Inter – Barcellona: bastano carattere, cuore e fortuna per sognare

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Col Barcellona l’Inter avrebbe potuto superare la prova del 10 – vittorie nelle ultime 11 partite- ma alla fine si è accontentata si superare quella del 9 e mezzo.

Il punto conquistato ieri sera dagli uomini di Spalletti contro i Blaugrana è d’oro, soprattutto per come è maturato: dominati anzi, stra-dominati, dagli uomini di Valverde nel primo tempo, con un Suarez scatenato ma impreciso sottoporta, e salvati da un super Handanovic e “Muro” Skriniar, più reattivi nel secondo tempo, i Nerazzurri soccombono solo grazie a un erroraccio di De Vrij che lancia Coutinho in campo aperto, il quale innesca il neo-entrato Malcolm che fredda Handanovic.

Mancano solo sette minuti  e per l’Inter sembra maturare la seconda sconfitta consecutiva nel girone di Champions League, ma nei Nerazzurri e in Spalletti scatta qualcosa: subito dentro Lautaro Martinez, invece che pensare a coprirsi per limitare i danni col Barça che poteva dilagare nel finale, e proprio l’argentino con una finezza propria solo di chi ha personalità e talento riesce a mettere in mezzo all’area una palla su cui si avventa il solito lucidissimo Vecino, il suo tentativo viene respinto quasi sulla linea, ma sul rimpallo si avventa Icardi che protegge e aggiusta il pallone fra due difensori catalani e con puro killer instinct sbatte con rabbia il pallone in porta, facendolo passare fra le gambe di Ter Stegen.

E qui, ancora una volta, si capisce quanto la mentalità dell’Inter sia cambiata in pochi mesi: non troppo tempo fa i Nerazzurri, oltre che soccombere in goleada, si sarebbero accontentati del pareggio, ma Icardi, ormai capitano e trascinatore totale oltre che infallibile bomber, prende il pallone sottobraccio e lo porta sul dischetto di centrocampo, mandando un segnale ai compagni “andiamola a vincere”.

L’Inter poi non riesce nell’impresa, e per il Barcellona sarebbe stata un’autentica beffa dopo aver dominato in lungo e in largo, ma dimostra ancora una volta in questo arco di stagione di essere una squadra durissima a morire  e che non teme veramente nessuno.

Forse fin troppo spavalda a inizio partita, quando Spalletti prova a colpire il Barcellona facendo giocar i suoi da Barcellona: piano miseramente fallito dopo pochi minuti, i Blaugrana sono i Maestri del tiki-taka, insuperabili in quel tipo di gioco, troppo superiori anche tecnicamente e stenuamente allenati da anni a questo tipo di gioco.

Solitamente il Barça punisce severamente chi “osa” sfidarli nel loro campo con tanta spavalderia, quasi presuzione, e la maggior parte delle volte finisce per umiliare l’avversario, ma il tridente Suarez-Coutinho- Dembelè non è nella miglior serata quando si deve mirare la porta e Handanovic e Skriniar sono semplicemente insuperabili.

Da sottolineare poi anche la prova opaca di Nainggolan – sostituito al 60′ da un più brillante Borja Valero, da applausi l’apertura in sforbiciata volante stile Holly & Benji –  evidentemente non al meglio dopo l’infortunio alla caviglia patito nel derby, e quella generosa di Matteo Politano: il ragazzo fa vedere i sorci verdi ai catalani con le sue improvvise folate e oramai Mancini – presente in tribuna- non può più ignorarlo, uno così merita decisamente la maglia azzurra.

L’Inter subisce ma reagisce, quasi colpo su colpo, e ha il merito di non crollare mai sotto le granate del Barcellona e di dimostrarsi squadra coesa  e compatta, che in certe partite coglie l’occasione per crescere e fare esperienza per tornare nel calcio dei grandi.

Col Tottenham a Londra fra due settimane l’Inter avrà a disposizione due risultati su tre, anche un pareggio la qualificherebbe – con un turno di anticipo – per vantaggio negli scontri diretti, mentre in caso di sconfitta tutto sarebbe rimandato all’ultima giornata, dove i Nerazzurri ospitano il PSV  e gli Spurs vanno in trasferta al Camp Nou.

Siamo sicuri che molti tifosi interisti ci avrebbero messo la firma per trovarsi in questa situazione nel “girone di ferro” dopo le imprecazioni volate al sorteggio di agosto.

 

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