Girando pagina con Sportmain: George and The Devil

george and the devil

Esistono giocatori la cui storia va oltre le mere imprese sportive e diventa essa stessa parte integrante della Mitologia del Calcio. Questa sorte tocca a quasi tutti i più grandi e George Best, nomen omen, è sicuramente stato uno di questi. Di sicuro è stato uno di quelli che le pieghe più significative di quella vita le ha pagate, duramente, fino in fondo. A lui la letteratura ha dedicato tanto, soprattutto biografie che hanno mostrato quasi più il Best Uomo che il Best Campione, ovvero quello più debole e fragile che la sua sfida sui campi della vita, alla fine, l’ha persa. Anche questa, alla fine, potrebbe essere considerata una biografia, ma scritta in un modo del tutto informale e diverso, che della sua non convenzionalità fa il suo punto di forza.

DEMONI TRA DEMONI – Il libro è un’opera di fantasia, che, quando si parla della vita reale di un personaggio famoso potrebbe anche lasciare perplessi. E, invece, la fantasia è proprio l’espediente per parlare della vita di Best in un modo nuovo e, senza dubbio, interessante. In breve, il libro narra della chiacchierata che il nostro campione deve tenere in un fantomatico bar posto alla porta dell’Inferno con il demone, o, meglio, la, bellissima, demone che dovrà deciderne o meno l’ammissione. Lo scambio di battute diventa, così, il modo per ripercorrere la storia del giocatore nordirlandese nelle sue linee essenziali, senza diventare mera biografia o sequenza di aneddoti. Il primo espediente importante è che la storia viene narrata in prima persona da uno stranito Best, che si trova di fronte a questo affascinante demone (e già il fatto di “non avere reazioni al di sotto della cintura” lo convince di essere morto in quel momento…) che lo deve giudicare, per cui il botta e risposta diventa anche percorso mentale del soggetto principale, che ci descrive le sue emozioni e le sue reazioni alle domande. Questa scelta è senza dubbio il tratto caratterizzante principale della storia, perché la narrazione degli eventi non diventa più bibliografia, ma diventa opinione, visto che l’autrice si carica sulle spalle la responsabilità di parlare a nome del calciatore. Best ci parla del suo rapporto con il pallone, con l’alcool, con il gioco, con le donne e lo fa a cuore aperto, anche perché sa che di fronte a lui c’è un entità che già tutto sa e a cui non si può mentire. Soprattutto gli ultimi tre argomenti sono i più ingombranti al fine della “valutazione” a cui è sottoposto perché sono i demoni reali con cui ha dovuto combattere in vita e che, alla fine, ognuno a suo modo, lo hanno sconfitto. E il fatto che tutte queste confessioni avvengano di fronte a numerosi bicchieri di alcool, consumati e nuovamente riempiti è il metro della diabolicità dell’ultima prova che lo spirito di Best deve affrontare. Il percorso mentale e lo scambio di battute, a volte sottili, a volte pungenti, a volte volutamente taglienti, talvolta neppure così scontate come ci si aspetterebbe contribuiscono a disegnare un George Best vero, dando una chiave di lettura importante al suo vissuto. E il giudizio finale, neppure esso così scontato come ci si aspetterebbe ne darà un’altra significativa. L’unica cosa che resta immutata è che “Maradona good, Pelè better, George… Best

L’AUTRICE – L’autrice, Lisa Musetti, è giovanissima, classe ’83, nata a Mogadiscio e residente attualmente a La Spezia. E’ una fotografa giramondo con una passione smisurata per il calcio, la cui competenza la porta a scrivere per diversi siti di sport, tar cui “Storie Maledette” e “Papà, Van Basten ed altri supereroi”.

GIUDIZIO – E’ davvero un buon libro, che si legge in modo fluido al punto che lo si potrebbe anche divorare tutto d’un fiato. L’espediente è ardito, ma è la forza del libro: parlare a nome di Best vuol dire conoscere bene la sua vita e il suo pensiero e questo l’autrice dimostra di saperlo fare davvero bene dall’alto di una competenza sull’argomento forgiata negli anni di ricerche personali. Il racconto è credibile, si può pensare davvero che Best avrebbe risposto a quel modo e la brevità dei flash e delle risposte cattura l’interesse e rende la lettura gradevole e interessante. E’ un libro adatto sia a chi si addentra per la prima volta nella storia di Mr. Best che chi la conosce già ma vuole vederla raccontata in un modo nuovo e informale. Ed è un gran bello spot per le donne che scrivono di sport.

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