A tutta B: il Lecce scatenato, la Torregrossa di Brescia, i giovani per ogni risultato, la fine di un’era e B Ready per la 15^

06_strizzolo_getty

LECCE SCATENATO – La rincorsa del Lecce non si ferma più: la vittoria di Carpi spedisce i giallorossi direttamente in paradiso, visto che ora i salentini sono addirittura secondi, in piena zona promozione diretta, ad appena un punto dalla testa della classifica. Questo perché, oltre alla loro vittoria, che conferma l’ottimo periodo di forma che stanno attraversando, il Pescara esce con le ossa rotte dal Curi, perdendo di misura con un Perugia che, così, aggancia la zona play off, e il Palermo capolista non va oltre lo 0-0 nel big match dell’anticipo contro il Benevento. Ora i biancazzurri abruzzesi non solo si vedono scavalcare dai pugliesi, ma anche raggiungere dall’ottimo Cittadella che regola la Salernitana con un perentorio 3-1. E, dopo una settimana di incertezza, riprende anche la corsa del Brescia, che con due colpi del suo enorme potenziale offensivo, stende un Livorno sempre più ultimo, scavalca la Salernitana e aggancia il Benevento al quinto posto. La pausa forzata del Verona condanna i veneti allo scivolone per la prima volta fuori dai play off, raggiunti anche da un raggiante Ascoli che regola in casa uno Spezia che continua a giocar bene e a concretizzare poco, dimostrandosi di una fragilità allarmante lontano dal Picco. Ora i liguri scendono al 12° posto, scavalcati anche dalla Cremonese che, nel pomeriggio di sabato, batte di misura un Crotone sempre più in crisi, cui la cura Oddo è servita, finora, ben poco, visto l’approdo in piena zona pericolosa. E, a proposito di bassa classifica, importantissima affermazione, in rimonta, del Cosenza nello scontro diretto col Padova, che permette ai calabresi di respirare, balzando fuori dalla zona calda scavalcando proprio i corregionali, mentre Foggia e Venezia chiudono il loro match con un 1-1 che ridimensiona gli uomini di Zenga e serve a poco ad un Foggia ancora penultimo.

LA TORREGROSSA DI BRESCIA – Nessun cambiamento significativo nelle primissime posizioni della classifica marcatori, visto che il capocannoniere Donnarumma a 10 gol, Coda e Mancuso a 7 e Palombi a 6 si prendono una settimana di pausa. L’unica nota di rilievo è, allora, l’ulteriore infoltimento del gruppone a 5 reti, visto che Mancosu, Bocalon, Di Mariano, Finotto, Nestorovski, Tutino e Vido si vedono raggiungere da La Mantia, che realizza il gol vittoria del Lecce a Carpi, Verre, che apre le marcature del Perugia contro il Pescara, e dal protagonista della nostra vetrina di questa settimana. Fatta, infatti, la doverosa menzione d’onore per Strizzolo (foto di copertina) che, con 2 realizzazioni contribuisce alla vittoria del Cittadella sulla Salernitana, protagonista della settimana non può che essere un altro realizzatore multiplo che, con i suoi due gol, sostituendosi per una settimana al bomber principe del torneo e confermando che la sua squadra possiede un potenziale offensivo di prim’ordine, ha permesso la vittoria e una decisiva risalita in classifica, in piena zona play off, ovvero Torregrossa del Brescia. Ernesto Torregrossa è un attaccante classe ’92, nato a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta e cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Nissa, società dilettantistica della sua città d’origine, Udinese e Verona. Con i veneti esordisce tra i professionisti, per 3 partite in Lega Pro Prima Divisione, nel 2010/11, negli unici 6 mesi in cui indossa la maglia gialloblu, prima di venire mandato in una lunga serie di prestiti: 6 mesi al Siracusa, una stagione al Monza (dove realizza i primi 4 gol tra i professionisti), 6 mesi al Como (1 gol) e una stagione e mezza al Lumezzane da 14 gol di cui 13 nel campionato 13/14 che gli vale la salita di livello con la chiamata in B del Crotone, dove realizza 8 reti che lo mettono sotto i riflettori della nostra rubrica, e poi il passaggio a Trapani (3 gol). Dal 2016 è a Brescia, fino a gennaio 2018 sempre in prestito dal Verona, poi a titolo definitivo. Quindi per lui quella attuale è la terza stagione tra le rondinelle: un esordio con 5 reti, un’ottima stagione, la scorsa, da 10 gol e quella attuale dove, come detto, in neppure mezza stagione ha già eguagliato la prima e con tutto il resto del campionato per battere il suo record non solo nelle fila lombarde, ma anche quello personale di 13 gol in una stagione. Intanto domenica pomeriggio si è portato avanti col lavoro con una doppietta fondamentale: al 35′ della partita casalinga col Livorno con un colpo di testa su una punizione battuta sulla trequarti da Tonali apre le marcature; al 58′ chiude i conti essendo il più rapido a ribadire il pallone in rete sul secondo palo dopo il batti e ribatti conseguente ad un’incursione di Donnarumma per il 2-0 definitivo.

GIOVANI BUONI PER TUTTI I RISULTATI – Ci sono giovani che continuano a segnare, prendendosi le prime vetrine della carriera, sempre celebrate dalla nostra rubrica, anche se, non sempre, la gioia personale corrisponde a quella della squadra. Ben 3, ad esempio, i nuovi prospetti che hanno assaporato la gioia del primo gol tra i professionisti in questo fine settimana, uno per ciascun possibile risultato. Il più felice di tutti è stato di sicuro Boultam della Cremonese che, proprio con il suo gol, ha regalato i 3 punti ai lombardi. Reda Boultam è un trequartista nato a Almere, in Olanda, ma con il doppio passaporto olandese e marocchino, il 3 marzo 1998. E’ cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di SC Buytenboys, Almere City e, soprattutto, Ajax dove fa tutta la trafila dei settori giovanili dal 2013 fino al 2018, quando arriva la Cremonese a prelevarlo. Per lui, che vanta già 8 presenze nell’U17 olandese, questo rappresenta l’esordio tra i professionisti, e, per ora, è già sceso in campo 4 volte con la maglia grigiorossa in B, per un totale di 109′, di cui 18 sabato pomeriggio, che gli sono bastati per il suo primo, fondamentale, gol lampo: subentrato al 73′ a Castagnetti, sul risultato di 0-0 ha impiegato pochissimi secondi a sbloccare il risultato grazie ad un diagonale destro sulla respinta corta della difesa, che si insacca all’angolo opposto per il definitivo 1-0. Moderatamente soddisfatto Vrioni del Venezia, il cui gol è servito al Venezia per pareggiare quello del Foggia e non uscire sconfitto dallo Zaccheria. Giacomo Vrioni è un attaccante nato da genitori albanesi il 15 ottobre 1998 a San Severino Marche, di nazionalità italiana e, dal 2018, albanese tanto che ha già esordio in entrambe le Nazionali giovanili (e, ironia della sorte, con quella albanese ha segnato il suo unico gol proprio a quella azzurra) e, addirittura, in quella maggiore albanese a ottobre 2018. E’ cresciuto calcisticamente nei settori giovanili di Matelica, squadra dilettantistica con cui gioca anche 4 partite in D nel 14/15, e, da gennaio 2015, Sampdoria che è l’attuale proprietario del suo cartellino. Una stagione, la scorsa, in C con la Pistoiese, da 8 gol e, poi, l’approdo, quest’anno, al Venezia, dove ha giocato, finora 7 partite, per un totale di 403′, segnando lunedì il suo primo, importante, gol: al 46′ della partita di Foggia, con i padroni di casa in vantaggio per il rigore di Iemmello, è rapidissimo a deviare in rete di sinistro sul primo palo un cross rasoterra di Bruscagin dalla sinistra. Sorriso a denti stretti, invece, per Melegoni del Pescara, il cui gol è valso solo il momentaneo pareggio degli abruzzesi nella sconfitta di Perugia. Filippo Melegoni è un centrale di centrocampo nato a Bergamo il 18 febbraio 1999 e cresciuto nel florido settore giovanile della squadra nerazzurra, fino ad approdare nell’orbita della prima squadra, con cui ha collezionato una presenza in massima serie nella stagione 16/17. Anche lui protagonista con tutte le nazionali giovanili, al punto da essere il Capitano della Under 20, da quest’estate è in prestito al Pescara, con cui finora è sceso in campo per 3 partite, tutte da titolare, per un totale di 303′. Sabato, la prima che ha portato a termine senza venire sostituito, è arrivato anche il primo, bellissimo, gol: al 52′ della partita di Perugia, 10′ dopo il vantaggio dei padroni di casa con Verre, pareggia momentaneamente i conti con un destro dai 40 metri che si insacca diretto imparabilmente.

Image and video hosting by TinyPic

FINE DI UN’ERA – Anche le storie più lunghe, a volte, finiscono. Anche quelle calcistiche. E’ quello che è successo in questi giorni, in cui abbiamo assistito alla fine di un’era: dopo 16 anni Zamparini non sarà più proprietario del Palermo. Due nomi che sembravano, ormai, indissolubili si sono separati per prendere strade diverse dopo aver fatto tanto insieme, ma essersi anche, decisamente, logorati a vicenda. Zamparini ormai, bene o male lo conoscono tutti: imprenditore immobiliare (e non solo) friulano classe ’41, è ormai nel mondo del calcio dalla metà degli anni ’80, iniziando come patron del Pordenone. Ma è da quando acquista il Venezia, nel 1987, che, pian piano, comincia a salire all’onore delle cronache prendendo una squadra sull’orlo del fallimento in C2 e riportandola fino in Serie A. Dal 2002, poi, è stato solo Palermo, soprattutto nel ruolo di proprietario, ma anche di Presidente (per 15 anni, fino a febbraio 2017). Una lunga storia di amore-odio, con tante soddisfazioni, come le qualificazioni alla Coppa Uefa, il Palermo champagne, i tanti giocatori svezzati ed offerti al Calcio Nazionale, ma anche tanti momenti cupi, come le retrocessioni,  le annate nere, i conflitti con la tifoseria e la città, i problemi giudiziari e le storie poco chiare che hanno portato anche ad interventi da parte della giustizia sportiva. Un personaggio particolare, sicuramente, Zamparini, controverso, con le sue luci e le sue ombre, fumantino, a tratti poco razionale, come dimostrato con una gestione degli allenatori che è divenuta quasi marchio di fabbrica, sbrigativa, spesso legata alle emozioni del momento, a tratti conflittuale con i propri tesserati, a volte salvifica a volte, troppe, inutile e deleteria, che gli è valsa la fama di “mangia-allenatori”. Insomma un personaggio che a Palermo ha dato tanto e che tanto ha ricevuto anche dalla città, ma che, pian piano, probabilmente, si è sentito togliere troppo. Da lì la decisione di questi ultimi tempi, di cedere, seppur a malincuore, la società. Ma, anche in questo, Zamparini non è stato banale con la storia della cessione della società a 10€ (pur con la clausola di saldo di tutti i debiti pendenti della società), il giallo sull’hackeraggio subito dalla società e l’invio di una mail ai giornali che annunciava la cessione ad una società diversa da quella reale, che tanti dubbi ha creato sulla bontà dell’operazione in atto. Alla fine, invece, tutto si è chiuso in modo positivo, con il passaggio, il primo dicembre, alla Global Futures Sports & Entertainment il cui CEO Clive Richardson si è già presentato in sede, assieme ad un nome ben conosciuto del calcio italiano, David Platt nel ruolo di consulente sportivo, non escludendo l’ingresso in società di altri partner. Zamparini si è congedato con una lettera di ringraziamento alla città e non ha escluso un suo ritorno nel calcio in futuro. Per il momento si limiterà a fare il tifoso e, a detta di Foschi, che resta in società, il consulente esterno, a titolo gratuito, “per amicizia”. 

B READY, PER ESSERE PRONTI ALLA 15^ GIORNATA – Ci si avvicina al giro di boa, a cui mancano, con la prossima, 5 giornate e l’incertezza continua, come sempre, a regnare sovrana. Intanto c’è da disputare il 15° turno, che avrà un format quasi classico: una anticipo stasera alle 21, 4 partite sabato, di cui una, novità, alle 12.30 e 3 alle 15, 3 partite domenica, 2 alle 15 e una alle 21, e il posticipo del lunedì alle 21. Capolista Palermo che, dopo essere stata protagonista di due anticipi, cede il posto e si accomoda al sabato, nell’anomalo orario delle 12.30 in casa di un Padova a caccia di punti importanti per risalire la china della coda classifica. Il suo posto stasera sarà preso da una delle principali inseguitrici, quel Pescara i cui passi falsi l’hanno visto scivolare al terzo posto, che aspetterà in casa il Carpi per sferrare un nuovo attacco alla testa della classifica, mettendo pressione ai rosanero. Ancor più motivato sarà il Lecce, che proverà a sfruttare ogni eventuale passo falso dei siciliani per balzare da solo in testa alla classifica, conoscendo già il risultato degli avversari, visto che sarà in scena sabato, ma alle 15, seppur in un match casalingo da non sottovalutare, con un Perugia in forma e a caccia di punti per consolidare il posto nei play off. La caccia in vetta si completa domenica alle 15 con il match tra Cremonese e Cittadella, con i veneti a 3 punti dalla vetta che se la dovranno vedere con i grigiorossi desiderosi di tornare a lottare per i playoff. Lotta per la zona spareggi che vedrà coinvolta la quasi totalità delle altre partite: il lanciatissimo Brescia sarà in scena nel posticipo di lunedì nell’interessantissimo scontro diretto in trasferta contro la Salernitana, posta appena 2 punti sotto; il Benevento in casa aspetta il Verona per un altro scontro diretto denso di significati, con i veneti che sono ad una svolta importante che potrebbe significare ritorno nella zona che conta o, probabilmente, problemi per la panchina di Grosso; l’Ascoli prova a buttarsi nella mischia nella trasferta in casa di un Venezia che, dopo il rallentamento dell’ultima giornata, vuol tornare a viaggiare col vento in poppa come qualche giornata fa; lo Spezia prova a rientrare in gioco sfruttando il fattore campo contro il Cosenza. Domenica pomeriggio ci sarà anche lo scontro diretto per l’ultimo posto al Picchi tra Livorno e Foggia, tra due società che, seppur separate da 3 punti, viaggiano con prospettive (ed umori) ben diverse. A riposo forzato il Crotone che proverà a riordinare le idee per uscire dal periodo nerissimo.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *