A tutta B: surplace in testa, piccoli bomber crescono, la rondinella alticcia, la dominatrice e B Ready per la 14^

coda

SURPLACE IN TESTA – Come in una gara di ciclismo su pista, i due battistrada si fermano in suprlace, in equilibrio sulla bicicletta, in gara, attivi con i piedi sui pedali, ma immobili in mezzo alla pista, studiandosi senza allungare né sorpassarsi. Il comportamento di Palermo e Pescara in questo turno è sembrato proprio questo: i siciliani, impegnati per primi nell’anticipo di venerdì, si sono piantati nel mezzo, non andando oltre l’1-1, in rimonta, nel big match di Verona (che, almeno, ha mostrato un risveglio dei veneti dopo qualche settimana di abulia); gli abruzzesi, sabato pomeriggio, avrebbero potuto provare l’aggancio, ma, proprio come in una gara su pista, non potendo superare chi è davanti, si sono piantati pure loro sui pedali uscendo col medesimo risultato dal match interno con l’Ascoli, ripresi dopo essere passati in vantaggio. Ad approfittare di questo tira e molla è stato, così, il Lecce che, imponendosi in modo netto sulla Cremonese, ha fatto il balzo in avanti, agganciando il terzo gradino ad un solo punto dai biancazzurri, grazie anche alla concessione del Cittadella che non va oltre il pareggio senza reti nella trasferta in casa di un Livorno che torna a muovere la classifica, pur non abbandonando l’ultimo posto. Ora gli uomini di Vantaggiato (che avevano, comunque, affiancato la Salernitana, ferma forzatamente) si vedono anche agganciare dal Benevento che, dopo la battuta d’arresto nel recupero di domenica scorsa, si impone, invece, sul Perugia in casa, con un gol sul filo di lana ed un super Montipò. Chi non passa una buona giornata è sicuramente il Brescia, che soccombe alla nuova verve del Venezia di Zenga (per di più in 10 da metà del primo tempo) e si ritrova sul filo del baratro della zona play off, tallonato ad un passo dallo Spezia che esce dal doppio turno casalingo con 4 punti, visto che dopo la vittoria netta nel recupero di domenica scorsa contro il Benevento, non va oltre lo 0-0 contro il Foggia, fallendo proprio il sorpasso sulle rondinelle. Il risultato del Picco va stretto anche ai diavoletti che, ora sono penultimi da soli visti i due importanti risultati per le zone basse della classifica, ovvero la vittoria del Carpi nello scontro diretto, in trasferta, col Padova, ora lontano una sola lunghezza, e quella, sentitissima, del Cosenza, nel posticipo del lunedì, nel derby calabrese in casa del Crotone di un Oddo che non ha ancora conosciuto la vittoria ed ora vede la classifica farsi davvero pericolosa.

PICCOLI BOMBER CRESCONO – Allungo amaro per il capocannoniere della Serie B: il gol con cui Donnarumma raggiunge le 10 reti stagionali, ampliando il margine sul primo inseguitore, serve a ben poco alla sua squadra, visto che rappresenta il gol della bandiera, in pieno recupero, del Brescia in casa del Venezia. Sul secondo gradino, a 7 reti, Mancuso del Pescara, a secco, si vede raggiungere da Coda (foto di copertina), che apre le marcature del Benevento nel match con il Perugia. Con anche Palombi fermo al palo a quota 6, continua ad infoltirsi il gruppo a 5, visto che Bocalon, Mancosu, Tutino, Nestorovski, Vido e Finotto si vedono raggiunti dal protagonista della vetrina di questa puntata, meritata grazie al fatto di essere stato l’unico autore di una marcatura multipla, che, soprattutto, è stata fondamentale alla sua squadra per ottenere un’importante vittoria, figlia di un ottimo momento di forma seguito all’arrivo del nuovo allenatore, ovvero Di Mariano del Venezia, un giocatore che su questa rubrica conosciamo bene, visto che nelle scorse stagioni era uno dei protagonisti dei gol giovani. Francesco Di Mariano, infatti, è un 22enne attaccante palermitano, cresciuto prima nella scuola calcio di Schillaci, zio da parte di madre, e poi nei settori giovanili “giallorossi” di Lecce, fino al 2013, e Roma. Con i pugliesi esordisce anche tra i professionisti, potendo contare 2 presenze in Lega Pro Prima Divisione nella stagione 12/13. Dopo due stagioni con la Primavera capitolina, torna “tra i grandi” nel 2015, quando la Roma lo manda in prestito per 6 mesi all’Ancona, con cui segna il suo primo gol tra i professionisti, e per 6 al Monopoli, dove ne realizza altri 3. Nel 2016 il salto di categoria, visto che viene acquistato dal Novara che lo porta in Serie B. Un gol subito alla stagione d’esordio, che gli vale la prima comparsa sulle nostre rubriche, poi altri 3 la scorsa stagione, in cui è un punto fermo dell’attacco piemontese, senza riuscire ad evitarne la retrocessione. Dall’inizio di questa stagione è a Venezia e l’istinto del gol di cotanto illustre parente comincia a farsi più marcato anche il lui, che, in appena 12 giornate ha già migliorato il proprio score personale stagionale, raggiungendo le 5 marcature, le ultime due delle quali sabato pomeriggio: al 13′, sullo 0-0, in contropiede, riceve palla al limite dell’area e, saltato il portiere, insacca l’1-0; al 36′, con già la sua squadra ridotta in 10 dall’espulsione di Falzerano, insacca di testa la sponda di Bentivoglio su una punizione dalla trequarti sinistra per il momentaneo 2-0 che le rondinelle non riusciranno a ribaltare pur in superiorità numerica.

LA RONDINELLA ALTICCIA – Non sempre le rondini volano dritte, ma, a volte, sbandano pericolosamente, andando anche a sbattere. E’ quello che è accaduto, ad esempio, nella notte tra sabato e domenica scorsi a due giocatori del Brescia. Brutta storia: all’uscita da una discoteca quasi all’alba di domenica, il difensore Ales Mateju alla guida della sua autovettura, su cui viaggiava anche il compagno Nikolas Spalek, è andato a sbattere contro un muretto, tra l’altro a pochi metri da un distributore, sfiorando una tragedia maggiore, distruggendo completamente la macchina. Tanta paura e pochi danni, invece, per i due giocatori, con il solo Mateju che ha dovuto ricorrere all’applicazione di due punti sul gomito. Le magagne sono arrivate subito dopo: il guidatore ha fatto registrare un tasso alcolemico 3 volte superiore al consentito, rimediando il ritiro della patente che gli potrebbe venir restituita tra 2 anni e una multa non inferiore ai 2 mila euro; Spalek ha visto bene di attacar briga con gli agenti intervenuti sul luogo, rischiando, ora, una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. La ventilata ipotesi di un provvedimento disciplinare anche dalla società al momento non è stata attuata, tanto che i due giocatori erano in campo dal 1′ a Venezia, ma per Mateju, in prestito dal Brighton, c’è la seria possibilità di un rinvio al mittente. Insomma, anche le rondini, quando sono alticce, farebbero bene a non mettersi in volo…

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LA DOMINATRICE – Tanti i derby regionali in programma nella Serie B di quest’anno, con il Veneto che domina su tutti, con ben 4 squadre in lizza, Venezia, Verona, Cittadella e Padova, oltre alla Lombardia, con Brescia e Cremonese, alla Campania, con Salernitana e Benevento, alla Puglia, con Foggia e Lecce e, appunto, la Calabria, il cui derby è andato in scena proprio nell’ultima giornata. Crotone e Cosenza, accomunate dai colori rossoblù, non sono divise da un’accesa rivalità, al punto che i due Consigli Comunali prima dell’incontro, in nome dei valori dello sport, hanno inscenato una sorta di gemellaggio in onore della regione Calabria rappresentata in serie cadetta dalla due compagini. E questa moderata rivalità esiste nonostante il Cosenza sia praticamente padrone dei precedenti in questa categoria: stagione 2000/01 allo Scida finisce 2-1 per gli ospiti che bissano anche all’allora San Vito con un secco 3-0; la stagione successiva è ancora 2-0 per il Cosenza in casa crotonese e 1-0 tra le proprie mura. Insomma un 4 su 4 inequivocabile. Ora, quindi, si ripresentava una sfida attesa da 16 anni, giunta, però, non esattamente nel periodo migliore di entrambe le compagini. Da una parte il Crotone, nel frattempo diventato “grande” al punto da raggiungere la massima serie, di cui è fresco retrocesso, condizione che lo avrebbe posto tra le squadre favorite per questa stagione, ma che, in realtà è stata fin qui disattesa: risultati molto al di sotto delle aspettative, al punto che la panchina di Stroppa è già saltata per far posto ad un ambizioso Oddo, a cui le domande sulla promozione non sono mancate, ma a cui il campo, finora, ha dato poche risposte, tanto che il Crotone langue ancora nelle posizioni di medio bassa classifica. Dall’altra il Cosenza, giunto con l’entusiasmo della promossa dalla Lega Pro, senza però ripetere i positivi exploit di chi l’ha preceduta negli anni passati, con un campionato fin qui molto deludente, una classifica deficitaria conosciuta nelle sue posizioni più basse, troppe sconfitte, una persino a tavolino per impraticabilità di un campo incredibilmente non pronto in tempo per l’esordio stagionale, ed un allenatore sempre sulla graticola e fin qui più fortunato di illustri colleghi, giubilati per molto meno. La partita ha rispettato in pieno la tradizione, visto che, ancora una volta, ad avere la meglio allo Scida è stato il Cosenza che ha interpretato al meglio l’incontro facendolo meritatamente suo con un gol di Idda, pronto a ribadire in rete al 73′ una respinta corta di Cordaz su colpo di testa di Baclet, condannando Oddo e i suoi uomini all’uscita tra i fischi. Così ora le due squadre sono separate da appena un punto, 12 il Crotone, 11 il Cosenza, tra 14° e 15° posto, ma con due umori ben diversi e prospettive che sembrano, ora, diametralmente opposte.

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 14^ GIORNATA – Tutto pronto per la 14^ giornata, che torna al più classico dei format: un anticipo venerdì alle 21, 4 incontri sabato, di cui 3 alle 15 e uno alle 18, 3 partite domenica, delle quali 2 alle 15 e una alle 21 e un posticipo lunedì alle 21. Protagonista dell’anticipo del venerdì ancora la capolista, visto che il Palermo venerdì sera in un match interessantissimo attenderà al Barbera un Benevento rilanciato dall’ultimo risultato e con vista sul secondo posto. Il Pescara risponderà domenica sera, impegnato nell’insidiosa trasferta di Perugia, in casa di una squadra che vuol dimenticare il passo falso dell’ultimo turno per tornare a sognare un posto nei play off. Il lanciatissimo Lecce sarà di scena lo stesso giorno, ma alle 15, in casa di un Carpi galvanizzato dalla vittoria dell’ultimo turno che ne ha migliorato la classifica. Di eventuali passi falsi dei salentini proveranno ad approfittare le due prime inseguitrici, il Cittadella e la Salernitana, impegnate in un appassionante scontro diretto in casa dei veneti, con i padroni di casa che vorranno ripartire dopo la  un po’ inaspettata frenata di Livorno mentre gli ospiti torneranno dopo il riposo forzato. Mirino puntato sul Verona, fermo ai box per il turno di riposo, sia da parte del Brescia, che proverà a dimenticare il passo falso di Venezia scatenando il proprio potenziale offensivo contro un Livorno comunque di buon umore dopo la classifica mossa nell’ultimo turno, che da parte dello Spezia, che, dopo il magro pareggio casalingo, andrà sabato sera a far visita all’Ascoli, squadra un po’ indigesta nelle ultime stagioni. Le reduci del derby calabrese in campo entrambe sabato pomeriggio: il Cosenza si gode la vittoria aspettando in casa il Padova in uno scontro direttissimo a quota 11 punti, fondamentale per dare un nuovo senso alla stagione; il Crotone prova a dimenticare la sconfitta nella trasferta in casa di una Cremonese ancora alla ricerca di una quadratura dopo il cambio d’allenatore per tornare ad avvicinarsi ai play off. Nel posticipo di lunedì, infine, il Foggia cercherà di allontanarsi nuovamente dalla zona pericolosa attendendo in casa una delle squadre più in forma del momento, il Venezia di Zenga.

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