi. Da qui grandi contropiedi in fumo, azioni sprecate e gol già fatti sbagliati in modo incredibile. Al campo di allenamento si decide persino di concentrarsi su un lavoro specifico per il recupero di questi fondamentali, ma, inizialmente, il lavoro non sembra dare i suoi frutti e il pubblico comincia a rumoreggiare. In tutta la prima parte del campionato giocata fino a domenica Okereke mette in mostra solo una buona prova nell’amichevole giocata al Picco con la Samp durante la pausa nazionali, vinta dallo Spezia per 2-1 anche grazie ad un suo gol. L’ossessione della rete ufficiale in maglia bianca comincia a farsi pesante e non porta certo tranquillità al ragazzo, che non fa fatica a percepire lo scetticismo dell’ambiente nei suoi confronti. Questo (e i tifosi aquilotti sperano sia stato davvero il punto di svolta) fino a domenica, quando Okereke sceglie la miglior partita agli occhi del popolo spezzino per sfoderare una prestazione maiuscola, da autentico folletto scatenato dell’attacco bianco, vero incubo della difesa livornese, culminata con il primo gol in campionato con la sua squadra: all’11’, con lo Spezia già in vantaggio per 1-0 per il gol di Crimi, taglia le gambe agli avversari prima centrando una clamorosa traversa al volo con un destro spettacolare e poi gettandosi a capofitto di testa sulla ribattuta rimessa al centro da Gyasi per il 2-0 parziale. Come si suol dire, meglio tardi che mai, l’importante è dimostrare al popolo aquilotto, presso cui le sue quotazioni sono salite tantissimo, che questo è solo l’inizio.

SOTTO UN BUON STELLONE – Le giornate di campionato sono appena 7, ma i cambi d’allenatore non si sono fatti desiderare, se è vero che, al netto di quelli che sono già stati messi in discussione in più di un’occasione, sono già 3 le panchine saltate dall’inizio del campionato. Ultima delle quali quella del Palermo, che, infatti, dopo la sosta forzata della scorsa giornata, presentava un nuovo tecnico al (quasi) esordio in quest’ultimo turno. Certo, se fra il novero dei presidenti si hanno “personalità forti” come quella di Cellino e, appunto, Zamparini, non ci si può sorprendere più di tanto delle girandole di tecnici. E neppure ci si può sorprendere se si assiste a strane alternanze e rimescolamenti. Come quelle che hanno caratterizzato queste ultime due stagioni in rosanero: Tedino fu il tecnico di quasi tutta la scorsa stagione, giocata tra alti e bassi dalla squadra siciliana, ma pur sempre nella parte alta della classifica; poi, verso il temine del campionato, con una classifica che si faceva complessa e la constatazione di un’impossibilità di giungere alla promozione diretta, Tedino fu cacciato a favore di Stellone, tecnico che non fu confermato a fine stagione visto il fallimento dell’obiettivo promozione; nuova occasione per Tedino all’inizio di questo campionato, almeno fino alla 5^ giornata, quando la sconfitta di Brescia, culmine di un inizio incerto, gli è costata nuovamente la panchina. Ora la nuova occasione per Stellone. Roberto Stellone, ex calciatore classe ’77, con una buona carriera con le maglie, tra le altre, di Napoli e Torino (con entrambe sia sui campi della A che della B), anche se è un allenatore da pochi anni, il 2011, anno in cui appende le scarpette al chiodo con la maglia del Frosinone e comincia dalla Beretti della stessa società, ha già avuto in modo di mettere in mostra le sue qualità togliendosi diverse soddisfazioni. Soprattutto proprio con i colori gialloblu dei ciociari: dopo aver vinto lo scudetto di categoria con la squadra Beretti, viene promosso in prima squadra nel 2012, quando la questa milita in Lega Pro, e, nel giro di quattro stagioni, non solo la riporta in B, ma, addirittura, ottiene la storica promozione in A. Dopo il campionato in massima serie, chiuso con la retrocessione, termina la propria esperienza nel Lazio per diventare allenatore di un ambizioso Bari. Ma le cose non vanno come programmato e, a novembre, arriva l’esonero. All’inizio della scorsa stagione resta senza squadra, ma, come detto, viene chiamato a 4 giornate dal termine a sostituire Tedino a Palermo: conquistato l’accesso ai play off, porta i rosanero fino alla controversa finale, chiusa con la promozione del Frosinone e gli strascichi polemici dei siciliani. Messo di nuovo in naftalina da Zamparini, viene nuovamente chiamato a sostituire Tedino al termine del 5° turno ed ha tutto il fine settimana di riposo per lavorare con la squadra. Il lavoro paga visto che Stellone bagna l’esordio con una vittoria di valore, contro il Crotone, in casa, rilanciandosi nelle zone alte della classifica. Il nuovo corso palermitano, così, pare nato sotto il miglior Stell…one.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALL’8^ GIORNATA – Con molta calma il campionato cadetto si avvia all’8^ giornata, visto che, novità di quest’anno, la proverbiale frenesia della B viene interrotta, come la “sorella maggiore”, dalle pause per la Nazionali, classica occasione in cui, invece, nelle stagioni passate, diventava padrona del weekend. Tutto rimandato, quindi, al fine settimana prossimo, con un turno da giocarsi tra il 19 e il 22 di ottobre: un anticipo venerdì sera alle 21, 4 partite sabato, di cui 3 alle 15 e una alle 18, 3 partite domenica, delle quali 2 alle 15 e una alle 21, e un posticipo lunedì alle 21. Capolista Pescara subito di scena nell’anticipo di venerdì, in un match che, a questo punto, diventa davvero interessante, al Picco contro uno Spezia di ottimo umore dopo la vittoria nel derby col Livorno, prima gioia esterna, e collocato appena 3 punti sotto, quindi con il sogno dell’aggancio, anche solo per sfatare una pesante tradizione che, ormai da diversi anni, lo vede fallire tutti i match che potrebbero portare ad una svolta nella propria stagione. Il primo inseguitore Verona proverà ad approfittare di eventuali passi falsi e, soprattutto, a riprendersi dopo la doppia sconfitta che gli è costata il primo posto, nel non semplice impegno in trasferta nell’ennesimo derby veneto stagionale contro un Venezia alla disperata ricerca di punti per risalire la classifica, cercando una vittoria che manca dalla prima giornata. E caccia ai piani alti sarà anche nell’altro match di cartello della giornata, lo scontro diretto di domenica sera tra un Lecce lanciatissimo e un Palermo rinfrancato dal ritorno alla vittoria, incontro col forte profumo di Serie A. Con la Cremonese fermata dal riposo obbligatorio, saranno le dirette inseguitrici a provare ad accaparrarsi i posti migliori: il Cittadella in casa, sabato pomeriggio, prova a vedere se la pausa forzata di due settimane è servita a ritrovarsi dopo il periodo nero (1 pareggio e 2 sconfitte) seguito all’exploit delle prime 3 giornate, ma di fronte si ritroverà un Brescia decisamente in forma e dal rendimento altissimo, assicurato anche da un Donnarumma in splendido stato di forma realizzativa; il Benevento, nel posticipo del lunedì, cerca di sfruttare il periodo nero di un Livorno, che, però, ora, ha davvero un disperato bisogno di punti; la Salernitana attende all’Arechi il Perugia per uno scontro diretto in cui gli umbri sono posti appena 2 punti sotto. Negli ultimi 3 incontri in programma sabato: il Crotone prova a ritrovarsi dopo il pessimo momento nel match casalingo con il Padova, mentre altri due scontri diretti, quello tra Ascoli e Carpi e quello tra Cosenza e Foggia, serviranno a definire meglio i rapporti di forze tra le squadre della seconda parte della classifica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *