A tutta B: il colpo di reni del Delfino, una poltrona per due, la luce Del Sole su Pescara, il club dei campioni del mondo, l’ecatombe tecnica e B Ready per la 12^

vido

IL COLPO DI RENI DEL DELFINO – Come si era detto, il Pescara, che veniva da due risultati non entusiasmanti, con un solo punto in 2 partite, che avevano messo a serio rischio la leadership di questo torneo, si trovava nel non facile compito di giocare la partita del proprio turno per ultimo, sotto la pressione data dal conoscere già i risultati dei diretti inseguitori. E di pressione ce n’era, visto che il Palermo sabato sera aveva conquistato i 3 punti nel match casalingo contro il Cosenza, partita decisa tutta negli ultimi 13′. In più l’avversario che aveva di fronte non era esattamente dei più facili da affrontare, trattandosi del Lecce, una delle squadre più in forma di questo inizio di torneo. Partita col bollino della spettacolarità che non ha tradito le attese, con emozioni, spettacolo, gol e incertezza: doppio vantaggio dei padroni di casa, grande recupero degli ospiti, col secondo gol segnato in 10, nuova espulsione per i giallorossi che si arroccano in difesa col fortino che cede solo ad 1′ dalla fine e definitivo 4-2 in pieno recupero. Chi non è riuscito a stare al passo, invece, è l’ormai “solito” Verona che non va oltre l‘1-1 casalingo con la Cremonese, nonostante il gol segnato dopo appena 3′, e deve ringraziare i passi falsi di chi la seguiva per aver conservato il terzo posto. Il buon risultato in trasferta  dei grigiorossi non è servito, invece, a salvare la panchina di Mandorlini, esonerato, che verrà sostituito da Rastelli. E ancora un pareggio è stato fatale ad una altro allenatore, visto che lo 0-0 casalingo  nell’ennesimo derby veneto contro il Cittadella (anche in questo caso di per sé accettabile, ma inserito in un periodo di mediocrità generale della squadra) è costato il posto a Bisoli che verrà sostituito da Foscarini. Il punto, invece, torna buono ai granata che approfittano delle contemporanee sconfitte di chi li sopravanza, ovvero la Salernitana, che regala una nuova gioia a Zenga sulla panchina del Venezia, che bissa la vittoria dell’ultima giornata, e il Benevento, che addirittura lascia le penne in casa al cospetto di un Ascoli che fa l’impresa della giornata e si rilancia pesantemente in classifica. Brodino all’esordio per Oddo, che, sulla panchina del Crotone, non va oltre l’1-1 casalingo contro il Carpi e altro pareggio, seppur ricco di gol e con un’altalena di emozioni, esce dal match di Foggia tra i rossoneri ed il Brescia, che serve a poco ai padroni di casa, ancora impelagati nella bassa classifica, e accontenta solo parzialmente le rondinelle, che restano agganciate ai play off, ma non approfittano a pieno dei passi falsi di tutte le squadre che le sopravanzavano. L’ecatombe di tecnici, infine, si completa con l’esonero (annunciato) di Lucarelli che, nonostante la doppietta di Diamanti, insegue per tutto l’incontro e rimedia l’ennesima sconfitta casalinga, stavolta contro il Perugia.

UNA POLTRONA PER DUE – Grandi cambi ai piani alti della classifica cannonieri. Innanzi tutto il gruppone dei calciatori a 4 reti si è notevolmente assottigliato, visto che del folto numero che lo componeva sono rimasti solo in 2, a secco entrambi ieri, ovvero Morosini del Brescia e Bocalon della Salernitana. Questo è successo perché, ora, il gruppone è a quota 5 reti, dove, a far compagnia a Nestorovski e Mancosu, fermi al palo, sono arrivati Coda, autore dell’illusorio vantaggio del Benevento, Palombi, colui che ha rilanciato la prima rimonta del Lecce, e Vido (foto di copertina), che ha portato i 3 punti al Perugia segnando il definitivo 3-2 a Livorno. La notizia della settimana è, però, che il campionato ha un nuovo cannoniere a dividersi lo scettro di cecchino supremo con Donnarumma (che ieri ha lasciato l’onore dei gol ai compagni del reparto offensivo), ed è colui che, fatta la debita menzione d’onore per il sempreverde Diamanti, autore di una doppietta, seppur inutile, contro il Perugia, sarà il protagonista della vetrina di questo turno, avendo anche contribuito ad uno dei risultati più importanti della giornata, ovvero Mancuso del Pescara. Leonardo Mancuso è un attaccante classe ’92, nato a Milano e cresciuto nel settore giovanile del club rossonero, dove ha militato fino al 2011, quando si accasa al Pizzighettone, in Serie D. Dopo una stagione e 11 gol segnati, resta svincolato e firma un contratto con la Carrarese, in Lega Pro, con cui realizza 11 reti in 2 stagioni. Nel 2014 passa al Cittadella in B, ma, dopo 6 mesi, con 14 presenze e nessuna rete segnata, va in prestito al Catanzaro, a cui viene ceduto definitivamente in estate. In una stagione e mezza in Calabria realizza 5 gol, prima di passare alla Sambenedettese, nel 2016, dove ha la definitiva consacrazione, laureandosi capocannoniere della Lega Pro con 22 reti, più 3 realizzate nei play off. Ad accaparrarselo è il Pescara che vuole potenziare il suo reparto offensivo per una stagione che parte con diverse ambizioni, poi perse lungo il corso del campionato, che si chiude con la salvezza, cui lui contribuisce con 9 reti, tra cui la prima tripletta in carriera, segnata allo Spezia in uno dei momenti più delicati. Le buone gesta del giocatore, veloce, resistente ed attivo su tutto il fronte offensivo attirano l’interesse della Juve che lo fa suo a gennaio 2018, pur lasciandolo in prestito agli abruzzesi, dove comincia anche questa stagione. Torneo che parte, per lui, nel migliore dei modi, visto che in 11 partite ha già segnato quasi quanto tutta la scorsa stagione, 7 centri, di cui l’ultimo, importantissimo, lunedì sera: dopo appena 3′ svetta di testa su un cross dalla destra di Memushaj per l’1-0 che sblocca la partita.

LA LUCE DEL SOLE SU PESCARA – Ed è la stessa squadra a fornirci anche il giovane in vetrina oggi, forse ancor più protagonista del più illustre compagno di squadra, essendo l’autore non solo di una doppietta, ma anche dei due gol decisivi alla vittoria della propria squadra, assicurandole la testa della classifica per un’altra settimana, ovvero Del Sole del Pescara. Ferdinando Del Sole è un trequartista, nato a Napoli il 17 gennaio 1998 e cresciuto calcisticamente nella Scuola Calcio centro Ester. Da lì lo preleva il Pescara, in cui compie la trafila del settore giovanile fino alla Prima Squadra, raggiunta nel 2016, senza, però, mai scendere in campo in A. Ad agosto 2017 arriva anche per lui la Juventus, che, come il compagno sopra, lo lascia in prestito in Abruzzo, salvo, poi, riportarlo alla base a gennaio 2018, dopo 14 presenze del giovane in B, per farlo giocare nella sua Primavera. In estate il ritorno in biancoceleste, dove, finora, ha trovato poco spazio, avendo giocato appena 31′ in 2 partite, le ultime 2, di cui 25 contro il Cosenza e appena 6 contro il Lecce. Ma 6′ determinanti, visto che in quel risicatissimo lasso di tempo Del Sole ha realizzato i 2 gol che hanno portato alla vittoria la capolista, rompendo l’equilibrio che durava dopo il recupero clamoroso degli ospiti: all’89’, sul 2-2, riceve palla da Mancuso sul versante destro dell’area, si accentra e scaglia un tiro a girare sul palo più lontano per il 3-2; al 96′ chiude i conti con un gol in contropiede, finalizzando una cavalcata da metà campo con un preciso diagonale ad anticipare l’uscita del portiere.

L’ECATOMBE TECNICA – Come accennato poco sopra, l’ultima giornata è stata davvero pessima per la categoria degli allenatori, visto che al termine degli incontri si contano ben 3 panchine saltate contemporaneamente, che vanno ad aggiungersi ai 5 cambi già avvenuti fin qui. Uno è stato Mandorlini, che ha pagato l’inizio sottotono della squadra grigiorossa. Arrivato lo scorso anno per salvare una nave che, con Tesser, dopo l’ottimo inizio che aveva visto i lombardi impegnati anche nei posti che contano della zona play off, aveva cominciato lentamente ad affondare, avvicinandosi troppo alla zona pericolosa della classifica, quest’anno l’ex libero dell’Inter partiva con una squadra pensata per un buon rilancio, con lo scopo di lottare per le posizioni migliori della classifica. Invece, dopo 10 partite la squadra occupa un anonimo 12° posto, con 2 sole vittorie, 2 sconfitte e 6 pareggi, l’ultimo dei quali venerdì a Verona. L’ambiente già surriscaldato nei giorni prima dell’incontro, ha trovato nel seppur importante risultato in casa di una delle favorite alla promozione, l’occasione per esplodere, lasciando sul campo il contratto di Mandorlini, che ora verrà sostituito da Rastelli. Non meglio è andata ad un altro ex giocatore, Bisoli, che sedeva sulla panchina del Padova dopo averlo riportato in B al termine della scorsa stagione. Anche lui ha pagato l’inizio zoppicante e fin troppo deludente di questa stagione, in cui i biancorossi in 11 uscite hanno messo in carniere una sola vittoria, 5 pareggi e ben 5 sconfitte, occupando il 16° posto, ad 8 punti. Anche per l’ex giocatore del Cagliari decisivo è stato un pareggio, interno, con una squadra di alta classifica, in questo caso il Cittadella. Al suo posto, ironia della sorte, arriverà Foscarini, storico ex tecnico proprio dei granata. Infine l’ultimo a dover lasciare il suo posto è stato Lucarelli, costretto ad abbandonare la panchina della sua Livorno, di cui è stato anche un valente giocatore, dopo la sconfitta interna col Perugia. Questa sicuramente è la decisione che meno sorprende e che, anzi, sembra arrivata quasi in ritardo rispetto a quanto visto finora, visto che i labronici latitano sul fondo della classifica da inizio torneo, con appena 5 punti, frutto di una sola vittoria, peraltro arrivata appena 2 turni fa, 2 pareggi e ben 7 sconfitte. Grande rammarico da entrambe le parti in causa, visto il grande legame esistente tra Lucarelli, che, tra l’altro, aveva anche il merito di aver riportato in B i toscani, e la città, ma anche una grande presa di responsabilità da parte della società che si è dimessa al completo, sia nella figura del presidente Aldo Spinelli che in quella dell’AD Roberto Spinelli, pur mantenendone la proprietà. Dal prossimo incontro sulla panchina amaranto siederà Breda.

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LA BANDA DEI CAMPIONI DEL MONDO – Non c’è che dire: la platea dei tecnici della B di quest’anno è, in quanto a prestigio, davvero preziosa. Prestigio guadagnato sui campi di calcio ed ancora da confermare a pieno sulle panchine, ma davvero di primo livello se è vero che oltre al fresco arrivato Walter Zenga, bronzo ai mondiali di Italia 90, si potevano annoverare ben 2 Campioni del Mondo 2006, Grosso sulla panchina del Verona e Nesta su quella del Perugia, cui, da questa settimana, si è andato ad aggiungere un terzo, Oddo, chiamato ad una nuova avventura a Crotone. Infatti, come si accennava sopra, la macchina mangia allenatori è ben attiva in questo inizio torneo, e il nuovo tecnico calabrese è stato il quinto della serie, chiamato a sostituire Stroppa dopo il pareggio di due giornate fa con la Salernitana, culmine di un inizio di torneo ben al di sotto delle aspettative di una squadra appena discesa dalla Serie A. Al suo posto, dopo il turno infrasettimanale gestito ad interim da Moschella, è arrivato Oddo, uno che, seppur in una carriera ancora agli albori, conosce bene la categoria. Massimo Oddo, ex calciatore classe ’76, ben noto per i suoi trascorsi, tra le altre, con le maglie di Napoli, Lazio, Milan e Bayern Monaco, riempiendo la sua bacheca personale con uno Scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, un Champions, una Supercoppa Europea e un Mondiale per club, oltre alla suddetta Coppa del Mondo da giocatore della Nazionale, con cui ha giocato 34 volte, è un allenatore dal 2013, cominciando negli Allievi regionali del Genoa. A luglio 2014 diventa allenatore della Primavera del Pescara, squadra di cui è stato anche giocatore. Ad una sola giornata dal termine del torneo di B di quell’anno viene chiamato a sostituire Baroni sulla panchina della prima squadra, quando l’accesso ai play off sembra compromesso da un pessimo risultato. E, invece, non solo conquista l’accesso agli spareggi, ma porta addirittura la squadra in Finale, dove il Bologna ha la meglio dopo 2 pareggi per la miglior posizione in classifica. L’impresa è rimandata di un solo anno, visto che la stagione successiva, sempre passando dai play off, ottiene la promozione in A. Guida gli abruzzesi anche in massima serie nella stagione 16/17, ma alla 24^ giornata, con la squadra all’ultimo posto, con una sola vittoria in carniere, ma, per di più, ottenuta solo a tavolino, viene esonerato. E’ ripartito a scorsa stagione iniziata, chiamato a sostituire Del Neri a Udine a novembre. Dopo una buona partenza, i bianconeri sono entrati in una spirale negativa, fatta di 11 sconfitte consecutive, che, a 4 giornate dalla fine, hanno portato al suo esonero a favore di Tudor. Ora riparte da Crotone, per risollevare una stagione programmata in modo ben diverso. Tanto entusiasmo e la promessa di tagliare i capelli al Presidente in caso di promozione, esattamente come fece con Camoranesi, in campo, a titolo del Mondo acquisito. Partenza, però, per ora, con il freno a mano tirato, visto che nel primo incontro è arrivato un pareggio in casa con il Carpi penultimo in classifica.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 12^ GIORNATA – Ad un passo da una nuova pausa per le Nazionali, tutto è pronto per la disputa del 12° turno del campionato cadetto, turno che si svolgerà tutto nel week end: un anticipo venerdì alle 21, 5 partite sabato, di cui 4 alle 15 e una alle 18 e 3 partite domenica, di cui 2 alle 15 e una alle 21, senza posticipi del lunedì. E proprio l’ultima partita da disputare, quella di domenica sera, come nell’ultimo turno, sarà una delle più interessanti, visto che vedrà lo scontro diretto al vertice tra il Palermo e il Pescara, da disputarsi al Barbera, che definirà se i siciliani hanno trovato la strada e sono pronti per il primo posto o se il Pescara, ripresosi dopo i 2 turni di sbandamento, è pronto per la fuga. Quando scenderanno in campo le due squadre conosceranno già il risultato della terza in classifica, il Verona, impegnato alle 15 dello stesso giorno sul campo dell’ambizioso Brescia, pronto a sacrificare una vittima illustre, peraltro posizionata giusto 3 punti sopra, sulla strada dei play off. A completare il quadro del sabato pomeriggio il match di un’altra delle squadre coinvolte nella lotta per la zona spareggi, ovvero il Cittadella, impegnato in un nuovo derby veneto, stavolta con un Venezia in crescita negli ultimi 2 turni, i cui obiettivi sembrano essersi drasticamente spostati verso l’alto. Gli avversari del Cittadella tutti in campo il giorno prima: il Benevento prova a riprendersi dalla batosta dell’ultimo turno nel match esterno in casa del Carpi; la Salernitana, per riprendersi dalla sconfitta dell’ultimo turno, aspetta la visita di uno Spezia riposatissimo dopo la pausa forzata per due turni, che spera di non aver perso il ritmo partita; il Lecce prova a ripartire nella sua rincorsa dalla trasferta di Cosenza. Scontro tra Campioni del Mondo nell’anticipo di venerdì, visto che il Pescara di Nesta, di ottimo umore dopo la vittoria di Livorno, aspetta il Crotone di Oddo, che deve ancora trovare il rodaggio giusto con il nuovo allenatore. E, a proposito di nuovi allenatori, i 3 debuttanti tutti in campo sabato alle 15: scontro diretto tra Rastelli della Cremonese e Breda del Livorno, mentre Foscarini del Padova partirà dalla trasferta in casa di un Ascoli di ottimo umore. A riposo il Foggia.

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